Giovedì, 24 Maggio 2018

Sport

Calcio sì, ma non solo! La Capitale offre eventi sportivi per tutti i gusti e le passioni. Il tifo è ammesso, ma il fair play è d'obbligo!

Dopo un'estate passata a sognare il tridente, a testare l'intesa tra Totti, Vucinic e Adriano prima di aggiungere anche Borriello, dopo aver sperimentato senza successo un modulo che consentisse a tutte le punte di convivere in una affollatissima prima linea, la restaurazione. E la scoperta che, per tornare a vincere, non servono tante punte, ma tanti mediani: Taddei, Perrotta, Brighi e Pizarro. Sui primi due Spalletti aveva costruito la più bella Roma degli ultimi anni ed ora è tempo di ritrovare i vecchi fasti. La vittoria della Roma sul Genoa, ad opera di Borriello e Brighi, ha mandato un altro messaggio chiaro: almeno in casa, la Roma sta tornando. In 5 gare stagionali davanti ai propri tifosi, Totti e compagni hanno collezionato tre vittorie e due pareggi. Dopo i pari con Cesena e Bologna, tre vittorie in serie, contro Inter, Cluj e Genoa. Un dato confortante soprattutto perchè  nelle prossime 7 gare la squadra Roma ne giocherà 5 all'Olimpico contro Basilea, Lecce, Lazio e Fiorentina. E poco importa che sia il club di Lotito ad ospitare il derby. Proprio all'Olimpico la Roma ha costruito la propria fortuna l'anno scorso: 21 vittorie in 26 gare nello stadio di casa dal giorno dell'arrivo di Ranieri. Un amuleto per provare a uscire definitivamente dalla crisi.

Nello spareggio per restare aggrappato alla vetta, il Napoli ridimensiona la Roma e resta affiancato al Milan e all'Inter, subito alle spalle della Lazio. Il successo di una squadra che ha confermato di essere in ottima condizione. Il quasi inedito modulo voluto da Ranieri, che lo aveva adottato già l'anno scorso contro il Napoli, si è rivelato un boomerang per il tecnico giallorosso. La squadra è risultata troppo compassata e prevedibile, non è riuscita a contrastare le ripartenze del Napoli ed inoltre le sostituzioni di Menez e Borriello hanno tolto gli unici in grado di farla risalire. Tutto ciò, unito al fatto che nella ripresa la Roma ha sempre un calo fisico e soprattutto psicologico, mentre il Napoli è proprio nelle riprese che si esalta, ha fatto sì che si passasse in breve tempo da un faticoso (per la Roma) 0-0 ad un 2-0 con il secondo per autogol di Juan che rende la situazione abbastanza drammatica per la Roma e abbastanza rosea per il Napoli.

Come ho già detto, e come ha anche confermato ieri il tecnico Reja, questa Lazio per continuare a fare bene deve tenere un profilo basso e lavorare. In pratica l'Aquila deve volare radente e con obiettivi a vista. La squadra è assettata bene in difesa e rischia pochissimo ed ha varie soluzioni in attacco da proporre di volta in volta a seconda delle squadre che va a incontrare. Ieri la partita è stata risolta da un unico episodio con un inserimento di Mauri ben servito da Hernanes, ma durante tutta la partita la Lazio ha dato l'impressione di controllare bene e di poter risolvere in diverse occasioni, nonostante un buon Brescia che ha comunque provato a fare la sua partita, anche se senza impensierire troppo la difesa della Lazio. Si potrà comunque vedere nelle prossime cinque giornate di che pasta è veramente fatta questa Lazio e cioè se ha speranze di combattere fino alla fine per la Champions League o se si dovrà accontentare di un campionato tranquillo.

lazio_scudetto_pUna grande Lazio espugna il Bentegodi e si issa con l'Inter in testa alla classifica. Vittoria netta, ma anche una serie dolorosa di errori laziali davanti a Sorrentino nel primo tempo. Zarate, Mauri, Hernanes, un palo di Zarate al 33° con un tiro fortissimo dal limite dell'area, ancora Zarate un minuto dopo a un passo dal vantaggio. Il Chievo si copre e riparte con fatica. Il gol è nell'aria e al 70° arriva finalmente con Zarate (il più attivo): lancio di Mauri e tiro da posizione defilata dell'argentino che sorprende Sorrentino. Cresce il Chievo, ma è ancora Hernanes ad avere l'occasione di chiudere in anticipo il pomeriggio. Reja tira le coperte nel finale con Stendardo per Hernanes. Vittoria comunque meritata, 10 punti e primo posto in coabitazione, ma per continuare così è meglio profilo basso e pedalare.

