Giovedì, 24 Maggio 2018

Sport

Calcio sì, ma non solo! La Capitale offre eventi sportivi per tutti i gusti e le passioni. Il tifo è ammesso, ma il fair play è d'obbligo!

Con il minimo sforzo la Roma piega un modesto e rimaneggiatissimo Bari e resta agganciata al treno Champions. Un successo senza brillare che conferma il momento involutivo della squadra giallorossa che stenta a ritrovare il bandolo della matassa sotto il profilo del gioco. Battere il Bari era un obbligo in vista del fondamentale impegno col Milan di sabato prossimo e la missione è stata compiuta. Ma di certo la squadra di Ranieri dovrà compiere un ulteriore salto di qualità se vorrà continuare a tenere il passo delle migliori. Per spiegare la facilità con cui la Roma ha vinto basta un dato: il Bari non ha mai tirato in porta e ha creato solo un paio di possibili pericoli. Davvero troppo poco per sperare di riuscire a portar via un punto dall'Olimpico. Ad evitare il peggio, se non altro, ha pensato Gillet che ha parato un rigore a Totti sullo 0-0 e, nella ripresa, ha vinto il duello a distanza con uno scatenato Menez respingendogli 4 conclusioni pericolose. Ranieri ha provato a rivedere l'organizzazione di gioco affidando il comando delle operazioni a Simplicio, affiancato da Brighi e Greco. Ma l'operazione è miseramente fallita. Il brasiliano non è mai entrato nel vivo del gioco, i suoi compagni di reparto si sono limitati a fare il compitino, più bravi in fase di non possesso che non in proposizione. Così la Roma, per passare, ha avuto bisogno di una palla inattiva, ottimamente sfruttata da Juan (ad onor di cronaca in lieve fuorigioco), bravo ad anticipare Gillet su una punizione-cross di un opaco Totti. Poi, nella ripresa, si è affidata esclusivamente all'inventiva di Menez, per una volta più attivo nelle vesti di stoccatore che non di rifinitore. Insomma Ranieri farà bene a rivedere qualcosa con serenità e a rilanciare al più presto il miglior Pizarro. La Roma non può farne a meno.

Reja e Delneri, anche un passato da tecnico e giocatore nella stessa squadra, si conoscono benissimo e non provano il giochino della pretattica. Tutto come te lo aspetti, in una scacchiera dai tanti duelli, i più interessanti concentrati su un'unica fascia: Krasic contro Cavanda (il sostituto di Radu), Sorensen contro Zarate. Sfide personali a parte, sono le giocate da palla inattiva a determinare il tabellino del primo tempo. Chiellini sfrutta la sua con un colpo di testa ravvicinato, la replica di Zarate, che su un errore di Storari in uscita (il peso dei tanti complimenti si fa sentire) pareggia con un destro in mischia. Riduttivo però condensare il primo tempo sui gol. Succedono parecchie altre cose. La Juve sciorina una manovra tutto sommato all'altezza: le percussioni a destra, alternate ai tagli per vie centrali di Krasic, creano parecchi problemi alla retroguardia della Lazio. Il serbo incide quando conclude in prima persona (pallonetto con palla alta di poco), ma spesso il beneficiario delle sue giocate è Quagliarella: la punta una volta non inquadra la porta, un'altra trova il corpo di Biava sul destro a colto sicuro. Inoltre ci sono le battute di Aquilani: palla stampata sulla traversa su punizione e sollecitazione dei riflessi di Muslera con un destro dalla distanza. La Lazio comunque non fa da spettatrice. I romani dettano i ritmi del gioco, poi accelerano improvvisamente: un contropiede uno contro uno Floccari-Bonucci, con destro appena fuori misura, la migliore chance. La ripresa, almeno per trequarti, fornisce meno emozioni. Strategicamente, Delneri mostra più voglia di vittoria con l'inserimento di Pepe per Marchisio, mentre è nella norma il cambio di Quagliarella con Del Piero. In realtà Muslera deve fare attenzione solo sulle battute dalla media distanza di Pepe e Aquilani. Reja non muta atteggiamento, anche se la Lazio sembra uscire bene nel finale: Zarate conclude debolmente da ottima posizione, imitato poco dopo da Hernanes. Sembrano gli ultimi fuochi, il pari sembra ormai scolpito, poi Sissoko, entrato da pochi minuti, inventa un cambio di gioco che Krasic trasforma in oro.

