Lunedì, 20 Agosto 2018

Salute

Novità, informazioni, iniziative gratuite da cliniche e ospedali della regione, studi recenti e scoperte nel campo medico, interviste ai luminari: tutto ciò che ci interessa da vicino per la nostra salute.

Uno studio pubblicato in queste ore sulla prestigiosa rivista Science getta le basi per la cura delle malattie autoimmuni, patologie nelle quali il sistema immunitario aggredisce l’organismo a cui appartiene. In particolare, lo studio condotto sotto la direzione del prof. Aimee Payne e Michael Milone dell’Università di Pensilvania in collaborazione, tra gli altri, con Giovanni Di Zenzo, ricercatore dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI-IRCCS), ha riguardato un approccio innovativo per la cura di una malattia bollosa autoimmune potenzialmente letale: il Pemfigo. La ricerca ha dimostrato come, per ora solamente in un modello murino, attraverso l’ingegnerizzazione ad hoc di linfociti T si possano eliminare selettivamente i linfociti B causa della malattia autoimmune. Questo studio fornisce una nuova strategia di cura potenzialmente applicabile anche ad altre malattie autoimmuni.

Europa – America per la terza volta insieme nelle sale operatorie del Regina Elena
IRE: FIN DOVE PUÒ ARRIVARE LA CHIRURGIA ROBOTICA IN UROLOGIA?

32 chirurghi e oncologi medici a confronto su preservazione di organo, funzionalità e standardizzazione procedure. Branca : "Il futuro della chirurgia è qui!"

Quello della prostata è il tumore maschile per eccellenza: è infatti la neoplasia più frequente negli uomini, 35.000 sono le nuove diagnosi nel 2015. Ma anche le neoplasie della vescica e del rene hanno una elevata incidenza nella popolazione maschile: quello della vescica è il quarto tumore più frequente nei maschi con oltre 21.000 nuovi casi maschili e circa 5000 femminili nel 2015, il tumore del rene nello stesso anno ha colpito il doppio degli uomini rispetto alle donne, 8000 di sesso maschile contro i 4000 di sesso femminile. All'Istituto Regina Elena la Chirurgia Robotica offre una opzione terapeutica non solo negli stadi precoci di malattia, ma anche nelle terapie degli stadi avanzati e nei trattamenti di salvataggio, dopo fallimento di altre terapie. Per la terza volta presso il nostro Istituto, circa 300 urologi e 32 esperti mondiali in campo uro-oncologico a confronto per standardizzare oggi alcune procedure collaudate nei centri di riferimento.

Fin dove può arrivare la Chirurgia Robotica? All'Istituto Regina Elena si eseguono circa 400 interventi l'anno di chirurgia uro-oncologica, di cui 10 per l'asportazione totale del rene con trombectomia cavale, e cioè rimozione del trombo occludente la vena cava. L' intervento è il gold standard in caso di cancro del rene che coinvolga la vena renale causando una trombosi neoplastica. L' operazione è stata standardizzata e viene eseguita routinariamente con tecnica robotica in soli tre centri al mondo: a Roma all'Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena", alla University of Southern California e al PLA General Hospital di Pechino.

Per la definizione dell'iter terapeutico del tumore della prostata la strettissima collaborazione tra chirurghi, radioterapisti e oncologi medici è un "must". Il miglior trattamento ha portato i tassi di sopravvivenza per queste neoplasie all'80-90% a 10 anni dalla diagnosi, rendendo sempre più importante quindi l'attenzione agli aspetti relativi alla qualità di vita del paziente.

E al ripresentarsi della malattia a livello locale la chirurgia robotica di salvataggio è un trattamento emergente e di avanguardia, un approccio, mini-invasivo e in alcuni casi risolutivo, che sta rapidamente guadagnando popolarità e consenso nella comunità scientifica e presso i pazienti. Similmente, quando il paziente colpito da tumore prostatico presenta una ripresa della malattia ricorrere all'asportazione dei linfonodi pelvici (linfoadenectomia pelvica e retro peritoneale di salvataggio) offre una maggiore possibilità di guarigione o comunque un più duraturo controllo della malattia. La possibilità di eseguire questo intervento con il robot ha notevolmente ridotto la morbidità di questa chirurgia.

Questo è quanto sta emergendo al grande meeting in corso al Regina Elena che vede oggi e domani riuniti 32 esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo.

"L'incontro prevede interventi di chirurgia robotica, organizzata insieme al mio staff – illustra Michele Gallucci, Direttore dell'Urologia IRE – e ai colleghi Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California. Un team di eccezione, collaboriamo ormai da anni e oggi ci ritroviamo a Roma, per la terza volta insieme, per tirare le somme di 3 anni di intenso lavoro sulle procedure chirurgiche robotiche."

"Dalle sale operatorie del Regina Elena – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario IFO - si fa scuola su interventi di grande complessità e con approccio completamente "intracoporeo". L'urologia è stata la prima ma ora tutte le specialità chirurgiche degli Istituti utilizzano il robot. Posso tranquillamente affermare che il futuro della chirurgia è qui!"

CHIRURGIA ROBOTICA UROLOGICA IN DIRETTA, esperti dall'America e Europa il 23 e il 24 Giugno all'Istituto Regina Elena, domani, giovedì 23 incontro con la stampa alle ore 14.00

Il 23 e 24 Giugno all'Istituto Regina Elena si riuniscono 32 esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo per l'evento dal titolo
"CUTTING-EDGE ROBOTIC UROLOGY & MEDICAL ONCOLOGY".
L'incontro coinvolge in sala operatoria Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California e Mark Emberton della University College di Londra, "con i quali – precisa Michele Gallucci, Responsabile della Urologia del Regina Elena e organizzatore dell'evento - è da anni attiva una importante collaborazione per l'introduzione di procedure chirurgiche robotiche nella pratica clinica e la loro standardizzazione."

I molteplici interventi di chirurgia robotica saranno in diretta multimediale dalle sale operatorie e il Centro Congressi Multimediale IFO. Gli esperti ribadiranno i vantaggi e la necessità di estendere gli interventi con il supporto del robot al fine di garantire sempre migliore qualità della vita, ridurre le complicanze e garantire convalescenze sempre più brevi.

Gli esperti saranno lieti di rispondere ai quesiti dei colleghi della stampa

GIOVEDI' 23 giugno
alle ore 14.00
presso il Centro Congressi Multimediale IFO
Via F. Ognibene, 23 – Roma

CHIRURGIA ROBOTICA UROLOGICA IN DIRETTA
Esperti dall'America e Europa il 23 e il 24 Giugno all'Istituto Regina Elena

Il 23 e 24 Giugno all'Istituto Regina Elena si riuniscono esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo per l'evento dal titolo "CUTTING-EDGE ROBOTIC UROLOGY & MEDICAL ONCOLOGY".
L'incontro coinvolge in sala operatoria Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California e Mark Emberton della University College di Londra, "con i quali – precisa Michele Gallucci, Responsabile della Urologia del Regina Elena e organizzatore dell'evento - è da anni attiva una importante collaborazione per l'introduzione di procedure chirurgiche robotiche nella pratica clinica e la loro standardizzazione."

I molteplici interventi di chirurgia robotica saranno in diretta multimediale dalle sale operatorie e il Centro Congressi Multimediale IFO.

Un altro passo avanti per migliorare la sanità del Lazio:
MEDICINA NUCLEARE: AZZERATI I TEMPI DI ATTESA PER PET TC

Branca: "Come promesso, abbiamo raggiunto il traguardo grazie a un ottimo lavoro di squadra".
Obiettivo raggiunto! Azzerati i tempi di attesa: 5 giorni al massimo per effettuare una PET -TC presso la Medicina Nucleare dell'Istituto Tumori Regina Elena. Un risultato importante avviato dall'inizio dell'anno.