roma_scudetto_pGara molto tattica con un primo tempo con pochissimi spunti, qualcosa più l'Inter, ma niente di trascendentale e alla fine uno 0-0 giusto ma abbastanza noioso. Il secondo tempo si vede qualcosina di più, ma è un gioco molto nervoso, spezzettato, con sette ammoniti, contro uno solo del primo tempo e comunque l'arbitro tiene bene in mano la partita. C'è anche il valzer delle sostituzioni con cinque cambi (tre Roma e due Inter) e c'è un episodio da segnalare che forse porterà degli strascichi: quando al 31° viene sostituito Totti con Vucinic, non si ferma in panchina, non saluta Ranieri e se ne va direttamente negli spogliatoi. Mah!!! Comunque, nonostante tutto ciò la Roma riesce a portare a casa la partita, a rilanciarsi e a fermare la corsa dell'Inter che era già capolista e tutto questo per un episodio avvenuto al 47° in pieno recupero e per merito di quel Vucinic entrato al posto di Totti. Ari Mah!!!!

30_ostia_2Il mare e i luoghi storici del lido di Roma: ecco gli ingredienti della terza edizione della "30 Km del Mare di Roma".

Domenica 10 ottobre prossimo si terrà la terza edizione della "30 Km del Mare di Roma", una delle tante manifestazioni, forse la più attesa, di corsa su strada, che si corre per le strade della cittadina marittima alle porte di Roma. La gara della distanza di 30 Km, è riservata ai tesserati FIDAL e agli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI.

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roma_scudetto_pL’andamento di questa difficile e brutta partita è sintetizzato tutto al 20° minuto del secondo tempo, quando viene assegnato (o dovremmo dire regalato) un rigore inesistente al Brescia, già in fuorigioco: Mexes, già ammonito in precedenza, interviene sul pallone e poi su Eder al limite, ma ancora fuori, dell’area. Il Brescia trasforma ottenendo il 2-0, così il gol di Borriello sul finire del match non basta a raggiungere un pareggio, che sarebbe stato certamente meritato dalla squadra capitolina che ha messo tutto ciò che aveva in campo per portare a casa la vittoria, e a cui invece non è stato nemmeno assegnato un rigore legittimo. Purtroppo la rabbia di Mexes contro gli arbitri, e il guardalinee in particolare, avvelenano ulteriormente gli animi di giocatori e tifosi e non aiutano a ridare equilibrio ad una situazione ormai disastrosa. Le critiche, seppur giusticate nei contenuti ma troppo rabbiose nella forma, ai quattro in nero nel dopopartita non fanno onore alla squadra e contribuiscono a spingere al vittimismo i protagonisti e i loro sostenitori. A questo si aggiunge l’infortunio sul finire di Julio Sergio (ma non c'è frattura della caviglia come si temeva), che quindi salterà come Mexes l’incontro con l’Inter. La paura di sprofondare definitivamente con il prossimo incontro ora è grande. La partita sarà sabato sera, non c’è già più tempo per le recriminazioni e i rimpianti: il momento di reagire è ora.

lazio_scudetto_pPartita importante per entrambe le squadre, la Lazio per non perdere il treno, il Milan per recuperare il terreno perso, ed in genere tutto questo si presta ad una partita tattica e noiosa in cui tutti hanno paura di perdere. Ed invece, a sorpresa, le due squadre si controllano e si equilibrano, ma entrambi hanno voglia di vincere ed anche se il primo tempo finisce sullo 0 - 0 ci sono due belle occasioni per parte con Ibrahimovic e con Hernanes. Il secondo tempo riprende sulla falsa riga del primo, con diverse occasioni da entrambe le parti, ma anche con un gol per parte: passa in vantaggio il Milan al 21° con Ibrahimovic e pareggia la Lazio al 36° con Floccari, poi ci sono tre sostituzioni per parte e un incrocio dei pali di Zambrotta, ma la cosa più importante è che ci sono le ultime due occasioni al 47° per la lazio e al 49° per il Milan, in pieno recupero, segno che entrambe le squadre avevano voglia di vincere. Finisce 1 - 1 e comunque il risultato è giusto per quello che si è visto in campo.

