Lunedì, 25 Giugno 2018

Salute

Novità, informazioni, iniziative gratuite da cliniche e ospedali della regione, studi recenti e scoperte nel campo medico, interviste ai luminari: tutto ciò che ci interessa da vicino per la nostra salute.

Oncofertilità nei centri pubblici italiani. Quanti sono? Dove sono?
Il Censimento dell'Istituto Superiore di Sanità
Sabaudia 6-7 ottobre

Nella capitale l'avvio di un nuovo modello di rete assistenziale pubblica per le pazienti oncologiche in età fertile.

Annunciato l'accordo tra la Banca del tessuto ovarico dell'Istituto Nazionale Tumori (IFO) e il centro di pma del Sandro Pertini di Roma che si conferma un centro di eccellenza a livello nazionale ora anche nel campo dell'oncofertilità

Il futuro dell'oncofertilità femminile nell'integrazione delle due tecniche di crioconservazione degli ovociti e la conservazione del tessuto ovarico

Presentati a Sabaudia (LT), in occasione della decima edizione de "Le giornate di Andrologia e Medicina della Riproduzione" il censimento condotto dall'Istituto Superiore di Sanità sui centri di PMA di II e III livello che crioconservano gameti/tessuti per la preservazione della fertilità in pazienti oncologici allo scopo di conoscerne la distribuzione sul territorio.

I dati sono stati presentati e discussi in occasione dell'evento scientifico promosso dal professor Rocco Rago - Direttore del centro di sterilità dell'ospedale romano Sandro Pertini – e dal prof. Andrea Lenzi – Presidente della Società Italiana di Endocrinologia - e quindi confrontati ed integrati con alcuni dei dati emersi dall'indagine svolta da un gruppo di lavoro coordinato dallo stesso prof. Rago.

L'evento è stato inoltre l'occasione per annunciare l'accordo di collaborazione tra la Banca del tessuto ovarico dell'Istituto Nazionale Tumori (IFO) di cui è responsabile il prof. Enrico Vizza - direttore di Ginecologia oncologica dell'Ifo – e proprio il centro di sterilità diretto da Rocco Rago.

Sulla base del censimento dell'ISS, che ha raggiunto un totale di 201 centri di PMA di II e di III livello, il totale dei centri pubblici di oncofertilità in Italia risulterebbe essere di 28 unità, così distribuiti: 15 al nord, 6 al centro, 7 al sud.

Nel complesso, l'offerta privata supera di poche unità quella pubblica con un totale di 33 centri privati, ma dislocati in maggioranza nel sud, dove si segnala anche una totale assenza, sempre secondo i dati pervenuti all'ISS, di centri privati convenzionati.

Al centro spicca ancora una volta per eccellenza nel Lazio, il centro pubblico di sterilità dell'ospedale romano Sandro Pertini, che a completamento della già collaudata collaborazione con la banca del seme del Policlinico Umberto I di Roma diretto dal prof. Andrea Lenzi, ha ora annunciato l'accordo di collaborazione con la Banca del tessuto ovarico dell'Istituto Nazionale Tumori (IFO) di cui è responsabile il prof. Enrico Vizza - direttore di Ginecologia oncologica dell'IFO.

Il risultato finale sarà un polo di eccellenza nella preservazione della fertilità femminile e maschile nel Lazio.

La collaborazione tra i due enti è in corso già da qualche mese ed attende solo la ratifica ufficiale della convenzione tra i due. Già a luglio di quest'anno, infatti, presso il Sandro Pertini, il primo intervento di congelamento degli ovociti in una giovane di 19 anni, mentre altre sono ora le donne affette da tumore, tutte molto giovani, che si sono affidate all'assistenza del centro romano. Grazie all'intervento di congelamento degli ovociti le pazienti potranno proseguire le cure per la loro neoplasia senza più il timore di perdere la loro fertilità.

"A prescindere dal numero, il paese ha bisogno di individuare le specifiche competenze e le eccellenze sul territorio per dar vita ad una vera e propria rete di centri di Oncofertilità che rispondano a precisi requisiti organizzativi, tecnologici, di qualità e di sicurezza – ha dichiarato Rocco Rago commentando i dati del censimento. Questi Centri devono essere situati all'interno di una struttura pubblica, e per quanto concerne il prelievo ovocitario all'interno delle strutture di procreazione medicalmente assistita, dove già operano staff di medici e biologi di comprovata esperienza e specifica competenza. Occorre quindi avviare un confronto costruttivo tra operatori e istituzioni sanitarie, ma anche facilitare e migliorare il livello di comunicazione e lo scambio di informazioni tra i centri specialistici dislocati sul territorio per permettere agli oncologi di indirizzare i pazienti al centro di oncofertilità a loro più vicino e più indicato per le specifiche esigenze".

Il futuro dell'oncofertilità femminile? "Un' integrazione dei due sistemi di preservazione della fertilità oggi noti, ovvero la collaudata tecnica di crioconservazione degli ovociti, che apre necessariamente la porta ad una successiva procreazione medicalmente assistita, e la tecnica ancora sperimentale della conservazione del tessuto ovarico nelle donne eleggibili per questo secondo tipo di trattamento. Attualmente, ha spiegato il prof. Enrico Vizza - circa il 10% delle donne a cui viene diagnosticato un tumore è in età fertile e in un vicino futuro, grazie all'integrazione delle due tecniche, una percentuale di queste donne, una volta guarita dalla sua neoplasia, potrà tornare a sperare di diventare madre anche attraverso una gravidanza spontanea".

Gli IFO aderiscono alla Giornata Mondiale della Salute Mentale
OPEN DAY: DONNA E BENESSERE MENTALE IN ONCOLOGIA E DERMATOLOGIA
Consulenze gratuite psicologiche e psichiatriche
Lunedì 10 Ottobre dalle ore 10.00 alle 16:00

Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto San Gallicano

Una giornate a porte aperte agli IFO Regina Elena e San Gallicano, durante la quale vengono messi gratuitamente a disposizione delle pazienti oncologiche e dermatologiche servizi clinico-diagnostici e informativi, con l'obiettivo di sostenere la popolazione femminile sensibilizzandola sull'importanza della salute psico-fisica.

"Donna e Benessere Mentale in oncologia e dermatologia" è l'appuntamento degli IFO che aderiscono alla 3° edizione dell'open day sulla salute mentale femminile promossa da Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 Ottobre).

L'appuntamento agli IFO Regina Elena e San Gallicano si apre con una presentazione di Patrizia Pugliese Responsabile della Psicologia IFO e Tonino Cantelmi, Responsabile della Psichiatria IFO, sulle attività degli Istituti mirate al benessere psicologico dei propri pazienti.
Dalle 11:00 fino al pomeriggio gli specialisti offriranno ai pazienti consulenze gratuite psicologiche e psichiatriche.

Per ricevere una consulenza psicologica è necessario prenotarsi chiamando il numero 0652666155 (dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 16:00).
Per ricevere una consulenza psichiatrica è necessario prenotarsi chiamando il numero 0652662055 (martedì e giovedì dalle 09:00 alle 12:00).

Le associazioni di volontariato presenteranno laboratori e attività continuative che si svolgono negli Istituti, orientate al benessere fisico e psicologico delle pazienti. Tra queste il Corso di Yoga tenuto da istruttori della Federazone Italiana Yoga e "Insieme più belle" uno spazio settimanale di bellezza e benessere.

Il 19 ottobre 2016 è BRA-day - V Giornata internazionale per la Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria

Per chi ha vissuto la dolorosa esperienza del tumore al seno un futuro più sereno può ripartire proprio dalla ricostruzione mammaria. Una possibilità, nonché un diritto, che solo un terzo delle pazienti prende in considerazione, nonostante sia una parte fondamentale del percorso di cura e di ripresa della propria serenità, personale, sociale e affettiva.

Al Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, ore 17.30 Incontro sull'importanza della ricostruzione mammaria promosso dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus con gli esperti del settore e tanti ospiti,
tra cui Rita Dalla Chiesa.
Premiazione dei vincitori del concorso letterario "Quelle BRAve ragazze"
Conduce Maria Concetta Mattei

Torna mercoledì 19 ottobre il "BRA-Day" – Breast
Reconstruction Awareness Day, la giornata internazionale della "Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria".
L'iniziativa, giunta alla sua V edizione, prevede una serie di eventi divulgativi in vari ospedali italiani: coordinati dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, fondata dalla presidente Prof.ssa Marzia Salgarello, a Roma, Palermo, Bologna, Forlì, Modena, Verona e Trento, numerose le proposte di informazione e divulgazione in programma, nel corso delle quali saranno anche annunciati i vincitori del concorso letterario nazionale "Quelle BRAve ragazze".

Il concorso, ideato dalla Prof.ssa Adriana Cordova, professore ordinario di chirurgia plastica dell'Università di Palermo e presidente eletto della SICPRE (Società italiana di Chirurgia Plastica ricostruttiva ed estetica), è la novità del BRA-Day 2016. Finalizzato a promuovere la scrittura quale terapia che aiuta a superare il dolore, il contest ha selezionato dieci racconti legati ad esperienze di tumore al seno che verranno presto pubblicati dalla casa editrice Leima.