roma_scudetto_pAl Bentegodi  di Verona il terreno di gioco è praticabile a malapena: la sabbia è stata sparsa sul campo per asciugare alla meglio il fango prodotto dalle precipitazioni. L’effetto della sabbia non aiuta il gioco dei 22, forse l’unico che si trova a casa è proprio il brasiliano Simplicio, che infatti va a segno due volte nel primo tempo, al 26’ e al 44’, al termine di un’azione iniziata da Adriano.

Nel secondo tempo il Chievo entra in campo  deciso a rimontare mentre la Roma sembra appagata, atteggiamento che le sarà fatale. Granoche, entrato al posto di Marcolini, determina il gol del 61’ con un assist a Moscardelli, che però fa la minima parte: solo un potente sinistro, ma è Julio Sergio a fare un colossale errore che manda la palla in rete. La Roma continua a subire e a lasciare spazi finché all’83’ Granoche mette in rete la palla del pari. Al 90’, con i giallorossi ormai in 10 per una reazione eccessivamente nervosa di De Rossi che viene espulso, il Chievo sfiora persino il gol della vittoria, scongiurato da una bella parata di Julio Sergio e dall’intervento di Mexes su Pellissier.

La Roma, senza Totti, Borriello e Menez in tutta la partita per una originale scelta di Ranieri, si riprende ma regge solo un tempo, poi smette di giocare. Ci sono ancora infortunati importanti, ma qualche cambio più oculato forse avrebbe aiutato la squadra capitolina a portare a casa una vittoria non impossibile.

lazio_scudetto_pDopo il volo, ormai consueto, dell’aquila all’Olimpico la Lazio parte subito bene. E l'Inter male. Raramente e a fatica si avvicina alla porta avversaria. Al 27’ arriva il vantaggio biancoceleste su angolo di Zarate: Floccari non riesce a mettere in rete con Cambiasso che salva sulla linea, ma la palla finisce contro Biava che di fianco segna l’1-0, punteggio su cui si chiude il primo tempo.

Alla ripresa l'Inter comincia in attacco, ma alla prima ripartenza della Lazio, al 7’, subisce il secondo gol con Zarate su cross di Hernanes. Al 9' Muntari viene sostituito dal giovane Alibec, ma prende male la decisione di Benitez e fa una brutta e poco opportuna. Finalmente al 29’ l'Inter accorcia le distanze con Pandev su cross di Sneijder. I neroblu sembrano risvegliarsi e mettono in difficoltà la Lazio, incredibilmente, per una quindicina di minuti, ma la Lazio non si lascia intimidire e al 44’ guadagna una punizione. La batte Hernanes, Santon la devia col ginocchio e la palla si infila nella rete dell’Inter per la terza volta.

Un Hernanes in giornata ha trascinato la Lazio in questa vittoria guadagnata certo, ma anche permessa da un’Inter è a tratti davvero irriconoscibile.