Programma volto a rispondere ai bisogni assistenziali del cittadino, a contenere i costi della sanità del Lazio e a contribuire al calo della mobilità passiva.

"Si è così verificato – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO - quello che avevo promesso per giugno: abbattimento totale delle liste di attese per gli esami PET-TC.
Il risultato è stato possibile grazie all'intenso lavoro di ricognizione e ottimizzazione della qualità organizzativa della struttura; processo che ha visto l'interazione e la collaborazione partecipata dei vari livelli organizzativi e il pieno sostegno della Regione Lazio."

Una riorganizzazione di tutto il processo produttivo ha portato a : ampliamento dell'orario di lavoro da parte del personale medico e dell'intero comparto, ottimizzazione dei tempi di arrivo dei radio-farmaci, di accoglienza del paziente e dei tempi reali di utilizzo delle macchine, upgrade tecnologico della stazione di refertazione. Tutti questi gli "ingredienti" che hanno consentito di azzerare i tempi di attesa per la PET TC.

"Non è stato tralasciato nulla dell'intero processo logistico di organizzazione – dichiara Giuseppe Sanguineti, direttore del Dipartimento di ricerca, diagnostica avanzata e innovazione tecnologica- Dal personale, alle macchine, all'accoglienza, tutto è stato pensato per aumentare la fluidità dell'erogazione dei servizi e con un unico obiettivo: offrire ai pazienti prestazioni di qualità in tempi ottimali."

La Medicina Nucleare del Regina Elena è sempre stata in posizione di avanguardia in campo nazionale: riunisce in un'unica struttura tutte le attività cliniche della Medicina Nucleare sia di tipo diagnostico che terapeutico; è dotata di una configurazione strutturale e tecnologica di elevato livello; l'organizzazione, i processi ed i referti sono supportati da programmi di gestione informatica innovativi e tutti certificati ai sensi della Norma ISO 9000. La Sezione PET della Medicina Nucleare IRE è dotata di 2 tomografi veloci di ultima generazione ad elevatissima risoluzione con accessorio TC spirale a 16 strati. Ad oggi si effettuano 24 esami PET TC giornalieri grazie ad un incremento del 30% dell'attività diagnostica.

Nuovo dispositivo da laboratorio che sfrutta la luce per individuare in tempo reale mutazioni genetiche nei pazienti con carcinoma colorettale.
Nel 2017 i primi test clinici al Regina Elena. Il Progetto è finanziato dalla Comunità Europea.

Un biosensore nano-fotonico capace di sfruttare la luce per rilevare infinitesimali quantità di marcatori tumorali: è l'idea progettuale ritenuta migliore fra oltre 450 proposte pervenute all'Unione Europea nell'ambito del prestigioso schema di finanziamento Horizon 2020. ULTRAPLACAD, un consorzio europeo formato da 13 centri di eccellenza mondiale, svilupperà entro il 2017, con il supporto della Commissione Europea, un prototipo industriale di laboratorio che sarà testato clinicamente all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Per la prima volta attraverso la luce potranno essere individuati, in particolare nei pazienti con carcinoma colorettale, geni mutati e altre alterazioni a carico di microRNA.

Il sensore sarà in grado infatti di leggere fasci di luce in uscita da un circuito microfluidico.

Il progetto è rivoluzionario poiché con un semplice prelievo di sangue e senza bisogno di ricorrere alla biopsia tissutale sarà possibile avere informazioni sulla presenza o meno della malattia. Molti chiamano questa nuova metodica "biopsia liquida". Non è tutto. Gli esperti ritengono che il biosensore ULTRAPLACAD darà in tempo reale indicazioni sull'estensione e la diffusione del tumore, su opzioni terapeutiche ottimali, sulla risposta della malattia alle terapie. Sarà dunque possibile monitorare i pazienti per l'intero decorso della malattia, ripetutamente, tramite un semplice prelievo ematico, a tutto vantaggio sia del paziente sia del medico, il quale potrà continuamente avere 'il polso' clinico-patologico del suo assistito. La biopsia liquida si candida come metodica ancillare a ogni terapia oncologica di precisione.

Il biosensore nano-fotonico ULTRAPLACAD sarà testato entro un anno nel contesto di un trial clinico diagnostico che si svolgerà presso i laboratori dell'Istituto Regina Elena. E' quanto è emerso dall'importante incontro che si è tenuto a Praga, a un anno esatto dall'inizio della sperimentazione e al quale hanno preso parte esperti mondiali in microfluidica, nanofotonica, plasmonica, chimica e scienze dei biosensori, oltre all'associazione che riunisce tutti i pazienti con carcinoma colorettale a livello europeo (EuropaColon). Dallo studio clinico si evidenzierà se la luce attraverso un congegno nanofotonico, può sostituire la biopsia che ancor oggi si utilizza per diagnosticare il cancro.

"E' motivo di particolare orgoglio per noi – dichiara Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO – essere stati scelti come sede primaria dei test clinici. E' un onore e un grande onere. Siamo ansiosi di poter cominciare a saggiare i primi microchip, i cui stampi, che sono costati tanta fatica ai nostri colleghi chimici, fisici e ingegneri, giravano di mano in mano già a Praga."

ULTRAPLACAD è un acronimo inglese che significa: rivelazione ultrasensibile dei tumori con metodi plasmonici. Lo schema di ULTRAPLACAD mostra come il marker tumorale, per esempio una mutazione genica, sia catturato nel biosensore e come questo segnale venga convertito in luce attraverso un sistema di amplificazione basato su nano-particelle, e sia poi captato da un biosensore plasmonico.
"Captare segnali fotonici – illustra Giacomini che da anni si occupa di nano-immuno-teranostica presso l'IRE - e cioè luce, non molecole biologiche o particelle atomiche, è una tecnologia d'avanguardia. La luce, una entità che ci piace pensare immateriale, può fornirci risposte quanto mai concrete e pratiche a problemi diagnostici di ogni giorno, e ci aiuterà a curare in maniera ottimale sempre più pazienti, attraverso prelievi di sangue non invasivi."

"Il nostro Comitato Etico ha espresso parere positivo, - prosegue Giacomini - e quindi abbiamo già reclutato i primi pazienti che verranno studiati con la biopsia liquida. Si è formato un gruppo di ricercatori di base e clinici che svilupperà la metodica in tutte le sue implicazioni e metterà questo strumento al servizio della salute pubblica. Ci vorrà qualche anno perché la biopsia liquida diventi routine diagnostica, ma la strada è tracciata. Vorrei ringraziare veramente tutti i colleghi che partecipano con entusiasmo a questo sforzo collegiale e multidisciplinare nel nostro istituto."

Il "Gruppo Biopsia Liquida" dell'Istituto Regina Elena è formato da:

Anatomia Patologica: Edoardo Pescarmona, Marcella Mottolese, Simonetta Buglioni, Elisa Melucci, Beatrice Casini, Paolo Visca. Chirurgia Digestiva: Alfredo Garofalo, Fabio Carboni, Orietta Federici, Mario Valle. DMT Sarcomi: Roberto Biagini, Mariangela Novello. Ematologia: Andrea Mengarelli. Neurochirurgia: Carmine Carapella. Oncogenomica ed Epigenetica: Maria Giulia Rizzo, Andrea Pelosi, Matteo Allegretti, Elisa Tremante, Patrizio Giacomini. Oncologia Medica: Francesco Cognetti, Alessandra Fabi, Michele Milella. Patologia Clinica: Laura Conti, Aline Martayan, Anna Antenucci, Giovanni Cigliana, Roberta Merola. S.A.F.U.: Maurizio Fanciulli e Matteo Pallocca.

