Giovedì, 18 Ottobre 2018

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Libri

Ogni città si può osservare sotto diversi punti di vista. Roma ha tanti punti di vista d'autore: sono quelli degli scrittori che la amano, la odiano, la sopportano o la supportano, che la conoscono profondamente o la sfiorano appena rimanendo comunque colpiti dalla sua unicità. Le loro voci corrispondono a infiniti colori e sfumature che ci danno un quadro sempre nuovo da osservare in ammirazione.

Correva lanno del nostro amore artCorreva l’anno del nostro amore di Caterina Bonvicini (edizioni Garzanti) è un romanzo che riesce in modo brillante a soddisfare il desiderio sempre più sentito di raccontare il mondo di chi oggi è arrivato ai quarant’anni. E’ la storia del nostro paese vista con gli occhi e con il cuore da Olivia e Valerio, che sono due bambini quando il 2 agosto 1980, dalla collina bolognese dove vivono, sentono un boato provenire dalla stazione. Alla vigilia di Expo 2015, quasi quarantenni, avranno conosciuto il benessere economico e le stragi di Stato, assistito al crollo del muro di Berlino e a quello delle Torri Gemelle.
La loro è però innanzitutto la storia d’amore di tutta una vita, di quelle che si pensa non esistano più, e che non si raccontano per una diffidenza diffusa verso i sentimenti e il timore del loro retrogusto sdolcinato: “Era le infinite donne che avrei amato, buone o cattive, fredde o dolci, assenti o passionali, era una persona e mille, la realtà e la fantasia, insomma un’erezione.”

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Sei come sei artSei come sei recita il titolo dell’ultimo romanzo di Melania Mazzucco pubblicato da Einaudi, ed è una storia d’amore, vero. Una di quelle che la precarietà emotiva del nostro tempo rende sempre più difficili da vivere, e un diffuso cinismo quasi impossibili da raccontare.
L’autrice romana invece, ci riesce, col suo stile lontano da ogni sentimentalismo e un realismo messo di continuo alla prova dalle sfide della vita. Ci fa conoscere la famiglia Gagliardi, composta da due genitori attratti tra loro come solo due opposti possono essere, ed Eva, la loro figlia, prima tanto desiderata e poi tanto amata. Loro tre sono come suoni diversi, che però insieme formano una melodia armoniosa all’orecchio di chi sa riconoscere le tonalità giuste dalle stonature. Poi, all’improvviso, su di loro cala un silenzio assordante.

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La ricchezza artUna foto del 1980 ritrae tre ragazzi ventenni sul pratone di Villa Ada. Sono i fratelli Fabrizio e Mario Pedrotti, rampolli di un’altolocata famiglia romana, e tra loro sorride l’amico Giovanni, come se si fosse infilato per comparire nello scatto. L’immagine, parola dopo parola, viene messa a fuoco dalle prime pagine de La ricchezza, romanzo di Marco Montemarano edito da Neri Pozza, accompagnando fino all’ultima riga il lettore, che chiudendo il libro guarda ancora una volta quella foto ormai vecchia, modificata dal tempo e dalla memoria. Perché questo romanzo intenso e appassionante, è il ritratto di un’epoca e della sua generazione, quella che è stata adolescente negli anni della contestazione. C’è un quadro storico, dove, dopo le lotte politiche e sociali degli anni ’70 le tensioni collettive diventano sempre più individuali, ma la prospettiva è personale, privata.

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Casilina. Ultima fermata artIl cuore di Roma, da sempre idealmente nel centro storico della città, è stato trapiantato in periferia, e lo si può ritrovare tra le pagine di Casilina. Ultima fermata, romanzo di Enrico Astolfi recentemente pubblicato da Edizioni Ponte Sisto.
Batte nel quartiere del Pigneto, con ritmo ora regolare ora affannato, scandendo la vita di chi ci è nato e di chi ci mette piede per la prima volta. Come “il Grigio”, che dopo otto anni di carcere non trova più la sua casa, e accanto al bar Necci, un tempo frequentato da Pasolini, vede solo macellerie islamiche e call center. Oppure Roy, arrivato dall’Olanda per prestare servizio come volontario presso un’associazione animalista, la cui sede però non esiste. Si innamorerà di Roma perché è “dolce e amara, chiara e scura, scaltra e sorniona, energica e asmatica.”

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Addio Monti artAi tanti che faticano a sostenere la velocità dei nostri tempi, farà specie sapere che i radical chic sono diventati nonni. I loro nipotini sono ormai grandi, e se vivono nella capitale, spesso hanno preso casa, pardon, loft, al quartiere Monti. Li chiamano hipsters, e siccome in questo paese il nuovo è necessariamente peggio di quello che c’era prima, non possono reggere il paragone.
Addio, Monti sussurra lo scrittore Michele Masneri dalla copertina del suo romanzo d’esordio edito da minimum fax. Non a caso, il titolo campeggia su una terrazza monticiana da cui si intravede il profilo di una Roma sbiadita, un po’ sonnacchiosa. La nota citazione manzoniana, è il saluto beffardo a una città caotica, ma impassibile, che ha visto la malfamata Suburra dell’antichità trasformarsi prima in quartiere popolare e poi di tendenza. Ma è anche il pretesto, tra un vernissage e un aperitivo culturale, per una conversazione che si fa subito satira impietosa di un paese e del suo tempo.