roma_scudetto_pUna partita altalenante, anzi quasi due partite nelle due frazioni di gioco. Le squadre che si vedono nel secondo tempo sono quasi lo specchio di quelle che si vedono nel primo, anche se al cambio di campo non viene fatta nessuna sotituzione. Il primo tempo la Roma domina il campo quasi per tutti i 45 minuti, di fronte a un Bologna sbigottito, male organizzato e remissivi. La squadra capitolina va a segno già al 7° con il primo gol giallorosso di Borriello su assist di Mexes. Poi è un attacco continuo, con ripetuti tentativi di Totti, De Rossi e Borriello stesso, ma la palla sembra non voler più entrare. Anche la palla in rete di Juan viene annullata per fuorigioco. Nel secondo tempo, invece, la Roma fa il grave errore di sottovalutare il Bologna, squadra notoriamente ostica e decisa a portare a casa punti fino all’ultima palla. Complici sia le traverse di Totti sia l’autogol di Rubin, che per anticipare Brighi entrato al posto di De Rossi spiazza il suo portiere, i giallorossi si sentono ormai al sicuro, con la vittoria in tasca. E lasciano troppi spazi ai rossoblu e soprattutto all’ottimo Di Vaio, che supera Julio Sergio al 32° e di nuovo al 45° della seconda frazione. I 3 minuti di recupero e l’ammonizione dello stesso Di Vaio non servono agli undici di Ranieri a recuperare un’occasione persa beffardamente. La Roma è solo a 2 punti e Ranieri dovrà lavorare davvero molto durante la settimana se vuole riguadagnare la fiducia dei tifosi.

lazio_scudetto_pNell’anticipo della terza giornata, la crisi dei Viola continua e la Lazio, che inizia in sordina e sembra quasi confusa in partenza, sa approfittarne al momento giusto per portare a casa una bella vittoria e punti preziosi. La prima mezzora di partita non è delle più divertenti: entrambe le squadre, ancora fresche, non sembrano concentrate e non costruiscono. Gli undici della Fiorentina si scaldano lentamente e cominciano a fare la partita, ad attaccare ripetutamente e ad innervosire un’incerta Lazio, fino al 19°, quando Ledesma strattona Cerci in area biancoceleste e l’arbitro concede il rigore, facilmente trasformato da Ljajic. Comincia da qui la reazione della Lazio in un crescendo che si concretizza con il gol dello stesso Ledesma al 31°, che così pareggia il risultato parziale e l’errore di aver procurato agli avversari un rigore. Da questo momento in avanti, anche per tutto il secondo tempo, la profonda crisi viola si fa sentire in tutta la sua gravità, e una agguerrita Lazio ne approfitta per non lasciare più spazi e per mostrare tutta la sua grinta: al 22° del secondo tempo Kozak, in seguito ad una respinta troppo corta di Frey su tiro di Hernanes, mette in rete e si assicura il meritato 2-1. Con questa vittoria che la porta a quota 6 in classifica la Lazio affronterà certo con maggiore sicurezza il Milan mercoledì prossimo.

lazio_scudetto_pPartita con un primo tempo equilibrato in cui la Lazio è più spumeggiante, mentre il Bologna è più ordinato tatticamente ed alla fine si annullano a vicenda, finisce 0-0. Nel secondo tempo invece succede tutto e comincia la Lazio con un 1-2 in 6 minuti tra il 24° e il 30° con Mauri e poi Rocchi. Il Bologna comunque reagisce e dopo 4 minuti accorcia le distanze con Mudingayi (ex-laziale e quindi il cosiddetto gol dell'ex), per poi mangiarsi letteralmente il pareggio dopo altri 5 minuti con Paponi che spreca da solo davanti a Muslera. E, altro luogo comune, a gol mancato gol subito, dopo altri 7 minuti arriva il 3° gol della Lazio su calcio di rigore (dubbio) di Hernanes. Così la Lazio centra un doppio obiettivo e cioè riscattare la partita scialba precedente e passare davanti alla Roma in classifica.

roma_scudetto_pCominciamo bene! Due partite con un pareggio e una sconfitta che, per recuperare la media inglese, ci vorrà tutto il girone di andata. La partita con il Cagliari è stata per gran parte condizionata dall'espulsione di Burdisso, peraltro sacrosanta, ma che ha fatto giocare la Roma per più di 65 minuti in 10. E comunque ha fatto tutto il Cagliari, la partita, i gol e persino l'autogol che è stata l'unica segnatura della Roma. Erano 44 anni che il Cagliari non segnava tanti gol alla Roma (4-0) che, sinceramente, ha anche meritato di perdere in una partita in cui non ha mai preso in mano le redini del gioco e ha subìto la maggiore velocità ed intraprendenza del Cagliari. Siamo all'inizio e c'è tutto il tempo per cambiare registro. Sperem!!!

logo_raceIl prossimo 10 settembre si terrà la “Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio” con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla delicata e spesso sottostimata tematica del suicidio.

