Lunedì, 25 Giugno 2018

Qui si fa il cinema

Luogo di cinema per eccellenza negli anni del boom, Roma resta comunque un set privilegiato per film italiani o per grandi produzioni estere. Le sue opere d'arte, le sue fontane e i suoi palazzi sono una quinta ideale per innumerevoli scene. Ma anche il caos tipico e le strade sconnesse sono utili a riprese indimenticabili!

Accattone Locandina"Quando me metto 'n testa 'na cosa io, deve da esse quella! O il mondo ammazza a me, o io ammazzo a lui."
Era il 1961 ed il personaggio di Accattone faceva il suo ingresso nel panorama del cinema italiano. Non solo lui, però, perché a debuttare alla regia c'è un controverso intellettuale, Pier Paolo Pasolini. Vittorio, soprannominato Accattone, si può considerare un degno rappresentante della narrativa pasoliniana.

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Nellanno del_Signore_1969Un film sul potere, sull'abuso di potere. Il potere in questione è quello esercitato dalla Chiesa di Roma durante il periodo risorgimentale. La Roma dei Papi, insomma. Luigi Magni decise di realizzare, in un lasso di tempo piuttosto lungo, una trilogia dedicata proprio a quel momento storico ben preciso. Questi i tre film: “Nell'anno del Signore” (1969), “In nome del Papa Re” (1977) e “In nome del popolo sovrano” (1990).

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Aldo Moro BRE' stato scritto moltissimo sui cosiddetti “anni di piombo” e trovare idee nuove non è semplice e questo anche in campo cinematografico. Marco Bellocchio decide di prendere liberamente spunto dal libro di Anna Laura Braghetti, ex terrorista, “Il prigioniero” (1988, Mondadori). Nel 2003 ecco allora nelle sale “Buongiorno, notte”, film che vuole essere un particolare adattamento di quel libro, il tutto col talento e l'esperienza del regista di Bobbio.

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Le Fate_ignorantiIl gazometro, anche detto gasometro, è una struttura ideata nel XIX secolo con il fine di raccogliere il gas di città a volume variabile, utilizzabile per compensare le divergenze fra la quantità prodotta ed erogata nello stabilimento, con quella impiegata per miscelare il gas prodotto. Ebbene, anche un simile strumento può divenire parte integrante di un film, uno dei suoi protagonisti. “Le fate ignoranti”, il film in questione, che prende il nome da un’opera del pittore belga Magritte, è uno dei più conosciuti e apprezzati del regista nato a Istanbul, ma naturalizzato italiano, Ferzan Özpetek. Uscito nelle sale nella primavera del 2001, immediatamente si impone all’attenzione della critica e del pubblico, e questo a causa del modo scelto per affrontare il tema dell’omosessualità.

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Una giornata particolare LocandinaChi tutti i giorni si reca al lavoro, a scuola, o all'università e decide di prendere il bus 93, oppure il 310, difficilmente farà caso ai palazzi Federici, case popolari realizzate negli anni Trenta e situate lungo Viale XXI aprile. Non si tratta, chiaramente, di un monumento importante o sede, magari, di qualche ambasciata. Eppure, hanno avuto un ruolo non indifferente in un bellissimo film di Ettore Scola, “Una giornata particolare” (1977), con protagonisti due tra i più grandi attori della storia del cinema italiano, ossia Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

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IsoleIsole e' un bel film, di quelli di sentimento. Una storia delicata. D'oggi. La solitudine palpabile di tre persone tenaci, che non si arrendono al proprio destino. Lo scenario e' lo stesso del posto assolato e vacanziero d’estate, le isole Tremiti, ma in una realta' ‘invernale’ dura e quotidiana, fatta da chi lavora ed e' povero o emarginato o malato. E' un inverno mite a San Domino, con i suoi pochi abitanti e tre sono le solitudini a confronto. Quella di Martina, muta apicoltrice che nel suo silenzio ingloba un triste segreto, il sacerdote Enzo, un ‘padre’ un po’ scostante ma affettuoso, e Ivan, albanese disperatamente clandestino e in cerca di un lavoro e di una identità che lo faccia uscire dal suo status e dargli fortuna.

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Dario ArgentoSi può dire addio al talento all'età di 58 anni? Questa potrebbe essere la situazione di Dario Argento, il celebre regista di film horror e thriller che, oramai da tanti anni, sembra aver perduto, in maniera quasi irrimediabile, il suo grande talento di cineasta. Argento è nato nel 1940 e, all'età di 58 anni, ha girato il primo film deludente della sua carriera (alcuni sono ancor più critici e collegano il declino al film del 1996, “La sindrome di Stendhal”), ossia l'ambizioso “Il fantasma dell'Opera”. Con questo film siamo nel 1998 e da quel momento il regista ha deciso, involontariamente, di dire addio al proprio talento. I suoi lavori successivi sono un disastro allo stato puro, con l'unica eccezione rappresentata da “Non ho sonno” (2001), che raggiunge la sufficienza (scolasticamente parlando). L'apice della mediocrità lo raggiunge, forse, con “Il cartaio” (2004), ma anche “Giallo” (2009) può contendere quel triste risultato. Cosa può, quindi, essere accaduto nella mente di Dario Argento?