Il Consorzio ULTRAPLACAD è formato da:

Interuniversity Consortium "National Italian Institute of Biostructures and Biosystems";

AIT - Austrian Institute of Technology GmbH, Austria

Ústav fotoniky a elektroniky AV ČR, v.v.i, Czech Republic

Istituti Fisioterapici Ospitalieri/IRE, Italy;

Universiteit Twente, The Netherlands;

Universitaet Siegen, Siegen, Germany;

Università degli Studi di Ferrara, Italy;

Teknologian Tutkimuskeskus VTT Finland;

Scriba Nanotecnologie Srl, Italy;

Ginolis Oy, Oulu Finland;

Future Diagnostics Solutions, the Netherlands;

Horiba Jobin Yvon S.A.S., France;

AMIRES s.r.o., Czech Republic.

Il progetto ULTRAPLACAD è finanziato nel contesto del programma H2020 dell'Unione Europea. Se volete rimanere aggiornati sulle ultime novità, visitate il sito www.ultraplacad.eu.

Da un amore ed un dolore ancora bruciante nasce un grande gesto di accoglienza e generosità

IFO, RESTYLING SALA D'ATTESA: UN BEL DONO AI PAZIENTI

"Prendersi cura delle persone che incrociamo. Questo è il racconto della vita di Stefano"

Da un amore importante, dalla condivisione del lungo percorso della malattia e dal doversi arrendere al destino crudele nasce un gesto di immensa generosità fortemente voluto da Cesare Piro, ideatore e promotore del progetto "Living Stefano".

In pochi mesi è stato messo a punto il disegno, realizzate su misura le poltrone ergonomiche ed effettuata la raccolta di donazioni tra parenti e amici. "Inauguriamo con questa importante donazione il progetto "Accoglienza e decoro" – sottolinea Marta Branca, commissario straordinario degli IFO - che è finalizzato a rendere sempre più confortevole e decorosa la permanenza delle persone nei nostri Istituti"

"Il progetto è dedicato alla memoria del mio amato compagno, Stefano Ceccarelli, che nell'atrio degli IFO ha trascorso molte ore. – Recita la dedica a firma di Cesare Piro affissa sui pilastri della sala d'attesa - Un uomo vitale e generoso che ha combattuto con coraggio e serenità la sua battaglia contro la malattia. È dedicato a lui e alla sua grande famiglia, una famiglia definita dall'amore. Ai suoi parenti, ai suoi amici, ai suoi colleghi. Ma anche ai medici, agli infermieri, ai volontari. Ma è soprattutto dedicato a tutti i degenti, di questa struttura, che spesso ci hanno regalato un sorriso – attimi di intimità e vicinanza in momenti molto difficili. Ognuno di noi è molto di più della malattia che, in certi momenti, ci affligge. È per questo motivo che ho deciso di ristrutturare la sala d'attesa – un luogo sospeso fra la casa e la cura – per riaffermare che la nostra vita è ampia e dobbiamo trovare spazio, in quello che siamo, per tutte le nostre emozioni. Vorrei che fosse questa la testimonianza di Stefano - amore, accoglienza e generosità. Prendersi cura delle persone che incrociamo. Questo è il racconto della vita di Stefano, la narrativa della sua esistenza."

"Siamo stati travolti dall'energia di questo atto di grande generosità. Un energia – ha ringraziato commossa Marta Branca – che in poco tempo ha dato vita ad una nuova dimensione all'area in assoluto più frequentata degli Istituti. Un esempio di come la generosità dei cittadini deve essere sempre più a sostegno della ricerca e delle attività della sanità pubblica, a favore di progetti concreti, condivisi e coinvolgenti. Ringrazio Cesare Piro per aver aderito all'iniziativa "Accoglienza e decoro" promossa per rispondere ad esigenze che oggi non sempre è possibile soddisfare con tempi e costi adeguati rispetto alle impellenti priorità."

Grande emozione nello scoprire le lastre di marmo e le dediche, ma anche affetto e gioia nel ricordare Stefano. Un centinaio i presenti tra amici, parenti e operatori degli Istituti.

Presente l'Architetto Cristina Persico Piro che ha ideato e curato lo spazio in cui la parola d'ordine è "interconnessione". " Il progetto, nei suoi particolari esecutivi,- ci illustra l'architetto - ha posto la massima attenzione al benessere emotivo e a quello fisico di quanti frequentano questa struttura."

Infatti grazie alla ditta "Linea Zeta" e a Simonetta e Fabio Zitti, che hanno sposato subito l'idea, "sono stati eseguiti vari prototipi,- prosegue l'Architetto - via via perfezionati, prima di definire una seduta che conciliasse l'ergonomia con la gradevolezza, non tralasciando l'estetica."

Le sedute sono disposte in due isole che formano due ottagoni adiacenti, centrati sui due pilastri. La disposizione dei divani dà luogo a condizioni differenziate di riservatezza o di possibilità di relazione con altri.

SIMIT - CONTROINFORMAZIONE IN TV SU VACCINI - "DATI INESISTENTI E TESI PRIVE DI FONDAMENTO SCIENTIFICO"

"La SIM, la SIMIT e la SIICA ritengono che le vaccinazioni siano lo strumento preventivo più efficace a disposizione della Sanità Pubblica, e promuoverne la diffusione grazie ad una maggiore conoscenza è doveroso"

La Società Italiana di Microbiologia (SIM), la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e la Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA) esprimono con forza il proprio dissenso da quanto accaduto nel corso della trasmissione televisiva di Rai 2 "Virus" del 12 maggio 2016, in cui, sulla base di dati inesistenti e tesi prive di ogni fondamento scientifico, sono state diffuse informazioni errate su un tema di vitale importanza, come quello dei vaccini.

"Crediamo che sia compito della Comunità Scientifica - dichiara il Prof. Massimo Andreoni, Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma "Tor Vergata", nonché Presidente uscente SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - quello di divulgare in modo diretto e chiaro dati e risultati scientifici e, laddove necessario, adoperarsi per rispondere nel merito a dubbi e domande che potrebbero indurre un comportamento critico del cittadino nei confronti del Sistema Salute. Riteniamo allo stesso tempo che, nel pieno rispetto della libertà di stampa e di informazione, il servizio pubblico abbia la responsabilità di offrire una comunicazione di qualità a chi ascolta, fornendo informazioni attendibili, verificabili e trasparenti e che, anche nel confronto fra idee diverse, faccia la dovuta attenzione a non lasciare spazio solo a condizionamenti emotivi e non mettere sullo stesso piano chi sostiene fatti dimostrabili, rispetto a chi è portatore di singoli punti di vista.

Dunque, anche alla luce dell'evidente calo della copertura vaccinale nel nostro Paese, quando si parla di temi di tale impatto sulla salute pubblica, diventa essenziale rivolgersi esclusivamente a fonti e personaggi attendibili, che non diffondano giudizi fondati su spiegazioni aneddotiche e su base ideologica, che non hanno nulla a che vedere con la scienza. La SIM, la SIMIT e la SIICA ritengono che le vaccinazioni siano lo strumento preventivo più efficace a disposizione della Sanità Pubblica, e promuoverne la diffusione grazie ad una maggiore conoscenza è doveroso, anche attraverso una più stretta collaborazione tra mondo scientifico e mondo della comunicazione, affinché tutti possano condividerne la validità nell'ambito della propria rete sociale".