La Lazio frena la corsa verso il Milan: colpa e merito di un Catania che impone il pari (1-1) ai padroni di casa. Siciliani chiusi in difesa, pochi spazi per i laziali e risultato che lascia la Lazio a tre punti dai rossoneri. La Lazio perde l'occasione di avvicinare il Milan. La squadra di Reja non va oltre l'1-1 all'Olimpico con il Catania e anzi rischia a tempo scaduto la beffa. La Lazio vuole la vittoria e comanda da subito il gioco andando vicina al vantaggio al 15' con Hernanes: cross di Ledesma da sinistra, il brasiliano stoppa di petto e tenta il tocco mancino sull'uscita di Andujar che esce di poco. Al 18' è il portiere dei siciliani a salvare su Floccari, mentre due minuti dopo viene annullato, giustamente, per fuorigioco, un gol di Biava. La squadra di Reja sembra padrona del campo e prova a trovare la via della rete con Mauri e Zarate su punizione, ma viene punita al 44' da Silvestre. Corner di Llama da sinistra, il difensore sovrasta il suo diretto avversario Biava e schiaccia di testa nell'angolino basso: imparabile per Muslera. Passano però solo due minuti e i biancocelesti pareggiano con Hernanes. Al 46' nessuno esce sul brasiliano che fa 25 metri palla al piede e dal limite dell'area fa partire un destro violentissimo sul quale Andujar si distende ma non riesce ad opporsi. La ripresa si apre con un numero di alta classe di Zarate che in un fazzoletto si destreggia a mette la palla sotto la traversa, ma Andujar ci arriva e manda in angolo. Il match prosegue col copione del primo tempo: Lazio all'attacco e Catania con 10 uomini dietro la linea del pallone con qualche puntata in contropiede. Al 31' è ancora Zarate con un tiro a giro a sfiorare la rete del vantaggio. I biancocelesti chiudono in attacco e nel minuti finali ci provano ancora con Foggia ed Hernanes senza riuscire a battere Andujar. Al 5' minuto di recupero Hernanes chiede un calcio di rigore, l'arbitro non lo concede e il Catania parte in contropiede, ma spreca con Potenza un'occasione incredibile per vincere la partita.

La Roma soffre ancora in trasferta e torna dalla Sicilia con un passivo pesante: 3-1 che non ha attenuanti. Palermo superiore praticamente in tutte le zone del campo e Delio Rossi ha sconfitto Ranieri anche nella tattica. I rosanero hanno contenuto bene i primi minuti della Roma che ha cercato subito con convinzione la rete, poi hanno colpito con una discreta facilità prima con Miccoli, poi con Ilicic (il migliore in campo) e infine con Nocerino. Colpevole una difesa giallorossa non certo irresistibile. Il passivo poteva essere ancor più pesante ma Julio Sergio ha sventato almeno altre due conclusioni palermitane indirizzate in fondo al secco. Poco incisivo in attacco Totti (fischiato in continuazione dai tifosi palermitani) e quasi invisibile Boriello quasi mai messo nelle condizioni di far paura. Mai in partita De Rossi, A pochi secondi dalla fine dell'incontro, Totti ha segnato la rete romanista tornando al gol su azione. La Roma del primo tempo, aiutata anche dal vento che spinge il pallone verso l'area del Palermo, cerca la porta. Manca però la precisione ed i padroni di casa vanno al riposo in vantaggio, come contro l'Inter. Nella ripresa, si aspetta la rabbia dei giallorossi che, invece, fra il 5' ed il 7' rischiano ancora, sui contropiede di Pastore e Miccoli. Poco dopo il quarto d'ora, Ilicic chiude il conto, poi ci pensa Nocerino ad arrotondare. La Roma subisce e si limita ad un lungo palleggio per linee orizzontali, rischia di subire altre reti ed alla fine trova il gol con Totti, lanciato in posizione dubbia da Cicinho. Il capitano giallorosso non segnava dalla scorsa primavera su azione, ma questo non basta a lenire le ferite di una serata comunque da cancellare. Ed in fretta.