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La neve artRoma è insolitamente imbiancata dalla neve. Il freddo è calato tra le strade ghiacciandone alcuni tratti, ma Lea deve uscire per farsi cambiare gli psicofarmaci.
Sa cogliere bene le variazioni di clima Ginevra Bompiani nel suo ultimo breve romanzo La neve (et.al/ Edizioni), sia esso atmosferico o interiore. Lea, la protagonista, al pari della città è intorpidita, bloccata. Le medicine con cui ha cercato di soffocare la tristezza, sembrano togliere il respiro a tutta la sua vita. Cosa fare allora? Rinunciare alla lucidità o affrontare la tristezza?
La risposta è tutta al femminile, e nasce dalla dote, che le donne conoscono bene, di affidarsi ai propri pensieri, di attingere alla fonte delle proprie esperienze. Si rivelerà una riserva preziosa, grazie anche alla presenza delle amiche di Lea.

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Destini di sangue artRoma viene scossa da tre omicidi: prima a via Flaminia, poi a piazza Fermi, e infine vicino alla stazione Termini. Tutte le vittime sono uomini, ultrasettantenni, e i loro corpi sono stati orribilmente deturpati. Non ci sono altri elementi di similitudine, e forse neanche la mano dell’assassino è stata la stessa, ma il suo modus operandi fa pensare a un serial killer. L’ispettore Marcello Sangermano, in forza all’Uocs (Unità operativa per i crimini seriali), non ha in mano molto di più sul caso, che intanto sta gettando nel panico la città. Per la TV e i giornali di mezzo mondo, Roma sta diventando la capitale del crimine.

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Due perfetti sconosciuti artRoma, quartiere universitario di San Lorenzo. In un appartamento simile a tanti altri, abita una signora dai capelli bianchi che assomiglia un po’ a Christine Lagarde. Si chiama Odetta, affitta stanze agli studenti de La Sapienza, e a casa sua è appena saltata la luce. E’ per questo che al suo campanello stanno per suonare un elettricista e un ragazzo in cerca di un posto letto. Sono Due perfetti sconosciuti, come recita il titolo del romanzo d’esordio di Michele Tortorici pubblicato da Manni Editori.
Con loro Odetta, donna abituata più alla compagnia dei libri che delle persone, si intratterrà solo per un paio d’ore, ma parlerà di sé e del proprio mondo come non ha mai fatto con nessuno. Alla fine, oltre alla propria parcella, l’elettricista se ne andrà anche con una riflessione sul “circo” della vita, e lo studente, con il bisogno di farsi “qualche idea del mondo”.
Dopo una vita dedicata alla poesia, Michele Tortorici in questo romanzo d’esordio consegna ad Odetta il filo del discorso, che si dipana pagina dopo pagina in una conversazione vivace e impertinente. Il lettore, interlocutore immaginario, diverrà il depositario del più intimo dei segreti, come succede solo con un perfetto sconosciuto.

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Un posto anche per me artL’alba sta arrivando. La nottata di lavoro è finita. E come ogni mattina penso se sia giusto morire qua o vivere da un’altra parte.” E’ questa la domanda che riecheggia tra le pagine di Un posto anche per me, l’ultimo romanzo di Francesco Abate edito da Einaudi. Parole semplici, ma capaci di dare voce a un’anima straziata, ben nascosta in un corpo strabordante. Come quella del protagonista Peppino, troppo tonto per essere preso in considerazione, troppo grasso per non essere notato.

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Il corpo docile art“Milena è nata in un nido, come gli uccelli. Il nido non stava su un ramo, e non si poteva vedere il cielo.”
Il nido di Milena non è come quelli dove portiamo i nostri bambini, è il nido di Rebibbia, in cui vivono i figli delle detenute. La scrittrice Rosella Postorino vi ha ambientato il suo ultimo romanzo, Il corpo docile, edito da Einaudi, un libro che sembra inciso, non semplicemente scritto.
Ogni parola è un’ arma affilata che scava nei sentimenti e nella carne, perché, come recita il titolo, è il corpo ad essere protagonista. Idolatrato dalla nostra società, che lo pretende perfetto, è anche lo strumento per somministrare la più grave delle pene, la detenzione, con cui viene rinchiuso, sottratto.

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Figli dello stesso padre artC’è un oceano tra Germano ed Emilio, e non solo in senso geografico. Uno abita a Roma e l’altro a Pittsburgh, ma se non si vedono dal funerale del padre, avvenuto quattro anni prima, è perché non è bastata la sua morte a seppellire tutta la loro rabbia e il loro dolore. Tra i due fratelli, la figura di quest’uomo, che ha tradito e abbandonato, ma era dotato di fascino, è più viva che mai.

