Lunedì, 24 Settembre 2018

Storia e tradizioni

Se si dovesse parlare qui dell'intera storia romana, non basterebbero migliaia di pagine e di immagini. Solo alcune pillole e qualche tipica tradizione vengono citate, per dare un profilo appena accennato dei secoli che si "respirano" a Roma.

abit_antica_roma_3Non solo toghe. Lo sapevate, ad esempio, che la moderna t-shirt nell'antica Roma aveva già un'antenata? E che le matrone indossavano qualcosa di molto simile a un push-up?
Gli abiti più preziosi venivano invece realizzati in seta, che arrivava a Roma dall'Estremo Oriente attraverso un lunghissimo viaggio, in una specie di mercato globale del Mediterraneo, dove si cercava di aggirare il monopolio cinese della preziosa stoffa.
Perché già ai tempi di Augusto, i vestiti erano anche uno status symbol.

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colosseo_e_foro_romano_1835Eravamo agli inizi degli anni '50 e le carrozze trainate dai cavalli erano ormai un lontano ricordo. Scoppiettanti veicoli a quattro ruote avevano già invaso le strade delle città più importanti, e Roma non era da meno, iniziando un processo incrementale di paralisi del traffico che prosegue tuttora...
Naturalmente, a quei tempi solamente una ridotta parte della popolazione poteva permettersi una innovazione tecnologica così all'avanguardia. Ma già da allora si era intuito che la rapida diffusione dell'automobile rappresentava l'inizio di un cambiamento senza precedenti nel campo degli spostamenti su terra, un cambiamento che avrebbe rappresentato per le generazioni successive una risorsa fondamentale, con conseguenze non proprio positive ed attualmente spesse volte ignorate e sottovalutate.

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ratto_delle_sabine«...Romolo su consiglio dei Senatori, inviò ambasciatori alle genti vicine per stipulare trattati di alleanza con questi popoli e favorire l'unione di nuovi matrimoni. [...] All'ambasceria non fu dato ascolto da parte di nessun popolo: da una parte provavano disprezzo, dall'altra temevano per loro stessi e per i loro successori, ché in mezzo a loro potesse crescere un simile potere.» (Livio, Ab Urbe condita libri, I, 9.)

Forse non tutti sanno che la storia del ratto delle Sabine è innanzi tutto una storia d'amore: non solo d'amore passionale tra uomo e donna, Romolo ed Ersilia in questo caso, ma anche tra padre e figlia, un sentimento talmente forte anch'esso, di Ersilia verso il padre Tito Tazio, che la giovane donna si è trovata ad un bivio: veder cadere l'amato Romolo o l'altrettanto amato padre? Una storia antica ma al tempo stesso attuale, in cui una donna si trova divisa tra due fronti, e può sperare solo nel buonsenso di entrambi, gli uomini più importanti della sua vita.

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faveLa tradizionale gita fuori porta del 1° maggio, chiamato anche Maggetto dai romani, si accompagna con la colossale mangiata di fave e pecorino romano e una fraschetta di vino rosso locale.

Le fave devono essere fresche e ancora nei baccelli o frutti, che devono essere di un bel verde intenso, senza macchie. Sgranare i semi e mangiarli una alla volta fa parte del divertimento. Inoltre conservano così intatta la dolcezza e la freschezza dell'interno e il retrogusto amarognolo della pelle che li ricopre.
Il pecorino deve essere quello romano DOP (Denominazione di Origine Protetta), con "la lacrima" come si suol dire, quello molto saporito insomma o anche da grattare. E' un formaggio di origini antichissime e la sua preparazione è ancora quella di una volta: viene fatto con solo latte di pecora e caglio d'agnello, cotto e infine salato a mano. Deve riposare almeno 5 mesi e poi può essere gustato in tutta la pienezza del gusto deciso e caratteristico. Lo si riconosce perché viene stampata sul fianco una testa stilizzata di pecora.

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cena_pompeiMetti una cena in un'antica casa nel cuore di Roma. Cosa c'è di strano? L'invito è datato 110 dopo Cristo...

Il senatore aspetta noi ospiti nel tardo pomeriggio. Ora insolita per un invito a cena? No, è questa la consuetudine. Non essendo infatti le strade illuminate, è più sicuro per gli invitati arrivare e andarsene quando ancora c'è la luce del sole, perché i vicoli di Roma possono nascondere parecchie insidie durante la notte.
Ma chi e perché organizza cene sontuose nell'antica Roma? Solamente le famiglie più in vista, e come per il senatore, lo scopo è di solito quello di consolidare una rete di conoscenze per motivi politici o economici.
Si tratta del dieci per cento della popolazione, gli altri non riusciranno neanche mai a vedere tanta abbondanza.

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museo_borghese_pCon i suoi 80 ettari e le 9 entrate, Villa Borghese è il terzo parco più grande di Roma, dopo Villa Doria-Pamphili e Villa Ada, e tra giardini, laghetti e templi, offre scorci unici ed indimenticabili.
La sua storia è legata indissolubilmente all'arte fin dalla nascita.

Voluta dalla famiglia Borghese nel ‘500, negli anni successivi viene ampliata dal cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V. Grande appassionato d'arte, arricchisce la villa con le opere dei più famosi pittori dell'epoca ricorrendo ad ogni mezzo, incluso incarcerare il Cavalier d'Arpino per impossessarsi delle sue oltre cento tele e far arrestare il Domenichino per sottrargli la ‘Caccia di Diana'.
La villa viene completata il secolo successivo, nel 1633.

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mask2Periodo di trasgressione in cui si ha licenza di scherzare con i potenti e di sovvertire le regole della società, il carnevale ha un'antichissima tradizione a Roma.