Un punto che accontenta tutti e nessuno: Parma e Lazio lasciano il Tardini con la netta sensazione di aver ottenuto meno del dovuto. I padroni di casa recriminano per il vantaggio sfumato in chiusura di prima frazione a causa di un autogol, gli ospiti fanno la partita, sprecano tanto soprattutto in fase di ultimo passaggio e tornano a Roma con un pareggio che poteva essere tranquillamente una vittoria con un pizzico di precisione in più. Un infortunio può cambiare l'andamento di un incontro anche in positivo per chi lo subisce: Marino perde Morrone dopo 20 minuti ma al suo posto entra l'ottimo Angelo. Il brasiliano si piazza sulla corsia di destra e al 23' inventa il cross giusto per la testa di Crespo: colpevole Radu per la mancata chiusura sull'esterno, incolpevole Muslera, costretto ad ammirare lo splendido movimento di "Valdanito", mortifero nella spizzata che bacia il palo lontano prima di spegnersi in rete. La Lazio potrebbe impattare al 31' ma Mauri è in netta flessione atletica e si vede: il centrocampista brianzolo si fa rimontare da Lucarelli - il migliore in campo - e l'occasione sfuma. I capitolini iniziano a spingere, al 40' sembrano poter trovare la via della rete. Tre contro due condotto da Hernanes, il brasiliano ignora Floccari e libera il destro dal limite: Mirante smanaccia, Zarate si avventa per il tap-in e con lo scavetto supera l'estremo crociato, salvato soltanto dall'intervento in stereofonia di Paci e Antonelli, provvidenziali sulla linea di porta. Il quarto uomo segnala tre minuti di recupero, l'ultimo è quello giusto per gli ospiti: Lichtsteiner trova il cross da destra, Radu è solo sul secondo palo ma il suo tocco è messo in corner da Angelo. Sugli sviluppi del corner Floccari spizza un pallone che si impenna dopo aver colpito la testa di Antonelli: traiettoria beffarda che vola sotto l'incrocio, Mirante deve arrendersi. Dal tunnel esce un'ottima Lazio. Dopo soli tre giri d'orologio Hernanes potrebbe mandare Floccari in porta ma ci pensa troppo e quando opta per l'assist è troppo tardi. Al 10' ci prova Zarate: Mirante respinge, fondamentale l'estirada di Paci ad evitare il tap-in del "Profeta" biancoceleste, vicinissimo al vantaggio a ridosso del quarto d'ora. Mancino non potente ma preciso, il cuoio sfiora il palo e termina sul fondo. Reja invece di accelerare decide misteriosamente di amministrare i ritmi del match, inserendo Ledesma e Rocchi al posto di Hernanes e Zarate: l'unico brivido è un altro tre contro due condotto malissimo dai romani, con Lichtsteiner che prova un destro velleitario invece di servire Mauri tutto solo. Il Parma muove la classifica andando a quota 15, i capitolini vedono il Milan scappare a +3 mentre le altre, Juventus e Roma su tutte, iniziano a farsi minacciose.

