Giovedì, 21 Giugno 2018

Salute

Novità, informazioni, iniziative gratuite da cliniche e ospedali della regione, studi recenti e scoperte nel campo medico, interviste ai luminari: tutto ciò che ci interessa da vicino per la nostra salute.

Roma, 10 maggio 2016 – Istituzioni, comunità scientifica, cittadini e aziende insieme per fermare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. Due le misure chiave: l'attuazione dei principi della "stewardship" – attraverso l'impiego appropriato delle terapie antibiotiche, l'introduzione di rigorosi protocolli di igiene all'interno degli ospedali e il rilancio della pratica vaccinale – e lo sviluppo di nuove molecole. Su questo fronte, si annuncia a breve l'arrivo di molecole innovative attive contro i microorganismi gram-positivi e gram-negativi.

Tutto questo nel quadro di una visione unitaria "One Health" della salute umana e animale. "Preserviamo il valore degli antibiotici" è la raccomandazione per operatori sanitari, istituzioni e cittadini rilanciata nel Corso di Formazione Professionale Continua "Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente", promosso dal Master della Sapienza Università di Roma 'La Scienza nella Pratica Giornalistica', con il supporto di MSD Italia, che si è svolto oggi a Roma.

Istituzioni, comunità scientifica, cittadini e aziende
insieme per fermare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici.
Due le misure chiave: l’attuazione dei principi della “stewardship” – attraverso l’impiego appropriato delle terapie antibiotiche, l’introduzione di rigorosi protocolli di igiene all’interno degli ospedali e il rilancio della pratica vaccinale – e lo sviluppo di nuove molecole. Su questo fronte, si annuncia a breve l’arrivo di molecole innovative attive contro i microorganismi gram-positivi e gram-negativi.
Tutto questo nel quadro di una visione unitaria “One Health” della salute umana e animale.
“Preserviamo il valore degli antibiotici” è la raccomandazione per operatori sanitari, istituzioni e cittadini rilanciata nel Corso di Formazione Professionale Continua

“Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente”, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’, con il supporto di MSD Italia.

Roma, 10 maggio 2016 – La controffensiva è partita. Dopo il tempo degli allarmi, è in corso l’attacco mosso da Istituzioni, Società Scientifiche e Aziende farmaceutiche contro i superbatteri resistenti agli antibiotici: una minaccia sanitaria più temibile dei tumori.
In Europa, oltre 4 milioni di persone l’anno vengono colpite da infezioni batteriche ospedaliere, con 25.000 morti stimate per infezioni provenienti da germi resistenti. Nel nostro Paese, ogni anno, dal 7% al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente. Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.000 pazienti causando circa 4.500-7.000 decessi.
Nel mondo, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 ml/anno), diabete (1,5 ml/anno) o incidenti stradali (1,2 ml/anno) con un impatto negativo – secondo recenti stime del Fondo Monetario Internazionale – di circa il 3,5% sul PIL mondiale.
Sono due le principali misure da mettere in campo:
1. l’adozione dei principi della antimicrobial stewardship, ovvero l’appropriatezza nell’impiego degli antibiotici per ridurne l’abuso e prolungarne il più possibile la vita;
2. la promozione di incentivi all’introduzione di terapie innovative in grado di far fronte ai ceppi resistenti. Il buon esempio viene dagli Stati Uniti dove il Governo Obama ha esteso l’utilizzo dei fondi destinati al bioterrorismo allo sviluppo di antibiotici attivi contro i microrganismi con elevata resistenza, allocando per il solo 2016 circa 1,2 miliardi di dollari.
Anche l’Italia si sta muovendo nella lotta all’antibiotico-resistenza: il rilancio della copertura vaccinale in calo e l’adozione di rigorosi protocolli di igiene negli Ospedali, saranno parte integrante del Piano Nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza coordinato dal Ministero della Salute ed ispirato al piano di azione globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma sono molti i temi ancora oggetto di discussione. Ne parlano oggi Istituzioni, clinici e rappresentanti di movimenti civici in occasione del Corso di Formazione Professionale Continua Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’, con il supporto di MSD Italia.

«Le Istituzioni sono convinte che la diffusione di conoscenze e di informazioni corrette sia un presupposto essenziale per l'uso consapevole e appropriato degli antimicrobici – afferma Mario Melazzini, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – il Ministero della Salute, con il supporto di AIFA ed altri esperti, sta lavorando alla implementazione del Piano Nazionale. Al contempo, l’Agenzia Italiana del Farmaco conduce un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema attraverso i propri canali e strumenti istituzionali (portale, newsletter, social media) e iniziative di comunicazione specifiche rivolte agli operatori sanitari e alla popolazione generale».
La capacità dei batteri di sviluppare numerosi e differenti meccanismi per sfuggire all’azione dei farmaci antimicrobici era stata prevista dallo stesso scopritore della penicillina Alexander Fleming: non era, però, stata messo in conto la velocità con cui i microrganismi sanno selezionare ceppi resistenti, ben superiore a quella con cui la ricerca scientifica sviluppa una potenziale soluzione.
«Questa resistenza, in costante aumento, è una minaccia all’efficacia degli antibiotici, sia nel trattamento di malattie potenzialmente gravi o letali sia nella prevenzione di patologie in soggetti sottoposti a trattamenti chirurgici o chemioterapia – afferma Francesco Paolo Maraglino, Direttore Ufficio V della Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute – al fine di contrastare questo fenomeno, è necessaria un’azione in cui tutti, dai governi ai cittadini, si impegnino a preservare il valore di questi farmaci».
L’imperativo categorico è usare bene gli antibiotici disponibili: se la continua rincorsa tra farmaci e microorganismi ha portato negli anni allo sviluppo di circa 250 molecole, ogni nuovo farmaco introdotto nell’uso clinico troverà prima o poi ceppi batterici resistenti. «Lo sviluppo della resistenza agli antibiotici è un fenomeno continuo, determinato da cambiamenti della configurazione genetica dei batteri, come mutazioni cromosomiche o trasferimento di fattori di resistenza mediato da varie entità genetiche» afferma Maurizio Sanguinetti, Professore di Micologia Medica e Diagnostica all’Istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
A generare le resistenze non è di per sé l’esposizione dei batteri agli antibiotici, ma l’aumento della pressione selettiva, dovuta all’impiego eccessivo e improprio degli antibiotici nella salute umana e animale e alla loro presenza e diffusione ambientale.
«La gestione razionale del problema non può prescindere dall’approccio “One Health” e deve coinvolgere tutti i diversi settori con interventi mirati in ambito farmaceutico-sanitario, veterinario, alimentare, ambientale, dando un ruolo di primo piano alla ricerca ed all’innovazione» afferma Anna Teresa Palamara, Presidente della Società Italiana di Microbiologia (SIM). «L’invito rivolto a tutti è quello di promuovere un uso ‘cosciente’ degli antibiotici in tutte le attività in cui vengono impiegati, umane o animali».
“Antimicrobial stewardship”, cardine della strategia contro le resistenze, significa uso appropriato e personalizzato degli antibiotici. «Ogni terapia anti-infettiva va somministrata solo quando vi sia ragionevole certezza clinica dell’infezione – afferma Pierluigi Viale, Professore ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’UO Malattie infettive dell’AOU Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna – e deve essere molto tempestiva, molto aggressiva in termini posologici, ed il più breve possibile: se l’antibiotico non riesce a eradicare in tempi rapidi l’infezione, può diventare un driver della progressiva selezione di ceppi resistenti, in grado di trasmettere alla propria discendenza le variazioni genotipiche e fenotipiche».
L’Italia è il Paese europeo con le percentuali di resistenza più elevate che, in alcuni casi, arrivano fino al 50%. Circa la metà dei farmaci utilizzati contro i batteri risulta inefficace, e tra questi alcuni tra gli antibiotici più diffusi. Uno dei più temibili “superbugs” è la klebsiella pneumoniae che causa polmoniti, infezioni del torrente circolatorio e del tratto urinario. La percentuale di ceppi invasivi resistenti alle cefalosporine di terza generazione in Italia è del 55,1%.
Le attività di contrasto a questo fenomeno passano anche attraverso protocolli per contenere infezioni correlate all’assistenza in ospedali e residenze sanitarie. Le più comuni infezioni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).
«I provvedimenti da mettere in opera per contrastare la diffusione di questi microorganismi sono ben conosciuti – afferma Claudio Viscoli, Presidente della Società Italiana per la Terapia Antinfettiva (SITA) – l’educazione degli operatori sanitari al lavaggio delle mani e all’uso dei guanti, lo screening dei portatori dei ceppi resistenti e loro isolamento, lo screening dei contatti, la diagnosi microbiologica rapida sono in grado di arrestare il fenomeno, se applicate insieme e da tutti gli ospedali e residenze sanitarie, ma la messa in opera di queste procedure per tutti e dappertutto richiede risorse e una forte azione centrale».
L’adozione dei Protocolli passa anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini e un impulso in questa direzione arriva dalle Raccomandazioni civiche sulla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza promosse da Cittadinanzattiva. «È anche particolarmente importante responsabilizzare i cittadini – afferma Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva – attraverso indicazioni come quella di curare l’igiene personale, chiedere dotazioni ospedaliere personalizzate, verificare con il personale il tempo massimo per tenere i cateteri, evitare di recarsi in ospedale in visita quando si è influenzati».
Parte integrante della strategia di intervento è lo sviluppo di nuove molecole antibiotiche. Su questo fronte, si annuncia a breve l’arrivo di molecole attive contro i microorganismi gram-positivi – ad esempio un nuovo oxazolidinone (tedizolid) efficace contro lo stafilococco meticillino resistente nelle infezioni di cute e tessuti molli in monosomministrazione giornaliera e che offre cicli terapeutici più brevi (6 giorni contro 10) – e quelli gram-negativi, con una cefalosporina di nuova generazione (ceftolozane-tazobactam) dalla spiccata attività anti-Ps.aeruginosa, formulata insieme ad un inibitore delle beta lattamasi che ne estende l’attività a gram-negativi produttori di beta lattamasi a spettro esteso, efficace nelle infezioni complicate addominali e delle vie urinarie e in valutazione nelle polmoniti nosocomiali.
«L’avvento sulla scena terapeutica di alcuni nuovi antibiotici potrà aiutare il clinico a fronteggiare l’emergenza, ma servono nuove regole che permettano a tutti i pazienti di poter essere trattati tempestivamente con questi nuovi farmaci» sostiene Francesco Menichetti, Direttore UOC Malattie Infettive dell’AOU Pisana. «Inoltre, occorre sostenere le aziende farmaceutiche attraverso incentivi e corsie accelerate per i nuovi farmaci, e rilanciare al tempo stesso la ricerca indipendente con fondi dedicati per valutare nuove strategie terapeutiche utili nella pratica clinica quotidiana».
Interventi cruciali, ribaditi anche nella dichiarazione congiunta di oltre 80 aziende presentata nel corso dell’ultimo “World Economic Forum” di Davos con l’obiettivo di sollecitare i Governi e le imprese a intraprendere un’azione sinergica e globale di investimenti per combattere il preoccupante e crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza. «Governi, Agenzie, Società Scientifiche e Aziende devono essere necessariamente alleati di fronte ad una sfida di tale portata – dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia – MSD vanta una lunga storia per quanto riguarda l’innovazione terapeutica nel trattamento delle malattie infettive ed è uno dei pochi gruppi farmaceutici ancora attivi nel favorire l’adozione di una vera “stewardship antimicrobica” attraverso lo sviluppo di nuovi antibiotici e nuovi antifungini, la commercializzazione e la ricerca di nuovi vaccini per uso umano e gli investimenti in campo animale, grazie alle sua divisione Animal Health. Intendiamo ribadire e proseguire il nostro impegno contro le malattie infettive, non solo continuando a ricercare nei nostri laboratori innovazioni tecnologiche, ma anche collaborando con tutti gli stakeholder coinvolti attraverso partnership trasparenti e di valore a fianco della sanità pubblica».