Risale al XV secolo l'epoca in cui a Roma iniziò ad avere fama e lustro, grazie a papa Paolo II, non a caso veneziano, che permise ufficialmente festeggiamenti per le strade con cortei e corse di cavalli e asini. In particolare c'era una gara in cui i cavalli berberi correvano al galoppo e senza fantino lungo via del Corso e venivano poi bloccati da scudieri a piazza Venezia. Il padrone del cavallo vincente riceveva un palio.

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200px-gianicolo_-_garibaldi…al Gianicolo da 105 anni, dal 24 gennaio 1904, il cannone ha sparato puntualmente alle 12.Tutti i giorni. O quasi. Infatti giovedì 22 il sottufficiale addetto ha mancato il colpo. Per un contrattempo. E così il solito rituale dello sparo a salve voluto da Pio IX nel dicembre 1847, si è interrotto. Così il solito ‘rombo’ delle 12 antimeridiane, udibile fino all’Esquilino, e che ormai in una città rumorosa come Roma non si ode quasi più se non ad agosto o nei giorni festivi, non ha dato la sua segnalazione oraria. Per un giorno. Facendo notizia! 

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angeloSono assolutamente contrario alla pena di morte.
Non voglio qui argomentare la mia convinzione ma limitarmi a proporre un breve brano tratto da un libro intitolato "Mastro Titta, il boia di Roma" che, come recita il sottotitolo, riporta le "memorie di un carnefice scritte da lui stesso. Si tratta specificatamente della sua prima esecuzione eseguita nel 1796.

Prima però due parole sul personaggio di Mastro Titta:
Giovanni Battista Bugatti, detto Mastro Titta (Senigallia, 6 marzo 1779 - Senigallia, 18 giugno 1869 è stato l'ultimo boia di Roma, esecutore delle sentenze capitali dello Stato Pontificio. La sua carriera iniziò a soli 17 anni, il 22 marzo 1796 e si protrasse fino al 17 agosto 1864, quando Papa Pio IX gli concesse la pensione con un vitalizio mensile di 30 scudi. Nei 68 anni di servizio eseguì 516 sentenze tra suppliziati e giustiziati.
Il boia viveva nella cinta vaticana sulla riva destra del Tevere, in Borgo (quartiere Prati), e nella città "laica" normalmente non doveva entrare. Da qui origina il proverbio romano "Boia nun passa Ponte", che ha il significato di ognuno se ne stia nel suo pezzo di mondo.

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romolo-e-remo

La storia di Roma inizia con una leggenda. Una leggenda ben nota. Una leggenda che, come tutte le leggende, contiene probabilmente un fondo di verità.
La storia è quella di due gemelli, Romolo e Remo, nati da una mortale, Rea Silvia, e un dio, Marte. Rea Silvia è figlia di Numitore, discendente di Enea, come vuole il mito caldeggiato dalla Gens Giulia e raccontato nell'Eneide da Virgilio. Numitore, però, viene spodestato dal fratello Amulio, che, non contento, fa uccidere Rea Silvia e chiede a due schiavi di abbandonare i gemelli in una cesta in balìa della corrente del fiume Aniene. La cesta però si va ad arenare su una sponda, dove Romolo e Remo vengono salvati ed allattati da una lupa. Trovati da Faustolo, vengono cresciuti da Acca Larenzia e Faustolo stesso.

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divingNon è ancora Natale, eppure già molti a Roma aspettano il Capodanno. Per la festa, si dirà. Sì, ma non solo. Il Capodanno è l'appuntamento per una delle cerimonie più nordiche che un paese caldo come il nostro possa avere: il lancio dal ponte Cavour di Mr. OK.

È vero, i tuffatori ormai sono molti, ma nel cuore dei romani resta sempre la tradizione che vede lui, Mr Ok, come il protagonista del folle quanto entusiasmante gesto. Il capostipite della genìa, per la cronaca, era un belga nato nel 1899 e giunto a Roma nel '45, che nel giorno del suo compleanno, ai primi di gennaio, usava buttarsi dal ponte come gesto di buon augurio.

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pennica al pcIn un suo illuminante trafiletto apparso su ilVenerdì, Michele Mirabella ci rende edotti da par suo sull'etimologia di “pennichella”, prendendone decisamente le parti: “Io lodo la pennichella” afferma, “quel ristoro che spezza la giornata, purché non diventi sonno protratto fino all'imbrunire. Infatti si può gustare la pennichella se gustata su di una poltrona. L'etimo è tributario del latino pendiculare: 'essere sospeso, inclinarsi'. Chi dorme seduto in effetti 'pende' in avanti o indietro o verso i lati. La voce allude al movimento declinante e oscillatorio del capo di chi sta per addormentarsi in una posizione poco agevole. Concorda l'origine del pisolino: pisolare significa muovere la testa qua e là e inchinarla proprio mentre si sonnecchia.” (Michele Mirabella, Perché pendo dalla parte della pennica, Il Venerdì di Repubblica – 15 agosto 2008)

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Non tutte le istituzioni, a Roma, sono identificabili con un palazzo. Come non tutti i monumenti sono identificabili con dei manufatti in pietra, vedi le colonie feline. Esiste nella capitale un'istituzione intoccabile che ha la sua sede nei più disparati e impensabili luoghi: la pennica. Si dirà, ma la pennica – o pennichella, usato per metterne in evidenza la brevità – è un semplice riposino che si fa dopopranzo; non c'è motivo di darle tutta questa importanza. E invece no. La pennica è un fenomeno molto più complesso e rispettabile di quello che vogliono farci credere, soprattutto gli italiani del Nord che, ahiloro!, non hanno il giusto environment per praticare al meglio questa attività.

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Info testata

Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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