Mercoledì, 20 Giugno 2018

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Libri

Ogni città si può osservare sotto diversi punti di vista. Roma ha tanti punti di vista d'autore: sono quelli degli scrittori che la amano, la odiano, la sopportano o la supportano, che la conoscono profondamente o la sfiorano appena rimanendo comunque colpiti dalla sua unicità. Le loro voci corrispondono a infiniti colori e sfumature che ci danno un quadro sempre nuovo da osservare in ammirazione.

Se chiudo gli occhi artSe chiudo gli occhi, l’ultimo romanzo della scrittrice romana Simona Sparaco (Giunti Editore), è un libro pieno di luce, di colori e di magia. Vibra della sensazione, come suggerisce il titolo, che si prova quando si distoglie lo sguardo dal mondo materiale e lo si rivolge a quello interiore, ai sentimenti, ai ricordi, a chi siamo veramente.
Si apre con Viola, la protagonista, nello studio fotografico dove lavora dopo aver accantonato i suoi sogni. E’ lì, tra gli scatti che ritraggono le vite di tanti sconosciuti, che ricompare suo padre. Non lo vede da anni quell’uomo, scultore di successo cha ha lasciato la famiglia per un’altra donna, l’unica che abbia amato e che non è la madre di Viola. E lui che se ne è andato e tornato di continuo, sempre tra attese e rancori, vuole partire di nuovo, per andare nella sua terra di origine, questa volta con la figlia. L’ha cresciuta raccontandole di miti e di fate, ma adesso è il momento di rivelarle la storia che ancora non conosce, la più importante.

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Quella vita che ci manca artValentina D’Urbano sceglie per il suo ultimo fortunato romanzo Quella vita che ci manca (Edizioni Longanesi) la stessa ambientazione del libro d’esordio Il rumore dei tuoi passi. La Fortezza, quartiere immaginario della periferia romana, si inserisce nella trama fin dalle prime pagine, la anima di tensione, e ne diventa, oltre che scenario, interprete. Le case occupate, gli allacci abusivi, le strade disseminate di fango e d’immondizia non sono solo connotazione urbana, ma anche personale, perché se sei della Fortezza “ce l’hai scritto in fronte da dove vieni”.

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Terrarium artE’ l’espressione delle nostre paure più profonde, Terrarium, l’ultimo romanzo di Giorgio Manacorda edito da Voland.
In un mondo dove il cielo è di un giallo violento, gli alberi sono blu e piove acqua nera, i pochi uomini sopravvissuti sono preda di rettili mutanti. Non è chiaro se questa catastrofe ambientale sia stata causata dalla mano dell’uomo o dalle forze della natura, ma è proprio questo a renderla credibile, possibile in un futuro vicino e inquietante.

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Il dono delle lacrime artE’ il febbraio del 2013. Un elicottero si alza in volo per portare papa Ratzinger a Castel Gandolfo, lasciando il trono di Pietro vuoto e tutto il mondo senza parole. Comincia così, in un clima di attesa e di sconcerto, Il dono delle lacrime di Giovanni Ricciardi (Fazi Editore), quinta indagine del commissario Ponzetti.
Roma, città del sacro e del quotidiano, con il disincanto che le è proprio torna subito alla vita di sempre, tra le sue strade senza riposo. In una di queste, su una berlina scura diretta al Vaticano, c’è Ottavio Ponzetti assieme al fidato ispettore Iannotta.

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Via Ripetta 155 artC’è una casa in cui molti vorrebbero aver vissuto, almeno per un po’, specialmente se per motivi anagrafici non possono ricordare gli anni ’70. E’ descritta da Clara Sereni nel suo ultimo romanzo Via Ripetta 155 (Giunti Editore) e a partire dal 1968 ha ospitato per circa un decennio l’autrice, allora poco più che ventenne.

Attraverso i quattro piani di scale a chiocciola, la sua sala con il soffitto a cassettoni è stata il punto d’incontro di un numeroso gruppo di giovani che condividevano il sogno di un futuro come “un cantiereaperto” con “molte e grandi cose da fare”.