8 maggio 2016, domenica in musica all'IDI di Roma

Gianni Davoli, noto cantautore e musicista, si esibirà domenica 8 maggio all'Idi di Roma con un evento musicale dal titolo: "la cura ..è la musica". Il concerto aperto alla cittadinanza si terrà presso l'Auditorium dell'Istituto - Via Monti di Creta 104 - dalle ore 18. Il noto interprete musicale romano, insieme ai musicisti della sua scuola, si esibirà oltre che nei celebri pezzi di Domenico Modugno anche in un vasto repertorio di musica italiana. Sarà un piacere per tutti presenti rivivere attraverso le canzoni i generi musicali che hanno accompagnato la storia degli italiani negli ultimi 40 anni, dai brani romantici alla discomusic.
Una serata in musica organizzata per i pazienti ricoverati che potranno trascorre due ore di gioia e di emozioni consapevoli che la musica è sempre un'ottima terapia.

L’11 maggio a Roma AIDECO e OMIA presentano i dati dell’indagine condotta da IPSOS sulle abitudini della popolazione italiana sotto al sole  

Che gli italiani amino l’abbronzatura e stare all’aria aperta, non è una novità. Ma qual è il loro comportamento sotto il sole e quanta la consapevolezza di rischi e benefici?

Con la salute non si scherza: radiazioni ionizzanti ed esposizione ai raggi solari sono infatti una tra le prime cause di rischio tumore. Per questo motivo è fondamentale scommettere sul futuro, educando le nuove generazioni alla prevenzione. Nata nel 2014 grazie alla collaborazione di AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) e OMIA - specializzata in prodotti cosmetici eco-biologici - la campagna di informazione SOLE SICURO arriva nelle scuole medie inferiori e si arricchisce dei significativi dati dell’indagine IPSOS (azienda leader nelle ricerche “survey based”) commissionata appositamente da AIDECO per mostrare quali sono le abitudini degli italiani sotto al sole. L’obiettivo è quello di avere un quadro della consapevolezza della popolazione per poter poi divulgare  al meglio la cultura di una corretta esposizione ai raggi solari che tuteli la salute e rispetti l’ambiente. Partendo dai più giovani.

Durante il terzo convegno SOLE SICURO: Gli italiani alla luce del sole - che si terrà presso la Casa del Cinema di Roma l’11 maggio alle 11:30 - saranno presentati i risultati dell’Indagine IPSOS condotta sulla popolazione per stabilire le abitudini degli italiani sotto i raggi solari e il livello di informazione sui rischi e i benefici del sole. L’iniziativa, patrocinata da Roma Capitale e dall’USRL Lazio (Ufficio Scolastico Regionale del Lazio) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sarà divulgata nelle scuole medie inferiori, attraverso la proiezione di un filmato che spiegherà rischi e benefici dei raggi solari, mostrando l'importanza di scegliere la giusta protezione per ciascun tipo di pelle. L’11 maggio presso la Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese, dalle ore 11:30 si susseguiranno gli interventi di esperti del settore per spiegare come esporsi correttamente al sole e avere un'abbronzatura sicura per la salute e rispettosa dell’ambiente. Tra i relatori: il Prof. Leonardo Celleno, Presidente di AIDECO che analizzerà il rapporto tra pelle ed esposizione solare evidenziando i dati epidemiologici degli ultimi anni; il Prof. Enzo Berardesca, Direttore di Dermatologia Clinica presso l’Istituto Dermatologico San Gallicano; il Prof. Mauro Paradisi, Dermatologo Pediatra di Roma e il Dott. Gianluca Angioletti, chimico farmaceutico e responsabile dei progetti di impegno sociale per OMIA. L’indagine IPSOS completa verrà presentata dal Dott. Simone Andrea Telloni (IPSOS Healthcare).

 

Weekend 9 e 10 Aprile dedicato ai bambini con l'Ospedale dei Pupazzi al Centro Commerciale Euroma2

L'iniziativa degli studenti di Medicina dell'Università di Torvergata per aiutare i bambini a superare la paura del camice bianco.