Il corso si svolgerà il 3 giugno, in collaborazione con SOS Angeli del Soccorso, Associazione di volontariato convenzionata ARES 118

Venerdì 20 maggio a Romaest, Via Collatina, 858, dalle 18:00 alle 20:00 (2° piano ingresso nord), in collaborazione con l'Associazione SOS Angeli del Soccorso, si svolgerà una dimostrazione delle tecniche BLS (massaggio cardiaco) e disostruzione pediatrica, per la raccolta delle adesioni al corso che si terrà il 3 giugno dalle 9:00 alle 14:00, presso una delle sale UCI Cinema di Romaest.
L'invito alla partecipazione è rivolto alla clientela e ad insegnanti ed educatori delle scuole materne ed elementari del VI Municipio. Un'iniziativa volta a far esercitare e a rendere consapevoli i cittadini attraverso un'attività di divulgazione di nozioni sulle manovre di rianimazione pediatrica, necessarie per proteggere la vita dei bambini.

"Ringrazio Romaest, Sos Angeli del Soccorso e l'Uci Cinema per aver creduto in questa importante iniziativa, una preziosa opportunità per insegnanti ed educatori di essere informati sulle manovre di disostruzione pediatrica - ha dichiarato Massimo Sbardella, Consigliere municipale e presidente della commissione Scuola - Sappiamo bene, i fatti gravi di cronaca ce lo ricordano, come sia fondamentale in certe situazioni di pericolo sapere esattamente cosa fare e quali tecniche adottare, in questi casi l'informazione non è mai abbastanza".

L'Associazione SOS Angeli del Soccorso, già impegnata in attività di ambulanza, Protezione Civile e formazione, è convenzionata con l'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria - ARES 118. SOS Angeli del Soccorso svolge il servizio di Primo Soccorso all'interno di Romaest con un presidio sanitario permanente per l'intera fascia di apertura del Centro Commerciale (Dal lunedì al venerdì con orario 10:00 - 22:00).

Per informazioni ed iscrizioni al corso:
tel. 06-2070858
Cell. 392 3358506
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Romaest: GRA uscita 14 - 15 - Autostrada A24 uscita Ponte di Nona - Roma Lunghezza

RIO2016: CONI E SPALLANZANI SIGLANO PROTOCOLLO PER PREVENZIONE E CONTROLLO PATOLOGIE INFETTIVE E TROPICALI

Teleconsulto, controlli ambulatoriali di approfondimento e vademecum per la delegazione italiana

Il CONI, attraverso l'Istituto di Medicina e Scienza della Sport e l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive – INMI 'L. Spallanzani' hanno appena siglato un protocollo di collaborazione che prevede una serie di azioni volte a valutare i rischi di infezione per gli atleti che parteciperanno alle prossime Olimpiadi di Rio, pianificare gli interventi di prevenzione, pianificare la gestione di eventuali situazioni a rischio di infezione.

Questo accordo consolida il rapporto tra il CONI e l'INMI che già in passato hanno collaborato in iniziative di prevenzione in occasione di grandi eventi sportivi in Italia ed all'estero. Il modello che CONI ed INMI hanno sviluppato nel corso degli ultimi mesi e che vede oggi la conclusione è stato lungimirante ed anticipatorio rispetto alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro Europeo per il controllo delle malattie. Tale modello ha una particolare rilevanza quest'anno per la presenza dell'epidemia di Zika e prevede il monitoraggio anche dopo il ritorno degli atleti, un percorso individualizzato, la pianificazione di controlli ambulatoriali tempestivi e prestazioni di diagnosi e cura eventualmente necessari, la consulenza specialistica h24 attraverso un servizio di teleconsulto dedicato, la predisposizione di un vademecum informativo distribuito alle delegazioni italiane impegnate all'estero.

"Due eccellenze si uniscono per sostenere i nostri ragazzi in questa importantissima esperienza a Rio – dichiara l'ad di CONI SERVIZI, Alberto Miglietta -. Siamo felici di averlo fatto con l'Istituto Spallanzani. Il Comitato Olimpico e Coni Servizi cercano sempre accordi con quelle che sono le eccellenze italiane. Noi riteniamo di esserlo e altrettanto è l'Istituto Spallanzani".

"L'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) 'L. Spallanzani' – dichiara Marta Branca, Commissario straordinario INMI - si attesta ancora una volta come struttura in grado di affrontare tutti gli aspetti delle malattie infettive a disposizione di tutti gli italiani e per gli atleti che ci rappresentano nel mondo. Mi entusiasma il lavoro silenzioso e costante dei nostri professionisti e ricercatori che consente di offrire velocemente alle Istituzioni, in questo caso al CONI, il necessario contributo scientifico e culturale".

Alla firma del protocollo, svoltasi presso l'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, erano presenti anche il dottor Antonio Spataro, direttore sanitario dell'IMSS e il dottor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico INMI.

"In questo modo forniamo un'ulteriore tutela sulla delegazione italiana a Rio -ha dichiarato Antonio Spataro - per quanto riguarda le diverse patologie e, quindi, la firma di questo accordo mi fa molto piacere".

"Il modello che CONI ed INMI hanno sviluppato nel corso degli ultimi mesi – precisa Giuseppe Ippolito - e che vede oggi la conclusione è stato lungimirante ed anticipatorio rispetto alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro Europeo per il controllo delle malattie. "

Roma, 10 maggio 2016 – Istituzioni, comunità scientifica, cittadini e aziende insieme per fermare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. Due le misure chiave: l'attuazione dei principi della "stewardship" – attraverso l'impiego appropriato delle terapie antibiotiche, l'introduzione di rigorosi protocolli di igiene all'interno degli ospedali e il rilancio della pratica vaccinale – e lo sviluppo di nuove molecole. Su questo fronte, si annuncia a breve l'arrivo di molecole innovative attive contro i microorganismi gram-positivi e gram-negativi.

Tutto questo nel quadro di una visione unitaria "One Health" della salute umana e animale. "Preserviamo il valore degli antibiotici" è la raccomandazione per operatori sanitari, istituzioni e cittadini rilanciata nel Corso di Formazione Professionale Continua "Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente", promosso dal Master della Sapienza Università di Roma 'La Scienza nella Pratica Giornalistica', con il supporto di MSD Italia, che si è svolto oggi a Roma.

Istituzioni, comunità scientifica, cittadini e aziende
insieme per fermare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici.
Due le misure chiave: l’attuazione dei principi della “stewardship” – attraverso l’impiego appropriato delle terapie antibiotiche, l’introduzione di rigorosi protocolli di igiene all’interno degli ospedali e il rilancio della pratica vaccinale – e lo sviluppo di nuove molecole. Su questo fronte, si annuncia a breve l’arrivo di molecole innovative attive contro i microorganismi gram-positivi e gram-negativi.
Tutto questo nel quadro di una visione unitaria “One Health” della salute umana e animale.
“Preserviamo il valore degli antibiotici” è la raccomandazione per operatori sanitari, istituzioni e cittadini rilanciata nel Corso di Formazione Professionale Continua

“Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente”, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’, con il supporto di MSD Italia.

Roma, 10 maggio 2016 – La controffensiva è partita. Dopo il tempo degli allarmi, è in corso l’attacco mosso da Istituzioni, Società Scientifiche e Aziende farmaceutiche contro i superbatteri resistenti agli antibiotici: una minaccia sanitaria più temibile dei tumori.
In Europa, oltre 4 milioni di persone l’anno vengono colpite da infezioni batteriche ospedaliere, con 25.000 morti stimate per infezioni provenienti da germi resistenti. Nel nostro Paese, ogni anno, dal 7% al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente. Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.000 pazienti causando circa 4.500-7.000 decessi.
Nel mondo, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 ml/anno), diabete (1,5 ml/anno) o incidenti stradali (1,2 ml/anno) con un impatto negativo – secondo recenti stime del Fondo Monetario Internazionale – di circa il 3,5% sul PIL mondiale.
Sono due le principali misure da mettere in campo:
1. l’adozione dei principi della antimicrobial stewardship, ovvero l’appropriatezza nell’impiego degli antibiotici per ridurne l’abuso e prolungarne il più possibile la vita;
2. la promozione di incentivi all’introduzione di terapie innovative in grado di far fronte ai ceppi resistenti. Il buon esempio viene dagli Stati Uniti dove il Governo Obama ha esteso l’utilizzo dei fondi destinati al bioterrorismo allo sviluppo di antibiotici attivi contro i microrganismi con elevata resistenza, allocando per il solo 2016 circa 1,2 miliardi di dollari.
Anche l’Italia si sta muovendo nella lotta all’antibiotico-resistenza: il rilancio della copertura vaccinale in calo e l’adozione di rigorosi protocolli di igiene negli Ospedali, saranno parte integrante del Piano Nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza coordinato dal Ministero della Salute ed ispirato al piano di azione globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma sono molti i temi ancora oggetto di discussione. Ne parlano oggi Istituzioni, clinici e rappresentanti di movimenti civici in occasione del Corso di Formazione Professionale Continua Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’, con il supporto di MSD Italia.

