Venerdì, 22 Marzo 2019

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musei_vaticani_artLa visita ai Musei Vaticani è un percorso che si snoda per chilometri attraverso i tanti palazzi che ne fanno parte. Sale sfarzose e giardini curatissimi abbracciano secoli di storia, a partire dal cortile del Belvedere, dove papa Giulio II nel ‘500 volle collocate alcune statue greche di straordinaria bellezza, dando così origine al primo nucleo costitutivo dei Musei.  
Le opere del cortile del Belvedere, che nel corso degli anni divennero sempre più numerose, diedero vita alla ricchissima collezione di antichità greche e romane oggi ospitata nel Museo Pio Clementino e nel Museo Chiaramonti, parte dei Musei Vaticani.

A partire dal XVI secolo, alcuni tra i più grandi artisti di tutti i tempi crearono le loro opere proprio all’interno delle mura vaticane. Nacquero così gli affreschi delle stanze di Raffaello e quelli michelangioleschi della Cappella Sistina, che vanta inoltre opere di Sandro Botticelli e del Perugino.
Capolavori che non hanno eguali al mondo, ai quali si aggiungono i tesori della Pinacoteca Vaticana, con le sue 460 opere, tra dipinti, affreschi e polittici, che vanno dal XII al XIX secolo.
laocoonte_artDi grande valore sono poi il Museo Egizio, il Museo Etrusco e la Collezione di arte contemporanea.
Tale è la vastità e la ricchezza del patrimonio artistico-culturale conservato nei Musei Vaticani, da rendere impossibile una presentazione che ne renda giustizia. Chiara è la consapevolezza di offrire solo alcuni scorci dei punti più noti, parte di un paesaggio prezioso e immenso, che richiede di essere visitato con grande attenzione.
‘Mi smarrisco nei musei di questo Vaticano dalle undicimila camere e dalle diciottomila finestre. Che solitudini di capolavori!’ (F.-R. de Chateaubriand, scrittore considerato il padre del Romanticismo letterario francese)

Il primo nucleo costitutivo dei Musei Vaticani fu una collezione di statuaria antica di papa Giulio II, che nel 1503 incaricò l’architetto Donato Bramante della costruzione del grandioso cortile del Belvedere. Al suo interno il papa volle la statua del Laocoonte, pare acquisita su consiglio di Michelangelo, e probabilmente risalente al 180-170 a.C.
La scultura, ellenistica o di tradizione ellenistica, è una impressionante rappresentazione della sofferenza umana. Come raccontato da Virgilio nell’Eneide, Laocoonte, sacerdote di Nettuno, fu l’unico ad accorgersi dell’inganno del cavallo di Troia, messo in atto dai greci su consiglio di Ulisse per prendere la città. La fine di Troia era però già stata decretata dagli dei, e Laocoonte fu stritolato per punizione di Atena, da due terribili serpenti assieme ai suoi due figli.
Il cortile ospitava, tra i tanti, un altro capolavoro, il Torso del Belvedere, ( I secolo a.C.), noto come  ‘scuola di Michelangelo’, perché il grande pittore ne studiò la tensione muscolare e la posa nervosa per trasferirla ai corpi che avrebbe dipinto sulla volta della Cappella Sistina. Il Winckelmann la definì ‘una splendida quercia privata dei rami e delle fronde’.
Entrambe le statue sono oggi conservate nel Museo Pio Clementino, che con il Museo Chiaramonti, allestito dallo scultore Antonio Canova, costituisce la raccolta più significativa di statuaria antica. I due musei vennero aperti nel ‘700 con lo scopo di proteggere il prezioso patrimonio dal traffico di opere d’arte.
Nel corso dell’800, in seguito agli scavi nell’Etruria meridionale e alle spedizioni lungo il Nilo, furono invece inaugurati il Museo Gregoriano Etrusco (1837) e il Museo Gregoriano Egizio(1839).