A Roma, in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, si terrà un incontro nella hall dell'ospedale alle ore 17.30 condotto dalla giornalista Maria Concetta Mattei: una tavola rotonda per parlare di un futuro più sereno per le donne dopo un tumore al seno.

Al dibattito parteciperanno alcuni esperti della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli tra cui il Prof. Giovanni Scambia (Direttore del Polo Scienze della Salute della Donna e del Bambino), il Prof. Riccardo Masetti (Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Senologica) e la Prof.ssa Marzia Salgarello (Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Plastica).

Nel corso dell'evento interverranno anche la giornalista Rita Dalla Chiesa, la prof.ssa Lucetta Scaraffia, la prof.ssa Chiara Palazzini, psicologa, la Dott.ssa Ida Paris, oncologa, e tanti altri, e sarà proiettato "Segni di Segni", il cortometraggio firmato dalla regista Agnese Rizzello; in chiusura, alcune donne che hanno affrontato la malattia sfileranno con gli abiti dello stilista Gianfranco Venturi.

Per chi ha vissuto la dolorosa esperienza della malattia, un futuro più sereno può ripartire proprio dalla ricostruzione mammaria. Una possibilità, nonché un diritto, che solo un terzo delle pazienti prende in considerazione, nonostante sia una parte fondamentale del percorso di cura e di ripresa della propria serenità, personale, sociale e affettiva.

La Fondazione Beautiful After Breast Cancer, fondata nel 2011 dal celebre chirurgo plastico belga Phillip Blondeel e presieduta in Italia dal responsabile dell'Unità di chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico Gemelli, Prof.ssa Marzia Salgarello, è un'organizzazione internazionale multidisciplinare il cui obiettivo è aiutare le pazienti che hanno avuto diagnosi di tumore al seno a ricostruire la propria esistenza.
La Onlus si dedica alla divulgazione di informazioni riguardo al tumore al seno ed alla ricostruzione mammaria, impegnandosi a trasmettere al personale medico, alle pazienti e ai media l'importanza di tale scelta e del benessere dopo una diagnosi di tumore.

Ottobre Rosa, le date della ASL Roma 1 per il mese della prevenzione

Anche quest'anno la ASL Roma 1 aderisce all'"Ottobre Rosa", campagna gratuita per la prevenzione del tumore al seno promossa dalla Regione Lazio per sottolineare l'importanza della diagnosi precoce di questa patologia.

Si parte sabato 8 ottobre al Centro di Senologia dell'Ospedale Santo Spirito dove l'equipe del Gruppo Multidisciplinare di Specialisti e il personale dello Screening Mammografico dalle ore 8 alle 16 effettueranno ad accesso libero visite ed esami diagnostici e forniranno informazioni mentre nell'adiacente Cortile dei Frati, per alleggerire i tempi di attesa, si alterneranno momenti di intrattenimento, con la collaborazione del coro "Accordi e Disaccordi", e testimonianze di donne colpite da tumore al seno. L'appuntamento si ripeterà il 22 ottobre, il 12 e 16 novembre e il 3 dicembre sempre dalle ore 8 alle 16.

Nel Centro Integrato di Senologia del San Filippo Neri, invece, la data è quella del 20 ottobre dalle ore 14 alle 18; l'accesso in questo caso avviene tramite prenotazione telefonica allo 06 3306.2627 (dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13).

Nel Centro Sant'Anna per la tutela della salute della donna l'iniziativa si terrà nei giorni 1, 8, 15,22 e 29 ottobre, ore 7.30-11.30, e 8 e 15 novembre dalle 8 alle 13. Nel Nuovo Regina Margherita le date sono quelle del 19 ottobre dalle ore 8 alle 13, il 24 e il 31 ottobre ore 13.30-18.30 e il 16 novembre sempre dalle ore 8 alle 13. Il numero verde da contattare in tutti e due i casi è 800.334.900 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17) oppure 06 7730.5260 (lunedì-mercoledì e venerdì ore 9-12 e martedì e giovedì ore 14.30-16.30).

Gli appuntamenti per la ASL Roma 1 sono
Centro Integrato di Senologia - Santo Spirito in Sassia (lungotevere in Sassia 1, Chiostro dei Frati)
8 e 22 ottobre, 12 e 16 novembre, 3 dicembre ore 8.00-16.00
Accesso libero
*fino a 160 donne

Centro Integrato di Senologia – San Filippo Neri (Via Giovanni Martinotti 20 – Roma)
20 ottobre ore 14.00-18.00
Prenotazione telefonica allo 06 3306.2627 (dal lunedì al sabato ore 8.00-13.00)

Presidio Territoriale Nuovo Regina Margherita (Via Emilio Morosini 30 – Roma)
19 ottobre ore 8.00-13.00
24 ottobre e 31 ottobre ore 13.30-18.30
16 novembre ore 8.00-13.00

Prenotazione al numero verde 800.334.900 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17) oppure 06 7730.5260 (lunedì-mercoledì e venerdì ore 9.00-12.00 e martedì e giovedì ore 14.30-16.30)

Centro Sant'Anna per la tutela e la salute della donna (Via Garigliano 5 – Roma)
1, 8, 15, 22 e 29 ottobre ore 7.30-13.30
8 e 15 novembre ore 8.00-13.00
Prenotazione al numero verde 800.334.900 (dal lunedì al venerdì 8.00-17.00) oppure 06 7730.5260 (lunedì-mercoledì e venerdì ore 9.00-12.00 e martedì e giovedì ore 14.30-16.30)

Strutture sul territorio della ASL Roma 1 che hanno dato adesione

Ospedale CRISTO RE (Edificio A piano 0 - Via delle Calasanziane 25 – Roma)
8 ottobre 2016 ore 18.00-13.00
Tutti i giovedì e venerdì di novembre 2016
2 appuntamenti a giornata (alle ore 14:30 e alle ore 14:45) per il mese di novembre 2016
Chiamare il numero 06 6124.5390 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00- 12.00

Ospedale San Carlo di Nancy (Via Aurelia 275 – Roma)
Chiamare il numero dedicato 0639706215 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30 oppure inviare e mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tutti i mercoledì di ottobre
Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 per il mese di ottobre
Tutti i mercoledì di novembre
Dalle ore 8.00-11.30 per il mese di novembre

Fondazione Luigi Maria Monti - Istituto Dermopatico dell'Immacolata – IRCCS – (Servizio di Radiologia Piano 2 - Via dei Monti di Creta 104 – Roma)

4, 6, 10, 13, 18, 20, 24, 28, 31 ottobre

3, 7, 10, 11 novembre
Dalle ore 7.40-12.00
Chiamare il numero 06 6646.4094

San Giovanni Calibita Fatebenefratelli (Servizio di Radiodiagnostica Isola Tiberina)
10, 17, 24 ottobre
Dalle ore 7.00 alle ore 9.00 tre persone al giorno eco + mammografia
Chiamare il numero 06 6813.6911 (per comunicazioni di servizio 06 6837.308)

APMAR APRE LE PORTE AI ROMANI PER FARE LUCE SULLA MALATTIE REUMATICHE IN ITALIA

In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche, martedì 11 ottobre APMAR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e rare) fa tappa in città per una tavola rotonda aperta al pubblico alla presenza di esperti, medici ed istituzioni per discutere della cura, prevenzione e riabilitazione
Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità sono la prima causa di dolore e disabilità in Europa. Nel nostro Paese ne soffrono più di 5 milioni di persone di ogni età, circa il 10% della popolazione, dal bambino all’adulto. Nonostante ciò le malattie reumatiche sono ancora sottovalutate. Per fare luce su queste patologie, APMAR ONLUS (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) - Ente di Volontariato che tutela e difende il diritto alla salute dei pazienti reumatici perseguendo la mission “migliorare la qualità dell’assistenza per migliorare la qualità della vita” - apre le porte ai romani in occasione del convegno ‘Malattie reumatiche, APMAR e le sfide di domani’. L’evento si svolgerà a Roma, martedì 11 ottobre, alle ore 10, all’Hotel Nazionale di Piazza di Monte Citorio, in occasione della Giornata mondiale delle Malattie Reumatiche, ricorrenza annuale di particolare rilevanza per tutta la Reumatologia ed in particolare per le Associazioni delle Persone con malattie reumatiche.
Il convegno, patrocinato dal Comune di Roma, nasce dalla volontà di aprire un dibattito pubblico intorno alle patologie reumatiche e rare, facendo chiarezza su alcuni temi ad esse legati, come la cura, l’importanza della prevenzione e l’attenzione alla riabilitazione. La tavola rotonda, alla quale parteciperanno reumatologi di rilevanza nazionale e alcuni rappresentati delle istituzioni, toccheranno vari punti, dalla reumatologia pediatrica ai Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini.
La volontà di pensare ad un appuntamento in occasione della Giornata Mondiale risponde alla principale esigenza di APMAR che, coinvolgendo importanti relatori nel mondo dell’associazionismo e della politica, ritiene sia importante adottare politiche socio sanitarie a livello nazionale e diffondere l’informazione riguardo le patologie croniche invalidanti che modificano irrimediabilmente la vita personale, sociale, familiare e professionale della persona, agendo anche a livello psicologico.
Per partecipare al convegno è necessario iscriversi alle mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

All’IDI importante incontro medico scientifico sui Prostanoidi.