Sabato 9 e Domenica 10 Aprile 2016. Nell'ambito degli appuntamenti del Progetto Young 2016 la settimana dedicata ai più piccoli prosegue al Centro Commerciale Euroma2 con l'interessante iniziativa "L'Ospedale dei Pupazzi", ideata e organizzata dagli studenti del SISM, Sindacato Italiano Studenti in Medicina dell'Università Torvergata. Il progetto Ospedale Dei Pupazzi si propone di far entrare in contatto il bambino tra i 2 e gli 8 anni con le più comuni pratiche mediche e con tutto il mondo sanitario (ospedale, personale e strumentistica ambulatoriale) attraverso il gioco.

L'obiettivo del progetto è il miglioramento del rapporto con la figura del medico, dell'ambiente ospedaliero e delle pratiche mediche. Il progetto mira quindi a ridurre lo stress che molto spesso si crea nel bambino nei confronti dei medici e degli ospedali. In un'atmosfera giocosa, negli spazi del Centro Commerciale Euroma2 verranno ricreati ambulatori dove i bambini, come piccoli genitori, potranno portare i propri peluches e giochi per farli medicare dagli studenti.

Prendendo parte a questa iniziativa, lo studente in Medicina diviene promotore di un processo pedagogico rivolto ad un target infantile, sfruttando il principio del "transfert", secondo il quale il bambino svolge il ruolo del genitore che accompagna il figlio (il pupazzo) dal dottore (lo studente in Medicina). In tal modo, si riesce a promuovere nel bambino un superamento delle paure del contesto sanitario attraverso un approccio fondato sul gioco e sulla comprensione.

EUROMA2
Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell'Oceano Pacifico (Roma)
Tel. +39 06 5262161

Prenditi cura dei tuoi occhi, ora alla ASL Roma 1 ci sono i "Martedì dello Screening"

Partirà martedì 8 marzo la nuova edizione dei "Martedì dello Screening", campagna per la diagnosi precoce di tre importanti patologie oculari: il glaucoma, il cheratocono e i nevi (nei) retino coroideali.

L'iniziativa è organizzata dalla ASL Roma 1, Ospedale Oftalmico, in collaborazione con AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti) che hanno deciso di mettere insieme le proprie forze in nome della prevenzione. Il primo appuntamento si terrà proprio l'8 marzo con lo screening del glaucoma, in occasione della settimana mondiale dedicata a questa malattia, mentre il secondo appuntamento è per il 12 aprile, con il cheratocono. L'ultima giornata sarà quella del 17 maggio con i nevi retino coroideali.

L'orario delle iniziative è 8.30-13 presso il Presidio Ospedaliero Oftalmico della ASL Roma 1, Piazzale degli Eroi 11.

Vi ricordiamo che i pazienti che risponderanno ai criteri di inclusione (età superiore ai 40 anni e familiarità per il glaucoma, età superiore ai 10 anni e inferiore ai 40 e familiarità per il cheratocono, ed età superiore ai 20 anni per i nevi retino coroideali) saranno sottoposti con accesso gratuito rispettivamente a tonometria, topografia corneale ed ad Imaging retinico ultra-grandangolare, esami strumentali non invasivi che permettono di diagnosticare precocemente queste importanti patologie e di

effettuare in caso di malattia i trattamenti più adatti tempestivamente, permettendo di evitare le gravi complicanze legate ad una diagnosi tardiva.

L'8 marzo l'IDI si veste di rosa: un regalo per tutte le donne.

L'8 marzo l'IDI dedica un intero pomeriggio alla salute della donna. A disposizione delle gentili utenti visite e consulenze specialistiche gratuite di dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia plastica, e allergologia.
Alle donne che verranno a farci visita Idi farmaceutici distribuirà in omaggio campioni di prodotti per la salute e la bellezza della pelle.
L'iniziativa, riservata solo alle donne, avrà inizio alle ore 15.00 e terminerà alle ore 19.00.

Per prenotarti o ricevere informazioni chiama il numero 06-66464087.

Dopo interventi demolitivi, inserimento di protesi su misura a giovani con sarcomi

REGINA ELENA: GIA' IMPIANTATE 3 PROTESI STAMPATE IN 3D PRONTE ALTRE 3 DA IMPIANTARE IN GIOVANI PAZIENTI

Branca: "Una ennesima soddisfazione di eccellenza per pazienti di tutto il centro sud"

IL 25 febbraio 2016 alle ore 8.30 su RAIUNO "UNOMATTINA" ampio approfondimento con il Dott. Roberto BIAGINI.

L'ortopedia oncologica dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), diretta dal Dott. Roberto Biagini, ha eseguito negli ultimi mesi la ricostruzione con protesi "su misura" in titanio di 3 casi complessi: un emibacino; una scapola in una donna di 35 anni e un tarso del piede in un paziente molto giovane, di soli 13 anni. Altri 3 casi sono pronti per l'intervento: un emibacino per una persona di mezza età ed un bacino per paziente molto giovane, nonchè una protesi d'anca per un caso che presenta una patologia genetica altamente deformante.

La stampa di protesi in 3D consente di ricostruire perfettamente l'anatomia ossea dei pazienti dopo interventi demolitivi per l'asportazione di tumori.

Il titanio viene stampato in progressiva sovrapposizione di strati su un modello virtuale costruito grazie ai dati di TAC e risonanza. Il pezzo così costruito andrà ad incastrarsi perfettamente con la parte ossea residua al fine di ricostruire al meglio la totalità d'organo. "Siamo molto soddisfatti – ha commentato Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO – di mettere questa nuova tecnologia a disposizione dei nostri pazienti oncologici, perlopiù giovani e colpiti da tumori rari come gli osteosarcomi ".

In Italia sono circa 6.000 ogni anno i casi di diagnosi di sarcoma dell'osso e dei tessuti molli. Sono tumori rari ma colpiscono in prevalenza assoluta la popolazione giovane, fino ai 20 anni, e a seguire quella adulta tra i 50 e 80 anni. Su 500 nuovi casi annui di tumori ossei primitivi che necessitano di protesi, il 5% potrebbe accedere alla protesi in 3D se la zona da ricostruire è particolarmente ampia oppure complessa e le comuni protesi modulari non ne permettono la ricostruzione appropriata.

"Siamo ancora ad un utilizzo - sottolinea Roberto Biagini – riservato a casi selezionati ed in precedenza difficilmente trattabili ma la tecnologia 3D è così versatile che mi auguro si possa estendere rapidamente a vantaggio di un maggior numero di pazienti."

L'Istituto Tumori di Roma si conferma pioniere nelle innovazioni e non solo chirurgiche. Dal robot chirurgico ai navigatori computerizzati, dalle sale chirurgiche multimediali alla banca del tessuto muscolo scheletrico, dall'organizzazione in "Unit" per patologie ai gruppi di lavoro Traslazionali : sinergie complementari che potenziano i progetti di sviluppo e l'eccellenza clinica e di ricerca tipica degli IRCCS. Un prezioso riferimento in questo caso per i sarcomi, per l'osteoncologia e la chirurgia dei tumori ossei.

"Ringrazio il mio team di professionisti giovani e motivati - esprime così la sua soddisfazione Biagini, approdato all'IRE 12 anni fa dal Rizzoli - con i quali quotidianamente mi entusiasmo ed esploro le novità che ci permettono di migliorare, anche in collaborazione con i molteplici specialisti che fanno parte del Traslational Group Sarcomi, lo studio e la cura dei tumori muscoloscheletrici, per lo più sarcomi, che prendiamo in carico. Più la patologia è complessa, più è necessario rivolgersi a centri altamente specializzati come gli istituti di ricerca oncologici."

 

E' arrivato alla sua VI edizione il Simposio Rino Cavalieri, tradizionale e importante incontro scientifico dedicato al Prof. Rino Cavalieri, frate dermatologo e genetista, per molti anni primario dell'IDI.

L'evento riunisce tutte le Scuole Dermatologiche di Roma e ancora una volta ad ospitare il Convegno, che si terrà il 26 e 27 febbraio p.v., sarà l'IDI IRCCS nell'Aula Cavalieri, in via Monti di Creta 104.