«Le Istituzioni sono convinte che la diffusione di conoscenze e di informazioni corrette sia un presupposto essenziale per l'uso consapevole e appropriato degli antimicrobici – afferma Mario Melazzini, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – il Ministero della Salute, con il supporto di AIFA ed altri esperti, sta lavorando alla implementazione del Piano Nazionale. Al contempo, l’Agenzia Italiana del Farmaco conduce un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema attraverso i propri canali e strumenti istituzionali (portale, newsletter, social media) e iniziative di comunicazione specifiche rivolte agli operatori sanitari e alla popolazione generale».
La capacità dei batteri di sviluppare numerosi e differenti meccanismi per sfuggire all’azione dei farmaci antimicrobici era stata prevista dallo stesso scopritore della penicillina Alexander Fleming: non era, però, stata messo in conto la velocità con cui i microrganismi sanno selezionare ceppi resistenti, ben superiore a quella con cui la ricerca scientifica sviluppa una potenziale soluzione.
«Questa resistenza, in costante aumento, è una minaccia all’efficacia degli antibiotici, sia nel trattamento di malattie potenzialmente gravi o letali sia nella prevenzione di patologie in soggetti sottoposti a trattamenti chirurgici o chemioterapia – afferma Francesco Paolo Maraglino, Direttore Ufficio V della Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute – al fine di contrastare questo fenomeno, è necessaria un’azione in cui tutti, dai governi ai cittadini, si impegnino a preservare il valore di questi farmaci».
L’imperativo categorico è usare bene gli antibiotici disponibili: se la continua rincorsa tra farmaci e microorganismi ha portato negli anni allo sviluppo di circa 250 molecole, ogni nuovo farmaco introdotto nell’uso clinico troverà prima o poi ceppi batterici resistenti. «Lo sviluppo della resistenza agli antibiotici è un fenomeno continuo, determinato da cambiamenti della configurazione genetica dei batteri, come mutazioni cromosomiche o trasferimento di fattori di resistenza mediato da varie entità genetiche» afferma Maurizio Sanguinetti, Professore di Micologia Medica e Diagnostica all’Istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
A generare le resistenze non è di per sé l’esposizione dei batteri agli antibiotici, ma l’aumento della pressione selettiva, dovuta all’impiego eccessivo e improprio degli antibiotici nella salute umana e animale e alla loro presenza e diffusione ambientale.
«La gestione razionale del problema non può prescindere dall’approccio “One Health” e deve coinvolgere tutti i diversi settori con interventi mirati in ambito farmaceutico-sanitario, veterinario, alimentare, ambientale, dando un ruolo di primo piano alla ricerca ed all’innovazione» afferma Anna Teresa Palamara, Presidente della Società Italiana di Microbiologia (SIM). «L’invito rivolto a tutti è quello di promuovere un uso ‘cosciente’ degli antibiotici in tutte le attività in cui vengono impiegati, umane o animali».
“Antimicrobial stewardship”, cardine della strategia contro le resistenze, significa uso appropriato e personalizzato degli antibiotici. «Ogni terapia anti-infettiva va somministrata solo quando vi sia ragionevole certezza clinica dell’infezione – afferma Pierluigi Viale, Professore ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’UO Malattie infettive dell’AOU Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna – e deve essere molto tempestiva, molto aggressiva in termini posologici, ed il più breve possibile: se l’antibiotico non riesce a eradicare in tempi rapidi l’infezione, può diventare un driver della progressiva selezione di ceppi resistenti, in grado di trasmettere alla propria discendenza le variazioni genotipiche e fenotipiche».
L’Italia è il Paese europeo con le percentuali di resistenza più elevate che, in alcuni casi, arrivano fino al 50%. Circa la metà dei farmaci utilizzati contro i batteri risulta inefficace, e tra questi alcuni tra gli antibiotici più diffusi. Uno dei più temibili “superbugs” è la klebsiella pneumoniae che causa polmoniti, infezioni del torrente circolatorio e del tratto urinario. La percentuale di ceppi invasivi resistenti alle cefalosporine di terza generazione in Italia è del 55,1%.
Le attività di contrasto a questo fenomeno passano anche attraverso protocolli per contenere infezioni correlate all’assistenza in ospedali e residenze sanitarie. Le più comuni infezioni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).
«I provvedimenti da mettere in opera per contrastare la diffusione di questi microorganismi sono ben conosciuti – afferma Claudio Viscoli, Presidente della Società Italiana per la Terapia Antinfettiva (SITA) – l’educazione degli operatori sanitari al lavaggio delle mani e all’uso dei guanti, lo screening dei portatori dei ceppi resistenti e loro isolamento, lo screening dei contatti, la diagnosi microbiologica rapida sono in grado di arrestare il fenomeno, se applicate insieme e da tutti gli ospedali e residenze sanitarie, ma la messa in opera di queste procedure per tutti e dappertutto richiede risorse e una forte azione centrale».
L’adozione dei Protocolli passa anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini e un impulso in questa direzione arriva dalle Raccomandazioni civiche sulla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza promosse da Cittadinanzattiva. «È anche particolarmente importante responsabilizzare i cittadini – afferma Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva – attraverso indicazioni come quella di curare l’igiene personale, chiedere dotazioni ospedaliere personalizzate, verificare con il personale il tempo massimo per tenere i cateteri, evitare di recarsi in ospedale in visita quando si è influenzati».
Parte integrante della strategia di intervento è lo sviluppo di nuove molecole antibiotiche. Su questo fronte, si annuncia a breve l’arrivo di molecole attive contro i microorganismi gram-positivi – ad esempio un nuovo oxazolidinone (tedizolid) efficace contro lo stafilococco meticillino resistente nelle infezioni di cute e tessuti molli in monosomministrazione giornaliera e che offre cicli terapeutici più brevi (6 giorni contro 10) – e quelli gram-negativi, con una cefalosporina di nuova generazione (ceftolozane-tazobactam) dalla spiccata attività anti-Ps.aeruginosa, formulata insieme ad un inibitore delle beta lattamasi che ne estende l’attività a gram-negativi produttori di beta lattamasi a spettro esteso, efficace nelle infezioni complicate addominali e delle vie urinarie e in valutazione nelle polmoniti nosocomiali.
«L’avvento sulla scena terapeutica di alcuni nuovi antibiotici potrà aiutare il clinico a fronteggiare l’emergenza, ma servono nuove regole che permettano a tutti i pazienti di poter essere trattati tempestivamente con questi nuovi farmaci» sostiene Francesco Menichetti, Direttore UOC Malattie Infettive dell’AOU Pisana. «Inoltre, occorre sostenere le aziende farmaceutiche attraverso incentivi e corsie accelerate per i nuovi farmaci, e rilanciare al tempo stesso la ricerca indipendente con fondi dedicati per valutare nuove strategie terapeutiche utili nella pratica clinica quotidiana».
Interventi cruciali, ribaditi anche nella dichiarazione congiunta di oltre 80 aziende presentata nel corso dell’ultimo “World Economic Forum” di Davos con l’obiettivo di sollecitare i Governi e le imprese a intraprendere un’azione sinergica e globale di investimenti per combattere il preoccupante e crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza. «Governi, Agenzie, Società Scientifiche e Aziende devono essere necessariamente alleati di fronte ad una sfida di tale portata – dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia – MSD vanta una lunga storia per quanto riguarda l’innovazione terapeutica nel trattamento delle malattie infettive ed è uno dei pochi gruppi farmaceutici ancora attivi nel favorire l’adozione di una vera “stewardship antimicrobica” attraverso lo sviluppo di nuovi antibiotici e nuovi antifungini, la commercializzazione e la ricerca di nuovi vaccini per uso umano e gli investimenti in campo animale, grazie alle sua divisione Animal Health. Intendiamo ribadire e proseguire il nostro impegno contro le malattie infettive, non solo continuando a ricercare nei nostri laboratori innovazioni tecnologiche, ma anche collaborando con tutti gli stakeholder coinvolti attraverso partnership trasparenti e di valore a fianco della sanità pubblica».