Il corso di aggiornamento “Hospital meeting prostanoidi” si terrà mercoledì 21 settembre p.v. presso l’aula Cavalieri dell’Istituto , dalle ore 12.30 alle ore 13.30, ed è rivolto a medici ed infermieri. L’incontro è organizzato dalla Dott.ssa Cinzia Mazzanti, Direttore U.O.C 1° Divisione di Dermatologia, con l’ausilio dell’area medico-scientifica dell’Italfarmaco, nell’ottica di aggiornare i protocolli terapeutici per la terapia vasoattiva con prostanoidi in pazienti affetti da sclerodermia sistemica (malattia cronica del tessuto connettivo che provoca un progressivo accumulo di tessuto fibroso a carico della cute e degli organi interni).”La terapia con prostanoidi non è solo una terapia sintomatica ma rappresenta piuttosto una terapia "patogenetica" di fondo, - spiega la Dott.ssa Mazzanti - in grado di modificare la storia naturale della malattia e di determinare quindi un significativo miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da sclerodermia sistemica, una malattia autoimmune cronica ed invalidante, che può avere una progressione anche rapida se non opportunamente trattata”.

Venerdì 23 – Sabato 24 settembre 2016
Ex cartiera Latina
Parco Regionale dell'Appia Antica
Via Appia Antica 42 - Roma

La pelle umana e le opere d'arte pittorica narrano storie: quelle delle persone che ci stanno dentro nel caso della pelle e quelle di persone luoghi e situazioni create dagli artisti se pensiamo ad un'opera pittorica.
La pelle umana e la tela artistica, superficie sulla quale il nostro interno biologico e psichico si rispecchiano integrandosi saranno dunque le protagoniste dell'ottava edizione di DermArt, l'iniziativa concepita e curata da Massimo Papi che unisce la Dermatologia con l'Arte per sviscerarne i comuni linguaggi.
Sulla cute – afferma Papi - possiamo leggere il palinsesto della nostra esistenza per le modificazioni dovute a stile di vita, per i quadri clinici e gli esiti delle malattie e per quanto facciamo con le nostre mani per cercare di guarire o attenuare i disturbi. Raccogliere storie aiutati dall'arte significa costruire spazi che restituiscano voce, parola, dignità al malato, e con esse favorire la partecipazione.
Per accomunare queste esperienze diversificate, la manifestazione – che si svolgerà all'ex Cartiera latina di Roma venerdì 23 e sabato 24 settembre p.v. – prevede una serie di incontri a tema e interazioni, tra il ludico e il didattico, mirate ad un coinvolgimento attivo del pubblico e di una serie di professori, dermatologi ed esperti in materia. Tra gli ospiti presenti e attesi Pippo Franco (sua una linea di prodotti salutistici e cosmetici ad hoc per la pelle); Marina Ripa di Meana, amica storica di DermArt, il Ministro Dario Franceschini, che riceverà il Premio DermArt 2016; il Senatore Bruno Astorre; il Consigliere della Regione Lazio Gian Paolo Manzella; Gianluigi Colalucci, che ha guidato il restauro della Cappella Sistina; il dermocosmetologo Umberto Borellini; Carlo "Carletto" Riccardi, celeberrimo fotografo de La Dolce Vita che esporrà le sue tele pittoriche; i giornalisti RAI Isabella Mezza e Guido Barlozzetti.

Tra le diversificate proposte in programma si farà uso della graphic novel computerizzata per descrivere in modo nuovo e coinvolgente storie cliniche di pazienti con disturbi cutanei; verrà affrontato il tema della simmetria delle lesioni cutanee per capire il significato biologico, psicologico e neuropercettivo di quadri ben precisi che a volte sono considerati semplici curiosità; si prenderà spunto dall'analogia con il restauro nell'arte per capire le tecniche e le sostanze migliori per mantenere la pelle sana e giovane; uno speciale approfondimento sarà dedicato anche alla profumazione dei prodotti trattati in dermo-cosmetologia, ed in particolare come la cute esprime il suo naturale profumo, come cambia in caso di malattie e come ogni pelle può trovare il suo profumo ideale.
Appuntamento confermato con i quiz sull'interpretazione delle patologie nei protagonisti delle icone dell'arte, e una speciale sessione verrà dedicata a come attenuare e gestire il dolore dei bambini in caso di piccoli interventi chirurgici cutanei, mediante l'aiuto dell'arte.
Presenti inoltre corsi pratici di approfondimento nella terapia con soluzioni, creme e luci colorate (laser blu e polarizzata non coerente con filtri colorati) e seminari sulla cura delle ferite con antisettici e prodotti cicatrizzanti.

Come sempre anche l'8° edizione di Dermart, sarà un incontro trasversale aperto a varie professioni e discipline e a tutti coloro che apprezzano nella medicina anche gli aspetti più semplici di umanizzazione. La partecipazione, aperta al pubblico e agli addetti al settore, prevede anche crediti formativi per medici, farmacisti, psicologi, biologi e infermieri.
Allestito infine, all'interno del Villaggio, anche uno spazio espositivo per aziende, rivolto anche a performance artistiche, mini workshop e ristorazione.

DERMART 2016: il programma

Venerdì 23 Settembre

8.30
Registrazione partecipanti

8.45-9.30
Il caffè di Dermart : colazione e miniworkshop aziendali

9.30-10.30
Restaurare la pelle come un'opera d'arte
Moderatori: Giorgio Bartolomucci, Rosanna Fumai
Come dare luminosità e colore...Scegliere le creme "antiaging" - Piera Fileccia
Come dare compattezza...La tecnica del filler "nascosto" - Anadela Serra Visconti
Come fare la fotodinamica daylight in ambulatorio - Tommaso Gobello

10.30-11.30
L'arte di profumare la pelle
Moderatori: Aurora Tedeschi, Luca Bianchi, Ornella De Pità
Umori e odori: il profumo della pelle - Umberto Borellini
Fare diagnosi col naso: ucci ucci sento odor di cristianucci - Federico Bardazzi
A ogni pelle il suo profumo - Lorenzo Villoresi

12.00-12.30
Lettura : Mosaici e mosaicismi
Giovanna Zambruno – Mauro Paradisi
Moderatori: Stefano Calvieri, Luca Chinni
Saluti istituzioni: Sen. Bruno Astorre, Cons. Regione Lazio Gian Paolo Manzella
Consegna Premio Dermart 2016 al Ministro dei Beni Culturali On. Dario Franceschini

Pausa pranzo

14.00-15.30
Iconodiagnostica interattiva: far diagnosi nei volti della pittura - Vittorio De Bonis e Rita Clerico - Sessione interattiva - Concorso a quiz
Moderatori: Ada Amantea, Antonio Cristaudo, Massimo Papi

16.00- 17.00
Cute arte e psiche
L'arte che aiuta la cura in dermatologia pediatrica - Maya El Hachem
Gestire e attenuare il dolore dei bambini - Cristiana De Ranieri, Paola Tabarrini
Moderatori: Aldo Di Carlo, Aldo Morrone

Happy hour
Fernando Monteleone, Alessandro Zangrossi, Paolo Pucci : Rock a pelle

Sabato 24 Settembre
8.30
Registrazione partecipanti

9.00-9.30
Lettura: Pelle e rock - Giuseppe Micali
Moderatori: Corrado Angelo, Carmen Cantisani, Massimo Papi

9.30-10.30
Computer grafica: storie cliniche a fumetti in diretta da diagnosticare Paolo Samarelli (Illustratore)
Sessione interattiva
Giulia Pranteda, Simone Garcovich, Luca Fania, Federica Dall'Oglio,
Maria Rita Nasca, Dario Didona, Roberto Santini

11.00-12.00
Psoriasi e vitiligine in equilibrio: la simmetria lesionale delle malattie cutanee
Moderatori: Raffaele Argentieri, Nerio Grassi, Isabella Mezza
Interpretazione clinica e terapia - Massimo Papi
Significato psicologico - Simona Argentieri
Percezione neuro estetica - Fabrizia Abbate

12.00-13.00
Le diagnosi fatte con l'arte in dermatologia: Biagio Didona
sessione interattiva di casistica clinica a quiz
Moderatori: Mauro Paradisi, Mauro Picardo