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Il comandante del fiume artNel suo ultimo romanzo Il comandante del fiume (Casa Editrice 66THAND2ND), Ubah Cristina Ali Farah racconta una storia che parte dal personale e dall’oggi, e si muove verso un domani che varca molti confini.
Yabar ha diciotto anni, vive a Roma con la madre Zahra e si arrabbia quando gli chiedono da dove viene. A porsi la stessa domanda è però lui stesso, alla ricerca di un padre che lo ha abbandonato da piccolo. Figlio di genitori somali venuti in Italia per sfuggire alla guerra civile, Yabar ha anche una famiglia elettiva, composta da zia Rosa e dalla sorella Sissi. - Ma siamo seri -, riconosce, - nessuno guarda me e Sissi allo stesso modo, gli occhi della gente vedono le differenze. -

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Voglio vivere una volta sola artUna bambina con gli occhi azzurri ci fissa dalla copertina dell’ultimo libro di FrancescoCarofiglio, Voglio vivere una volta sola, edito da Piemme. Il suo sguardo è intenso, e un po’ misterioso, come il titolo, e come lei stessa, perché Violette, questo il suo nome, non è “mai nata davvero, mai messa al mondo, mai concepita. Ma fortemente voluta da tutti.”
Violette è l’io narrante, o meglio sarebbe dire osservante, di questo romanzo che ha al centro la vita di una famiglia quasi perfetta. Un papà con un incarico all’ambasciata francese, una mamma traduttrice, due fratelli, Jean e Augustine, e un cane affettuoso, Javert.

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La farfalla impazzita artEsiste la storia che si legge sui libri, fatta di date e avvenimenti, che nei suoi capitoli racchiude le vicende di milioni di persone, lasciandole però senza volto e senza nome. Tra noi e loro si frappone il tempo trascorso, che sbiadisce i ricordi e stempera le emozioni. Quando però la voce di una di quelle persone si leva per raccontare la propria storia, e per questo diversa da ogni altra, nasce un libro come La farfalla impazzita, scritto da Giulia Spizzichino con Roberto Riccardi (Casa Editrice Giuntina).

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Dodici giugno 3d artIn una soffocante mattina d’estate, al Seminario Pontificio di Roma, a due passi dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, un giovane seminarista viene trovato senza vita nel suo letto. Accanto al corpo, un paio di cesoie con le quali è stato reciso l’anulare della mano sinistra. Sulla scena del crimine accorrono gli uomini dell’Uocs, l’Unità Operativa per il Crimine Seriale, coordinata dall’Ispettore Sangermano.

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Unestate fa 3d_artDopo aver diretto e sceneggiato L’estate sta finendo, intrigante noir uscito lo scorso luglio, Stefano Tummolini ne propone un sequel letterario con Un’estate fa (Fazi Editore).
Nel film un gruppo di ragazzi trascorre un week end di fine estate in una splendida villa modernista sul litorale romano. L’atmosfera, in un primo momento dominata dalla bellezza delle spiagge e delle rocce, viene presto avvelenata dalle malignità e dalle gelosie che serpeggiano tra i protagonisti, fino a quando uno di loro, Guido, il “diverso” del gruppo, non scompare senza lasciare traccia.

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Come un respiro interrotto artCome un respiro interrotto, di Fabio Stassi (Sellerio editore), è un romanzo sulla memoria, sui suoi luoghi e sulle parole che la alimentano. Verrebbe da definirlo quasi ottocentesco, per la saga familiare che lo attraversa, se non fosse che è ambientato tra gli anni ’70 e oggi, e di questi anni è figlio, come lo stesso autore. Lo si sente nello sforzo di mettere insieme gli ultimi decenni, troppo freschi nei ricordi per essere definiti storia, già troppo lontani per non suscitare un po’ di malinconia.

