Sabato, 18 Gennaio 2020

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Libri da leggere

Ogni città si può osservare sotto diversi punti di vista. Roma ha tanti punti di vista d'autore: sono quelli degli scrittori romani che la amano, la odiano, la sopportano o la supportano, che la conoscono profondamente o la sfiorano appena rimanendo comunque colpiti dalla sua unicità. Le loro voci corrispondono a infiniti colori e sfumature che ci danno un quadro sempre nuovo da osservare in ammirazione. Ecco quali sono i libri da leggere assolutamente su Roma.

Francesco Guccini“Ho pronte quattro canzoni, me ne servono ancora altre e poi entrerò in sala per registrare il nuovo album.” Così Francesco Guccini alla presentazione del suo ultimo libro “Dizionario delle cose perdute. La playlist del nostro passato” (Edizioni Mondadori, 2012), avvenuta il 10 marzo durante “Libri come. Festa del Libro e della Lettura 2012”, presso l'Auditorium Parco della Musica.

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LO di Roma artDelineare la mappa del proprio percorso puntando l’ago del compasso sulla pedana dei vigili a piazza Venezia, come Romolo tracciò il solco con cui venne fondata la città eterna.
Comincia così L’O di Roma di Tommaso Giartosio, pubblicato da Laterza. E’ il sogno di percorrere la propria città lungo una forma perfetta,  attraverso le realtà erette dal tempo: le mura di cinta, i ministeri, le case, il Vaticano.

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Le mie perle di plastica art“Non era ancora inverno
Forse solo appena un poco autunno.
Non era ancora inverno
Quando ti ho incontrato.”
Parole traboccanti di vita come forse può essere solo a vent’anni. Poi la sentenza: linfoma di Hodgkin, e da allora le parole cambiano. Diventano ospedale, terapie, paura, dolore.
Anche la vita cambia, e Roma, la tua città, si trasforma in una carta geografica dell’orrore, i cui punti di riferimento sono il policlinico Tor Vergata e l’ospedale Sant’Eugenio.
“Sì, voglio combattere ancora. Sì, rivoglio la mia vita e me la prenderò a tutti i costi.”
A spiegare come, può essere solo lei, Elena Carlini, che nel romanzo autobiografico Le mie perle di plastica, (Casa Editrice Kimerik), racconta la discesa agli inferi e la luce ritrovata.
Difficile definirlo solo un libro. E’ anche, e soprattutto, un viaggio che nessuno vorrebbe fare nella vita, alla fine del quale, incredibilmente, si può rinascere.

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Tutto_torna_artNon è mai facile definire un libro, soprattutto, se come Tutto torna di Giulia Carcasi, edizioni Feltrinelli, affronta l’indefinito. Parla con grazia e misura, l’autrice, di due vite che si ritrovano sul treno Roma-Pisa, vicine ma con dello spazio tra loro, come i binari su cui viaggiano.
Lui è Diego Rocci, e sta lavorando a un vocabolario: “ Vorrei aprire i barattoli di parole, vorrei che la realtà si riversasse nelle strade, randagia, e non si facesse prendere.”
Lei è Antonia, solo Antonia: “Si chiama fiducia, tenerezza, irriverenza, abracadabra, orgoglio, vino rosso, fascino, sogno, disarmo, pioggia, sete, rifugio, canzone, ti basta?”

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“LePinocchio_graphic_novel avventure di Pinocchio” è una delle opere letterarie più famose e celebrate al mondo. Forse è quasi impossibile contare tutti i lavori che hanno preso spunto dal romanzo di Collodi e, in particolare, i tanti fumetti, film, serie animate, spettacoli teatrali e canzoni, che si sono ispirate alle vicende del burattino. Come sovente accade per tutti quei libri indirizzati ai bambini, anche se forse lo stesso Collodi non intendeva all'inizio realizzare una simile opera, le illustrazioni hanno molta rilevanza. Parecchi sono, infatti, gli artisti che si sono voluti misurare con Pinocchio.

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Bibliosofia“Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare”. Così il celebre scrittore tedesco Hermann Hesse, autore che ha sempre legato letteratura e amicizia, tematiche a lui molto care. Diverse sono le persone che hanno dedicato, e che dedicano, la loro vita, al mondo dei libri e con l'intenzione, magari, di promuovere l'amore per la lettura. Una di queste è Giovanni Feliciani, Direttore Editoriale di Bibliosofica Editrice e autore di volumi e saggi. Durante la prima giornata della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, egli ha avuto modo di presentare “Bibliosofia.