13.00-13.30
Premiazioni
Test ECM

14.00-16.00 Corsi pratici
Le unghie: cura locale delle micosi e decorazione artistica
I colori che fanno bene alla pelle: come usare creme, soluzioni e luci colorate che guariscono (laser blu, luce polarizzata policromatica non coerente)
La cura delle ferite: antisettici e prodotti cicatrizzanti (Farmacisti, Medici, Infermieri)

Al via progetto promosso da Ministero Salute e Istituto San Gallicano:
TEST RAPIDO PER LA DIAGNOSI DELLA SIFILIDE
AL GAY VILLAGE DIVERTIMENTO E PREVENZIONE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Branca: "I nostri obiettivi di prevenzione non vanno in vacanza"

Impegno e divertimento sono da sempre le prerogative del Gay Village che quest'anno diventa anche luogo di prevenzione e diagnosi precoce di malattie sessualmente trasmissibili. E'infatti disponibile in questi giorni e per tutti i fine settimana di Agosto (Giovedì, Venerdì e Sabato) un Point of care (POC) dove poter effettuare il test rapido per la sifilide. Il progetto, promosso dall'Istituto Dermatologico San Gallicano in collaborazione con il Ministero della Salute, ha come obiettivo principale la diagnosi rapida di sifilide in ambiente extraospedaliero quale strategia di prevenzione anche dell'infezione da HIV mirata ai maschi che fanno sesso con maschi (MSM). Il Gay Village è senza dubbio tappa fondamentale dell'iniziativa ma è il punto di partenza di altri appuntamenti che il Progetto prevede in altri luoghi strategici.
Negli ultimi cinque anni le diagnosi di sifilide infettiva a Roma sono nuovamente aumentate fino a superare i cento nuovi casi nel 2015. Tale aumento incide anche sulla diffusione dell'infezione da HIV causando la maggior parte dei nuovi casi secondari, soprattutto tra gli MSM. Inoltre non è da sottovalutare lo scostamento oggi esistente tra numero di diagnosi accertate di sifilide e numero di persone infette, a causa delle difficoltà nel riconoscere la malattia perfino dal personale medico non specialistico.
"Questo Progetto in stretta collaborazione con il Ministero della Salute – evidenziano Massimo Giuliani e Antonio Cristaudo, Direttore dell'Unità Malattie Sessualmente Trasmissibili/HIV del San Gallicano - potrà permettere di identificare quei casi infettivi altrimenti ignoti al Sistema Sanitario Nazionale, arginare l'aumento dei contagi e rafforzare la capacità di informazione, di screening e di assistenza dei Centri clinici specialistici."

La sifilide è una infezione sessualmente trasmissibile molto contagiosa che si può trasmettere anche con un semplice rapporto orale. Nel 2005 le nuove diagnosi sono state circa 200, fino a scendere nel 2012 a Roma a poco più di 50 e quindi raddoppiare nel 2015, anno in cui si sono registrati oltre 100 casi. In questo scenario diventa necessario diffondere e massimizzare l'offerta del test rapido per la sifilide nei Point of care, e promuovere campagne informative che mettano in guardia sulla diffusione della malattia anche, e soprattutto, le comunità di maschi che fanno sesso con maschi (MSM).
Una grande occasione di informazione e prevenzione è offerta dal frequentatissimo Gay Village dove l'Istituto San Gallicano e il Ministero della Salute hanno dato il via all'allestimento di un Punto di Cura per il test rapido di sifilide che si effettua da goccia di sangue capillare, in un ambiente dove efficienza sanitaria, privacy e confidenzialità sono garantite.

"I nostri obiettivi di prevenzione ed in questo caso di prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili non vanno in vacanza - dichiara Marta Branca, Commissario Straordinario IFO. – L'iniziativa al Gay Village è una azione concreta per ridurre l'incidenza della sifilide e dell'infezione da HIV nella popolazione target diffondendo screening rapidi e informazione!"

INFO SU EVENTO:
GAY VILLAGE 2016 - XV Edizione
Dal 1°Giugno al 3 Settembre. Aperto dal Giovedì al Sabato, dalle ore 19
Ingresso Gratuito dalle 19 alle 21. Prezzi: Giov.10€/Ven.13€/Sab.18€ [Drink Incluso]
Roma Eur - Parco del Ninfeo, in Via delle Tre Fontane, ang. Viale dell'Agricoltura
InfoLine: 349 9563014

LE ULTIME IMPORTANTI NOVITA’ SULLA CURA DEL MELANOMA CUTANEO. ALL’IDI UN CORSO CLINICO AVANZATO.

Sarà presentato giovedì 7 luglio presso l’aula Cavalieri dell’IDI IRCCS l’evento “Melanoma life”, un incontro scientifico monotematico per parlare della diagnosi e cura del melanoma, il più temibile tra i tumori cutanei.
L’evento rientra nel piano formativo di Educazione Continua in Medicina ECM2016 e sarà presentato dal professor Paolo Marchetti, consulente scientifico dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma.
A livello mondiale, si stima che nell’ultimo decennio il melanoma cutaneo abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi l’anno, con un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente. In particolare, il melanoma è molto più frequente nei soggetti di ceppo europeo, mentre i tassi di incidenza più elevati si riscontrano nelle aree molto soleggiate su popolazioni con la pelle particolarmente chiara (fonte: epicentro.iss.it)

Uno studio pubblicato in queste ore sulla prestigiosa rivista Science getta le basi per la cura delle malattie autoimmuni, patologie nelle quali il sistema immunitario aggredisce l’organismo a cui appartiene. In particolare, lo studio condotto sotto la direzione del prof. Aimee Payne e Michael Milone dell’Università di Pensilvania in collaborazione, tra gli altri, con Giovanni Di Zenzo, ricercatore dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI-IRCCS), ha riguardato un approccio innovativo per la cura di una malattia bollosa autoimmune potenzialmente letale: il Pemfigo. La ricerca ha dimostrato come, per ora solamente in un modello murino, attraverso l’ingegnerizzazione ad hoc di linfociti T si possano eliminare selettivamente i linfociti B causa della malattia autoimmune. Questo studio fornisce una nuova strategia di cura potenzialmente applicabile anche ad altre malattie autoimmuni.

Europa – America per la terza volta insieme nelle sale operatorie del Regina Elena
IRE: FIN DOVE PUÒ ARRIVARE LA CHIRURGIA ROBOTICA IN UROLOGIA?

32 chirurghi e oncologi medici a confronto su preservazione di organo, funzionalità e standardizzazione procedure. Branca : "Il futuro della chirurgia è qui!"

Quello della prostata è il tumore maschile per eccellenza: è infatti la neoplasia più frequente negli uomini, 35.000 sono le nuove diagnosi nel 2015. Ma anche le neoplasie della vescica e del rene hanno una elevata incidenza nella popolazione maschile: quello della vescica è il quarto tumore più frequente nei maschi con oltre 21.000 nuovi casi maschili e circa 5000 femminili nel 2015, il tumore del rene nello stesso anno ha colpito il doppio degli uomini rispetto alle donne, 8000 di sesso maschile contro i 4000 di sesso femminile. All'Istituto Regina Elena la Chirurgia Robotica offre una opzione terapeutica non solo negli stadi precoci di malattia, ma anche nelle terapie degli stadi avanzati e nei trattamenti di salvataggio, dopo fallimento di altre terapie. Per la terza volta presso il nostro Istituto, circa 300 urologi e 32 esperti mondiali in campo uro-oncologico a confronto per standardizzare oggi alcune procedure collaudate nei centri di riferimento.

Fin dove può arrivare la Chirurgia Robotica? All'Istituto Regina Elena si eseguono circa 400 interventi l'anno di chirurgia uro-oncologica, di cui 10 per l'asportazione totale del rene con trombectomia cavale, e cioè rimozione del trombo occludente la vena cava. L' intervento è il gold standard in caso di cancro del rene che coinvolga la vena renale causando una trombosi neoplastica. L' operazione è stata standardizzata e viene eseguita routinariamente con tecnica robotica in soli tre centri al mondo: a Roma all'Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena", alla University of Southern California e al PLA General Hospital di Pechino.

Per la definizione dell'iter terapeutico del tumore della prostata la strettissima collaborazione tra chirurghi, radioterapisti e oncologi medici è un "must". Il miglior trattamento ha portato i tassi di sopravvivenza per queste neoplasie all'80-90% a 10 anni dalla diagnosi, rendendo sempre più importante quindi l'attenzione agli aspetti relativi alla qualità di vita del paziente.

E al ripresentarsi della malattia a livello locale la chirurgia robotica di salvataggio è un trattamento emergente e di avanguardia, un approccio, mini-invasivo e in alcuni casi risolutivo, che sta rapidamente guadagnando popolarità e consenso nella comunità scientifica e presso i pazienti. Similmente, quando il paziente colpito da tumore prostatico presenta una ripresa della malattia ricorrere all'asportazione dei linfonodi pelvici (linfoadenectomia pelvica e retro peritoneale di salvataggio) offre una maggiore possibilità di guarigione o comunque un più duraturo controllo della malattia. La possibilità di eseguire questo intervento con il robot ha notevolmente ridotto la morbidità di questa chirurgia.

