Venerdì, 23 Giugno 2017

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Salute

Novità, informazioni, iniziative gratuite da cliniche e ospedali della regione, studi recenti e scoperte nel campo medico, interviste ai luminari: tutto ciò che ci interessa da vicino per la nostra salute.

RICERCATORI PRECARI SENZA CONTRATTO: A RISCHIO LA RICERCA SANITARIA PUBBLICA
Il 20 giugno manifestazioni in tutti gli IRCCS pubblici italiani.

Martedì 20 giugno i ricercatori precari che lavorano negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) pubblici si mobiliteranno con iniziative locali in ciascun Istituto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla paradossale mancanza di soluzioni contrattuali che permetta loro di continuare a lavorare e garantire continuità alla ricerca sanitaria in Italia.

I ricercatori precari, riuniti in un coordinamento nazionale, chiedono che il problema venga risolto una volta per tutte attraverso un piano programmatico nazionale che preveda la loro stabilizzazione nei ruoli sanitari, e lo stanziamento di fondi adeguati per renderlo sostenibile.

Negli ultimi 20 anni, infatti, la ricerca sanitaria pubblica si è avvalsa ampiamente di queste figure altamente specializzate che hanno contribuito in maniera significativa alle eccellenze raggiunte dagli IRCCS. Eccellenze raggiunte, purtroppo, attraverso il ricorso comodo, conveniente e indiscriminato a forme contrattuali atipiche come co.co.co., co.co.pro., partite IVA e borse di studio. In questo modo si è creata una condizione di precariato che negli anni è diventata strutturale. Sia per i lavoratori che per la ricerca stessa.

Se il Jobs Act già nel 2015 ha eliminato la possibilità di ricorrere a queste forme contrattuali atipiche, il Testo Unico sul Pubblico Impiego approvato di recente prevede un piano di stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione che però esclude in larga parte i precari della ricerca sanitaria.
Il nodo della precarietà strutturale della ricerca sanitaria è venuto al pettine: a fine anno i 3500 ricercatori precari che costituiscono la maggioranza del personale impiegato nella ricerca sanitaria pubblica resteranno senza lavoro. Assieme a loro se ne andrà la possibilità di sostenere una ricerca pubblica indipendente e l'eccellenza di cure e servizi degli IRCCS in cui lavorano per la ricerca, la prevenzione, la diagnosi e la terapia di malattie gravi, complesse e rare.

Le timide proposte emerse fino ad oggi sono insoddisfacenti, perché non danno soluzioni ma rimandano il problema al futuro.
Ora basta! La ricerca fatta negli IRCCS pubblici è, ed è prioritario che rimanga, una risorsa per tutti i cittadini. E può esserlo solamente attraverso la valorizzazione di coloro che ci lavorano.

APPROFONDIMENTO: CHI SONO I PRECARI DELLA RICERCA SANITARIA E QUALI SONO GLI IRCCS COINVOLTI
I precari della ricerca sanitaria sono tutte le figure professionali che vengono impiegate con contratti atipici all’interno degli IRCCS e degli Istituti Zooprofilattici (IZS). Questi istituti fanno capo al Ministero della Salute, a differenza degli altri centri di ricerca e delle università che fanno capo al Ministero dell’Università e della Ricerca. Sono per la maggior parte figure sanitarie: biologi, biotecnologi, chimici, chimici-tecnologi del farmaco, fisici, medici, psicologi, farmacisti. A queste si affiancano numerose altre figure tecniche e amministrative quali ingegneri, statistici, documentalisti, amministrativi, study coordinator, tecnici e infermieri della ricerca. Sono tutte figure altamente specializzate nel loro campo, che hanno conseguito Dottorati di Ricerca e/o Specialità, spesso con importanti esperienze lavorative all’estero.

La ricerca che viene condotta dai precari in questi istituti è ad ampio spettro: dalla comprensione del funzionamento delle malattie allo studio di nuovi approcci terapeutici, allo sviluppo di nuovi farmaci ma anche di percorsi assistenziali e comunicativi sempre più efficienti.

I precari, oltre a garantire la continuità della ricerca e dei servizi, sono anche in grado di incidere sulla sostenibilità finanziaria degli istituti che li ospitano. Spesso le loro ricerche condotte sono autofinanziate, perché le loro idee innovative sono in grado di attirare fondi provenienti da Enti, Associazioni di pazienti, Fondazioni private, fondi 5x1000 e dalla volontaria contribuzione dei cittadini.