Un gol meraviglioso del francese e una rete del centravanti lanciano I giallorossi ai vertici della classifica. Udinese penalizzata con un gol regolare annullato a Denis. Espulso Burdisso. Un gioiello di Jeremy Menez lancia la Roma verso il settimo risultato utile consecutivo e verso il momentaneo terzo posto in classifica. Borriello fissa il risultato finale sul 2-0 contro una Udinese comunque combattiva e anche penalizzata dal guardalinee Grilli che ferma Di Natale solo davanti a Julio Sergio per un inesistente offside e poi annulla un gol regolare a Denis nei minuti di recupero. Ranieri, privo degli infortunati De Rossi, Perrotta, Taddei, Riise, Okaka e con Pizarro non al meglio in panchina, propone dal 1' Castellini come terzino sinistro. In mezzo al campo ci sono Brighi, Greco e Simplicio mentre Menez ha il colpito di inventare con Totti e Borriello in attacco. Guidolin ripropone l'Udinese vittoriosa 4-0 domenica scorsa contro il Lecce, con l'unica novità di Pinzi al posto di Sanchez. Gli ospiti partono decisamente bene insidiando la porta giallorossa. Già al 4' Domizzi scheggia la traversa con una girata da fondocampo; al quarto d'ora Julio Sergio si oppone a una conclusione del mobilissimo Di Natale. Ma la vera occasione è al 16' quando Floro Flores colpisce a botta sicura dai 12 metri e il portiere romanista si supera deviando in corner. La Roma risponde con Totti che impegna Handanovic al 20' (e qui c'è il primo errore del guardalinee Grilli che assegna un angolo alla Roma quando invece sarebbe stata giusta una rimessa dal fondo per l'Udinese) mentre la ribattuta di Juan viene deviata provvidenzialmente in corner dalla difesa bianconera. La svolta al match avviene dal 24': Menez conquista palla a centrocampo e avanza. Giunto al limite dell'area fa secchi in dribbling due difensori e poi conclude con uno stupendo destro a giro sul secondo palo firmando l'1-0. L'Udinese accusa il colpo e l'unica reazione degna di nota è di Di Natale, ma Julio Sergio lo chiude in uscita deviando coi piedi la conclusione di Totò. Poi la Roma controlla il vantaggio sino al 45'. All'inizio della ripresa, finalmente Guidolin fa entrare in campo Sanchez levando uno spento Inler. Il cileno porta vivacità alla manovra bianconera e a fine gara risulterà il migliore in campo dei suoi. Grilli ne combina un'altra al 4' quando ferma Di Natale tutto solo verso la porta giallorossa per un fuorigioco che non c'è. E la Roma, cinicamente, chiude la partita all'11': palla a Borriello al limite dell'area, spalle alla porta. L'attaccante difende la sfera da Domizzi, avanza e con un rasoterra di sinistro insacca. Inizia poi la girandola dei cambi da parte dei due allenatori. L'Udinese coraggiosamente non molla e ci riprova un paio di volte ancora con Floro Flores ma Julio Sergio è insuperabile. Al 36' viene espulso Burdisso per una spinta ai danni di Domizzi: troppo severo Orsato in questa occasione. Ma il direttore di gara stasera è penalizzato dal guardalinee Grilli che, dopo i fatti già citati, chiude in bellezza in pieno tempo di recupero segnalando un inesistente offside di Denis. Il gol dell'attaccante era regolarissimo.

Con un gol per tempo dei due attaccanti i biancocelesti tornano alla vittoria ridimensionando gli azzurri, al primo stop esterno in campionato. Con un colpo di spugna, la Lazio cancella la settimana terribile del derby e torna al successo a spese del Napoli riprendendo la bella corsa al vertice. Un successo nettissimo, frutto di un'evidente superiorità tecnico-tattica da parte dei biancocelesti che non hanno davvero penato per venire a capo di una squadra apparsa eccessivamente remissiva. Il Napoli fa decisamente due passi indietro: per la prima volta cade lontano dal San Paolo e per la prima volta non segna. Ma quello che soprattutto non è piaciuto degli azzurri è stato l'atteggiamento. Hanno lasciato sempre l'iniziativa nelle mani dei Laziali, anche una volta passati in svantaggio. E' mancata, probabilmente, la regia di Gargano ma non può bastare l'assenza di un singolo a giustificare una prestazione collettiva al di sotto delle aspettative. Zarate è comunque stato l'uomo in più della Lazio, che ha sbloccato il risultato al 15° del primo tempo, ha colpito una traversa e ha fatto l'assist per Floccari che ha raddoppiato al 61°, oltrechè mettere in crisi la difesa del Napoli per tutta la partita. Reja ha dichiarato che ci vorrebbe sempre uno Zarate così, ma purtroppo quello che manca di solito all'Argentino è proprio la continuità.