Questo è quanto sta emergendo al grande meeting in corso al Regina Elena che vede oggi e domani riuniti 32 esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo.

"L'incontro prevede interventi di chirurgia robotica, organizzata insieme al mio staff – illustra Michele Gallucci, Direttore dell'Urologia IRE – e ai colleghi Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California. Un team di eccezione, collaboriamo ormai da anni e oggi ci ritroviamo a Roma, per la terza volta insieme, per tirare le somme di 3 anni di intenso lavoro sulle procedure chirurgiche robotiche."

"Dalle sale operatorie del Regina Elena – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario IFO - si fa scuola su interventi di grande complessità e con approccio completamente "intracoporeo". L'urologia è stata la prima ma ora tutte le specialità chirurgiche degli Istituti utilizzano il robot. Posso tranquillamente affermare che il futuro della chirurgia è qui!"

CHIRURGIA ROBOTICA UROLOGICA IN DIRETTA, esperti dall'America e Europa il 23 e il 24 Giugno all'Istituto Regina Elena, domani, giovedì 23 incontro con la stampa alle ore 14.00

Il 23 e 24 Giugno all'Istituto Regina Elena si riuniscono 32 esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo per l'evento dal titolo
"CUTTING-EDGE ROBOTIC UROLOGY & MEDICAL ONCOLOGY".
L'incontro coinvolge in sala operatoria Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California e Mark Emberton della University College di Londra, "con i quali – precisa Michele Gallucci, Responsabile della Urologia del Regina Elena e organizzatore dell'evento - è da anni attiva una importante collaborazione per l'introduzione di procedure chirurgiche robotiche nella pratica clinica e la loro standardizzazione."

I molteplici interventi di chirurgia robotica saranno in diretta multimediale dalle sale operatorie e il Centro Congressi Multimediale IFO. Gli esperti ribadiranno i vantaggi e la necessità di estendere gli interventi con il supporto del robot al fine di garantire sempre migliore qualità della vita, ridurre le complicanze e garantire convalescenze sempre più brevi.

Gli esperti saranno lieti di rispondere ai quesiti dei colleghi della stampa

GIOVEDI' 23 giugno
alle ore 14.00
presso il Centro Congressi Multimediale IFO
Via F. Ognibene, 23 – Roma

CHIRURGIA ROBOTICA UROLOGICA IN DIRETTA
Esperti dall'America e Europa il 23 e il 24 Giugno all'Istituto Regina Elena

Il 23 e 24 Giugno all'Istituto Regina Elena si riuniscono esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo per l'evento dal titolo "CUTTING-EDGE ROBOTIC UROLOGY & MEDICAL ONCOLOGY".
L'incontro coinvolge in sala operatoria Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California e Mark Emberton della University College di Londra, "con i quali – precisa Michele Gallucci, Responsabile della Urologia del Regina Elena e organizzatore dell'evento - è da anni attiva una importante collaborazione per l'introduzione di procedure chirurgiche robotiche nella pratica clinica e la loro standardizzazione."

I molteplici interventi di chirurgia robotica saranno in diretta multimediale dalle sale operatorie e il Centro Congressi Multimediale IFO.

Un altro passo avanti per migliorare la sanità del Lazio:
MEDICINA NUCLEARE: AZZERATI I TEMPI DI ATTESA PER PET TC

Branca: "Come promesso, abbiamo raggiunto il traguardo grazie a un ottimo lavoro di squadra".
Obiettivo raggiunto! Azzerati i tempi di attesa: 5 giorni al massimo per effettuare una PET -TC presso la Medicina Nucleare dell'Istituto Tumori Regina Elena. Un risultato importante avviato dall'inizio dell'anno.

Programma volto a rispondere ai bisogni assistenziali del cittadino, a contenere i costi della sanità del Lazio e a contribuire al calo della mobilità passiva.

"Si è così verificato – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO - quello che avevo promesso per giugno: abbattimento totale delle liste di attese per gli esami PET-TC.
Il risultato è stato possibile grazie all'intenso lavoro di ricognizione e ottimizzazione della qualità organizzativa della struttura; processo che ha visto l'interazione e la collaborazione partecipata dei vari livelli organizzativi e il pieno sostegno della Regione Lazio."

Una riorganizzazione di tutto il processo produttivo ha portato a : ampliamento dell'orario di lavoro da parte del personale medico e dell'intero comparto, ottimizzazione dei tempi di arrivo dei radio-farmaci, di accoglienza del paziente e dei tempi reali di utilizzo delle macchine, upgrade tecnologico della stazione di refertazione. Tutti questi gli "ingredienti" che hanno consentito di azzerare i tempi di attesa per la PET TC.

"Non è stato tralasciato nulla dell'intero processo logistico di organizzazione – dichiara Giuseppe Sanguineti, direttore del Dipartimento di ricerca, diagnostica avanzata e innovazione tecnologica- Dal personale, alle macchine, all'accoglienza, tutto è stato pensato per aumentare la fluidità dell'erogazione dei servizi e con un unico obiettivo: offrire ai pazienti prestazioni di qualità in tempi ottimali."

La Medicina Nucleare del Regina Elena è sempre stata in posizione di avanguardia in campo nazionale: riunisce in un'unica struttura tutte le attività cliniche della Medicina Nucleare sia di tipo diagnostico che terapeutico; è dotata di una configurazione strutturale e tecnologica di elevato livello; l'organizzazione, i processi ed i referti sono supportati da programmi di gestione informatica innovativi e tutti certificati ai sensi della Norma ISO 9000. La Sezione PET della Medicina Nucleare IRE è dotata di 2 tomografi veloci di ultima generazione ad elevatissima risoluzione con accessorio TC spirale a 16 strati. Ad oggi si effettuano 24 esami PET TC giornalieri grazie ad un incremento del 30% dell'attività diagnostica.

Nuovo dispositivo da laboratorio che sfrutta la luce per individuare in tempo reale mutazioni genetiche nei pazienti con carcinoma colorettale.
Nel 2017 i primi test clinici al Regina Elena. Il Progetto è finanziato dalla Comunità Europea.

Un biosensore nano-fotonico capace di sfruttare la luce per rilevare infinitesimali quantità di marcatori tumorali: è l'idea progettuale ritenuta migliore fra oltre 450 proposte pervenute all'Unione Europea nell'ambito del prestigioso schema di finanziamento Horizon 2020. ULTRAPLACAD, un consorzio europeo formato da 13 centri di eccellenza mondiale, svilupperà entro il 2017, con il supporto della Commissione Europea, un prototipo industriale di laboratorio che sarà testato clinicamente all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Per la prima volta attraverso la luce potranno essere individuati, in particolare nei pazienti con carcinoma colorettale, geni mutati e altre alterazioni a carico di microRNA.

Il sensore sarà in grado infatti di leggere fasci di luce in uscita da un circuito microfluidico.

Il progetto è rivoluzionario poiché con un semplice prelievo di sangue e senza bisogno di ricorrere alla biopsia tissutale sarà possibile avere informazioni sulla presenza o meno della malattia. Molti chiamano questa nuova metodica "biopsia liquida". Non è tutto. Gli esperti ritengono che il biosensore ULTRAPLACAD darà in tempo reale indicazioni sull'estensione e la diffusione del tumore, su opzioni terapeutiche ottimali, sulla risposta della malattia alle terapie. Sarà dunque possibile monitorare i pazienti per l'intero decorso della malattia, ripetutamente, tramite un semplice prelievo ematico, a tutto vantaggio sia del paziente sia del medico, il quale potrà continuamente avere 'il polso' clinico-patologico del suo assistito. La biopsia liquida si candida come metodica ancillare a ogni terapia oncologica di precisione.

Il biosensore nano-fotonico ULTRAPLACAD sarà testato entro un anno nel contesto di un trial clinico diagnostico che si svolgerà presso i laboratori dell'Istituto Regina Elena. E' quanto è emerso dall'importante incontro che si è tenuto a Praga, a un anno esatto dall'inizio della sperimentazione e al quale hanno preso parte esperti mondiali in microfluidica, nanofotonica, plasmonica, chimica e scienze dei biosensori, oltre all'associazione che riunisce tutti i pazienti con carcinoma colorettale a livello europeo (EuropaColon). Dallo studio clinico si evidenzierà se la luce attraverso un congegno nanofotonico, può sostituire la biopsia che ancor oggi si utilizza per diagnosticare il cancro.

"E' motivo di particolare orgoglio per noi – dichiara Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO – essere stati scelti come sede primaria dei test clinici. E' un onore e un grande onere. Siamo ansiosi di poter cominciare a saggiare i primi microchip, i cui stampi, che sono costati tanta fatica ai nostri colleghi chimici, fisici e ingegneri, giravano di mano in mano già a Praga."

