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Inviato da Donata Zocche
02 Settembre, 2010
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Partenza per le vacanze. Meta la casa al mare a Fregene. Per Chiara, Marcello e la loro bimba Emma, si prefigura una tranquilla estate in famiglia. Anche il tragitto, pochi chilometri di strada da Roma, sembra essere il perfetto inizio di un periodo per stare finalmente insieme, all’insegna della tranquillità. Ma non sarà niente di tutto questo, l’estate descritta ne “Le conseguenze del caso”, di Alessandra Fiori, edizioni Piemme. Quella di Chiara e Marcello sarà una partita sul filo del rasoio, perché le carte verranno mischiate proprio dalla mano del caso, a cui ci si può affidare o opporre, ma che comunque lascia il suo segno.
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Inviato da Raffaella Roani
02 Settembre, 2010
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Ovvero: quando il popolo fa la storia, anche il principe perde la boria (Doria è una delle tante famiglie principesche di Roma).
In questo proverbio, ancora una volta in rima, si sente tutto l’orgoglio del popolo, non solo romano, della forza che ha … o che potrebbe avere se solo... Si sente spesso dire che la storia è fatta da tutti, soprattutto dalle persone comuni, semplici, poco note e, almeno apparentemente, poco importanti. E’ sempre difficile dire come vanno davvero le cose utilizzando frasi brevi e lapidarie. Anche questa visione, pur affascinante, risulta opinabile, se non altro parziale, forse un po’ romantica e sicuramente dettata da una certa speranza. Ciononostante, questo detto si riferisce in particolare non tanto al quotidiano, ma piuttosto a quei momenti in cui un popolo, stritolato dalla fame e dalle ingiustizie, portato allo stremo delle forze e abbandonato dai suoi governanti, finalmente si ribella. Arrivato a tal punto, e purtroppo non prima, pretende alcuni diritti fondamentali con la forza della disperazione. In quei frangenti la voce che si fa sentire è quasi esclusivamente quella della violenza cieca e vendicativa. E anche il più tranquillo, sicuro e protetto dei governanti viene assalito dal terrore dell’irrazionalità aggressiva caratteristica della massa inferocita. E a buona ragione. Sa bene, infatti, di non poter più controllare quei ribelli, considerati pecore fino ad un attimo prima, e perde la boria, quella sua aria di sicurezza e sfoggio di potere di cui si era permeato così a lungo, mostrando un’unica maschera al suo popolo.
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Inviato da Fabrizio Bernini
26 Agosto, 2010
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Bracciano è ormai riconosciuta come grande polo d’attrazione per gli eventi della provincia di Roma, contendendo spesse volte alla capitale il grande richiamo delle manifestazioni culturali. E questo vale ovviamente anche durante l’estate romana. Avviata il 1 luglio e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali, la quarta edizione di “Viva Bracciano” rimarrà in programmazione fino al 29 agosto 2010. Nel corso dei due mesi di programmazione sono previsti più di 40 appuntamenti gratuiti di ogni genere, tutti orientati al divertimento e soprattutto ad arte e cultura. Nel cartellone sono risaltate la musica folk dei “Modena City Ramblers” ed il cabaret comico di Pippo Franco, Andrea Rivera e Giorgio Verduci di Zelig. Non sono inoltre mancate alcune suggestive feste popolari storiche, tra cui la “Festa di San Lorenzo” e la “Festa del SS. Salvatore”. Obiettivo dichiarato: ripetere ed auspicabilmente superare il successo delle edizioni passate.
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Inviato da Lana Fiore Falardi
26 Agosto, 2010
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Un’ottima ricetta veloce, molto apprezzata e famosa a Roma, che dimostra che il brunch è per noi un’antica invenzione, anche se non portava questo nome. Sì, perché, tradizionalmente, pizza e fichi si mangia da tempo immemorabile a metà mattina, diciamo verso le 11, quando si passa la giornata all’aria aperta, in mare, in campagna o in collina, appena l’appetito si fa prepotentemente sentire e va perciò rapidamente placato.