Nell’ambito dell’evento promosso dall’Intenational Association for Suicide Prevention e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nasce la Race for Life 2010, una corsa su strada non competitiva, che si terrà a Roma domenica 12 settembre.
Organizzata sotto il patrocinio del Comune di Roma, della Provincia e del Coni e l'assistenza logistica della Maratona di Roma, la gara si correrà su due distanze, 3 e 6 Km. Il percorso prende il via dall’interno delle Terme di Caracalla per poi proseguire all’esterno, costeggiando parte dello spettacolare Stadio delle Terme e concludersi.  Sono previste aree di riscaldamento e di intrattenimento, punti di incontro e di divulgazione di materiale informativo e scientifico sulle attività portate avanti dal Centro Prevenzione.

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girls_tourQuanti di voi ricordano “Un mercoledi da leoni”? Il leggendario film degli anni ’70 basato su una comitiva di ragazzi che con la propria tavola cavalcavano le onde dell’oceano. Un classico del cinema che ha fatto conoscere anche da noi uno sport che fino a quel momento era il simbolo dei ragazzi americani.

Oltre trent’anni sono passati da allora, e oltre ad essere diventato uno sport molto praticato anche in Italia, soprattutto in alcune zone e in alcune rinomate spiagge, il surf non è più uno sport solo maschile ma vede sempre di più crescere il consenso nel mondo femminile.

Proprio grazie a questo crescente successo è nato il "Rip Curl Girls Tour 2010", l’unico evento italiano dedicato al surf 100% femminile, strutturato per questa attesissima edizione in due le tappe 17 e 18 luglio a Fregene e il 24 e 25 luglio a Milano Marittima.

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mascotte-mondiali-2010-sud-africaE così i Mondiali di Calcio 2010 in Sudafrica si sono conclusi l’11 Luglio ultimo scorso con la cerimonia finale, la partita finale e la premiazione finale.

Se si volesse fare un bilancio generale, si potrebbe dire che si è andati in pari! Perché le sorprese non sono certo mancate, ma anche i classici di tutti i Mondiali di Calcio, almeno i più recenti, non sono stati da meno. Tra le sorprese sono da sottolineare le numerose inaspettate eliminazioni, spesso ai primi turni, delle squadre che arrivano più spesso nelle fasi finali, tra cui, naturalmente, la nostra Italia, ma anche la Francia, inaspettatamente il Brasile, l’Argentina e, aggiungerei, l’Inghilterra. Non da meno è stata l’eliminazione in semifinale della Germania, che sembrava ormai proiettata verso la coppa. La squadra della Germania è stata di per sé una sorpresa con una squadra multietnica di giovanissimi, che ha fatto un’ottima impressione e conquistato le simpatie di molti. Anche la finale è stata in parte una sorpresa, visto che sono arrivate 2 squadre che non avevano mai vinto il mondiale, anche se l’Olanda già 2 volte aveva raggiunto lo stesso livello nei tornei precedenti.

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mascotte-mondiali-2010-sud-africaFinale dei Campionati del Mondo di Calcio del Sudafrica 2010. E come tutte le finali è una partita giocata prevalentemente sui nervi, molto tattica, con parecchi falli e parecchie ammonizioni. Il gioco non è un granchè da entrambe le parti, che pensano prevalentemente a controllare più che a impostare. I tempi regolamentari finiscono sullo 0-0 con due o tre occasioni per parte, che vengono tutte sprecate. Si va ai supplementari, dove c'è da segnalare un paio di errori arbitrali che alla fine determinano l'esito della partita, tra cui un rigore non visto per la Spagna, l'espulsione di Heitinga al 20°, un corner per l'Olanda non visto che determina poi nel prosieguo dell'azione il gol (l'unico della partita) della Spagna al 26° con Iniesta, quando ormai sono tutti troppo stanchi per reagire. E quindi finisce così (come tre quarti delle partite della Spagna in questo mondiale) con un unico gol negli ultimi minuti, come aveva previsto il polpo Paul. La Spagna è campione del Mondo per la prima volta e insieme a Francia e Germania conquista la doppietta Europa-Mondo.

