Lunedì, 21 Settembre 2020

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Teatri e teatrini

Tanti, grandi, piccoli, famosi, innovativi, sperimentali, itineranti: i teatri romani incontrano tutti i gusti, attirano giovani compagnie e grandi star dello spettacolo, aprono le loro porte a un pubblico appassionato e ai critici della stampa. Ognuno ha la sua storia speciale da conoscere!

momix_olimpicoUna programmazione molta attenta e una qualità degli spettacoli di eccellenza e il gioco è fatto. La scorsa stagione si è posizionato, come conferma Lucia Bocca Montefoschi, amministratore delegato e direttore artistico, “per presenza di pubblico, a livello nazionale, nei primissimi posti, mentre, a Roma siamo secondi, con un’affluenza di oltre 140.000 spettatori” e a chi le chiede gli elementi della formula vincente, l’amministratore delegato, risponde: “Semplicissimo. Cercare proposte di altissima qualità da portare sul palcoscenico e soprattutto ottenerle”.

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TeatroValleA due passi dal Senato, nel centro di Roma, rione Sant’Eustachio, impegnato nella sua attività culturale, educativa, e ludica da ben 3 secoli, lo storico Teatro Valle non è solo un palcoscenico ma, oggi come ieri, è un simbolo. Fu simbolo di una famiglia. E’ il 1726 quando i Marchesi Capranica del Grillo commissionano all’architetto Tommaso Morelli la costruzione del teatro. Fu simbolo “perfezionato” tra i teatri di tipo medio. E’ il 7 gennaio 1727 quando Domenico Valle, a cui viene affidato il teatro, lo inaugura con la rappresentazione della tragedia Matilde di Simone Falconio Pratoli a cui seguì un fitto repertorio di prosa. Fu simbolo di successo. Nel corso di tutto il 1700, infatti, la sua fama aumentò progressivamente, tanto che riuscì a guadagnare un ruolo preminente nel sistema teatrale cittadino. Fu simbolo anche di classicità strutturale. La costruzione era interamente lignea, si presentava come un classico teatro all’italiana provvisto di cinque ordini di palchi ed un loggione, senza foyer.

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Teatro_JovinelliPiazza Guglielmo Pepe si trova in uno dei quartieri romani più multicolori, più multietnici e più “carico” dei profumi speziati sprigionati dalle cucine dei ristoranti cinesi, indiani, pakistani e giapponesi.   Si trova nel quartiere Esquilino. E poco distante, dal via vai, del mercato rionale e dalle due fermata della metro, Termini e Vittorio Emanuele, si può ammirare la facciata rosa e in stile liberty di uno tra i più noti teatri romani: l’Ambra Jovinelli. Il teatro nacque in Piazza Guglielmo Pepe nel lontano 1909, quando ancora il quartiere non era abitato e “stipato” di tante nazionalità e idiomi. Quattro palazzi, non lontani dalla Stazione Termini che sorgevano intorno a Piazza Vittorio Emanuele, divenuti con il passare degli anni otto, e poi sedici e così via. Oggi, il Teatro Ambra Jovinelli, per il suo colore esterno, fresco e primaverile, si “staglia” dalle costruzioni scure, coperte da una o più patine di smog e dal caos del traffico, fino a divenire “signore” del quartiere. Ma la sua storia, improntata sulla comicità, racconta di un’esistenza segnata da difficoltà e abbandono.

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Facciata_Teatro_dellOpera_1Il Teatro della Scala a Milano, il Teatro La Fenice a Venezia, il Teatro Petruzzelli a Bari, il Teatro San Carlo a Napoli e il Teatro dell’Opera a Roma, sono solo alcuni dei luoghi, in Italia, nati quali sedi delle rappresentazioni teatrali in musica dell’opera, dell’operetta e dei musical.

Il Teatro dell’Opera di Roma nasce 130 anni fa. Viene inaugurato la sera del 27 novembre 1880 con una fastosa riproduzione della Semiramide di Gioacchino Rossini. Ci fu grande e solenne attesa per l’avvenimento sia per la “battente” campagna pubblicitaria che anticipò  l’evento e sia perché la serata fu presenziata dai Sovrani, la Regina Margherita e il Re Umberto, e dai più noti nomi della aristocrazia romana e del mondo politico del tempo.