caravaggio_deposizione_artNell’800, dopo la caduta di Napoleone, molte opere trafugate dai francesi vennero restituite allo Stato Pontificio ed esibite in allestimenti temporanei  per quasi un secolo fino al 1932, quando venne inaugurata la Pinacoteca Vaticana. Il Palazzo venne scelto per la purezza della luce che filtra nelle sue sale, capace di far risaltare i dipinti in tutta la loro bellezza.
Qui si trovano esposte opere di Giotto, che seppe animare il suo linguaggio pittorico di vita e di sentimenti, distinguendosi dalle rappresentazioni tradizionali delle icone bizantine; Beato Angelico, interprete di uno stile pittorico che sintetizza il raffinato decorativismo tardo-gotico e la monumentale plasticità quattrocentesca; Giovanni Bellini, pittore ufficiale della Serenissima, maestro di una tecnica e di una poetica apprese in seguito da Tiziano; Leonardo, che applica i propri studi anatomici alle figure dipinte, servendosi altresì della famosa tecnica dello ‘sfumato’; Perugino, maestro di Raffaello; Pinturicchio, allievo del Perugino; Raffaello, che si emancipa dalla scuola del Perugino, creando uno stile personale, basato sull’osservazione della realtà e lo studio dell’arte classica, e reso inconfondibile dall’uso della luce e del colore; Tiziano, maestro dello stile pittorico cinquecentesco basato sulla vibrazione cromatica, in contrapposizione con lo stile michelangiolesco, incentrato invece sul disegno; Veronese, interprete, nelle sue tele, di complesse orchestrazioni di personaggi; Caravaggio, che introdusse uno stile pittorico innovativo, carico di realismo, volto a richiamare la chiesa ai suoi valori originari. Il suo uso della luce su scene cupe e drammatiche, ha la forza di un fulmine che squarcia un cielo reso buio dalla corruzione dilagante, che niente ha più a che fare con la vera religiosità.

cappella_sistina_artCuore e vanto dei Musei Vaticani sono le Stanze di Raffaello e la Cappella Sistina. Entrambe furono commissionate da papa Giulio II, che non volendo abitare nell’appartamento del suo predecessore, il detestato Alessandro VI Borgia, incaricò Raffaello di affrescare le quattro nuove stanze in cui avrebbe alloggiato: la Stanza della Segnatura, la Stanza di Eliodoro, la Stanza dell’Incendio e la Stanza di Costantino.
Nella Stanza della Segnatura, che ospitava la biblioteca privata del papa, il pittore urbinate dipinse le figurazioni delle Scienze e delle Arti: La Scuola d’Atene (filosofia), La Disputa del Sacramento (teologia), Il Parnaso (poesia), e Gregorio IX approva le Decretali (giustizia).
Raffaello proseguì quindi con la Stanza di Eliodoro, la camera di rappresentanza per le udienze del pontefice, dove raffigurò la protezione divina sul potere temporale della Chiesa, come nella Liberazione di San Pietro. Dopo la morte del papa, il pittore affidò i lavori della Stanza dell’Incendio di Borgo e della Stanza di Costantino ai suoi collaboratori.
Ammirando Il Parnaso, il Vasari esclamò:’(…) pare che spiri veramente un fiato di divinità nella bellezza delle figure e da la nobiltà di quella pittura’.
Per affrescare la Cappella Sistina, papa Giulio II chiamò Michelangelo, che sostituì il preesistente cielo stellato della volta con una complessa struttura decorativa, consistente in una finta struttura architettonica.
I lavori iniziarono nel 1508 con la costruzione di un enorme ponteggio, che consentì al geniale e instancabile artista di dipingere sugli 800 metri quadrati della volta oltre 300 figure.
Tema della monumentale opera sono la creazione e la caduta dell’uomo. La parte centrale raffigura i tre elementi legati alla discesa di Dio sulla Terra: la Creazione di Adamo, la Creazione di Eva e il peccato originale. Attorno, profeti e sibille annunciano la futura redenzione nella venuta della Vergine e di Cristo, come Giona, uscito dal ventre della balena dopo tre giorni. Nei quattro pennacchi è rappresentata la salvezza del popolo ebraico, ad anticipare la salvezza di tutta l’umanità, mentre nelle lunette sono ritratti gli antenati di Cristo. Il tema biblico della volta è collegato con quelli neotestamentari degli affreschi delle pareti, dipinti dal Perugino, dal Botticelli e da Luca Signorelli. Spiccano intorno alla Genesi gli Ignudi, a simboleggiare la condizione dell’uomo al momento della Creazione.
Nel 1512, il ponteggio venne rimosso, consegnando allo sguardo uno tra i più grandi capolavori di tutti i tempi. Giorgio Vasari ebbe a dire: ‘Quest’opera è stata et è veramente la lucerna dell’arte nostra, che ha (…) bastato a illuminare il mondo, per tante centinaia d’anni in tenebre stato’.

Immagini tratte da Wikipedia

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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