Quattro i temi principali affrontati durante la due giorni del Congresso presieduto dal Dott. Biagio Didona, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Malattie rare dell'IDI: il melanoma, con le sue difficoltà terapeutiche e le nuove frontiere farmacologiche; i linfomi cutanei con presentazioni su clinica ed aspetti molecolari; la psoriasi e i nuovi aspetti terapeutici; le malattie rare con un focus particolare su ittiosi, pemfigo e mosaicismi cutanei. Seguiranno due letture sull'idradenite suppurativa e sul gene P63 e le sindromi dermatologiche derivanti dalle sue mutazioni.
Durante il Congresso l'Idi, centro di riferimento per le malattie rare dermatologiche, ha deciso di aderire, dedicando una sessione dei suoi lavori, alla giornata mondiale delle Malattie Rare promossa da UNIAMO - Federazione Italiana Malattie Rare – per il giorno 29 febbraio 2016.
Anche questa sesta edizione del Simposio, divenuto un importante e frequentato appuntamento sia per gli argomenti affrontati sia per la qualità dei relatori che lo presiedono, è destinata a medici specialisti in Dermatologia, Oncologia, Biologia, Ematologia ed Endocrinologia e darà diritto all'ottenimento di 11 crediti ECM (Educazione Continua in Medicina).
Prenderanno parte all'evento le Associazioni DEBRA Italia, DEBRA International e ANPPI, associazioni di pazienti affetti da malattie rare.
(A.B) Roma, 23 febbraio 2016

"Focus su temi e risultati che verranno presentati
al 6° simposio Rino Cavalieri"

MELANOMA: incremento significativo della sopravvivenza
Gli effetti terapeutici che derivano dall'applicazione di nuovi farmaci, oggi in fase di sperimentazione presso l'IDI, (i farmaci : nivolumab, ipilumab) sono oggi tangibili. Vengono presentati, tra i primi risultati, i dati di un incremento significativo della sopravvivenza.

LINFOMI CUTANEI: presentazione dei primi risultati inerenti gli studi in corso all'IDI
Un nuovo approccio all'inquadramento generale della patologia sia da un punto di vista clinico che istologico e molecolare. Le nuove esperienze terapeutiche: presentazione di studi in corso presso l'IDI .

PSORIASI: nuovi sviluppi terapeutici, in nuovi farmaci.
Patogenesi (verranno presentati i nuovi farmaci, usati anche all' IDI – Secukinumab e Ustekinumab) La psoriasi può portare a problematiche cardiovascolari? nuovi sviluppi terapeutici.

MALATTIE RARE: Idi e Associazioni, un dialogo continuo. La ricerca dell'Idi
Focus su "aspetti genetici e clinici del mosaicismo cutaneo", l'uso del farmaco etanercept nel penfigo" parlano le Associazioni

IDRADENITE SUPPURATIVA: le nuove terapie, i primi risultati su pazienti curati all'IDI
Inquadramento malattia, patogenesi clinica, nuovi risvolti terapeutici ( il farmaco: adalimumab). Vengono presentati i primi risultati su pazienti

GENE P63: lettura magistrale tenuta dal Prof. Gerry Melino, uno dei più autorevoli ricercatore mondiale di questo gene.
Dalla fisiologia alla patologia cutanea. Cosa è il Gene P63

IDI, donne che hanno un tumore al seno: si al dialogo e al confronto, no all’isolamento

E’ stato scientificamente provato che un team di medici specialisti che si occupa in modo multidisciplinare della salute del seno della donna e di poterla curare per un tumore, ottiene a 5 anni dall’evento una percentuale di sopravvivenza maggiore fino al 20%.
IDI, IncontraDonna e AISCUP organizzano durante il 2016 incontri di specialisti con i pazienti oncologici, soprattutto per le donne operate di tumore al seno.
Primo appuntamento, sabato 20 febbraio, dalle ore 10,30 alle ore 12,30 presso l’Aula Cavalieri IDI. Nel primo incontro, la consapevolezza della diagnosi di un tumore del seno e dei trattamenti, l’attenzione all’ alimentazione come prevenzione primaria e anche come cura, verranno trattati dalla Dott.ssa Debora Rasio, esperta in nutrizione clinica e dalla Prof.ssa Adriana Bonifacino, senologa clinica.
Dopo questo primo appuntamento, il dialogo tra medici e donne che hanno affrontato un problema oncologico, proseguira’ con argomenti circa il rapporto cuore e pelle, la chirurgia e l’immagine di se’, l’oncologia clinica e la ginecologia.
IncontraDonna e AISCUP sono due onlus dedicate ai malati oncologici ai quali l’IDI, eccellenza europea nel campo della dermatologia oncologica, apre volentieri le porte e la collaborazione.

Cannabis per scopi terapeutici: le reali potenzialità curative dei cannabinoidi per molte patologie, anche per pazienti pediatrici.
A Canapa Mundi, sabato 20 febbraio 2016, un’intera giornata di forum di approfondimento sul tema della canapa medica, e un’analisi del nuovo Decreto Lorenzin.

Sabato 20 febbraio 2016, nell’ambito della manifestazione Canapa Mundi – la Fiera Internazionale della Canapa che si terrà a Roma dal 19 al 21 febbraio 2016, presso il PalaCavicchi –, a partire dalle 11.30 si terrà un importante forum di discussione incentrato sul tema dell’utilizzo della cannabis per scopi terapeutici.

Con il decreto del 9 novembre 2015, il Ministro della Salute Lorenzin autorizza, per la prima volta, la coltivazione, la produzione e la distribuzione su tutto il territorio nazionale dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis. Il testo presenta, però, diverse restrizioni: il monopolio a beneficio di un unico centro di ricerca e l’esclusione dell’utilizzo di questi farmaci per diverse patologie. Anche per malattie per le quali è consentita la prescrizione, questa potrà avvenire solo dopo il fallimento di altre terapie. Inoltre, sarà molto più difficile e costoso ottenere gli estratti galenici preparati dalle farmacie, molto utilizzati dai pazienti negli ultimi anni. Si tratta, pertanto, di un decreto che non riesce a modificare radicalmente l’attuale situazione, soprattutto, non si fornisce un’adeguata risposta a molte persone che avrebbero bisogno di questo tipo di cure.

L’utilizzo terapeutico del CBD, fitocannabinoide non psicoattivo presente in alcuni ceppi di cannabis, è stato dimostrato efficace per il trattamento di un gran numero di malattie e sintomi, tra i quali distonia, diabete, malattie infiammatorie, crisi epilettiche, morbo di Alzheimer e malattie della pelle. Questa sostanza viene utilizzata da molte aziende in tutto il mondo e, in Italia, da IKhemp ed Endoca, entrambe presenti a Canapa Mundi. Le due aziende stanno effettuando importanti ricerche finalizzate ai processi di estrazione del CBD e ai suoi effetti terapeutici.
Il dibattito organizzato nell’ambito di Canapa Mundi si propone di presentare un quadro generale dell’attuale situazione normativa, in Italia e all’estero, sul funzionamento terapeutico dei cannabinoidi e sulle patologie che traggono beneficio dal loro utilizzo.

Tra gli interventi, di particolare interesse sarà il contributo del fotoreporter brasiliano Paulo Siqueira, che racconterà la storia di Charlotte, una bambina affetta da sindrome di Dravet, una grave forma di epilessia. Si tratta di una rara patologia degenerativa che aveva compromesso gravemente lo sviluppo neuro cognitivo della bambina, che era arrivata ad avere 300 attacchi epilettici a settimana, quasi due ogni ora. Le terapie tradizionali avevano fallito e, sebbene la bambina fosse molto piccola, i genitori hanno deciso di ricorrere all’uso della cannabis. Fondamentale è stato l’incontro della mamma e del papà di Charlotte con gli Stanley Brothers, importanti coltivatori di cannabis del Colorado (Usa), che avevano prodotto una variazione della pianta ricca in CBD ma povera di THC (il fitocannabinoide che causa gli effetti psicoattivi della marijuana). Questa particolare combinazione di elementi rendeva il consumo della pianta possibile anche per una bambina piccola. Attraverso l’assunzione regolare di questa sostanza, Charlotte ha visto le crisi epilettiche ridursi a eventi sporadici e ha ricominciato a camminare da sola e a parlare.