Una delle sfide storiche del campionato italiano finisce in parità con un gol per parte che accontenta tutti e non accontenta nessuno. Fa più gioco la Roma, nel primo tempo, che però soffre molto sulle accelerazioni della Juve, soprattutto sul versante destro: da una di queste è nato il vantaggio, siglato da Iaquinta su pregevole assist di Aquilani. Il pari dei giallorossi a tempo scaduto: fallo di mano di Pepe in barriera su punizione di Totti, successivamente freddo nella trasformazione del rigore. Nella ripresa, sostanzialmente, si ripete il primo tempo con la Roma che cerca di controllare con il possesso palla e la Juve che cerca di ripartire in velocità per raddrizzare la partita e nella seconda metà del secondo tempo riesce anche a chiudere in difesa la Roma, ma alla fine rimane tutto invariato e si va negli spogliatoi con l'1-1.

roma_scudetto_plazio_scudetto_pE sono tre. Claudio Ranieri si conferma l'ammazza-Lazio vincendo il 3° derby consecutivo. La Roma prosegue così la sua bella striscia e condanna i cugini a una sconfitta che, pur non togliendogli il meritato primato, ne rallenta, di fatto, la fuga. Un successo figlio degli episodi (due rigori) ma anche di un atteggiamento fin troppo prudente da parte della capolista che, in pratica, ha regalato quasi un'ora ai rivali prima di iniziare ad attaccare come sa. Nella Lazio sono mancati principalmente gli automatismi di gioco ed ha faticato molto più del solito ad arrivare negli ultimi 20 metri. Meglio la Roma con buoni scambi in attacco tra Vucinic, Menez e Borriello anche se una difesa un pò ballerina fa stare sempre in apprensione. I due gol della Roma, segnati entrambi nel secondo tempo e su rigore, hanno consentito a Borriello di segnare il suo primo gol nel derby di esordio, mentre hanno consentito a Vucinic di segnare il suo settimo ai cugini. Per la Lazio si è trattato comunque anche di una giornata poco fortunata, con un palo e due rigori negati, ma alla fine la Roma ha meritato di vincere per aver osato di più.

Un capolavoro del difensore brasiliano Dias regala a Reja i tre punti sul Palermo: i capitolini volano a +4 sull'Inter. Buona comunque la prova dei rosanero, con Muslera costretto in diverse occasioni a salvare il risultato. Espulso Biava, che salterà il derby. Non è la Lazio di Maestrelli e nemmeno quella di Eriksson ma i ragazzi di Edy Reja ci hanno preso gusto: i capitolini espugnano un campo a dir poco complesso come quello di Palermo, garantendosi almeno altre due settimane di vetta solitaria. E' stato probabilmente il successo più complicato tra quelli arrivati in questo avvio di campionato, complice un assalto prolungato dei rosanero, agevolato anche dall'espulsione di Biava che ha reso incandescente il quarto d'ora finale. Nascondersi ancora inizia a diventare difficile ma Edy Reja mantiene il profilo basso anche dopo il successo di Palermo. "Stiamo facendo ottimi risultati, la squadra oggi ha dimostrato carattere, soffrendo tanto in inferiorità numerica. Abbiamo bisogno di terminare il girone di andata per capire che tipo di campionato sarà il nostro".

Con Burdisso e Vucinic la Roma ritrova il sorriso, ma il 2-0 al Lecce viene quasi oscurato dall'espulsione del capitano giallorosso, che costa anche la rinuncia al derby. La gara è stata piacevole, grazie anche alla buona prova dei pugliesi. Sarebbe l'occasione per scrivere di una Roma prossima all'uscita dal tunnel dei brutti risultati di questo scorcio di stagione, visto che il 2-0 al lecce regala ossigeno, tre punti pesanti e la possibilità di entrare in una settimana decisiva con la testa leggermente più libera rispetto all'ultimo periodo. Inevitabilmente, invece, l'attenzione viene rubata dall'espulsione subita da Francesco Totti (anche un pò dubbia, ma poi suffragata da una reazione eccessiva e sguaiata) proprio mentre Vucinic chiudeva il match: il numero 10 salterà il derby di domenica prossima e forse anche qualcos'altro.