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La bellezza di Roma artRoma è città eterna anche nella produzione artistico-letteraria da lei ispirata. E’ stata dipinta, descritta, filmata, fotografata, raccontata, amata e criticata. Su di lei e sul suo grandioso passato che spesso arranca nel presente, sembra essere già stato detto tutto. Eppure, basta un libro di neanche cento pagine come La bellezza di Roma di Raffaele La Capria (Mondadori), per farsi catturare ancora una volta dall’inarrestabile fluire di quell’eternità.

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Correva lanno del nostro amore artCorreva l’anno del nostro amore di Caterina Bonvicini (edizioni Garzanti) è un romanzo che riesce in modo brillante a soddisfare il desiderio sempre più sentito di raccontare il mondo di chi oggi è arrivato ai quarant’anni. E’ la storia del nostro paese vista con gli occhi e con il cuore da Olivia e Valerio, che sono due bambini quando il 2 agosto 1980, dalla collina bolognese dove vivono, sentono un boato provenire dalla stazione. Alla vigilia di Expo 2015, quasi quarantenni, avranno conosciuto il benessere economico e le stragi di Stato, assistito al crollo del muro di Berlino e a quello delle Torri Gemelle.
La loro è però innanzitutto la storia d’amore di tutta una vita, di quelle che si pensa non esistano più, e che non si raccontano per una diffidenza diffusa verso i sentimenti e il timore del loro retrogusto sdolcinato: “Era le infinite donne che avrei amato, buone o cattive, fredde o dolci, assenti o passionali, era una persona e mille, la realtà e la fantasia, insomma un’erezione.”

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Sei come sei artSei come sei recita il titolo dell’ultimo romanzo di Melania Mazzucco pubblicato da Einaudi, ed è una storia d’amore, vero. Una di quelle che la precarietà emotiva del nostro tempo rende sempre più difficili da vivere, e un diffuso cinismo quasi impossibili da raccontare.
L’autrice romana invece, ci riesce, col suo stile lontano da ogni sentimentalismo e un realismo messo di continuo alla prova dalle sfide della vita. Ci fa conoscere la famiglia Gagliardi, composta da due genitori attratti tra loro come solo due opposti possono essere, ed Eva, la loro figlia, prima tanto desiderata e poi tanto amata. Loro tre sono come suoni diversi, che però insieme formano una melodia armoniosa all’orecchio di chi sa riconoscere le tonalità giuste dalle stonature. Poi, all’improvviso, su di loro cala un silenzio assordante.

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La ricchezza artUna foto del 1980 ritrae tre ragazzi ventenni sul pratone di Villa Ada. Sono i fratelli Fabrizio e Mario Pedrotti, rampolli di un’altolocata famiglia romana, e tra loro sorride l’amico Giovanni, come se si fosse infilato per comparire nello scatto. L’immagine, parola dopo parola, viene messa a fuoco dalle prime pagine de La ricchezza, romanzo di Marco Montemarano edito da Neri Pozza, accompagnando fino all’ultima riga il lettore, che chiudendo il libro guarda ancora una volta quella foto ormai vecchia, modificata dal tempo e dalla memoria. Perché questo romanzo intenso e appassionante, è il ritratto di un’epoca e della sua generazione, quella che è stata adolescente negli anni della contestazione. C’è un quadro storico, dove, dopo le lotte politiche e sociali degli anni ’70 le tensioni collettive diventano sempre più individuali, ma la prospettiva è personale, privata.

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Casilina. Ultima fermata artIl cuore di Roma, da sempre idealmente nel centro storico della città, è stato trapiantato in periferia, e lo si può ritrovare tra le pagine di Casilina. Ultima fermata, romanzo di Enrico Astolfi recentemente pubblicato da Edizioni Ponte Sisto.
Batte nel quartiere del Pigneto, con ritmo ora regolare ora affannato, scandendo la vita di chi ci è nato e di chi ci mette piede per la prima volta. Come “il Grigio”, che dopo otto anni di carcere non trova più la sua casa, e accanto al bar Necci, un tempo frequentato da Pasolini, vede solo macellerie islamiche e call center. Oppure Roy, arrivato dall’Olanda per prestare servizio come volontario presso un’associazione animalista, la cui sede però non esiste. Si innamorerà di Roma perché è “dolce e amara, chiara e scura, scaltra e sorniona, energica e asmatica.”