mascotte-mondiali-2010-sud-africaFinale per il 3° posto tra Uruguay e Germania molto piacevole, giocata a viso aperto, senza tatticismi particolari, con 5 gol, 2 traverse e svariate altre occasioni. Alla fine la spunta la Germania che segna il terzo gol al 37° del secondo tempo con Khedira di testa, quando sembra che non ci sia più tempo per il recupero ed invece Forlan all'ultimo secondo colpisce in pieno la traversa su punizione e poteva ancora riaprire la partita. Entrambe avrebbero meritato il terzo posto, ma purtroppo è sempre solo una che deve vincere. I gol sono stati segnati da Muller al 18° del primo tempo (che raggiunge a quota cinque Villa per la classifica cannonieri, che però ha ancora la partita di domani), Cavani al 28° del primo tempo che finisce sull'1-1. Poi Forlan al 6° del secondo tempo (che raggiunge anche lui quota 5) e Jansen all'11° per il pareggio e poi il gol al 37°, di cui abbiamo parlato, di Khedira che ha deciso la partita. Ancora domani e poi ci risentiremo tra quattro anni in Brasile.

mascotte-mondiali-2010-sud-africaSeconda semifinale tra Germania e Spagna che sulla carta prometteva grandi cose ed invece si è rivelata abbastanza bruttina, molto tattica e con squadre che avevano più paura di perdere che voglia di vincere. Delle due la più irriconoscibile, tra quello visto finora, è stata senza dubbio la Germania che ha stravolto un gioco frizzante e veloce, che attendeva e ripartiva, in un gioco che è stato solo chiusura difensiva senza ripartenze. Niente di meglio la Spagna che come al solito si autocelebra in una miriade di passaggi e passaggetti che però alla fine gli fanno trovare solo qualche tiro da fuori area, peraltro fuori dallo specchio della porta. L'unico gol arriva per la Spagna su calcio d'angolo al 29° del secondo tempo da un Puyol che segna pochissimo e che invece stavolta è stato decisivo. Come temevano entrambe le squadre, quella che ha segnato per prima gli è bastato per andare in finale. La nota positiva è che la finale verrà giocata da due squadre che il Mondiale non l'hanno mai vinto e quindi comunque andrà, sarà una novità. Mentre le due titolate Uruguay e Germania si giocheranno la finalina per il terzo posto.

mascotte-mondiali-2010-sud-africaPrima semifinale tra Uruguay e Olanda che potrebbe definirsi la partita delle certezze infrante. Parte favorita l'Olanda sia dal pronostico che dai Bookmakers ed effettivamente si muove meglio e controlla la partita con facilità fino al 18° in cui passa in vantaggio con Van Bronckhorst. E da qui la prima certezza di cui si arroga l'Olanda di aver già vinto la partita viene infranta dalla reazione dell'Uruguay che prende in mano il gioco, grazie anche all'eccessivo rallentamento dell'Olanda, e ripagandola della stessa moneta pareggia al 41° con Forlan sempre con un tiro da fuori. Nel secondo tempo, e qui viene infranta la seconda certezza, l'Uruguay prosegue sull'andazzo del primo e continua ad attaccare, mentre l'Olanda sembra spaesata e anche molto stanca, ma proprio quando l'Uruguay sta proponendo il suo massimo sforzo e anche il miglior gioco ecco che con un "uno-due" al 25° con Snejider e al 28° con Robben l'Olanda passa sul 3-1. Da qui viene infranta la terza certezza e, di nuovo l'Olanda pensa di essere già in finale, rallenta, controlla ed inizialmente sembra che anche l'Uruguay non abbia più le forze per reagire fino ad una serie di episodi favorevoli che gli fanno riacquistare fiducia e a segnare un'altra volta al 47° con Pereira. Ormai c'è pochissimo tempo, ma l'Olanda trema, l'Uruguay si butta tutto in avanti e il tempo scorre veloce fino alla fine. L'Olanda, dopo 32 anni, ce l'ha fatta a tornare in finale.

mascotte-mondiali-2010-sud-africaUltimo quarto abbastanza equilibrato tra Paraguay e Spagna con squadre che riescono a controllarsi bene anche se con caratteristiche differenti. Il Paraguay predilige il gioco in velocità, mentre la Spagna preferisce il controllo palla e le azioni corali. Hanno entrambe le loro occasioni, ma la partita viene decisa da un singolo gol di Villa al 38° del secondo tempo dopo una carambola rocambolesca con due pali consecutivi e quando, forse, è ormai troppo tardi per recuperare. In precedenza ci sono stati due calci di rigore, uno per parte, tra il 12° e il 15° del secondo tempo entrambi parati dai portieri e che avrebbero già potuto decidere la partita. Insomma, a dispetto del risultato solo di 1-0, è stata una bella partita perchè più equilibrata e giocata da entrambe le squadre fino alla fine.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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