ULTRAPLACAD è un acronimo inglese che significa: rivelazione ultrasensibile dei tumori con metodi plasmonici. Lo schema di ULTRAPLACAD mostra come il marker tumorale, per esempio una mutazione genica, sia catturato nel biosensore e come questo segnale venga convertito in luce attraverso un sistema di amplificazione basato su nano-particelle, e sia poi captato da un biosensore plasmonico.
"Captare segnali fotonici – illustra Giacomini che da anni si occupa di nano-immuno-teranostica presso l'IRE - e cioè luce, non molecole biologiche o particelle atomiche, è una tecnologia d'avanguardia. La luce, una entità che ci piace pensare immateriale, può fornirci risposte quanto mai concrete e pratiche a problemi diagnostici di ogni giorno, e ci aiuterà a curare in maniera ottimale sempre più pazienti, attraverso prelievi di sangue non invasivi."

"Il nostro Comitato Etico ha espresso parere positivo, - prosegue Giacomini - e quindi abbiamo già reclutato i primi pazienti che verranno studiati con la biopsia liquida. Si è formato un gruppo di ricercatori di base e clinici che svilupperà la metodica in tutte le sue implicazioni e metterà questo strumento al servizio della salute pubblica. Ci vorrà qualche anno perché la biopsia liquida diventi routine diagnostica, ma la strada è tracciata. Vorrei ringraziare veramente tutti i colleghi che partecipano con entusiasmo a questo sforzo collegiale e multidisciplinare nel nostro istituto."

Il "Gruppo Biopsia Liquida" dell'Istituto Regina Elena è formato da:

Anatomia Patologica: Edoardo Pescarmona, Marcella Mottolese, Simonetta Buglioni, Elisa Melucci, Beatrice Casini, Paolo Visca. Chirurgia Digestiva: Alfredo Garofalo, Fabio Carboni, Orietta Federici, Mario Valle. DMT Sarcomi: Roberto Biagini, Mariangela Novello. Ematologia: Andrea Mengarelli. Neurochirurgia: Carmine Carapella. Oncogenomica ed Epigenetica: Maria Giulia Rizzo, Andrea Pelosi, Matteo Allegretti, Elisa Tremante, Patrizio Giacomini. Oncologia Medica: Francesco Cognetti, Alessandra Fabi, Michele Milella. Patologia Clinica: Laura Conti, Aline Martayan, Anna Antenucci, Giovanni Cigliana, Roberta Merola. S.A.F.U.: Maurizio Fanciulli e Matteo Pallocca.

Il Consorzio ULTRAPLACAD è formato da:

Interuniversity Consortium "National Italian Institute of Biostructures and Biosystems";

AIT - Austrian Institute of Technology GmbH, Austria

Ústav fotoniky a elektroniky AV ČR, v.v.i, Czech Republic

Istituti Fisioterapici Ospitalieri/IRE, Italy;

Universiteit Twente, The Netherlands;

Universitaet Siegen, Siegen, Germany;

Università degli Studi di Ferrara, Italy;

Teknologian Tutkimuskeskus VTT Finland;

Scriba Nanotecnologie Srl, Italy;

Ginolis Oy, Oulu Finland;

Future Diagnostics Solutions, the Netherlands;

Horiba Jobin Yvon S.A.S., France;

AMIRES s.r.o., Czech Republic.

Il progetto ULTRAPLACAD è finanziato nel contesto del programma H2020 dell'Unione Europea. Se volete rimanere aggiornati sulle ultime novità, visitate il sito www.ultraplacad.eu.

Da un amore ed un dolore ancora bruciante nasce un grande gesto di accoglienza e generosità

IFO, RESTYLING SALA D'ATTESA: UN BEL DONO AI PAZIENTI

"Prendersi cura delle persone che incrociamo. Questo è il racconto della vita di Stefano"

Da un amore importante, dalla condivisione del lungo percorso della malattia e dal doversi arrendere al destino crudele nasce un gesto di immensa generosità fortemente voluto da Cesare Piro, ideatore e promotore del progetto "Living Stefano".

In pochi mesi è stato messo a punto il disegno, realizzate su misura le poltrone ergonomiche ed effettuata la raccolta di donazioni tra parenti e amici. "Inauguriamo con questa importante donazione il progetto "Accoglienza e decoro" – sottolinea Marta Branca, commissario straordinario degli IFO - che è finalizzato a rendere sempre più confortevole e decorosa la permanenza delle persone nei nostri Istituti"

"Il progetto è dedicato alla memoria del mio amato compagno, Stefano Ceccarelli, che nell'atrio degli IFO ha trascorso molte ore. – Recita la dedica a firma di Cesare Piro affissa sui pilastri della sala d'attesa - Un uomo vitale e generoso che ha combattuto con coraggio e serenità la sua battaglia contro la malattia. È dedicato a lui e alla sua grande famiglia, una famiglia definita dall'amore. Ai suoi parenti, ai suoi amici, ai suoi colleghi. Ma anche ai medici, agli infermieri, ai volontari. Ma è soprattutto dedicato a tutti i degenti, di questa struttura, che spesso ci hanno regalato un sorriso – attimi di intimità e vicinanza in momenti molto difficili. Ognuno di noi è molto di più della malattia che, in certi momenti, ci affligge. È per questo motivo che ho deciso di ristrutturare la sala d'attesa – un luogo sospeso fra la casa e la cura – per riaffermare che la nostra vita è ampia e dobbiamo trovare spazio, in quello che siamo, per tutte le nostre emozioni. Vorrei che fosse questa la testimonianza di Stefano - amore, accoglienza e generosità. Prendersi cura delle persone che incrociamo. Questo è il racconto della vita di Stefano, la narrativa della sua esistenza."

"Siamo stati travolti dall'energia di questo atto di grande generosità. Un energia – ha ringraziato commossa Marta Branca – che in poco tempo ha dato vita ad una nuova dimensione all'area in assoluto più frequentata degli Istituti. Un esempio di come la generosità dei cittadini deve essere sempre più a sostegno della ricerca e delle attività della sanità pubblica, a favore di progetti concreti, condivisi e coinvolgenti. Ringrazio Cesare Piro per aver aderito all'iniziativa "Accoglienza e decoro" promossa per rispondere ad esigenze che oggi non sempre è possibile soddisfare con tempi e costi adeguati rispetto alle impellenti priorità."

Grande emozione nello scoprire le lastre di marmo e le dediche, ma anche affetto e gioia nel ricordare Stefano. Un centinaio i presenti tra amici, parenti e operatori degli Istituti.

Presente l'Architetto Cristina Persico Piro che ha ideato e curato lo spazio in cui la parola d'ordine è "interconnessione". " Il progetto, nei suoi particolari esecutivi,- ci illustra l'architetto - ha posto la massima attenzione al benessere emotivo e a quello fisico di quanti frequentano questa struttura."

Infatti grazie alla ditta "Linea Zeta" e a Simonetta e Fabio Zitti, che hanno sposato subito l'idea, "sono stati eseguiti vari prototipi,- prosegue l'Architetto - via via perfezionati, prima di definire una seduta che conciliasse l'ergonomia con la gradevolezza, non tralasciando l'estetica."

Le sedute sono disposte in due isole che formano due ottagoni adiacenti, centrati sui due pilastri. La disposizione dei divani dà luogo a condizioni differenziate di riservatezza o di possibilità di relazione con altri.

SIMIT - CONTROINFORMAZIONE IN TV SU VACCINI - "DATI INESISTENTI E TESI PRIVE DI FONDAMENTO SCIENTIFICO"

"La SIM, la SIMIT e la SIICA ritengono che le vaccinazioni siano lo strumento preventivo più efficace a disposizione della Sanità Pubblica, e promuoverne la diffusione grazie ad una maggiore conoscenza è doveroso"

La Società Italiana di Microbiologia (SIM), la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e la Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA) esprimono con forza il proprio dissenso da quanto accaduto nel corso della trasmissione televisiva di Rai 2 "Virus" del 12 maggio 2016, in cui, sulla base di dati inesistenti e tesi prive di ogni fondamento scientifico, sono state diffuse informazioni errate su un tema di vitale importanza, come quello dei vaccini.

"Crediamo che sia compito della Comunità Scientifica - dichiara il Prof. Massimo Andreoni, Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma "Tor Vergata", nonché Presidente uscente SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - quello di divulgare in modo diretto e chiaro dati e risultati scientifici e, laddove necessario, adoperarsi per rispondere nel merito a dubbi e domande che potrebbero indurre un comportamento critico del cittadino nei confronti del Sistema Salute. Riteniamo allo stesso tempo che, nel pieno rispetto della libertà di stampa e di informazione, il servizio pubblico abbia la responsabilità di offrire una comunicazione di qualità a chi ascolta, fornendo informazioni attendibili, verificabili e trasparenti e che, anche nel confronto fra idee diverse, faccia la dovuta attenzione a non lasciare spazio solo a condizionamenti emotivi e non mettere sullo stesso piano chi sostiene fatti dimostrabili, rispetto a chi è portatore di singoli punti di vista.