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EsternoBrancaccioA due passi da Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere Esquilino, all’angolo tra due delle strade più trafficate della Capitale, Via Merulana e via Mecenate, sembra quasi di essere a Broadway tra  la 41esima  e la 53esima, nella zona definita “Theater District” che circonda Times Square. Di teatri nel quartiere romano, all’incrocio tra le due strade,  c’è ne uno solo  ma il periodo in cui fu edificato ed inaugurato, il 1916, coincide con quello dei 38 teatri di Broadway così come il suo aspetto esteriore non è molto differente da quelli newyorkesi. Ed è degli ultimi tempi la notizia che il Teatro  si è molto avvicinato a quelli d’oltre oceano anche dal punto di vista dell’offerta degli spettacoli.

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Salone_margheritaA metà strada tra Piazza di Spagna, con la sua Barcaccia, opera del Maestro Bernini,  e Via del Tritone, che prende il nome dall’omonima fontana, anch’essa opera del Bernini, si trova uno dei teatri più rinomati non solo della capitale ma dell’intera penisola. E’ il  Salone Margherita che dimora dal 1898 in Via Due Macelli, 75. Nasce con il nome di Teatro delle Vanità per volere dei fratelli Marino.

Perché Teatro delle Vanità? E chi erano i fratelli Marino? Bisogna andare indietro di oltre un secolo e leggere, attraverso le pieghe dei ricchi documenti che accompagnano la storia dell’odierno Salone Margherita, le sue origini.

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Teatroghione3Nasce nel 1980 per volere della celebre attrice Ileana Ghione (scomparsa il 4 dicembre 2005). Ha una struttura estremamente elegante e raffinata. Incarna, a pieno titolo, l’ideale del teatro classico. E’ posizionato nel cuore di Roma, in Via Delle Fornaci 37, a pochi passi da Piazza San Pietro. Ha una “compagnia stabile”. Ha un laboratorio teatrale. E il suo cartellone di spettacoli e appuntamenti per la stagione 2010/2011 è caratterizzato da una intensa programmazione e da una “filiera” di personaggi di indiscutibile valore artistico. E’ il Teatro Ghione e Moreno Sangermano, Responsabile Marketing, ne ha illustrato, passo dopo passo, scandendo i tempi in armoniosa sequenza, la storia passata, il viaggio presente e  il tempo che verrà.

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TeatroIndia1Un antico opificio dimesso. Una fabbrica tessile non più funzionante. Insomma, degli edifici industriali, non più attivi già durante lo scorso millennio, su cui si sperimentano forme contrastanti in convivenza architettonica, fa parlare di “archeologia industriale”. Che cosa succede se si prende uno di questi ex fabbricati, per esempio, uno di quelli che a Roma si affacciano sul Lungotevere dei Papareschi,  lo si svuota dal suo contenuto “produttivo” e lo si riempie di mobilia culturale,  recuperandone in toto l’involucro? Il risultato è eccezionale. Il paesaggio urbano acquista una nuova valenza mentre la collettività ne può assaporare la sua inebriante e surreale dimensione.

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t_vascello_1Gli anni '80 del secolo scorso stavano per finire. Raf cantava, al Festival di Sanremo del 1989, "Cosa resterà di questi Anni Ottanta afferrati già scivolati via..." e a Roma, in quello stesso anno, l'architetto Costantino Dardi e Giancarlo Nanni, si cimentavano nella ristrutturazione dell'avo Cinema Vascello, costruito nel 1946, e divenuto poi quel complesso di elementi che costituisce oggi l'attuale Teatro Vascello. E proprio Giancarlo Nanni insieme all'inseparabile compagna e collega Manuela Kustermann ne diventarono i direttori artistici. Siamo nel cuore di Monteverde vecchio, in via G. Carini al civico 78, nelle immediate vicinanze del Gianicolo, sopra Trastevere e a 100 metri da Villa Sciarra. Siamo nel quartiere più placido di Roma dove tutto assume un rapporto più stretto e familiare con la quotidianità, dove passato e presente si mescolano e si amalgamano divenendo vita, e dove il Teatro Vascello plasma questa mescolanza facendola diventare "cosa viva", linfa vitale nelle vene non solo del quartiere ma dell'intera città.