Elenco degli Istituti a rischio (in ordine alfabetico, fonte Ministero della Salute):

● Azienda ospedaliera universitaria San Martino - IST - Istituto nazionale per la ricerca sul cancro - Genova
● CRO - Centro di Riferimento Oncologico - Aviano (PN)
● CROB Centro di riferimento oncologico della Basilicata - Rionero in Vulture (PZ)
● Ente Ospedaliero specializzato in gastroenterologia Saverio De Bellis - Castellana Grotte (BA)
● Fondazione Ca' Granda – Ospedale Maggiore Policlinico - Milano
● Fondazione IRCCS Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori - Milano
● Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta - Milano
● Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo - Pavia
● IRCCS Centro Neurolesi Bonino Pulejo - Messina
● Istituti fisioterapici ospitalieri - Istituto Dermatologico Santa Maria e San Gallicano - Roma
● Istituti fisioterapici ospitalieri - Istituto Regina Elena
● Istituto delle Scienze Neurologiche - Bologna
● Istituto Giannina Gaslini - Genova
● Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia - Reggio Emilia
● Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani - Ancona
● Istituto nazionale tumori Fondazione Giovanni Pascale - Napoli
● Istituto Oncologico Veneto - Padova
● Istituto Ortopedico Rizzoli - Bologna
● Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani - Roma
● Istituto tumori Giovanni Paolo II - Bari
● Ospedale infantile Burlo Garofolo - Trieste

A questo elenco si aggiungono i 10 IZS pubblici presenti nel territorio nazionale.

Comunicato stampa del
Coordinamento Nazionale Precari della Ricerca Sanitaria

Malattie infettive che sembravano sconfitte grazie all’immunizzazione danno luogo a preoccupanti epidemie, come quella di morbillo; altre, come la poliomielite,
sono a rischio di riaffacciarsi nel nostro Paese, considerato “polio-free” da molti anni. In Italia, per nessuna malattia si raggiunge la soglia di sicurezza del 95% di copertura vaccinale. Dal 2013, le coperture mostrano, al contrario, un preoccupante calo.

Cominciamo dalle cattive notizie: una preoccupante epidemia di morbillo si è diffusa nel nostro Paese, con 2.851 casi negli ultimi 5 mesi e mezzo.. Un’altra minaccia che si riteneva consegnata al passato, la poliomielite, potrebbe riaffacciarsi dopo anni anche in Italia, uno dei paesi ritenuto da tempo “polio-free”. Solo 7 Regioni superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-poliomielite (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sardegna), con un valore medio nazionale del 93,33%.
La riacutizzazione, però, riguarda anche altre malattie infettive, come difterite, tetano, epatite B, meningite purulenta da Haemophilus influenzae di tipo b.
In Italia, secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute lo scorso 8 giugno, nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%.  Nel 2016 le coperture vaccinali a 24 mesi per anti-difterica (93,56%), anti-tetanica (93,72%), anti-epatite B (92,98%) e Haemophilus influenzae (93,05%) sono ancora ben al di sotto del valore del 95%. In calo anche la copertura media per pneumococco (88,35% nel 2016 vs 88,7% nel 2015), mentre aumenta quella per il meningococco C (76,6% nel 2015 contro 80,67% nel 2016).
Secondo i dati del rapporto OMS ‘World Health Statistics’ 2017, in Italia la copertura vaccinale per tetano, pertosse e difterite, nel 2015, è stata del 93%, fra le più basse della regione europea, superata anche dai paesi africani, quali Rwanda e Tanzania, che sono al 98%, seguiti da Eritrea, Botswana e Algeria che sono al 94%.
E ancora l’OMS stima che in tutto il mondo ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiano ancora a causa di malattie prevenibili con le vaccinazioni, eppure nel nostro paese non sembra cessare la disinformazione che circola tra web e televisioni, malgrado gli appelli delle istituzioni e della comunità scientifica nazionale ed internazionale.
Per contrastare i pericolosi e crescenti fenomeni di cattiva informazione e trasmettere all’opinione pubblica la corretta informazione sul valore dell’immunizzazione, oggi giornalisti delle testate periodiche e online si confrontano con esperti di igiene pubblica, pediatri, storici della medicina, sociologi e rappresentanti di associazioni nate spontaneamente per promuovere le vaccinazioni, nell’ambito del Corso di Formazione Professionale Comunicare i vaccini. L’importanza delle combinazioni vaccinali in pediatria e del vaccino anti-Papillomavirus, promosso dal Master di I livello “La Scienza nella Pratica Giornalistica” (SGP) della Sapienza Università di Roma con il supporto non condizionante di MSD.
Dopo le notizie cattive, arrivano quelle buone: la prima, riguarda il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV), pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 febbraio 2017. Il PNPV per la prima volta inserisce nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ovvero come diritto di tutti i cittadini italiani il nuovo calendario vaccinale che:
• introduce nuove vaccinazioni: meningococco B, rotavirus e varicella nei nuovi nati; HPV nei maschi undicenni; Meningococco tetravalente ACWY135 e richiamo antipolio con IPV negli adolescenti; pneumococco e Zoster nei sessantacinquenni;
• definisce gli obiettivi di copertura vaccinale per ogni vaccinazione;
• identifica l’età alla quale vaccinare la popolazione in gratuità;
• richiede alle Regioni di introdurre l’anagrafe vaccinale informatizzata e di effettuare la chiamata attiva (la lettera di invito alla popolazione) per tutte le vaccinazioni inserite nel calendario.
La seconda novità è il decreto legge 73 del 7 giugno 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede l’obbligo per l’iscrizione a scuola nella fascia 0-6 anni, di 12 vaccinazioni, gratuite e obbligatorie a partire da settembre 2017 per i nati nel 2017: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-meningococco B, anti-meningococco C, antimorbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e anti-Haemophilus influenzae. Queste vaccinazioni sono da somministrare secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017- 2019 attraverso i vaccini combinati esavalente e MPR/V-MPRV e due vaccini anti-Meningo B e anti-Meningo C.
Le combinazioni vaccinali sono oggetto di una seria programmazione e di approfondite ricerche scientifiche. I numerosissimi studi clinici su ampi numeri dimostrano con estrema chiarezza che la somministrazione contemporanea di più antigeni presenti nei vaccini combinati, immessi in commercio dopo accurati studi biomedici, offre una protezione efficace pari a quella dei vaccini somministrati singolarmente, non indebolisce né sovraccarica il sistema immunitario dei piccoli e offre molti altri vantaggi tra cui una migliore compliance della famiglia, minore trauma per il bambino, una vaccinazione più tempestiva e minori accessi al centro vaccinale.
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Un liceo romano vincitore della campagna di comunicazione su contraccezione e contraccezione d'emergenza