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Lattore e regista Michele PlacidoUn film che doveva assolutamente realizzare, anche perché un personaggio, Nicola, è modellato sulla vera storia di Michele, un giovane poliziotto, che ha comunque una grande aspirazione, ossia quella di poter recitare. L'ambientazione è, tuttavia, particolare e colma, almeno sulla carta, di suggestioni, poiché ci troviamo nella Roma del Sessantotto. Si intrecciano, quindi, storie personali con quella più grande di un movimento che ha cambiato parecchi aspetti della società del tempo, pur con tutte le contraddizioni e le ingenuità del caso. In realtà, si è trattato di un “grande sogno”.

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“-Immagine da Febbre da cavallo Che te sei giocato, Manzotin?
- A Pomata, quante volte te devo di' che nun me chiamo Manzotin? Me chiamo Rinaldi Otello!
- Sì, tre chili de trippa e due de budello! Co' quer nome giusto er macellaro potevi fa'!”
“- Ah rega', parlamo come un cavallo stampato. Ma poi io che leggo a fa', che leggo a fa', c'ho tutto qui nella capoccia, so' un computer equino, a me me dovrebbero da' 'na laurea in scienze del cavallo.”
La prima citazione riguarda un dialogo tra il disoccupato truffaldino Er Pomata e “il burino più infame di tutti i burini”, ossia il macellaio Manzotin. La seconda, invece, è esternazione dello stesso Er Pomata. Già da questo si può capire che siamo davanti ad individui non proprio raffinati e con un livello culturale piuttosto modesto. Stesso discorso lo si può fare per Mandrake, l'uomo dal “sorriso magico” e per Felice, un parcheggiatore abusivo. Tuttavia, ha forse ragione Er Pomata, perché loro potrebbero benissimo ottenere una laurea in “scienze del cavallo”, proprio a causa di una passione viscerale per le scommesse ippiche. Non servono altri dettagli per intuire che si sta parlando dei personaggi di “Febbre da cavallo”, un film del 1976 e diretto da Steno.

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Poster Habemus PapamNon tutti i film diventano eventi prima ancora di uscire nelle sale e ciò accade, principalmente, per quelli diretti dai grandi registi, o che comunque trattano tematiche discutibili e molto in voga al momento. Ogni film di Nanni Moretti accende il dibattito ed i critici cinematografici si divertono quasi nel dare anticipazioni sulla trama, oppure qualche piccolo retroscena della lavorazione. Così è avvenuto anche per l'ultimo “Habemus Papam” che, tanto per cambiare, ha diviso la critica ed il pubblico. C'è chi addirittura ha utilizzato il termine “capolavoro”, chi ha sottolineato il desiderio del regista di attaccare la Chiesa e chi, invece, ha espresso giudizi negativi sui singoli personaggi o su certe scene troppo paradossali. Insomma, un po' tutti si sono sbizzarriti con la personale interpretazione del film e questo ha, senza dubbio, favorito la promozione del film.

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Poster_I_soliti_ignoti“Rubare è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria, mica come voi! Voi al massimo potete andare a lavorare!” Così Tiberio si rivolge ai complici, dopo l'insuccesso del colpo. Che tipo di persona è questo Tiberio? Perché si circonda di persone non proprio raccomandabili? Chi sono allora i suoi amici non proprio seri e poco raccomandabili? Ecco i loro nomi: Pierluigi “Capannelle”, Mario, Michele “Ferribotte”, Cosimo e Giuseppe, meglio conosciuto come “Peppe er Pantera”.

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Un_sacco_bello_RuggeroUn film che ha cambiato una vita. No, non si tratta della vita di uno spettatore in particolare, anche se nella vita tutto è possibile, ma di quella di Carlo Verdone. Non è azzardato dire che si tratta del momento di svolta per l'attore romano, qui anche al debutto come regista. Uno dei suoi film più importanti e famosi, forse il più importante in assoluto, quello che ha condizionato, per così dire, tanti altri suoi lavori futuri.