8 maggio 2016, domenica in musica all'IDI di Roma

Gianni Davoli, noto cantautore e musicista, si esibirà domenica 8 maggio all'Idi di Roma con un evento musicale dal titolo: "la cura ..è la musica". Il concerto aperto alla cittadinanza si terrà presso l'Auditorium dell'Istituto - Via Monti di Creta 104 - dalle ore 18. Il noto interprete musicale romano, insieme ai musicisti della sua scuola, si esibirà oltre che nei celebri pezzi di Domenico Modugno anche in un vasto repertorio di musica italiana. Sarà un piacere per tutti presenti rivivere attraverso le canzoni i generi musicali che hanno accompagnato la storia degli italiani negli ultimi 40 anni, dai brani romantici alla discomusic.
Una serata in musica organizzata per i pazienti ricoverati che potranno trascorre due ore di gioia e di emozioni consapevoli che la musica è sempre un'ottima terapia.

L’11 maggio a Roma AIDECO e OMIA presentano i dati dell’indagine condotta da IPSOS sulle abitudini della popolazione italiana sotto al sole  

Che gli italiani amino l’abbronzatura e stare all’aria aperta, non è una novità. Ma qual è il loro comportamento sotto il sole e quanta la consapevolezza di rischi e benefici?

Con la salute non si scherza: radiazioni ionizzanti ed esposizione ai raggi solari sono infatti una tra le prime cause di rischio tumore. Per questo motivo è fondamentale scommettere sul futuro, educando le nuove generazioni alla prevenzione. Nata nel 2014 grazie alla collaborazione di AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) e OMIA - specializzata in prodotti cosmetici eco-biologici - la campagna di informazione SOLE SICURO arriva nelle scuole medie inferiori e si arricchisce dei significativi dati dell’indagine IPSOS (azienda leader nelle ricerche “survey based”) commissionata appositamente da AIDECO per mostrare quali sono le abitudini degli italiani sotto al sole. L’obiettivo è quello di avere un quadro della consapevolezza della popolazione per poter poi divulgare  al meglio la cultura di una corretta esposizione ai raggi solari che tuteli la salute e rispetti l’ambiente. Partendo dai più giovani.

Durante il terzo convegno SOLE SICURO: Gli italiani alla luce del sole - che si terrà presso la Casa del Cinema di Roma l’11 maggio alle 11:30 - saranno presentati i risultati dell’Indagine IPSOS condotta sulla popolazione per stabilire le abitudini degli italiani sotto i raggi solari e il livello di informazione sui rischi e i benefici del sole. L’iniziativa, patrocinata da Roma Capitale e dall’USRL Lazio (Ufficio Scolastico Regionale del Lazio) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sarà divulgata nelle scuole medie inferiori, attraverso la proiezione di un filmato che spiegherà rischi e benefici dei raggi solari, mostrando l'importanza di scegliere la giusta protezione per ciascun tipo di pelle. L’11 maggio presso la Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese, dalle ore 11:30 si susseguiranno gli interventi di esperti del settore per spiegare come esporsi correttamente al sole e avere un'abbronzatura sicura per la salute e rispettosa dell’ambiente. Tra i relatori: il Prof. Leonardo Celleno, Presidente di AIDECO che analizzerà il rapporto tra pelle ed esposizione solare evidenziando i dati epidemiologici degli ultimi anni; il Prof. Enzo Berardesca, Direttore di Dermatologia Clinica presso l’Istituto Dermatologico San Gallicano; il Prof. Mauro Paradisi, Dermatologo Pediatra di Roma e il Dott. Gianluca Angioletti, chimico farmaceutico e responsabile dei progetti di impegno sociale per OMIA. L’indagine IPSOS completa verrà presentata dal Dott. Simone Andrea Telloni (IPSOS Healthcare).

 

Weekend 9 e 10 Aprile dedicato ai bambini con l'Ospedale dei Pupazzi al Centro Commerciale Euroma2

L'iniziativa degli studenti di Medicina dell'Università di Torvergata per aiutare i bambini a superare la paura del camice bianco.

Sabato 9 e Domenica 10 Aprile 2016. Nell'ambito degli appuntamenti del Progetto Young 2016 la settimana dedicata ai più piccoli prosegue al Centro Commerciale Euroma2 con l'interessante iniziativa "L'Ospedale dei Pupazzi", ideata e organizzata dagli studenti del SISM, Sindacato Italiano Studenti in Medicina dell'Università Torvergata. Il progetto Ospedale Dei Pupazzi si propone di far entrare in contatto il bambino tra i 2 e gli 8 anni con le più comuni pratiche mediche e con tutto il mondo sanitario (ospedale, personale e strumentistica ambulatoriale) attraverso il gioco.

L'obiettivo del progetto è il miglioramento del rapporto con la figura del medico, dell'ambiente ospedaliero e delle pratiche mediche. Il progetto mira quindi a ridurre lo stress che molto spesso si crea nel bambino nei confronti dei medici e degli ospedali. In un'atmosfera giocosa, negli spazi del Centro Commerciale Euroma2 verranno ricreati ambulatori dove i bambini, come piccoli genitori, potranno portare i propri peluches e giochi per farli medicare dagli studenti.

Prendendo parte a questa iniziativa, lo studente in Medicina diviene promotore di un processo pedagogico rivolto ad un target infantile, sfruttando il principio del "transfert", secondo il quale il bambino svolge il ruolo del genitore che accompagna il figlio (il pupazzo) dal dottore (lo studente in Medicina). In tal modo, si riesce a promuovere nel bambino un superamento delle paure del contesto sanitario attraverso un approccio fondato sul gioco e sulla comprensione.

EUROMA2
Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell'Oceano Pacifico (Roma)
Tel. +39 06 5262161

Prenditi cura dei tuoi occhi, ora alla ASL Roma 1 ci sono i "Martedì dello Screening"

Partirà martedì 8 marzo la nuova edizione dei "Martedì dello Screening", campagna per la diagnosi precoce di tre importanti patologie oculari: il glaucoma, il cheratocono e i nevi (nei) retino coroideali.

L'iniziativa è organizzata dalla ASL Roma 1, Ospedale Oftalmico, in collaborazione con AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti) che hanno deciso di mettere insieme le proprie forze in nome della prevenzione. Il primo appuntamento si terrà proprio l'8 marzo con lo screening del glaucoma, in occasione della settimana mondiale dedicata a questa malattia, mentre il secondo appuntamento è per il 12 aprile, con il cheratocono. L'ultima giornata sarà quella del 17 maggio con i nevi retino coroideali.