La scelta degli ingredienti di qualità è essenziale: i fichi devono essere sodi e maturi, in modo che il dolce sia intenso, mentre la pizza, bianca e tagliata e metà dal panettiere, deve essere leggermente salata in superficie, con poca mollica, ma bella spugnosa, per assorbire bene i fichi spaccati e ben premuti al suo interno.
La variante per eccellenza di questa semplicissima pietanza prevede l’aggiunta di prosciutto crudo: potete usare quello dolce di Parma, o un tipo leggermente più saporito, a seconda dei gusti. Qui si esce un po’ dalla tradizione più tipicamente romana, ma naturalmente l’eccezione è stata accolta con entusiasmo già da diversi anni ed è entrata subito nella fantasia popolare. Non sottovalutate però il valore nutrizionale di un piatto così ricco, che diventa in questo caso più adatto ad un pranzo veloce o ad una cena completa.
Questa prelibatezza è così nota e popolare che l’espressione “pizza e fichi” è diventata un modo di dire che indica qualcosa di così famoso da essere ovvio e conosciuto a tutti, ma anche in qualche modo e conseguentemente banale, facile, quasi scontato. Per questo è stato usato infinite volte come nome, ironico e scanzonato, da diverse realtà legate alla cucina e non. E’ infatti il nome di diversi ristoranti, tra cui alcuni all’estero, e, naturalmente, pizzerie, ma anche di una band, di un portale, di una pagina di Facebook, e così via. Insomma questo speciale ma anche semplice incontro tra frutta e pizza, e quindi tra dolce e salato, tra fresco estivo e caldo di forno, tra un prodotto donato dalla natura e uno dalla tradizione gastronomica, ha stimolato la creatività artistica più allegra di tutti gli italiani nel mondo.
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Inviato da Donata Zocche
05 Agosto, 2010
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E’ un romanzo d’esordio, Non lasciarmi mai, di Raffaella Arrighini, pubblicato da Edilet-Edilazio Letteraria. L’autrice romana, classe 1974, ambienta nella sua città una storia fatta di sentimenti semplici, ma proprio per questo capace di andare direttamente al cuore. Va di corsa incontro alla vita, Francesca, la giovane protagonista, appassionata jogger, e i suoi allenamenti sembrano quasi una metafora della vita, con le sue difficoltà e i suoi imprevisti. Così, macinando chilometri sul lungomare di Ostia, la sua strada prenderà una direzione inaspettata, che la porterà a mettersi alla prova nel corpo e nell’anima, perché ‘ogni giorno crediamo che percorrere la strada in discesa. senza buche e a tratti in salita sia la scelta migliore da fare’.
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Inviato da Patrizia Ciuferri
05 Agosto, 2010
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C’è un posto incantato, un castello simile a quello delle fiabe, che sorge in un luogo altrettanto d’incanto, a strapiombo sugli scogli nell’insenatura di Santa Severa, ridente località balneare non distante dalla capitale. Il Castello di Santa Severa si raggiunge dalla via Aurelia, al km 52,000, percorrendo un suggestivo viale alberato in direzione mare.
Il centro in cui sorge il castello viene definito dalla letteratura antica “Porto di Cesare”. Infatti già nell’Eneide di Virgilio si fa riferimento a questo suggestivo baluardo, che nel 348 a. C. fu saccheggiato da Dionigi I, tiranno di Siracusa. La fortezza dell’antica Pyrgi divenne colonia marittima di Roma nella prima metà del III secolo a. C., conservandone comunque la funzione portuale.
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Inviato da Clarissa Zamprioli
05 Agosto, 2010
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Appena si nomina Cretone vengono subito in mente le sue terme, deliziose piscine naturali nelle quali ci si può immergere per istanti di puro relax. Ma Cretone, piccola frazione del Comune di Palombara Sabina in provincia di Roma, è conosciuta anche per la sua storia, del quale è protagonista il suo piccolo e suggestivo borghetto medioevale. Senza dimenticare, inoltre, l’importanza del territorio che si presta particolarmente all’attività agricola, con i suoi boschi e la sua posizione geografica che garantisce ottimi risultati e prodotti di alta qualità.
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