Dunque, anche alla luce dell'evidente calo della copertura vaccinale nel nostro Paese, quando si parla di temi di tale impatto sulla salute pubblica, diventa essenziale rivolgersi esclusivamente a fonti e personaggi attendibili, che non diffondano giudizi fondati su spiegazioni aneddotiche e su base ideologica, che non hanno nulla a che vedere con la scienza. La SIM, la SIMIT e la SIICA ritengono che le vaccinazioni siano lo strumento preventivo più efficace a disposizione della Sanità Pubblica, e promuoverne la diffusione grazie ad una maggiore conoscenza è doveroso, anche attraverso una più stretta collaborazione tra mondo scientifico e mondo della comunicazione, affinché tutti possano condividerne la validità nell'ambito della propria rete sociale".

Il corso si svolgerà il 3 giugno, in collaborazione con SOS Angeli del Soccorso, Associazione di volontariato convenzionata ARES 118

Venerdì 20 maggio a Romaest, Via Collatina, 858, dalle 18:00 alle 20:00 (2° piano ingresso nord), in collaborazione con l'Associazione SOS Angeli del Soccorso, si svolgerà una dimostrazione delle tecniche BLS (massaggio cardiaco) e disostruzione pediatrica, per la raccolta delle adesioni al corso che si terrà il 3 giugno dalle 9:00 alle 14:00, presso una delle sale UCI Cinema di Romaest.
L'invito alla partecipazione è rivolto alla clientela e ad insegnanti ed educatori delle scuole materne ed elementari del VI Municipio. Un'iniziativa volta a far esercitare e a rendere consapevoli i cittadini attraverso un'attività di divulgazione di nozioni sulle manovre di rianimazione pediatrica, necessarie per proteggere la vita dei bambini.

"Ringrazio Romaest, Sos Angeli del Soccorso e l'Uci Cinema per aver creduto in questa importante iniziativa, una preziosa opportunità per insegnanti ed educatori di essere informati sulle manovre di disostruzione pediatrica - ha dichiarato Massimo Sbardella, Consigliere municipale e presidente della commissione Scuola - Sappiamo bene, i fatti gravi di cronaca ce lo ricordano, come sia fondamentale in certe situazioni di pericolo sapere esattamente cosa fare e quali tecniche adottare, in questi casi l'informazione non è mai abbastanza".

L'Associazione SOS Angeli del Soccorso, già impegnata in attività di ambulanza, Protezione Civile e formazione, è convenzionata con l'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria - ARES 118. SOS Angeli del Soccorso svolge il servizio di Primo Soccorso all'interno di Romaest con un presidio sanitario permanente per l'intera fascia di apertura del Centro Commerciale (Dal lunedì al venerdì con orario 10:00 - 22:00).

Per informazioni ed iscrizioni al corso:
tel. 06-2070858
Cell. 392 3358506
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Romaest: GRA uscita 14 - 15 - Autostrada A24 uscita Ponte di Nona - Roma Lunghezza

RIO2016: CONI E SPALLANZANI SIGLANO PROTOCOLLO PER PREVENZIONE E CONTROLLO PATOLOGIE INFETTIVE E TROPICALI

Teleconsulto, controlli ambulatoriali di approfondimento e vademecum per la delegazione italiana

Il CONI, attraverso l'Istituto di Medicina e Scienza della Sport e l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive – INMI 'L. Spallanzani' hanno appena siglato un protocollo di collaborazione che prevede una serie di azioni volte a valutare i rischi di infezione per gli atleti che parteciperanno alle prossime Olimpiadi di Rio, pianificare gli interventi di prevenzione, pianificare la gestione di eventuali situazioni a rischio di infezione.

Questo accordo consolida il rapporto tra il CONI e l'INMI che già in passato hanno collaborato in iniziative di prevenzione in occasione di grandi eventi sportivi in Italia ed all'estero. Il modello che CONI ed INMI hanno sviluppato nel corso degli ultimi mesi e che vede oggi la conclusione è stato lungimirante ed anticipatorio rispetto alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro Europeo per il controllo delle malattie. Tale modello ha una particolare rilevanza quest'anno per la presenza dell'epidemia di Zika e prevede il monitoraggio anche dopo il ritorno degli atleti, un percorso individualizzato, la pianificazione di controlli ambulatoriali tempestivi e prestazioni di diagnosi e cura eventualmente necessari, la consulenza specialistica h24 attraverso un servizio di teleconsulto dedicato, la predisposizione di un vademecum informativo distribuito alle delegazioni italiane impegnate all'estero.

"Due eccellenze si uniscono per sostenere i nostri ragazzi in questa importantissima esperienza a Rio – dichiara l'ad di CONI SERVIZI, Alberto Miglietta -. Siamo felici di averlo fatto con l'Istituto Spallanzani. Il Comitato Olimpico e Coni Servizi cercano sempre accordi con quelle che sono le eccellenze italiane. Noi riteniamo di esserlo e altrettanto è l'Istituto Spallanzani".

"L'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) 'L. Spallanzani' – dichiara Marta Branca, Commissario straordinario INMI - si attesta ancora una volta come struttura in grado di affrontare tutti gli aspetti delle malattie infettive a disposizione di tutti gli italiani e per gli atleti che ci rappresentano nel mondo. Mi entusiasma il lavoro silenzioso e costante dei nostri professionisti e ricercatori che consente di offrire velocemente alle Istituzioni, in questo caso al CONI, il necessario contributo scientifico e culturale".

Alla firma del protocollo, svoltasi presso l'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, erano presenti anche il dottor Antonio Spataro, direttore sanitario dell'IMSS e il dottor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico INMI.

"In questo modo forniamo un'ulteriore tutela sulla delegazione italiana a Rio -ha dichiarato Antonio Spataro - per quanto riguarda le diverse patologie e, quindi, la firma di questo accordo mi fa molto piacere".

"Il modello che CONI ed INMI hanno sviluppato nel corso degli ultimi mesi – precisa Giuseppe Ippolito - e che vede oggi la conclusione è stato lungimirante ed anticipatorio rispetto alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro Europeo per il controllo delle malattie. "

Roma, 10 maggio 2016 – Istituzioni, comunità scientifica, cittadini e aziende insieme per fermare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. Due le misure chiave: l'attuazione dei principi della "stewardship" – attraverso l'impiego appropriato delle terapie antibiotiche, l'introduzione di rigorosi protocolli di igiene all'interno degli ospedali e il rilancio della pratica vaccinale – e lo sviluppo di nuove molecole. Su questo fronte, si annuncia a breve l'arrivo di molecole innovative attive contro i microorganismi gram-positivi e gram-negativi.

Tutto questo nel quadro di una visione unitaria "One Health" della salute umana e animale. "Preserviamo il valore degli antibiotici" è la raccomandazione per operatori sanitari, istituzioni e cittadini rilanciata nel Corso di Formazione Professionale Continua "Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente", promosso dal Master della Sapienza Università di Roma 'La Scienza nella Pratica Giornalistica', con il supporto di MSD Italia, che si è svolto oggi a Roma.

Istituzioni, comunità scientifica, cittadini e aziende
insieme per fermare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici.
Due le misure chiave: l’attuazione dei principi della “stewardship” – attraverso l’impiego appropriato delle terapie antibiotiche, l’introduzione di rigorosi protocolli di igiene all’interno degli ospedali e il rilancio della pratica vaccinale – e lo sviluppo di nuove molecole. Su questo fronte, si annuncia a breve l’arrivo di molecole innovative attive contro i microorganismi gram-positivi e gram-negativi.
Tutto questo nel quadro di una visione unitaria “One Health” della salute umana e animale.
“Preserviamo il valore degli antibiotici” è la raccomandazione per operatori sanitari, istituzioni e cittadini rilanciata nel Corso di Formazione Professionale Continua

“Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente”, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’, con il supporto di MSD Italia.

Roma, 10 maggio 2016 – La controffensiva è partita. Dopo il tempo degli allarmi, è in corso l’attacco mosso da Istituzioni, Società Scientifiche e Aziende farmaceutiche contro i superbatteri resistenti agli antibiotici: una minaccia sanitaria più temibile dei tumori.
In Europa, oltre 4 milioni di persone l’anno vengono colpite da infezioni batteriche ospedaliere, con 25.000 morti stimate per infezioni provenienti da germi resistenti. Nel nostro Paese, ogni anno, dal 7% al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente. Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.000 pazienti causando circa 4.500-7.000 decessi.
Nel mondo, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 ml/anno), diabete (1,5 ml/anno) o incidenti stradali (1,2 ml/anno) con un impatto negativo – secondo recenti stime del Fondo Monetario Internazionale – di circa il 3,5% sul PIL mondiale.
Sono due le principali misure da mettere in campo:
1. l’adozione dei principi della antimicrobial stewardship, ovvero l’appropriatezza nell’impiego degli antibiotici per ridurne l’abuso e prolungarne il più possibile la vita;
2. la promozione di incentivi all’introduzione di terapie innovative in grado di far fronte ai ceppi resistenti. Il buon esempio viene dagli Stati Uniti dove il Governo Obama ha esteso l’utilizzo dei fondi destinati al bioterrorismo allo sviluppo di antibiotici attivi contro i microrganismi con elevata resistenza, allocando per il solo 2016 circa 1,2 miliardi di dollari.
Anche l’Italia si sta muovendo nella lotta all’antibiotico-resistenza: il rilancio della copertura vaccinale in calo e l’adozione di rigorosi protocolli di igiene negli Ospedali, saranno parte integrante del Piano Nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza coordinato dal Ministero della Salute ed ispirato al piano di azione globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma sono molti i temi ancora oggetto di discussione. Ne parlano oggi Istituzioni, clinici e rappresentanti di movimenti civici in occasione del Corso di Formazione Professionale Continua Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’, con il supporto di MSD Italia.