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1319176_christmas_giftsEcco due schede-proposta per regali sotto l’albero."Dignità!” di nove scrittori per Medici Senza Frontiere e "Nina e i diritti delle Donne”, vi aspettano per andare sotto l’albero. Un bel regalo per ricordare dignità e diritti, ormai dimenticati.

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Il_silenzio_dellonda_artE’ attraverso l’indagine che Gianrico Carofiglio si addentra nel territorio della propria produzione letteraria. Dalle vicende avvincenti e sofferte de “I casi dell’avvocato Guerrieri” all’analisi acuta e preziosa sul linguaggio del saggio “La manutenzione delle parole”, lo sguardo dell’autore ha sempre saputo cogliere situazioni e personaggi da angolazioni inaspettate e inconsuete.
Nel suo ultimo romanzo, Il silenzio dell’onda, edito da Rizzoli, Gianrico Carofiglio tesse temi a lui cari come il vissuto e il dettaglio investigativo, delineando la complessa trama dell’esistenza. E’ così che Roberto Marias, dopo una vita di attività segrete come agente sotto copertura, si ritrova due volte a settimana nello studio di uno psichiatra a investigare sulla propria, di vita. Tornerà a galla il suo passato, sulla spinta di una colpa tremenda e inconfessabile, ma Roberto cercherà di ritrovarsi, e anche grazie all’inaspettato incontro con Emma, di avere una possibilità di riscatto.
“Il silenzio dell’onda” è il volto del singolo che si riflette in ciò che vi è di più complesso e indefinito, la vita. Raccontarla è un romanzo psicologico, d’amore e noir.

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Monteverde_artSono alcolico e velenoso, e non trovo riposo e non conosco più gioia. Sono una sigaretta che non si spegne mai, e un calice che non s’esaurisce. Sono un caffè troppo amaro, così ti stomaco’.
Sono pietre di cui sembra di sentire il tonfo le parole di Guido Orsini. A lanciarle è il letterato romano Gianfranco Franchi nel romanzo Monteverde, edito da Castelvecchi. Attraverso la vita di Guido, trentenne precario, l’autore fotografa un’intera generazione per cui i contratti a termine non finiscono mai, giovani stabilmente precari, che in virtù del loro curriculum ‘troppo generico’ o ‘troppo qualificato’, lavorano spesso ‘gratis et amore’.

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Oggi_mi_sa_che_muoio_art‘Devo ammettere che faccio fatica a rendermi conto d’essere davvero a Roma. Non mi sarei mai aspettato di trovare questa baraccopoli dentro la mia città: buia, fredda, piena di pozzanghere’.
A parlare è Pietro, uno dei protagonisti di Oggi mi sa che muoio, di Jole Severi Silvestrini, pubblicato da Mondadori. Ma sono in molti a non aspettarselo, specialmente quando la visione della realtà viene offuscata dalla non-conoscenza, dal pregiudizio. Specialmente quando la realtà si chiama campo nomadi, un posto dove pochi vorrebbero andare, e ancora meno ci sono stati.
Jole Severi Silvestrini, invece, quella realtà la conosce bene, perché ha operato come medico volontario al campo rom di Casilino 900. Dalla sua incredibile esperienza è nato un libro prezioso e autentico, che pagina dopo pagina ci accompagna nel luogo-simbolo di tante nostre paure, restituendoci la visione nitida di chi ha visto le cose coi propri occhi.

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Lodio_art‘Le storie non capitano per caso, ma per saperle vivere bisogna darsi totalmente, altrimenti si perdono e per sempre’. Esistono però storie che si abbattono sulle persone come cicloni. Il vortice ha origine da una storia precedente, e nella sua corsa acquisisce sempre maggiore forza, fino a travolgere tutto quello che trova sulla sua strada. Come la storia di Stefano e Monica, raccontata in modo struggente e vero da Emanuele Ponturo nel suo libro L’odio. Una storia d’amore, edito da Fermento.
L’autore, avvocato penalista esperto di criminalità minorile, ispirandosi a una vicenda realmente accaduta, dipinge un ritratto della passione a tinte forti. Il quadro ha la poesia straziante di un amore giovanile, i tratti inquietanti dell’ossessione, e sullo sfondo, una Roma pasoliniana.
‘E’ l’inizio di qualcosa di bello, forse la storia che ho sempre cercato’.
‘Lo so, sei tu Shahrazàd, raccontami pure le tue storie. Ma non ti puoi salvare dall’imprevisto delle favole’.