Oltre a Siqueira, prenderanno parte al dibattito Francesco Crestani, medico specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore, e Presidente dell'Act – Associazione Cannabis Terapeutica –, che dal 2001 promuove la conoscenza delle proprietà terapeutiche della cannabis; Marco Ternelli, appassionato farmacista e preparatore galenico, esperto di legislazione farmaceutica, nonché creatore del sito Farmagalenica.it, importante fonte di conoscenza e informazione per farmacisti, medici e pazienti; Claudio Cappelletti, neurologo a Roma presso l'Azienda Sanitaria Locale RMC e RMG, che si confronta quotidianamente con le richieste e le difficoltà di reperimento di farmaci cannabinoidi da parte di pazienti affetti da gravi patologie neurodegenerative; Giuseppe Battafarano, studente del Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche dell'Università degli Studi di Firenze, che presenterà la tesi di laurea I cannabinoidi nella terapia della sclerosi multipla.

Canapa Mundi
Dal 19 - 21 febbraio 2016
al PalaCavicchi, Via Ranuccio Bianchi Bandinelli, 130, 00178 Roma

Biglietti: intero € 8,00, ridotto € 5,00 (over 65 e accompagnatori di disabili), abbonamento 3 giorni intero € 15,00. Ingresso gratuito per persone disabili e bambini fino a 12 anni
Orari: Venerdì 19 e Sabato 20 Febbraio 2016: dalle 11.00 alle 20.00; Domenica 21 Febbraio 2016: dalle 11.00 alle 19.00
Recapiti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0688809957

Al The Church la XIV Conferenza Internazionale di Parent Project onlus
Appuntamento dedicato ai più recenti aggiornamenti sviluppi della ricerca sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker

Sabato 13 e domenica 14 febbraio 2016
The Church Palace Hotel
Via Aurelia, 481 - Roma

Si terrà a Roma, il 13 e 14 febbraio 2016, presso il The Church Palace Hotel, la XIV Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker organizzata da Parent Project onlus, l'associazione di genitori di bambini e ragazzi affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker. La Conferenza rappresenta, da molti anni, un momento chiave di aggiornamento, approfondimento e confronto: un appuntamento di grandissima importanza non solo per le famiglie che convivono con la patologia, ma anche per l'intera comunità Duchenne e Becker internazionale, composta da medici, ricercatori, aziende che dedicano il loro impegno professionale alla ricerca di una cura e di terapie per la DMD/DMB.

La DMD è una malattia genetica rara che colpisce 1 su 3.500 neonati maschi, causata da una mutazione nel gene della distrofina che impedisce la produzione della proteina corrispondente. È la forma più grave delle distrofie muscolari e comporta una progressiva degenerazione muscolare fino alla compromissione del muscolo cardiaco, del diaframma e dei muscoli intercostali fino a rendere necessaria l'assistenza respiratoria. La BMD è una variante generalmente più lieve della patologia, caratterizzata da una mutazione nel gene della distrofina compatibile con una parziale produzione della proteina.

L'evento si aprirà, per le famiglie coinvolte nell'associazione, venerdì 12 febbraio alle ore 15, con un insieme di gruppi di discussione che tratteranno diverse tematiche, dagli aspetti sanitari e medici a quelli sociali e legati alla vita quotidiana. Nella giornata di sabato 13 e la mattina di domenica 14, invece, l'attenzione sarà focalizzata sugli sviluppi nella ricerca scientifica, in particolare sulle sperimentazioni in corso e future.

I trial clinici per la Duchenne, fin dall' inizio, hanno coinvolto esclusivamente la popolazione dei pazienti deambulanti di età superiore ai 5 anni. Nell'ultimo anno questo scenario ha iniziato a cambiare, poiché non solo alcuni tra gli approcci sperimentali in fase di studio clinico più avanzato si sperimentano, oggi, in popolazioni di pazienti fino ad ora mai considerate, ma esistono anche nuovi studi clinici il cui percorso sperimentale prende avvio proprio da queste popolazioni meno note.

Inizia, dunque, una nuova sfida per la nostra comunità: quella di elaborare protocolli di studio efficaci, che siano funzionali a comprendere chiaramente l'impatto dei trattamenti nella popolazione complessiva dei pazienti, andando oltre i limiti di età e deambulazione fino ad ora applicati.

I due giorni della Conferenza ripercorreranno questo cambiamento: partendo dai trial clinici disegnati per una sola popolazione di pazienti, arriveremo ad affrontare quelli rivolti alla popolazione complessiva dei pazienti, esaminando insieme le difficoltà e le possibili soluzioni che speriamo possano rendere più velocemente disponibili nuove terapie.

Parent Project onlus è un'associazione di genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker. Dal 1996 lavoriamo per migliorare il trattamento, la qualità della vita e le prospettive a lungo termine dei nostri bambini e ragazzi attraverso la ricerca, l'educazione, la formazione e la sensibilizzazione. Gli obiettivi di fondo che ci hanno fatto crescere fino ad oggi sono quelli di affiancare e sostenere le famiglie dei bambini che convivono con queste patologie attraverso una rete di Centri Ascolto, promuovere e finanziare la ricerca scientifica al riguardo e sviluppare un network collaborativo in grado di condividere e diffondere informazioni chiave.

Per informazioni sull'organizzazione dell'evento:
Tel. 06/66182811 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per informazioni Stampa:
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REGINA ELENA E SAN GALLICANO SI CONFERMANO ECCELLENZE AL FEMMINILE

premiazione col massimo dei “voti”: 3 bollini rosa a entrambi gli Istituti

Gli Istituti Regina Elena e San Gallicano si riconfermano ospedali a misura di donna con 3 bollini rosa ciascuno. L'Osservatorio nazionale sulla salute della Donna (O.n.Da) ha attribuito oggi agli Istituti, nel corso della cerimonia svoltasi a Roma, il massimo riconoscimento ribadendo l’attenzione che gli IFO rivolgono da sempre alla salute femminile.

Fra i punti di forza l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici di specialità cliniche come la Chirurgia robotica e mini-invasiva per le patologie ginecologiche oncologiche e l’HPV Unit; la Breast Unit per il Regina Elena. Dermatologia onco-estetica e Centro di riferimento regionale malattie sessualmente trasmissibili (MST) sono solo alcune delle eccellenze dell’Istituto San Gallicano.

“Sono orgogliosa – ha detto Marta Branca, Commissario Straordinario degli Istituti -che gli IFO siano tra i capofila del network di strutture che riservano alle donne servizi di eccellenza per la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie femminili. L’assegnazione di tre bollini rosa rappresenta per noi un incentivo a fare sempre meglio e ad essere un modello per altre realtà sanitarie.”

Sanità, le nuove frontiere della Chirurgia Rigenerativa. L'Idi organizza un congresso.

L’Idi di Roma organizza per martedì 22 dicembre p.v.- Aula Cavalieri, Via Monti di Creta 104, alle ore 18,30 – un corso di aggiornamento dal titolo “ Chirurgia rigenerativa: up to date – dalla ricerca alla clinica”. La Chirurgia Rigenerativa è la nuova frontiera della chirurgia plastica e rappresenta la più recente applicazione delle scienze in campo medico, con l’obiettivo di restituire funzione e integrità ai tessuti danneggiati. “L’approccio relativamente poco invasivo – afferma il Dott. Alessio Caggiati, Direttore della Divisione di Chirurgia Plastica dell’Idi – consente al paziente di avere un decorso post operatorio rapidissimo, utilizzando le proprie cellule e tessuti. Questo riduce lo stress fisico e psichico e accelera i processi di guarigione”. Il corso è rivolto ai medici specialisti in chirurgia plastica e si propone di offrire ai partecipanti un approfondimento sulle ricerche sperimentali, consentendo di ottimizzare le procedure nella pratica quotidiana.