«Le Istituzioni sono convinte che la diffusione di conoscenze e di informazioni corrette sia un presupposto essenziale per l'uso consapevole e appropriato degli antimicrobici – afferma Mario Melazzini, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – il Ministero della Salute, con il supporto di AIFA ed altri esperti, sta lavorando alla implementazione del Piano Nazionale. Al contempo, l’Agenzia Italiana del Farmaco conduce un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema attraverso i propri canali e strumenti istituzionali (portale, newsletter, social media) e iniziative di comunicazione specifiche rivolte agli operatori sanitari e alla popolazione generale».
La capacità dei batteri di sviluppare numerosi e differenti meccanismi per sfuggire all’azione dei farmaci antimicrobici era stata prevista dallo stesso scopritore della penicillina Alexander Fleming: non era, però, stata messo in conto la velocità con cui i microrganismi sanno selezionare ceppi resistenti, ben superiore a quella con cui la ricerca scientifica sviluppa una potenziale soluzione.
«Questa resistenza, in costante aumento, è una minaccia all’efficacia degli antibiotici, sia nel trattamento di malattie potenzialmente gravi o letali sia nella prevenzione di patologie in soggetti sottoposti a trattamenti chirurgici o chemioterapia – afferma Francesco Paolo Maraglino, Direttore Ufficio V della Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute – al fine di contrastare questo fenomeno, è necessaria un’azione in cui tutti, dai governi ai cittadini, si impegnino a preservare il valore di questi farmaci».
L’imperativo categorico è usare bene gli antibiotici disponibili: se la continua rincorsa tra farmaci e microorganismi ha portato negli anni allo sviluppo di circa 250 molecole, ogni nuovo farmaco introdotto nell’uso clinico troverà prima o poi ceppi batterici resistenti. «Lo sviluppo della resistenza agli antibiotici è un fenomeno continuo, determinato da cambiamenti della configurazione genetica dei batteri, come mutazioni cromosomiche o trasferimento di fattori di resistenza mediato da varie entità genetiche» afferma Maurizio Sanguinetti, Professore di Micologia Medica e Diagnostica all’Istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
A generare le resistenze non è di per sé l’esposizione dei batteri agli antibiotici, ma l’aumento della pressione selettiva, dovuta all’impiego eccessivo e improprio degli antibiotici nella salute umana e animale e alla loro presenza e diffusione ambientale.
«La gestione razionale del problema non può prescindere dall’approccio “One Health” e deve coinvolgere tutti i diversi settori con interventi mirati in ambito farmaceutico-sanitario, veterinario, alimentare, ambientale, dando un ruolo di primo piano alla ricerca ed all’innovazione» afferma Anna Teresa Palamara, Presidente della Società Italiana di Microbiologia (SIM). «L’invito rivolto a tutti è quello di promuovere un uso ‘cosciente’ degli antibiotici in tutte le attività in cui vengono impiegati, umane o animali».
“Antimicrobial stewardship”, cardine della strategia contro le resistenze, significa uso appropriato e personalizzato degli antibiotici. «Ogni terapia anti-infettiva va somministrata solo quando vi sia ragionevole certezza clinica dell’infezione – afferma Pierluigi Viale, Professore ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’UO Malattie infettive dell’AOU Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna – e deve essere molto tempestiva, molto aggressiva in termini posologici, ed il più breve possibile: se l’antibiotico non riesce a eradicare in tempi rapidi l’infezione, può diventare un driver della progressiva selezione di ceppi resistenti, in grado di trasmettere alla propria discendenza le variazioni genotipiche e fenotipiche».
L’Italia è il Paese europeo con le percentuali di resistenza più elevate che, in alcuni casi, arrivano fino al 50%. Circa la metà dei farmaci utilizzati contro i batteri risulta inefficace, e tra questi alcuni tra gli antibiotici più diffusi. Uno dei più temibili “superbugs” è la klebsiella pneumoniae che causa polmoniti, infezioni del torrente circolatorio e del tratto urinario. La percentuale di ceppi invasivi resistenti alle cefalosporine di terza generazione in Italia è del 55,1%.
Le attività di contrasto a questo fenomeno passano anche attraverso protocolli per contenere infezioni correlate all’assistenza in ospedali e residenze sanitarie. Le più comuni infezioni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).
«I provvedimenti da mettere in opera per contrastare la diffusione di questi microorganismi sono ben conosciuti – afferma Claudio Viscoli, Presidente della Società Italiana per la Terapia Antinfettiva (SITA) – l’educazione degli operatori sanitari al lavaggio delle mani e all’uso dei guanti, lo screening dei portatori dei ceppi resistenti e loro isolamento, lo screening dei contatti, la diagnosi microbiologica rapida sono in grado di arrestare il fenomeno, se applicate insieme e da tutti gli ospedali e residenze sanitarie, ma la messa in opera di queste procedure per tutti e dappertutto richiede risorse e una forte azione centrale».
L’adozione dei Protocolli passa anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini e un impulso in questa direzione arriva dalle Raccomandazioni civiche sulla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza promosse da Cittadinanzattiva. «È anche particolarmente importante responsabilizzare i cittadini – afferma Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva – attraverso indicazioni come quella di curare l’igiene personale, chiedere dotazioni ospedaliere personalizzate, verificare con il personale il tempo massimo per tenere i cateteri, evitare di recarsi in ospedale in visita quando si è influenzati».
Parte integrante della strategia di intervento è lo sviluppo di nuove molecole antibiotiche. Su questo fronte, si annuncia a breve l’arrivo di molecole attive contro i microorganismi gram-positivi – ad esempio un nuovo oxazolidinone (tedizolid) efficace contro lo stafilococco meticillino resistente nelle infezioni di cute e tessuti molli in monosomministrazione giornaliera e che offre cicli terapeutici più brevi (6 giorni contro 10) – e quelli gram-negativi, con una cefalosporina di nuova generazione (ceftolozane-tazobactam) dalla spiccata attività anti-Ps.aeruginosa, formulata insieme ad un inibitore delle beta lattamasi che ne estende l’attività a gram-negativi produttori di beta lattamasi a spettro esteso, efficace nelle infezioni complicate addominali e delle vie urinarie e in valutazione nelle polmoniti nosocomiali.
«L’avvento sulla scena terapeutica di alcuni nuovi antibiotici potrà aiutare il clinico a fronteggiare l’emergenza, ma servono nuove regole che permettano a tutti i pazienti di poter essere trattati tempestivamente con questi nuovi farmaci» sostiene Francesco Menichetti, Direttore UOC Malattie Infettive dell’AOU Pisana. «Inoltre, occorre sostenere le aziende farmaceutiche attraverso incentivi e corsie accelerate per i nuovi farmaci, e rilanciare al tempo stesso la ricerca indipendente con fondi dedicati per valutare nuove strategie terapeutiche utili nella pratica clinica quotidiana».
Interventi cruciali, ribaditi anche nella dichiarazione congiunta di oltre 80 aziende presentata nel corso dell’ultimo “World Economic Forum” di Davos con l’obiettivo di sollecitare i Governi e le imprese a intraprendere un’azione sinergica e globale di investimenti per combattere il preoccupante e crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza. «Governi, Agenzie, Società Scientifiche e Aziende devono essere necessariamente alleati di fronte ad una sfida di tale portata – dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia – MSD vanta una lunga storia per quanto riguarda l’innovazione terapeutica nel trattamento delle malattie infettive ed è uno dei pochi gruppi farmaceutici ancora attivi nel favorire l’adozione di una vera “stewardship antimicrobica” attraverso lo sviluppo di nuovi antibiotici e nuovi antifungini, la commercializzazione e la ricerca di nuovi vaccini per uso umano e gli investimenti in campo animale, grazie alle sua divisione Animal Health. Intendiamo ribadire e proseguire il nostro impegno contro le malattie infettive, non solo continuando a ricercare nei nostri laboratori innovazioni tecnologiche, ma anche collaborando con tutti gli stakeholder coinvolti attraverso partnership trasparenti e di valore a fianco della sanità pubblica».

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