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Le_due_vite_di_Elsa_artAlcune vite, nella loro dimensione più personale e individuale, sono il riflesso di altre universalmente note e passate alla storia. Come nel romanzo Le due vite di Elsa, di Rita Charbonnier, edito da Piemme.
Balbetta e cade in preda a crisi di nervi, Elsa, la protagonista, ma il destino, con il suo tocco imprevedibile, la porterà prima a recitare nel ruolo di Anita Garibaldi, poi a venir rinchiusa in una clinica psichiatrica. Sarà dura e avventurosa la lotta per spezzare le catene della repressione e correre incontro alla propria vita, come l’eroina dei due mondi, da cui Elsa trae forza e ispirazione: ‘Una donna priva di padroni. Una guerriera. Lei non era trasportata dal vento, oh no; lei il vento lo fendeva galoppando.’
Riesce magistralmente, Rita Charbonnier, nel non facile compito di inserire una delicata storia personale, fatta di lotta all’oppressione, nel più ampio sfondo storico di una Roma fascista buia e repressiva.
Un romanzo appassionante, dai personaggi indimenticabili.

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E_in_mezzo_il_fiume_art‘Il fiume di Roma è davvero biondo, fangosamente biondo. Ha un colore morbido, un colore screziato di bagliori dorati, qui e là virato al verde.’ Le sue sponde, ‘deqquà e dellà’, sono state unite per la prima volta dal ponte Sublicio, il più antico di tutti, prima dei re di Roma.
Così lo sguardo della scrittrice Sandra Petrignani nel suo libro E in mezzo il fiume. A piedi nei due centri di Roma, edito da Laterza, attraversa Roma come il Tevere, lambendone ogni angolo. Gli archi dei ponti che si riflettono nell’acqua, un’isola Tiberina che nasce dalla leggenda, i colpi di cannone del Gianicolo che annunciano le dodici.
Osserva animata da continuo stupore l’autrice, come forse sa fare solo chi, come lei, pur essendo cresciuta a Roma, non vi è nata. Nessuno scorcio è mai scontato, e ogni vista, anche se continua, suscita sempre emozione. Con parole simili a pennellate sapienti, Sandra Petrignani dipinge un quadro di Roma raro e prezioso, un’opera davvero raffinata.

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Storie_bastarde_artUn’Ostia degli anni ’70 fa da sfondo alle storie di una ‘banda di mocciosi, sputi e nutella, pallone e fionde, pizza e mortazza’. Niente telefonini o Playstation: gli amici si chiamano al citofono e poi tutti a giocare a calcio in pineta, fino a sera, quando i genitori urlano dal terrazzo che la cena è pronta.
Cominciano così le Storie bastarde raccontate da Davide Desario, giornalista de Il Messaggero, nel suo brillante romanzo d’esordio edito da Avagliano.
Sono gli anni in cui in TV scorrono le immagini di Heidi e di Vermicino, e nei bar, accanto ai juke box che suonano Sotto il segno dei Pesci, ci sono i ragazzi fatti di eroina. Ostia cresce a dismisura, ma viene segnata per sempre da ferite come l’omicidio di Pasolini e la banda della Magliana.
Eppure la strada può anche insegnare, e tra quei ragazzi, etichettati ‘di vita’, quasi tutti ce l’hanno fatta. Quasi.

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icaniIn valigia solo piacevolissime letture per godere i tanto desiderati giorni di relax che ci attendono in vacanza.  Con poca spesa (non oltre i 18 Euro) e poco volume, 4 autori romani ci raccontano storie, alcune anche ambientate a Roma, comunque romantiche, eroiche, divertenti e storiche e…piene di indizi. Un bagaglio leggero che spazia dagli intrighi di palazzo, alle famiglie sgangherate, ai popoli, fino alla narrativa per ragazzi.

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facciamolo_a_skuola_artScioccante, incredibile, eppure così vero Facciamolo a skuola, l’ultimo libro di Marida Lombardo Pijola edito da Bompiani. Racconta storie di quasi bimbi con internet per balia, Peter Pan di un mondo virtuale nel quale nascondono il proprio io e esibiscono il proprio corpo, a volte vendendolo, sempre più persi, sempre più soli.