L'orario delle iniziative è 8.30-13 presso il Presidio Ospedaliero Oftalmico della ASL Roma 1, Piazzale degli Eroi 11.

Vi ricordiamo che i pazienti che risponderanno ai criteri di inclusione (età superiore ai 40 anni e familiarità per il glaucoma, età superiore ai 10 anni e inferiore ai 40 e familiarità per il cheratocono, ed età superiore ai 20 anni per i nevi retino coroideali) saranno sottoposti con accesso gratuito rispettivamente a tonometria, topografia corneale ed ad Imaging retinico ultra-grandangolare, esami strumentali non invasivi che permettono di diagnosticare precocemente queste importanti patologie e di

effettuare in caso di malattia i trattamenti più adatti tempestivamente, permettendo di evitare le gravi complicanze legate ad una diagnosi tardiva.

L'8 marzo l'IDI si veste di rosa: un regalo per tutte le donne.

L'8 marzo l'IDI dedica un intero pomeriggio alla salute della donna. A disposizione delle gentili utenti visite e consulenze specialistiche gratuite di dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia plastica, e allergologia.
Alle donne che verranno a farci visita Idi farmaceutici distribuirà in omaggio campioni di prodotti per la salute e la bellezza della pelle.
L'iniziativa, riservata solo alle donne, avrà inizio alle ore 15.00 e terminerà alle ore 19.00.

Per prenotarti o ricevere informazioni chiama il numero 06-66464087.

Dopo interventi demolitivi, inserimento di protesi su misura a giovani con sarcomi

REGINA ELENA: GIA' IMPIANTATE 3 PROTESI STAMPATE IN 3D PRONTE ALTRE 3 DA IMPIANTARE IN GIOVANI PAZIENTI

Branca: "Una ennesima soddisfazione di eccellenza per pazienti di tutto il centro sud"

IL 25 febbraio 2016 alle ore 8.30 su RAIUNO "UNOMATTINA" ampio approfondimento con il Dott. Roberto BIAGINI.

L'ortopedia oncologica dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), diretta dal Dott. Roberto Biagini, ha eseguito negli ultimi mesi la ricostruzione con protesi "su misura" in titanio di 3 casi complessi: un emibacino; una scapola in una donna di 35 anni e un tarso del piede in un paziente molto giovane, di soli 13 anni. Altri 3 casi sono pronti per l'intervento: un emibacino per una persona di mezza età ed un bacino per paziente molto giovane, nonchè una protesi d'anca per un caso che presenta una patologia genetica altamente deformante.

La stampa di protesi in 3D consente di ricostruire perfettamente l'anatomia ossea dei pazienti dopo interventi demolitivi per l'asportazione di tumori.

Il titanio viene stampato in progressiva sovrapposizione di strati su un modello virtuale costruito grazie ai dati di TAC e risonanza. Il pezzo così costruito andrà ad incastrarsi perfettamente con la parte ossea residua al fine di ricostruire al meglio la totalità d'organo. "Siamo molto soddisfatti – ha commentato Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO – di mettere questa nuova tecnologia a disposizione dei nostri pazienti oncologici, perlopiù giovani e colpiti da tumori rari come gli osteosarcomi ".

In Italia sono circa 6.000 ogni anno i casi di diagnosi di sarcoma dell'osso e dei tessuti molli. Sono tumori rari ma colpiscono in prevalenza assoluta la popolazione giovane, fino ai 20 anni, e a seguire quella adulta tra i 50 e 80 anni. Su 500 nuovi casi annui di tumori ossei primitivi che necessitano di protesi, il 5% potrebbe accedere alla protesi in 3D se la zona da ricostruire è particolarmente ampia oppure complessa e le comuni protesi modulari non ne permettono la ricostruzione appropriata.

"Siamo ancora ad un utilizzo - sottolinea Roberto Biagini – riservato a casi selezionati ed in precedenza difficilmente trattabili ma la tecnologia 3D è così versatile che mi auguro si possa estendere rapidamente a vantaggio di un maggior numero di pazienti."

L'Istituto Tumori di Roma si conferma pioniere nelle innovazioni e non solo chirurgiche. Dal robot chirurgico ai navigatori computerizzati, dalle sale chirurgiche multimediali alla banca del tessuto muscolo scheletrico, dall'organizzazione in "Unit" per patologie ai gruppi di lavoro Traslazionali : sinergie complementari che potenziano i progetti di sviluppo e l'eccellenza clinica e di ricerca tipica degli IRCCS. Un prezioso riferimento in questo caso per i sarcomi, per l'osteoncologia e la chirurgia dei tumori ossei.

"Ringrazio il mio team di professionisti giovani e motivati - esprime così la sua soddisfazione Biagini, approdato all'IRE 12 anni fa dal Rizzoli - con i quali quotidianamente mi entusiasmo ed esploro le novità che ci permettono di migliorare, anche in collaborazione con i molteplici specialisti che fanno parte del Traslational Group Sarcomi, lo studio e la cura dei tumori muscoloscheletrici, per lo più sarcomi, che prendiamo in carico. Più la patologia è complessa, più è necessario rivolgersi a centri altamente specializzati come gli istituti di ricerca oncologici."

 

E' arrivato alla sua VI edizione il Simposio Rino Cavalieri, tradizionale e importante incontro scientifico dedicato al Prof. Rino Cavalieri, frate dermatologo e genetista, per molti anni primario dell'IDI.

L'evento riunisce tutte le Scuole Dermatologiche di Roma e ancora una volta ad ospitare il Convegno, che si terrà il 26 e 27 febbraio p.v., sarà l'IDI IRCCS nell'Aula Cavalieri, in via Monti di Creta 104.

Quattro i temi principali affrontati durante la due giorni del Congresso presieduto dal Dott. Biagio Didona, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Malattie rare dell'IDI: il melanoma, con le sue difficoltà terapeutiche e le nuove frontiere farmacologiche; i linfomi cutanei con presentazioni su clinica ed aspetti molecolari; la psoriasi e i nuovi aspetti terapeutici; le malattie rare con un focus particolare su ittiosi, pemfigo e mosaicismi cutanei. Seguiranno due letture sull'idradenite suppurativa e sul gene P63 e le sindromi dermatologiche derivanti dalle sue mutazioni.
Durante il Congresso l'Idi, centro di riferimento per le malattie rare dermatologiche, ha deciso di aderire, dedicando una sessione dei suoi lavori, alla giornata mondiale delle Malattie Rare promossa da UNIAMO - Federazione Italiana Malattie Rare – per il giorno 29 febbraio 2016.
Anche questa sesta edizione del Simposio, divenuto un importante e frequentato appuntamento sia per gli argomenti affrontati sia per la qualità dei relatori che lo presiedono, è destinata a medici specialisti in Dermatologia, Oncologia, Biologia, Ematologia ed Endocrinologia e darà diritto all'ottenimento di 11 crediti ECM (Educazione Continua in Medicina).
Prenderanno parte all'evento le Associazioni DEBRA Italia, DEBRA International e ANPPI, associazioni di pazienti affetti da malattie rare.
(A.B) Roma, 23 febbraio 2016

"Focus su temi e risultati che verranno presentati
al 6° simposio Rino Cavalieri"

MELANOMA: incremento significativo della sopravvivenza
Gli effetti terapeutici che derivano dall'applicazione di nuovi farmaci, oggi in fase di sperimentazione presso l'IDI, (i farmaci : nivolumab, ipilumab) sono oggi tangibili. Vengono presentati, tra i primi risultati, i dati di un incremento significativo della sopravvivenza.

LINFOMI CUTANEI: presentazione dei primi risultati inerenti gli studi in corso all'IDI
Un nuovo approccio all'inquadramento generale della patologia sia da un punto di vista clinico che istologico e molecolare. Le nuove esperienze terapeutiche: presentazione di studi in corso presso l'IDI .