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Dentro artChissà se nella vita avremmo potuto essere anche un’altra cosa.” Bastano queste parole a fare di Dentro, brillante esordio letterario di Sandro Bonvissuto pubblicato da Einaudi, un libro nostro, perché ognuno di noi se l’è chiesto, almeno una volta.
E’ dentro il protagonista da adulto, finito in carcere, senza spazio neanche per poter guardare, dove esiste solo il nulla, come il muro davanti, che “non è una cosa che fa male; è un’idea che fa male. Ti distrugge senza nemmeno sfiorarti.”

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Senza verso.Unestate a Roma artChiunque conosce la scrittura di Emanuele Trevi, sa come riesce a trasportare chi legge in viaggi che altrimenti sarebbe difficile intraprendere. E’ così anche nel suo racconto Senza verso. Un’estate a Roma, Editori Laterza, ambientato nella torrida estate del 2003.
Mentre chi può fugge dalla capitale arroventata per cercare un po’ di refrigerio, lo scrittore si aggira per le strade della città e nei suoi sotterranei.

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Delitto a Villa Ada artUn cadavere viene ritrovato a Villa Ada. Appartiene al poeta Vasco Sprache, personaggio alquanto particolare, che viveva nel parco quasi come un barbone, attaccando le sue poesie agli alberi. A fare la scoperta è un conoscente dello Sprache, poeta egli stesso, e in odore di Nobel. Potrebbe essere la rivalità tra i due, il movente dell’omicidio? Verosimilmente sì, tanto che il candidato al prestigioso premio si rivela il primo indiziato.

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Le vite sghembe artChe dire quando a un colloquio di lavoro, per avere qualche possibilità in più, si nasconde la propria laurea a pieni voti? Eppure è quello che ha imparato a fare Gillo, il protagonista de Le vite sghembe, romanzo d’esordio di Francesco Zanarini edito da Ensemble. E il tutto non per un posto di lavoro, ma per un posto da precario.
E’ il male del XXI secolo”, denuncia l’autore, “un virus che si evolve e muta rapidamente”.
L’epidemia, come si sa, è di vaste proporzioni, ma ogni cifra di quel numero che sta crescendo a dismisura, è una persona, spesso giovane. Gli effetti collaterali sono tanti, colpiscono la stabilità e l’indipendenza, e si chiamano casa, oppure pensione.
Le vite sghembe è uno sguardo lucido su come la precarietà a livello materiale si riflette sulla vita personale, affettiva. Succederà anche a Gillo e la fidanzata Samoa, travolti da un effetto domino incontrollabile.

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Nessuno sa di noi artNessuno sa di noi recita il titolo dell'ultimo romanzo di Simona Sparaco, edito da Giunti. Davvero nessuno, perché la scrittrice romana affronta un tema tabù, quello dell'aborto terapeutico. Lo fa svincolata da ogni preconcetto, con una sensibilità rara, capace di cogliere lo sgomento, i dubbi e le speranze della coppia protagonista.

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Dimmi che centra luovo artRoberto Milano ha una laurea e quattro lavori precari. Per pagare affitto e bollette fa la comparsa nei film porno, il barista, dà ripetizioni a un ragazzino “stronzetto” e consegna pizze a domicilio. E’, come si dice, un giovane come tanti, il protagonista del romanzo Dimmi che c’entra l’uovo di Fabio Napoli, edito da Del Vecchio, definizione in cui si legge l’indifferenza, e forse anche il disprezzo, verso una generazione a cui sono stati lasciati i rifiuti di chi li ha preceduti: un tempo in cui sono stati aboliti i sogni, un mondo di sicura incertezza.

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Dalla sua parte artIo devo essere più simile a un ramo d’ulivo che a una pianta grassa.” E forse questa frase, pronunciata dalla protagonista, è quella con cui Isabella Borghese più riesce a far entrare il lettore nel mondo del suo romanzo Dalla sua parte, pubblicato da Edizioni Ensemble.

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Sette volte solo artIl long playing sul piatto, il fruscìo della puntina sul disco. E’ la colonna sonora di chi è cresciuto tra yuppies e Spandau Ballet quella che echeggia nelle pagine di Sette volte solo di Fabio Clemente, Edizioni Ensemble. Immancabile il primo amore, scoppiato tra il protagonista e Valentina nelle aule del liceo romano Giulio Cesare, e vissuto parallelamente a quello del migliore amico Rossano con Claudia, la sorella di Valentina.

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Uninsolita fortuna artPensate a ciò che da sempre più desiderate nella vostra vita. Poi immaginate che il sogno tanto inseguito e atteso si realizzi, prendendo via via la forma di un vero e proprio incubo.
Tra colpi di scena ed avvenimenti incredibili, è tra queste pieghe che si dipana la trama di Un’insolita fortuna, l’ultimo romanzo di Carlo Colasanti, edito da Accadueo gocce di cultura.

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Info testata

Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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