Salute/sociale. Sanità: curare accogliendo le differenze dà risultati migliori
I pazienti Sikh sono vegetariani e, per le medicine che contengono alcol come gli sciroppi, devono essere avvisati. Le degenti musulmane preferiscono sempre più i medici donna. Gli ebrei consumano cibo kasher. Per la fede Bahá’í le salme devono essere lavate, profumate con acqua di rose, avvolte in un telo bianco nuovo e sepolte in terra. Quando, nella nuova Italia multietnica, arriva in ospedale un paziente con una cultura ed una religione diverse, possono nascere incomprensioni con medici e operatori sanitari, che hanno più difficoltà a fare il proprio lavoro e il paziente può non sentirsi accudito, oltre che curato. Ma se si affronta la malattia con serenità psicologica e spirituale si guarisce prima e meglio e un clima di collaborazione aiuta l’operatore sanitario a lavorare meglio. Saper accogliere nelle strutture sanitarie culture e religioni diverse, quindi, non solo vuol dire rispettare il diritto alla salute, ma conviene, perché semplifica il lavoro e porta a risultati migliori.

I Csv del Lazio Cesv e Spes e Asl Roma E presentano il volume

“Salute e Spiritualità nelle strutture sanitarie”

Giovedì 10 Dicembre 2015 ore 16.00 - Sala Tevere, Regione Lazio

Alla presentazione interverranno, tra gli altri, Francesca Danese, già assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma; Rita Visini, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio con delega del presidente Nicola Zingaretti; Maria Teresa Petrangolini, membro della Commissione Politiche sociali e Salute della Regione Lazio; Angelo Tanese, direttore generale Asl Roma E; Paola Capoleva, presidente Cesv Lazio; Gian Franco Gensini, professore di Medicina interna Università di Firenze; Giovanni Leonardi, direttore generale della Ricerca e Innovazione del Ministero della Salute. Inoltre, porteranno i saluti gli esponenti delle comunità religiose e delle associazioni di volontariato. Modera Alessandro Bazzoni, staff Direzione aziendale Asl Roma E.

Punto di arrivo di un lungo percorso nella Asl Roma E che ha coinvolto operatori sanitari, comunità religiose e volontariato, “Salute e Spiritualità nelle strutture sanitarie” contiene i materiali del corso di formazione regionale “Accoglienza e pluralismo culturale e religioso nelle strutture sanitarie”, organizzato da Cesv, Asl Roma E, Tavolo Interreligioso di Roma, associazione Religioni per la Pace-sezione italiana e Associazione volontari ospedalieri Roma e indirizzato ai volontari dell’area sanitaria e socio-sanitaria. Il corso segue la pubblicazione “L’accoglienza delle differenze e specificità culturali e religiose nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali della Regione Lazio”, linee guida in cui ogni comunità religiosa ha sintetizzato le proprie specificità nell’approccio alla malattia e alla morte.

Sabato 12 dicembre 2015, alle ore 10,30 presso l’Auditorium dell’IDI si terrà l’incontro studio dedicato ai pazienti in terapia anticoagulante orale e ai loro familiari.
Organizzato dalla Dottoressa Lorena Silvestri, primario del Laboratorio Analisi Chimico-fisiche e microbiologiche dell’ IDI, il convegno sarà animato da medici esperti che si confronteranno su argomenti inerenti “l'essere paziente ed anziani”. Parlare di questi temi – ricorda Silvestri – è importante per noi operatori del settore, ma anche e soprattutto per i pazienti. Nel corso dell’incontro verranno trattati i seguenti temi:

identificazione dei sintomi che possono orientare verso la diagnosi di Sindrome depressiva o di M.di Alzhaimer

disfagia, quale sintomo spesso presente nei pazienti anziani;

norme di sicurezza nella vita quotidiana per evitare incidenti domestici spesso causa di morbilità ;

patologie cardiologiche associate che rendono necessaria la TAO

aspetto nutrizionale del paziente anziano.

Questo momento è stato organizzato – ha concluso Silvestri – per trasmettere al paziente ed i suoi familiari il nostro desiderio di essere sempre vicini nella malattia.

L’istituto Spallanzani ospita il XXVIII Convegno Nazionale Anlaids
COSTRUIAMO ALLEANZE : l’AIDS è cambiata, ma il problema non è risolto

I massimi esperti sul tema faranno il punto sugli aspetti della ricerca e della clinica nonché sui problemi sociali e di informazione.

Venerdì 27 Novembre 2015 - Ore 10.30
Centro Multimediale INMI “L. Spallanzani”
Via Portuense, 292 - Roma

Circa 6.000 persone con infezione da HIV ogni anno vengono curate presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani” e circa il 90% di loro riceve un trattamento antiretrovirale in regime ambulatoriale. Ogni anno si registrano oltre 1.000 ricoveri ospedalieri per pazienti affetti da HIV. Un approccio efficace e sostenibile per il trattamento e la cura di HIV richiede sempre un forte coordinamento e la piena collaborazione tra i pazienti e le loro famiglie, gli operatori sanitari e gli interventi a livello di comunità.
Gli esperti si confronteranno su questi temi:

Qual è lo stato dell’arte ad oggi a livello di prevenzione, ricerca, assistenza e terapia?

I grandi progressi nella clinica e nella terapia sono efficaci per il controllo della malattia?

Riguardo la continuità delle cure : quali i problemi e i fattori che la compromettono?

Quali patologie collaterali e nel lungo tempo prevedere ?

Come sensibilizzare e “agganciare” le persone inconsapevoli di aver contratto l’HIV?

Come lavorare insieme alle associazioni perché la rete di alleanze sia sempre più capillare?

Segreteria Anlaids
Via Giovanni Giolitti, 42 - 00185 Roma
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L’INMI aderisce alla settimana europea del test HIV e giornata mondiale di lotta all’Aids
ESAMI GRATUITI ALLO SPALLANZANI: TEST HIV RAPIDO SALIVARE
Dal 23 al 1° dicembre Poliambulatorio CRAIDS orario fino alle 19.00: un'occasione in più per la diagnosi e la consulenza

Dal 20 al 27 Novembre si celebra la settimana europea del Test HIV che anticipa la giornata mondiale di lotta all’AIDS, il 1° dicembre. L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani aderisce e sostiene, come ogni anno, l’iniziativa prolungando ed integrando la propria attività quotidiana di routine. Il poliambulatorio del CRAIDS “stanza 13” è al servizio dei cittadini per offrire consulenza ed esecuzione del test rapido HIV su fluido orale (saliva) anche nei pomeriggi da lunedì 23 a venerdì 27 novembre, lunedì 30 novembre e martedì 1 dicembre, dalle ore 17.00 alle 19.00.

Il test è offerto in anonimato e gratuitamente. Il risultato è pronto in 15-20 minuti e viene comunicato dai medici. Non sarà rilasciato referto del risultato.

Per la corretta esecuzione dell’esame non bisogna bere, mangiare o masticare gomme almeno 15 minuti prima dell’esecuzione, e attendere almeno 30 minuti nel caso di utilizzo di prodotti per l’igiene orale. Si effettua facendo scorrere un tampone lungo tutta l’arcata gengivale. Se il test risulta “reattivo” sarà necessario effettuare uno screening di conferma con un esame classico su campione ematico.

L’uso di metodologie innovative di test HIV; personalizzazione e approcci terapeutici utili a soddisfare l’intera diversità dei bisogni della gente e offrire un più ampio spettro di possibilità di prevenzione sono le nuove raccomandazioni che divulgherà quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità nella Giornata mondiale contro l’AIDS.
L’INMI Spallanzani è in linea con queste raccomandazioni al fine di ridurre il numero di persone infette non consapevoli del proprio stato, rendere più precoce la diagnosi di infezione e smuovere le coscienze individuali.

Infatti solo la conoscenza della presenza di infezione consente alla persona di accedere tempestivamente alle cure ed ai servizi appropriati, e di attuare comportamenti sicuri che riducono il rischio di trasmissione di HIV ad altri.

Istituto Nazionale Tumori Regina Elena
Istituto Dermatologico San Gallicano
Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani
Tel. 06 52662753

In Italia 1 bambino su 4 è sovrappeso, 1 su 10 obeso.
Allarme sul consumo quotidiano di bibite zuccherate e gassate.
Le regioni del centro-sud le più colpite: primato alla Campania con 1 bambino su 2 sovrappeso. 1 genitore su 2 non conosce i corretti stili alimentari.