Olimpia non vola ma la Lazio sì. Non si ferma la marcia della squadra di Reja, che batte 2-1 il Cagliari con i gol di Floccari al 21° del primo tempo e di Mauri all'8° del secondo tempo e con Matri che al 14° del secondo tempo accorcia le distanze. Così la squadra dei biancocelesti consolida il primato solitario salendo a quota 19 punti: mai così bene in campionato dopo le prime otto giornate. Prima della partita niente volo per la mascotte biancoceleste, che resta appollaiata sulla copertura dello stadio. Comunque c'è da dire che è stata una bella partita, con vari rovesciamenti di fronte, con varie occasioni per entrambe le squadre e con un risultato che tiene con il fiato sospeso i tifosi laziali fino al fischio conclusivo dell'arbitro.

Che dire di una partita finita 0-0 tra due squadre in crisi, nervose e paurose? L'unica è parlare dei dettagli e di ciò che ha più colpito. Nel giorno del primo pareggio in trasferta della stagione per la Roma, dopo cinque sconfitte consecutive, per di più senza subire reti, ecco che le sostituzioni di Totti e Vucinic rischiano di mettere da parte la parziale ripartenza della Roma dopo una settimana faticosa e difficile. Perchè quando il capitano viene sostituito ha dimostrato di non accogliere molto bene il cambio, perchè Vucinic, che stava giocando benino, ha fatto vedere un certo disappunto, perchè in una partita come questa contro il Parma far uscire due giocatori che possono saltare l'uomo non sembra una grande idea. Ma, visto che c'è il silenzio stampa, la squadra si è tricerata dietro un "E' stata una scelta tecnica" e i dubbi di uno spogliatoio non proprio tranquillo rimangono.


E' la giornata dei leader, degli uomini simbolo. Hernanes porta in vetta la Lazio, Eto'o con una magia tiene viva una brutta Inter, Krasic trascina la Juve, Cassano la Sampdoria e Pastore il Palermo. Sabato è stato il turno di Ibrahimovic e Totti per Milan e Roma. Ma è soprattutto la giornata di Edy Reja, cui Lotito in uno slancio di entusiasmo ha promesso una carriera alla Fergusson. Entusiasmo giustificato perchè la Lazio, in barba a chi la etichettava come una meteora di inizio stagione, resta in testa grazie a una vittoria esterna, al San Nicola di Bari e senza neanche giocare una partita memorabile. Insomma come le squadre vere, con una buona dose di cinismo che arriva in soccorso quando lo smalto non è dei migliori. L'obiettivo della serata è quello di rispondere alle vittorie di Milan e Inter. E così che Hernanes è sempre più un gran colpo di mercato ed è tatticamente l'arma in più in fase offensiva, ma anche difensiva e corre per tutti. Reja lo schiera dietro Floccari, con Zarate e Mauri mentre Ventura contrasta la coppia del Bari formata da Barreto e Kutuzov. La gara è di una noia mortale perchè è bloccata e il primo tempo se ne va via senza emozioni di rilievo. Nella ripresa però il Bari paga il primo sbaglio. Mauri serve l'assist ad Hernanes che corona la sua prestazione con il gol del vantaggio. Il Bari non riesce a reagire e la fortuna non è dalla sua parte. Il secondo gol, fortunoso, è di Floccari che devia in rete un tiro di Mauri. Il neo entrato Castillo, per il Bari, prova ad invertire la rotta ma colpisce il palo. Così Inter e Milan si trovano ad inseguire.