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Addio Monti artAi tanti che faticano a sostenere la velocità dei nostri tempi, farà specie sapere che i radical chic sono diventati nonni. I loro nipotini sono ormai grandi, e se vivono nella capitale, spesso hanno preso casa, pardon, loft, al quartiere Monti. Li chiamano hipsters, e siccome in questo paese il nuovo è necessariamente peggio di quello che c’era prima, non possono reggere il paragone.
Addio, Monti sussurra lo scrittore Michele Masneri dalla copertina del suo romanzo d’esordio edito da minimum fax. Non a caso, il titolo campeggia su una terrazza monticiana da cui si intravede il profilo di una Roma sbiadita, un po’ sonnacchiosa. La nota citazione manzoniana, è il saluto beffardo a una città caotica, ma impassibile, che ha visto la malfamata Suburra dell’antichità trasformarsi prima in quartiere popolare e poi di tendenza. Ma è anche il pretesto, tra un vernissage e un aperitivo culturale, per una conversazione che si fa subito satira impietosa di un paese e del suo tempo.

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La neve artRoma è insolitamente imbiancata dalla neve. Il freddo è calato tra le strade ghiacciandone alcuni tratti, ma Lea deve uscire per farsi cambiare gli psicofarmaci.
Sa cogliere bene le variazioni di clima Ginevra Bompiani nel suo ultimo breve romanzo La neve (et.al/ Edizioni), sia esso atmosferico o interiore. Lea, la protagonista, al pari della città è intorpidita, bloccata. Le medicine con cui ha cercato di soffocare la tristezza, sembrano togliere il respiro a tutta la sua vita. Cosa fare allora? Rinunciare alla lucidità o affrontare la tristezza?
La risposta è tutta al femminile, e nasce dalla dote, che le donne conoscono bene, di affidarsi ai propri pensieri, di attingere alla fonte delle proprie esperienze. Si rivelerà una riserva preziosa, grazie anche alla presenza delle amiche di Lea.

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Destini di sangue artRoma viene scossa da tre omicidi: prima a via Flaminia, poi a piazza Fermi, e infine vicino alla stazione Termini. Tutte le vittime sono uomini, ultrasettantenni, e i loro corpi sono stati orribilmente deturpati. Non ci sono altri elementi di similitudine, e forse neanche la mano dell’assassino è stata la stessa, ma il suo modus operandi fa pensare a un serial killer. L’ispettore Marcello Sangermano, in forza all’Uocs (Unità operativa per i crimini seriali), non ha in mano molto di più sul caso, che intanto sta gettando nel panico la città. Per la TV e i giornali di mezzo mondo, Roma sta diventando la capitale del crimine.

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Due perfetti sconosciuti artRoma, quartiere universitario di San Lorenzo. In un appartamento simile a tanti altri, abita una signora dai capelli bianchi che assomiglia un po’ a Christine Lagarde. Si chiama Odetta, affitta stanze agli studenti de La Sapienza, e a casa sua è appena saltata la luce. E’ per questo che al suo campanello stanno per suonare un elettricista e un ragazzo in cerca di un posto letto. Sono Due perfetti sconosciuti, come recita il titolo del romanzo d’esordio di Michele Tortorici pubblicato da Manni Editori.
Con loro Odetta, donna abituata più alla compagnia dei libri che delle persone, si intratterrà solo per un paio d’ore, ma parlerà di sé e del proprio mondo come non ha mai fatto con nessuno. Alla fine, oltre alla propria parcella, l’elettricista se ne andrà anche con una riflessione sul “circo” della vita, e lo studente, con il bisogno di farsi “qualche idea del mondo”.
Dopo una vita dedicata alla poesia, Michele Tortorici in questo romanzo d’esordio consegna ad Odetta il filo del discorso, che si dipana pagina dopo pagina in una conversazione vivace e impertinente. Il lettore, interlocutore immaginario, diverrà il depositario del più intimo dei segreti, come succede solo con un perfetto sconosciuto.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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