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Vittorio_De_SicaQuando si parla di capolavori del cinema italiano, occorre guardare al passato, ad un passato glorioso, ricco di registi di talento e attori straordinari. Questo è il caso, ad esempio, di “Ladri di biciclette”, il celebre film del 1948, vero e proprio manifesto del neorealismo cinematografico italiano. Vittorio De Sica realizza una stupenda e commovente opera, ambientata nella Roma del secondo dopoguerra e con la partecipazione di attori non professionisti.

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La_Kryptonite_nella_borsa_poster2-134x203Nella borsa per Ivan Cotroneo, regista romano d’adozione, c’è l’ntervista alla ‘Kriptonite’ sul film che è nelle sale in questi giorni.
Mentre domenica si proiettava a gogò il film ‘La Kriptonite nella Borsa al cinema, in TV andava in onda invece ‘Tutti pazzi per amore 3’. Due gradevoli ‘carezze’ sulla vita quotidiana, diversamente ambientate e realizzate da un’unica mente creativa, quella di Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore e regista. Il film è la storia di Peppino, 7 anni, che vive in una grande famiglia, unita ma ‘scombinata’. Tutti insieme in un’ambiente, come succedeva una volta.

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Locandina_di_Nestore_l_ultima_corsaAlberto Sordi è stato, senza dubbio, uno dei più grandi attori italiani, ma anche simbolo della cosiddetta romanità. La sua morte risale al 2003, tuttavia vivo è il suo ricordo e la popolarità, come testimoniano i numerosi suoi film presenti, anche oggi, in tv. Attore abilissimo, grande simpatia, forte personalità e notevole capacità di portare sugli schermi i vizi e le virtù degli italiani. Il suo amore per Roma, la sua città, è sempre stato continuo e la conferma viene dai tanti suoi lavori ambientati nella Capitale. Uno dei questi è “Nestore, l'ultima corsa” uscito nel 1994, che vede Alberto Sordi attore protagonista ed anche regista.

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uccellacciuccellini2Una Roma in bianco e nero. Una Roma popolare di strade di periferie, di cantieri e di macerie. Emblema di un’Italia metaforica e “arroccata” dove scopini e disoccupati “prestano” il loro nome alle vie di quartieri “sgangherati”. I cartelli stradali indicano “Istambul km. 4.253” e “Cuba km 13.257”. Una favola sottile e amara, temperata di un pessimismo politico ancora troppo lontano per scrivere la storia del ‘68 italiano.

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Copped_3A Roma c’è un quartiere che parla. Racconta di fiabe e di realtà. Racconta del presente e del passato. E lo fa in stile neoclassico e barocco, gotico e rinascimentale. E Dario Argento ne sa qualcosa.

Ci sono fontane, villini, palazzi, ognuno diverso dall'altro, ricche decorazioni piene di suggestioni simboliche. E poi, personaggi, marmi, loggiati, fregi multicolori, archi, terracotte, immagini medievali e vetrate ad agghindare eleganti e bizzarre costruzioni. Angoli belli da vedere che l’occhio della macchina da presa di Dario Argento ha memorabilmente immortalati in alcuni dei suoi film più famosi.

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nannimoretti2Nel 1993 realizza Caro Diario. Un film in tre parti: In vespa, Le isole, e Medici. Sembra quasi un documentario in cui interpreta per la prima volta sé stesso: Nanni Moretti. Un film dove il carattere autobiografico si mescola e si “culla” in una Roma surreale, in una città di incroci, di strade, di viali alberati, di palazzi e di case. Eh sì, le case di Roma. Venute su quasi in un silenzio ovattato, a formare, a costruire quartieri su quartieri, e a ingabbiare sogni e speranze. Un lavorìo lento scandito da un tempo che ora, nel film, sembra trovare la sua ragione solo attraverso il silenzio di un’assolata e calda settimana del mese di agosto.

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La_dolce_vita_artE’ il ritratto di un paese e di un’epoca, La dolce vita. Federico Fellini ruba gli scatti di un’Italia che non ha tempo di mettersi in posa. I ritratti sono senza veli. Viene alla luce uno stile di vita nascosto fino ad allora dietro la coltre del moralismo, e scoppia lo scandalo. Il film rompe ogni schema precedente, tanto che per definirlo è necessario un nuovo aggettivo: felliniano.

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manuale_damore_1E’ uscito nelle sale cinematografiche venerdì scorso e ha già fatto boom al botteghino, battendo i film che hanno appena vinto l’Oscar.
Stiamo parlando di Manuale d’Amore 3 di Giovanni Veronesi, che ha avuto anche un buon riscontro anche da parte della critica.
Come si dice? Non c’è due senza tre, ecco quindi anche quest’anno, a quattro anni da Manuale d’Amore 2, ritroviamo Veronesi alle prese con uno dei temi più gettonati ma anche più difficili da trattare : l’amore.

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Info testata

Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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