Dopo un'estate passata a sognare il tridente, a testare l'intesa tra Totti, Vucinic e Adriano prima di aggiungere anche Borriello, dopo aver sperimentato senza successo un modulo che consentisse a tutte le punte di convivere in una affollatissima prima linea, la restaurazione. E la scoperta che, per tornare a vincere, non servono tante punte, ma tanti mediani: Taddei, Perrotta, Brighi e Pizarro. Sui primi due Spalletti aveva costruito la più bella Roma degli ultimi anni ed ora è tempo di ritrovare i vecchi fasti. La vittoria della Roma sul Genoa, ad opera di Borriello e Brighi, ha mandato un altro messaggio chiaro: almeno in casa, la Roma sta tornando. In 5 gare stagionali davanti ai propri tifosi, Totti e compagni hanno collezionato tre vittorie e due pareggi. Dopo i pari con Cesena e Bologna, tre vittorie in serie, contro Inter, Cluj e Genoa. Un dato confortante soprattutto perchè  nelle prossime 7 gare la squadra Roma ne giocherà 5 all'Olimpico contro Basilea, Lecce, Lazio e Fiorentina. E poco importa che sia il club di Lotito ad ospitare il derby. Proprio all'Olimpico la Roma ha costruito la propria fortuna l'anno scorso: 21 vittorie in 26 gare nello stadio di casa dal giorno dell'arrivo di Ranieri. Un amuleto per provare a uscire definitivamente dalla crisi.

Nello spareggio per restare aggrappato alla vetta, il Napoli ridimensiona la Roma e resta affiancato al Milan e all'Inter, subito alle spalle della Lazio. Il successo di una squadra che ha confermato di essere in ottima condizione. Il quasi inedito modulo voluto da Ranieri, che lo aveva adottato già l'anno scorso contro il Napoli, si è rivelato un boomerang per il tecnico giallorosso. La squadra è risultata troppo compassata e prevedibile, non è riuscita a contrastare le ripartenze del Napoli ed inoltre le sostituzioni di Menez e Borriello hanno tolto gli unici in grado di farla risalire. Tutto ciò, unito al fatto che nella ripresa la Roma ha sempre un calo fisico e soprattutto psicologico, mentre il Napoli è proprio nelle riprese che si esalta, ha fatto sì che si passasse in breve tempo da un faticoso (per la Roma) 0-0 ad un 2-0 con il secondo per autogol di Juan che rende la situazione abbastanza drammatica per la Roma e abbastanza rosea per il Napoli.

Come ho già detto, e come ha anche confermato ieri il tecnico Reja, questa Lazio per continuare a fare bene deve tenere un profilo basso e lavorare. In pratica l'Aquila deve volare radente e con obiettivi a vista. La squadra è assettata bene in difesa e rischia pochissimo ed ha varie soluzioni in attacco da proporre di volta in volta a seconda delle squadre che va a incontrare. Ieri la partita è stata risolta da un unico episodio con un inserimento di Mauri ben servito da Hernanes, ma durante tutta la partita la Lazio ha dato l'impressione di controllare bene e di poter risolvere in diverse occasioni, nonostante un buon Brescia che ha comunque provato a fare la sua partita, anche se senza impensierire troppo la difesa della Lazio. Si potrà comunque vedere nelle prossime cinque giornate di che pasta è veramente fatta questa Lazio e cioè se ha speranze di combattere fino alla fine per la Champions League o se si dovrà accontentare di un campionato tranquillo.

lazio_scudetto_pUna grande Lazio espugna il Bentegodi e si issa con l'Inter in testa alla classifica. Vittoria netta, ma anche una serie dolorosa di errori laziali davanti a Sorrentino nel primo tempo. Zarate, Mauri, Hernanes, un palo di Zarate al 33° con un tiro fortissimo dal limite dell'area, ancora Zarate un minuto dopo a un passo dal vantaggio. Il Chievo si copre e riparte con fatica. Il gol è nell'aria e al 70° arriva finalmente con Zarate (il più attivo): lancio di Mauri e tiro da posizione defilata dell'argentino che sorprende Sorrentino. Cresce il Chievo, ma è ancora Hernanes ad avere l'occasione di chiudere in anticipo il pomeriggio. Reja tira le coperte nel finale con Stendardo per Hernanes. Vittoria comunque meritata, 10 punti e primo posto in coabitazione, ma per continuare così è meglio profilo basso e pedalare.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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