Lunedì 23 e 30 novembre l’ “Istituto Comprensivo Fratelli Cervi – Plesso Ponte Galeria” di Roma sarà protagonista della campagna itinerante sulla sana e corretta alimentazione. Gli alunni della scuola elementare prenderanno confidenza con nozioni e utili suggerimenti per mangiare in maniera corretta e adottare uno stile di vita salutare. Gli incontri si terranno dalle 9.30 alle 12.30 e saranno tenuti dalla dott.ssa Roberti Maria Luisa.
L’iniziativa promossa dal Moige – Movimento Italiano Genitori Onlus è realizzata con il patrocinio scientifico di SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e di AMIOT - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia - con il contributo incondizionato di GUNA S.p.A.

I DATI
Dall’indagine “L’obesità infantile: un problema rilevante e di sanità pubblica” (2015), a cura dell’Osservatorio e Metodi per la Salute del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’università “Milano Bicocca”, diretto dalla prof. ssa Mara Tognetti, che raccoglie le principali ricerche nazionali ed internazionali in materia di alimentazione, emerge che l’Italia è uno dei Paesi europei più colpiti dal fenomeno dell’obesità infantile: nel nostro paese la prevalenza di sovrappeso in età pediatrica supera di circa 3 punti percentuali la media Europea, con un tasso di crescita/annua dello 0,5-1%, pari a quello degli Stati Uniti.
Le indicazioni emerse dalla prima rilevazione del WHO COSI Program evidenziano che i bambini italiani più soggetti a disturbi alimentari hanno tra gli 8 e 9 anni: a quest’età, 1 bambino su 4 è obeso e 1 su 2 sovrappeso; tra le bambine le percentuali scendono rispettivamente al 16% e al 41%.
Diverse ricerche, riferite al contesto italiano, mostrano che, estendendo il campione tra i 6 e gli 11 anni, è sovrappeso 1 bambino su 4 (23,1%) mentre 1 su 10 (9,8%) è addirittura obeso. In ambito continentale obesità e sovrappeso prevalgono tra i minori dei paesi mediterranei (con percentuali che oscillano tra il 20 e il 36%), piuttosto che in quelli del nord Europa (tra il 10 e il 20%). Anche in Italia il fenomeno ricalca le stesse differenze geografiche, con percentuali che vanno dall’8,2% al Nord, al 9,3% del Centro fino al 15,2% del Sud. La regione più colpita dal fenomeno è la Campania, dove 1 bambino di terza elementare su 2 è obeso o in sovrappeso; seguono Puglia,Molise Abruzzo e Basilicata, che evidenziano percentuali superiori al 40%. Gli adolescenti italiani in sovrappeso tendono a diminuire con l’aumentare dell’età, confermando la maggiore esposizione delle generazioni più giovani: a 11 anni ne soffre 1 ragazzo su 3 e 1 ragazza su 4; un dato che, raffrontato alle rilevazioni sui quindicenni, decresce, per ambo i sessi, di circa 10 punti percentuali.
I fattori che determinano l’obesità, oltre a quelli di natura genetica, sono principalmente legati al contesto socio-economico, familiare e agli stili di vita. Diverse indagini concordano nell’attribuire maggiore predisposizione a diventare obesi a soggetti che vivono in condizioni “disagiate”. Il dato più preoccupante riguarda però l’impatto dei genitori sull’alimentazione dei minori. Solo il 44,7% di loro conosce le regole della sana alimentazione (Censi). I dati dell’indagine “OKkio alla Salute” confermano una disinformazione diffusa da parte degli adulti in materia di dieta alimentare. Il 37% delle madri di figli in sovrappeso non ritiene “eccessiva” la quantità di cibo che i mangiano i bambini, mentre solo il 29% di esse afferma il contrario. Inoltre solo 4 mamme su 10 reputano insufficiente l’attività motoria svolta dal figlio. Sul versante delle abitudini alimentari è altrettanto importante la percentuale di coloro che adottano comportamenti scorretti: 1 bambino su 10 salta la prima colazione, mentre 3 su 10 la fanno in maniera sbilanciata (troppi carboidrati o proteine); 2 bambini su 3 fanno una merenda abbondante a metà mattina. I genitori dichiarano che 4 bambini su 10 consumano quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate e il 22% non mangia tutti i giorni frutta e verdura. Dall’indagine Zoom8 emerge inoltre che 1 intervistato su 2 non mangia “mai o quasi mai” legumi e solo 1 su 5 lo fa 2-3 volte a settimana, come raccomandato. 1 su 7 si alimenta con insaccati una o più volte al giorno. Il consumo giornaliero di cibi ipercalorici è un fenomeno largamente diffuso: 1 bambino su 3 mangia quotidianamente snack e 1 su 4 consuma bibite zuccherate. In alcune circostanze anche più volte al giorno (nel 3,5% dei casi per i primi, 17% per le seconde).
Anche uno stile di vita sedentario concorre all’obesità in età pediatrica, poiché strettamente correlato al consumo di questi cibi. 1 bambino su 6 dichiara di non aver fatto attività fisica nel giorno precedente all’indagine, o di fare sport un’ora alla settimana; 4 su 10 confessano di avere la tv in camera; 1 su 3 di restare incollato al televisore o ai videogames per più di 2 ore al giorno, mentre solo 1 su 4 dichiara di andare a scuola a piedi o in bicicletta.

LE DICHIARAZIONI
"La sana alimentazione è un aspetto centrale nell’educazione dei nostri figli. Contenere il consumo di snack, promuovere corretti stili di vita e sport all’aria aperta, adottare una dieta varia ed equilibrata sono alcune accortezze per combattere l’obesità ed evitare rischi per la salute dei nostri ragazzi". Così Maria Rita Munizzi, presidente nazionale MOIGE - movimento genitori.
“Il nostro impegno spazia dalla corretta alimentazione del bambino nei primi 3 anni di vita al divezzamento e prevenzione dei rischi; dalla formazione delle famiglie, sull’opportunità di una dieta appropriata, al coinvolgimento degli adolescenti, con l’obiettivo di prepararli a gestire autonomamente il proprio stile alimentare”. Le parole di Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
“AMIOT ha aderito e promuove con vigore l’iniziativa “Mangia bene, cresci bene” e non poteva essere altrimenti: l’omotossicologia ha tra i suoi campi applicativi di elezione la medicina preventiva. Agire sui più piccoli attraverso la prima medicina, il cibo, è il passaggio fondamentale per la salute delle future generazioni”. Il commento di Cesare Santi, presidente AMIOT - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia.
“È una grande soddisfazione contribuire a questo progetto educativo, che vede la luce in un momento quanto mai opportuno e forse cruciale per il benessere delle future generazioni. Tanto più che lo scopo dell'iniziativa è perfettamente in linea con gli obiettivi fondanti di GUNA: diffondere il concetto di salute basato su stili di vita corretti e sulla prevenzione attraverso terapie naturali.” ha dichiarato Alessandro Pizzoccaro, presidente GUNA S.p.A. sponsor del progetto e azienda leader in Italia nella produzione e vendita di farmaci di origine biologico-naturale.

LA CAMPAGNA
Da febbraio a dicembre, “Mangia bene, cresci bene” attraverserà tutta Italia. Prenderanno parte al progetto 379 scuole, suddivise tra medie ed elementari, per un totale di circa 40.000 studenti e 75.000 genitori coinvolti. In ciascun istituto, i docenti e i medici di AMIOT terranno degli incontri formativi sulla sana alimentazione e distribuiranno un kit didattico a ragazzi e genitori. Agli studenti è inoltre riservato un concorso a premi: le illustrazioni più significative saranno affisse nelle farmacie e gli studi medici aderenti e daranno vita ad un calendario info-educativo dell’iniziativa distribuito nelle scuole che hanno partecipato all’iniziativa.