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Teatro_dellOpera_internoProseguendo nella nostra storia sui teatri più importanti e prestigiosi di Roma non ne può certo mancare uno che, oltre a raffinatezza, eleganza e maestosità, si distingue per la particolare attenzione che presta all’opera lirica italiana e al balletto.
Il Teatro dell’Opera, collocato a pochi passi dalla stazione Termini, si erge in tutta la sua imponenza in Piazza Beniamino Gigli, nel punto di intersezione di una serie di vie sempre molto trafficate. Passando accanto al teatro viene spontaneo sostare un attimo a osservare la sua magnificenza, nonostante i clacson e il rumore del traffico cittadino vogliano prendere il sopravvento. Soprattutto per gli appassionati di opera lirica e di balletto, ai quali basta buttargli l’occhio fugacemente per emozionarsi. E per chi conosce la sua storia e sa quale importanza ricopre nel panorama culturale capitolino, italiano e mondiale.

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Teatro_ArgentinaLa città di Roma, si sa, ospita diversi “tempi dello spettacolo teatrale” tra i più prestigiosi al mondo e con un immenso bagaglio culturale e storico alle spalle.
Il Sistina, il Teatro dell’Opera e le Terme di Caracalla, l’Eliseo, il Teatro Olimpico e molti altri. E poi ce ne è uno che, radicato nel centro storico della città, nel bel mezzo del triangolo Piazza Venezia - Piazza Navona - Campo dè Fiori, è uno dei più celebri e antichi della capitale: il Teatro Argentina.
Fondato da una delle famiglie più nobili della Roma del 700, gli Sforza Cesarini, il luogo dove oggi sorge il teatro vanta un passato che in realtà si riallaccia a molto tempo addietro, quando al suo posto vi era la grande aula Curia Pompeii, dove Giulio Cesare fu ucciso e che Augusto decise di far murare. In seguito, l’area fu restaurata e rimase in uso fino al V secolo d. C.
Fino a che entrò in possesso della famiglia Cesarini, la quale nel 1730 decise di restaurare il palazzetto e la torre – all’epoca chiamati la “Casa del Burcado” - per avviare il progetto di costruzione di un teatro vero e proprio.

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Il_SistinaRoma ha un teatro in una raffinata via del centro a cui è particolarmente affezionata. In più di 60 anni di attività il Sistina le ha regalato momenti magici e ha incoronato il successo dei suoi artisti più importanti. Nino Manfredi, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Walter Chiari e molti altri, hanno trovato la popolarità calcando il palco di questo storico teatro, uno dei più prestigiosi della scena capitolina.
Considerato il tempio per antonomasia della commedia musicale, il Sistina è stato prima di tutto il tempio di due personaggi che hanno fatto la sua storia e lo hanno trasformato in quello che è tutt'ora: gli indimenticabili Pietro Garinei e Sandro Giovannini.

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palcoCollocato in una zona centrale, a due passi da Piazza Navona, piccolo e rustico ma pregno di significati e di storia, il Teatro dell'Orologio, al suo venticinquesimo anno di vita, rappresenta senza dubbio una sede importante per l'attività teatrale e culturale romana.
Nacque in un periodo storico di grande fervore artistico, quando l'assessore culturale di allora, Renato Nicolini, noto architetto, politico e drammaturgo italiano, diede vita nel 1977 all'iniziativa "Estate romana", che prevedeva l'allestimento di grandi eventi cinematografici, teatrali e musicali nel centro storico di Roma. Ottenne un grandissimo successo tanto da diventare un fenomeno di costume, e sicuramente servì per attirare la popolazione nella parte centrale della capitale in risposta all'emarginazione delle periferie.

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anfiteatro_tasso_3 Anche d’estate Roma offre una scelta di spettacoli teatrali di qualità.
Incastonato nel Gianicolo, ad esempio, esiste un piccolo teatro che già di per sé è uno spettacolo per la sua bellezza raccolta e per la vista che offre sulla città eterna, e che di sera si illumina e ospita le più importanti rappresentazioni del teatro classico e contemporaneo.
E’ l’Anfiteatro Quercia del Tasso, meno conosciuto rispetto a tanti altri teatri della città, ma una chicca per gli appassionati.
Un vero e proprio spettacolo nello spettacolo.
 