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quelli_che_per__lo_stesso_artLaurea con centodieci e lode e dottorato di ricerca con borsa. Silvia Dai Prà esce dalla scuola come studentessa e vi rientra come insegnante di una scuola serale con sede a Ostia, in un ecomostro del litorale.
Dalla sua esperienza di precaria nella periferia romana, nascerà Quelli che però è lo stesso, editori Laterza,  viaggio tormentato e incredibile nel mondo della scuola. Di chi la fa e di chi la frequenta.
La scuola come teatro di prova per una vita che non riserva molti applausi, e dove insegnanti e studenti sono costretti a recitare la parte del precario.
La Dai Prà, con sguardo acuto e stile immediato, si tiene lontana dal diario scolastico e si avventura in un mondo dove ieri e oggi, giovani e adulti, diritti e ingiustizie franano sotto il peso della precarietà.
Una precarietà che non è solo lavorativa, ma anche esistenziale, e accomuna tutti, in uno scontro che forse non è più solo generazionale, ma di comunicazione. ‘Io penserò mi sembrava intelligente, lei penserà mi sembrava diversa, io penserò che stupidi i giovani, lei penserà che squallidi gli adulti’.

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la_Costituzione_spiegata_a_mia_figlia_artUna domenica di pioggia. Magari si può andare al cinema a vedere Pinocchio, ma la gita non si può rimandare a lunedì : bisogna andare a scuola e al lavoro.
Perché?”, chiede una bambina al papà. “Perché lo dice la Costituzione.”
Comincia così, ne La Costituzione spiegata a mia figlia, edizioni Einaudi, il viaggio nell’atto su cui si fonda ogni Stato democratico. A rispondere, è Giangiulio Ambrosini, che per qualche ora smette le vesti di magistrato e veste quelle di un papà che spiega alla propria figlia com’è nata la nostra Carta fondamentale e come tutela la vita di ognuno di noi.
Dal principio di uguaglianza ai diritti inviolabili della persona, dal diritto allo studio a quello al lavoro: diritti che sono anche doveri, perché le esigenze del singolo non possono mai prescindere da quelle dell’intera società. La sovranità appartiene infatti al popolo, e spetta ai cittadini esercitarla, nel rispetto delle leggi, partecipando alla vita civile e democratica del paese.

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Come_due_stelle_nel_mare_artManca qualche giorno a Natale. E’ una serata buia, piovosa, e a Roma si teme che il Tevere possa esondare da un momento all’altro. Sull’autobus 175, diretto alla stazione Piramide, siedono quattro ragazzini.
“Ah, questi rumeni, questi rumeni assassini, avete sentito di quello…”, mormora qualcuno, evitando anche solo di guardarli. Sull’autobus c’è anche la giornalista Carlotta Mismetti Capua, l’unica a rivolgere loro la parola. Sono afgani i ragazzini, e sono sporchi perché sono arrivati a Roma a piedi da Tagab, al confine con l’Iran. Hanno camminato per 4950 chilometri tra le montagne piene di neve, mangiando due mandorle al giorno e indossando solo delle felpe di cotone.
Con il piglio della giornalista e lo slancio di chi non riesce a voltarsi dall’altra parte, Mismetti Capua decide di fare qualcosa. Non dà ai ragazzi solo dei soldi, ma anche un cellulare, perché la cosa non finisce lì, anzi, è solo l’inizio.

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le_italiane_artSi dice che la storia sia sempre stata scritta dai vincitori, anche se a giudicare da quello che ci è stato insegnato a scuola, verrebbe piuttosto da dire dagli uomini. Rari e preziosi libri come Le italiane, a cura del Telefono Rosa e edito da Castelvecchi, dimostrano però che  la storia è stata fatta anche dalle donne.  
Donne che hanno dato un contribuito essenziale alla nascita del nostro paese. Politicamente, prendendo parte al Risorgimento, culturalmente, da scrittrici, poetesse, giornaliste, e socialmente, costruendo ospedali, orfanotrofi e mense per chi non aveva niente.
L’Associazione Nazionale Telefono Rosa firma questo libro, dando, come fa da oltre vent’anni anni, ancora una volta voce alle donne, per celebrare i 150 anni di unità nazionale. Un cammino che ha garantito i diritti politici, giuridici, economici e sociali di cui oggi godiamo.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X

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