PSORIASI: nuovi sviluppi terapeutici, in nuovi farmaci.
Patogenesi (verranno presentati i nuovi farmaci, usati anche all' IDI – Secukinumab e Ustekinumab) La psoriasi può portare a problematiche cardiovascolari? nuovi sviluppi terapeutici.

MALATTIE RARE: Idi e Associazioni, un dialogo continuo. La ricerca dell'Idi
Focus su "aspetti genetici e clinici del mosaicismo cutaneo", l'uso del farmaco etanercept nel penfigo" parlano le Associazioni

IDRADENITE SUPPURATIVA: le nuove terapie, i primi risultati su pazienti curati all'IDI
Inquadramento malattia, patogenesi clinica, nuovi risvolti terapeutici ( il farmaco: adalimumab). Vengono presentati i primi risultati su pazienti

GENE P63: lettura magistrale tenuta dal Prof. Gerry Melino, uno dei più autorevoli ricercatore mondiale di questo gene.
Dalla fisiologia alla patologia cutanea. Cosa è il Gene P63

IDI, donne che hanno un tumore al seno: si al dialogo e al confronto, no all’isolamento

E’ stato scientificamente provato che un team di medici specialisti che si occupa in modo multidisciplinare della salute del seno della donna e di poterla curare per un tumore, ottiene a 5 anni dall’evento una percentuale di sopravvivenza maggiore fino al 20%.
IDI, IncontraDonna e AISCUP organizzano durante il 2016 incontri di specialisti con i pazienti oncologici, soprattutto per le donne operate di tumore al seno.
Primo appuntamento, sabato 20 febbraio, dalle ore 10,30 alle ore 12,30 presso l’Aula Cavalieri IDI. Nel primo incontro, la consapevolezza della diagnosi di un tumore del seno e dei trattamenti, l’attenzione all’ alimentazione come prevenzione primaria e anche come cura, verranno trattati dalla Dott.ssa Debora Rasio, esperta in nutrizione clinica e dalla Prof.ssa Adriana Bonifacino, senologa clinica.
Dopo questo primo appuntamento, il dialogo tra medici e donne che hanno affrontato un problema oncologico, proseguira’ con argomenti circa il rapporto cuore e pelle, la chirurgia e l’immagine di se’, l’oncologia clinica e la ginecologia.
IncontraDonna e AISCUP sono due onlus dedicate ai malati oncologici ai quali l’IDI, eccellenza europea nel campo della dermatologia oncologica, apre volentieri le porte e la collaborazione.

Cannabis per scopi terapeutici: le reali potenzialità curative dei cannabinoidi per molte patologie, anche per pazienti pediatrici.
A Canapa Mundi, sabato 20 febbraio 2016, un’intera giornata di forum di approfondimento sul tema della canapa medica, e un’analisi del nuovo Decreto Lorenzin.

Sabato 20 febbraio 2016, nell’ambito della manifestazione Canapa Mundi – la Fiera Internazionale della Canapa che si terrà a Roma dal 19 al 21 febbraio 2016, presso il PalaCavicchi –, a partire dalle 11.30 si terrà un importante forum di discussione incentrato sul tema dell’utilizzo della cannabis per scopi terapeutici.

Con il decreto del 9 novembre 2015, il Ministro della Salute Lorenzin autorizza, per la prima volta, la coltivazione, la produzione e la distribuzione su tutto il territorio nazionale dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis. Il testo presenta, però, diverse restrizioni: il monopolio a beneficio di un unico centro di ricerca e l’esclusione dell’utilizzo di questi farmaci per diverse patologie. Anche per malattie per le quali è consentita la prescrizione, questa potrà avvenire solo dopo il fallimento di altre terapie. Inoltre, sarà molto più difficile e costoso ottenere gli estratti galenici preparati dalle farmacie, molto utilizzati dai pazienti negli ultimi anni. Si tratta, pertanto, di un decreto che non riesce a modificare radicalmente l’attuale situazione, soprattutto, non si fornisce un’adeguata risposta a molte persone che avrebbero bisogno di questo tipo di cure.

L’utilizzo terapeutico del CBD, fitocannabinoide non psicoattivo presente in alcuni ceppi di cannabis, è stato dimostrato efficace per il trattamento di un gran numero di malattie e sintomi, tra i quali distonia, diabete, malattie infiammatorie, crisi epilettiche, morbo di Alzheimer e malattie della pelle. Questa sostanza viene utilizzata da molte aziende in tutto il mondo e, in Italia, da IKhemp ed Endoca, entrambe presenti a Canapa Mundi. Le due aziende stanno effettuando importanti ricerche finalizzate ai processi di estrazione del CBD e ai suoi effetti terapeutici.
Il dibattito organizzato nell’ambito di Canapa Mundi si propone di presentare un quadro generale dell’attuale situazione normativa, in Italia e all’estero, sul funzionamento terapeutico dei cannabinoidi e sulle patologie che traggono beneficio dal loro utilizzo.

Tra gli interventi, di particolare interesse sarà il contributo del fotoreporter brasiliano Paulo Siqueira, che racconterà la storia di Charlotte, una bambina affetta da sindrome di Dravet, una grave forma di epilessia. Si tratta di una rara patologia degenerativa che aveva compromesso gravemente lo sviluppo neuro cognitivo della bambina, che era arrivata ad avere 300 attacchi epilettici a settimana, quasi due ogni ora. Le terapie tradizionali avevano fallito e, sebbene la bambina fosse molto piccola, i genitori hanno deciso di ricorrere all’uso della cannabis. Fondamentale è stato l’incontro della mamma e del papà di Charlotte con gli Stanley Brothers, importanti coltivatori di cannabis del Colorado (Usa), che avevano prodotto una variazione della pianta ricca in CBD ma povera di THC (il fitocannabinoide che causa gli effetti psicoattivi della marijuana). Questa particolare combinazione di elementi rendeva il consumo della pianta possibile anche per una bambina piccola. Attraverso l’assunzione regolare di questa sostanza, Charlotte ha visto le crisi epilettiche ridursi a eventi sporadici e ha ricominciato a camminare da sola e a parlare.

Oltre a Siqueira, prenderanno parte al dibattito Francesco Crestani, medico specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore, e Presidente dell'Act – Associazione Cannabis Terapeutica –, che dal 2001 promuove la conoscenza delle proprietà terapeutiche della cannabis; Marco Ternelli, appassionato farmacista e preparatore galenico, esperto di legislazione farmaceutica, nonché creatore del sito Farmagalenica.it, importante fonte di conoscenza e informazione per farmacisti, medici e pazienti; Claudio Cappelletti, neurologo a Roma presso l'Azienda Sanitaria Locale RMC e RMG, che si confronta quotidianamente con le richieste e le difficoltà di reperimento di farmaci cannabinoidi da parte di pazienti affetti da gravi patologie neurodegenerative; Giuseppe Battafarano, studente del Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche dell'Università degli Studi di Firenze, che presenterà la tesi di laurea I cannabinoidi nella terapia della sclerosi multipla.

Canapa Mundi
Dal 19 - 21 febbraio 2016
al PalaCavicchi, Via Ranuccio Bianchi Bandinelli, 130, 00178 Roma

Biglietti: intero € 8,00, ridotto € 5,00 (over 65 e accompagnatori di disabili), abbonamento 3 giorni intero € 15,00. Ingresso gratuito per persone disabili e bambini fino a 12 anni
Orari: Venerdì 19 e Sabato 20 Febbraio 2016: dalle 11.00 alle 20.00; Domenica 21 Febbraio 2016: dalle 11.00 alle 19.00
Recapiti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0688809957

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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