 

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anticameradelvento-1Quando si insegue un sogno bisogna essere determinati e fare di tutto per raggiungerlo. Presupposto fondamentale è studiare, essere propositivi, tentare più strade e alcune volte se si incontrano delusioni, trasformarle in forza. Questo è quello che ha fatto e sta facendo Gabriele Carbotti. Il suo sogno è "ritagliarsi uno spazio nel mondo dello spettacolo". Il percorso è stato lungo ed impegnativo e non è ancora finito.

Una passione iniziata da giovanissimo, nei banchi di scuola, dove a 13 anni ha recitato nel suo primo spettacolo, vincendo il primo premio come attore non protagonista nella rassegna teatrale "Attori e tecnici a scuola". In seguito è entrato nel pubblico di Amici di Maria de Filippi (quando era un talk show) e ha partecipato alla prima edizione di Saranno Famosi sempre della De Filippi.

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maschereQuando alla fine del XIX secolo veniva iniziata l'urbanizzazione del quartiere S.Lorenzo, allora situato alla estrema periferia di Roma, nessuno avrebbe pensato che quest'area piuttosto scialba sarebbe diventata uno dei luoghi culturalmente più movimentati della città. Agli albori del progetto di costruzione, il piano regolatore non prevedeva che S.Lorenzo diventasse un quartiere popolare. Ma la grossa crisi edilizia di quegli anni costrinse a destinare gli edifici, anche quelli non completamente ultimati, per dare alloggio alle classi meno abbienti, quindi anche ad artisti squattrinati e stravaganti bohemiene.

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teatro_di_documenti_3Nel cuore della testaccio dei locali notturni e dei ristoranti per tutti i gusti si trova un angolo di cultura avvolto dalla storia romana. Laddove, accanto al Tevere, gli addetti ai magazzini generali accatastavano i cocci delle anfore del vino e dell'olio dando origine al caratteristico "monte dei cocci", oggi sorge "Un teatro per cerebri agili" dove mettere in scena rappresentazioni "utopiche", "intimiste" e "sperimentali" come amava dire il suo ideatore Damiani.

Luciano Damiani nacque a Bologna nel 1923 e morì a Roma, la città del suo teatro gioiello, nel 2007. E' stato uno scenografo e costumista italiano nel 1952, al Piccolo Teatro di Milano, ha firmato alcuni importanti spettacoli diretti dal regista Giorgio Strehler.

Damiani collaborò anche con altri registi come Squarzina, Ronconi e Gassman.

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locandina_teatro_dellangeloNell'ottobre del 2006 è stato riportato alla luce dopo anni di oblio, il nuovo Teatro dell'Angelo, vecchia gloria del quartiere Prati. Questo luogo elegante e popolare al tempo stesso, fu usato, sin dagli anni '30, come punto di ritrovo e sala da ballo del quartiere. In seguito, visto anche lo scoppio della guerra, diventò un archivio e poi addirittura un magazzino, fino al suo abbandono.
Solo nel 1993, grazie alla sua forte passione, Bedi Moratti, sorella del più celebre Massimo e figlia dello storico presidente dell'Inter, Angelo Moratti (da cui questo luogo prende nome), il Teatro dell'Angelo venne riscoperto, restaurato, e adeguato a spazio teatrale.

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teatro_grecoSulle note dell' indimenticabile "Roma non fa la stupida stasera" prende corpo in maniera del tutto originale, una fantastica rivisitazione di Rugantino, la commedia musicale italiana più amata di tutti i tempi, scritta da Garinei e Giovannini con la collaborazione di Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile e musicata dal Maestro Armando Trovajol.

Il Teatro Greco, dopo il successo della prime rappresentazioni andate in scena dal 15 novembre 2007 al 6 gennaio 2008, ha concesso due recite eccezionali giovedì 26 febbraio e giovedì 5 marzo 2009 a quanti un anno fa non hanno goduto di tale privilegio.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X

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