Ufficio stampa Moige
Tel: 06.32.36.943
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Medici, infermieri e operatori tecnico sanitari degli Istituti saranno al Villaggio del benessere
GLI IFO PRESENTI ALLA 12°EDIZIONE DEL SANIT:
PER OFFRIRE PRESTAZIONI GRATUITE E INFORMAZIONE DI QUALITA’
20- 21 -22 Novembre, Palazzo dei Congressi a Roma

Gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, Regina Elena e San Gallicano, portano quest’anno un grande contributo alla 12° edizione del “Sanit - Forum Internazionale della Salute”, mettendo a disposizione del pubblico le competenze di tantissimi specialisti.
Medici infermieri e operatori tecnico sanitari degli IFO saranno presenti al Villaggio del benessere per fare promozione della salute e controlli di prevenzione, oltre che fare formazione ai convegni ( con ECM per gli addetti ai lavori) e soprattutto rispondere ai cittadini “a tu per tu”.
“Riteniamo sia importante - sottolinea Marta Branca - essere presenti a manifestazioni pubbliche come il Sanit per mettere al servizio del cittadino l’esperienza e professionalità dei nostri specialisti. Offriremo uno spazio a cura del San Gallicano per consulenze di prevenzione per i tumori della pelle, 3 giorni di visite gratuite. I nostri esperti faranno inoltre informazione sulle patologie da HPV e sull’opportunità della vaccinazione rivolta alle ragazze, alle donne ma anche agli uomini. Sensibilizzeranno sui danni da fumo di tabacco, sull’importanza della donazione del sangue e su tanti altri temi di interesse”.

L’Istituto San Gallicano sarà presente con uno stand presieduto da Pasquale Frascione, della dermatologia oncologica che coordinerà le consulenze offerte insieme a De Simone, Eibenshutz e Migliano nei tre i giorni del Sanit, dalle 10 alle 18. Offriranno ai cittadini visite per controllo dei nei, consulenze e informazioni sulla prevenzione dei tumori cutanei.

Saranno presenti agli appuntamenti “Incontro con gli Esperti”:

- venerdì 20: Gaetana Cognetti, bibliotecaria affronterà il tema internet e giovani: navigare sicuri nelle informazioni sulla salute; Luigi Laino, dermatologo parlerà di Termografia; Laura Eibenshutz, dermatologa tratterà di tumori cutanei non melanoma e Paola De Simone, dermatologa di melanoma; Emilia Migliano, chirurgo informerà di chirurgia rigenerativa dopo asportazione di un tumore della pelle.

- domenica 22: Luciano Mariani, HPV UNIT IFO, parlerà di prevenzione diagnosi e terapia del Papilloma Virus; Barbara Pichi di HPV e distretto orale; Antonio Cristaudo tratterà le Malattie sessualmente trasmissibili.

Saranno presenti nella “Penisola della salute” per offrire informazioni ai cittadini, Stefano Canitano che darà indicazioni sull’appropriatezza degli esami radiologici, Paolo Iacovelli darà informazioni sui danni cutanei del sole, Maria Laura Foddai sensibilizzerà alla donazione del sangue, Roberto Baldelli farà informazione sui tumori neuroendocrini mentre Francesco Bartoli tratterà delle dermatosi del paziente anziano. Vincenzo Cilenti parlerà dei danni del fumo e misurerà i livelli di ossigenazione, in particolare nei fumatori. L'ingegnere Giuseppe Navanteri, domenica pomeriggio, presenterà le tecnologie in campo diagnostico e terapeutico di cui gli IFO dispongono.

Infermieri e tecnici di radiologia saranno sempre presenti per supportare l’attività e soprattutto l’ informazione ai cittadini. Vi aspettiamo!

Istituto Nazionale Tumori Regina Elena
Istituto Dermatologico San Gallicano
Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani
Tel. 06 52662753 -348 5294272 @LorellaSalce

A Roma esperti mondiali fanno il punto su neoplasia che potrà colpire 35.000 persone nel 2015
TUMORE PROSTATA: SI AL TEST DEL PSA PER DIAGNOSI PRECOCE
SI AL CONSUMO DI POMODORO INTERO, MATURO, COTTO
Ablin: dosaggio del PSA ancora la sola “porta di entrata” nel percorso diagnostico terapeutico
Iacobelli: vi presento Lycoprozen, integratore alimentare di ultima generazione

E’ il tumore più frequente negli uomini, ne colpisce uno ogni 20 fra i 50 ed i 69 anni. Si stima che le nuove diagnosi del 2015 siano 35.000, parliamo del tumore prostatico.

Al meeting di oggi, 6 novembre, a Roma, presso il Domus Sessoriana specialisti di fama internazionale hanno dato una visione aggiornata di aspetti del management clinico del paziente colpito dalla neoplasia. Dall’incontro è emerso che l’uso della misurazione del PSA per la diagnosi precoce, sebbene sia penalizzato da trattamenti derivanti da “sovradiagnosi”, cioè diagnosi di tumore della prostata in uomini che potrebbero non presentare sintomi clinici della malattia per il resto della vita, rimane comunque la “porta di entrata”nel percorso diagnostico terapeutico. Ad affermarlo è stato Richard J. Ablin dell’ University of Arizona College of Medicine, scopritore del PSA, che ha sottolineato l’importanza di un attento impiego del test nel contesto di una valutazione clinica globale.

L’invecchiamento è la causa principale di rischio del tumore prostatico. A differenza della maggior parte delle neoplasie, sembra che per questa malattia la familiarità sia un fattore di rischio marginale, meno del 15%. Mentre alcune abitudini alimentari, come il consumo elevato di carne e latticini e una dieta ricca di calcio siano fattori predisponenti. Al contrario il consumo di frutta e verdure in generale e, in particolare, un costante consumo di pomodoro intero maturo specialmente se cotto e combinato con i polifenoli delle olive è capace di contrastare l’insorgenza del tumore. Vincenzo Fogliano, Professore di Chimica degli Alimenti presso l’università Federico II di Napoli e Direttore del Food Quality & Design Group dell’University of Wageningen in Olanda ha chiarito che oltre ai carotenoidi, noti micronutrienti benefici del pomodoro, stanno assumendo un ruolo di primaria importanza le chetosamine, potentissimi antiossidanti presenti in quantità abbondanti nell’ortaggio.
L’elevata dose consigliata settimanalmente di consumo del pomodoro perché si abbia una riduzione del rischio di ammalarsi, comporterebbe un eccessivo apporto calorico invalidandone gli effetti benefici. E’ in quest’ambito che un team multidisciplinare di ricercatori italiani ha sviluppato Lycoprozen a base di pomodoro intero e acqua di vegetazione delle olive per il mantenimento del benessere della prostata senza sovraccarico calorico, Stefano Iacobelli oncologo medico è co-inventore dell’integratore alimentare.

Il tumore della prostata – ha spiegato Richard J. Ablin – è una malattia estremamente eterogenea per gravità di decorso clinico. L’ esatto inquadramento clinico può risultare difficile, anche perché non sono ancora disponibili criteri convalidati. Il dosaggio del PSA, è quindi ancora oggi un esame necessario per la diagnosi precoce della neoplasia purché sia impiegato nel contesto di una valutazione clinica corretta e per stabilire una stretta collaborazione medico-paziente.”

“Tra i regimi dietetici consigliati dalla comunità scientifica per contrastare l’insorgenza di neoplasie – evidenzia Vincenzo Fogliano - hanno ampio consenso quelli che includono il costante consumo di pomodoro. Un recente studio condotto su circa 14.000 pazienti, ha dimostrato che consumando almeno 10 porzioni (1 pz. circa 100 gr) di pomodoro cotto la settimana si registra una diminuzione del rischio di sviluppo di Carcinoma prostatico del 20-25%”

“Abbiamo sviluppato il Lycoprozen mediante un processo innovativo, brevettato, che non utilizza solventi, – ha dichiarato Stefano Iacobelli - per assicurare un’assunzione ottimale del Licopene presente nel pomodoro intero, inclusi semi e bucce, insieme a polifenoli: olive. Questo implica una efficacia delle raccomandazione preventive del World Cancer Research Fund (WCRF) e dell’ American Institute for Cancer Research (AICR). Come tale, il Lycoprozen può ritenersi un functional food e non.”

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Info testata

Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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