Si è svolta a Roma, presso il Centro Congressi Spagna, la presentazione dei progetti di comunicazione originale proposti dal format InformiAmici e dagli studenti del quarto anno dei licei artistici di tutta Italia. Tema era la contraccezione e contraccezione d'emergenza, argomento prescelto tra quelli proposti (gli altri erano cyberbullismo ed educazione ai sentimenti) nell'80% delle campagne esibite, poiché di estrema attualità, vista la crescita nei licei del fenomeno di gravidanze indesiderate.

In un momento in cui anche il Ministro Lorenzin ha sottolineato la necessità di informare i ragazzi sui rimedi anticoncezionali di emergenza e di sviluppare, nelle donne di qualsiasi età "un migliore livello di consapevolezza in merito a scelte così intime e importanti per la propria vita" asserendo che sono diminuiti gli aborti proprio grazie ad un uso cosciente dei contraccettivi anche, quelli d'emergenza, grande attenzione è stata rivolta dagli stessi studenti in concorso alla nuova pillola del giorno dopo, quella a base di ulipristal acetato (ellaOne). Un dato significativo, dopo che l'OMS ha dichiarato che l'efficacia della vecchia, a base di levonorgestrel oscilla tra il 52% e il 94% (un rischio considerevole di insuccesso), mentre la nuova ha un'efficacia del 98% entro le prime 24 ore.

Questa particolare attenzione non deve stupire se si pensa che quando si è così giovani, generalmente non si desidera una gravidanza: la contraccezione d'emergenza rappresenta, in tale ambito, quell'ancora di salvezza indispensabile nel momento in cui si immagina che il metodo contraccettivo usato abbia fallito, quando lo si è usato male o quando addirittura si è deciso di sfidare il destino non usandolo proprio.

Da un paio d'anni, per facilitare l'acquisto del contraccettivo d'emergenza, la legge consente alle maggiorenni di procurarsi sia la nuova pillola del giorno dopo che la vecchia direttamente in farmacia e parafarmacia senza ricetta medica (l'obbligo di ricetta è invece rimasto solo per le minorenni).

Il progetto vincitore dell'iniziativa InformiAmici, ovvero il progetto che ha ricevuto il maggior numero di "like", è "Il Lattice che ci piace" di Chiara Caponera Nicole Castellano Federico Natalucci Vittoria Pellegrini del Liceo Caravaggio di Roma, coordinato per questa attività dalla prof.ssa Liza Chimenti.
Questo progetto racconta, con una serie di vignette effetto striscia e montate a poster, la curiosa vicenda dell'omino e la donnina che indicano il bagno degli uomini e quello delle donne. L'omino si innamora della donnina, ma lei rifiuta di cedere alle sue avance, fino a che lui si presenterà con il preservativo. Ma poiché i preservativi talvolta si rompono o si sfilano, il gruppo ci ricorda che esiste la pillola del giorno dopo.
Ai premiati, alla presenza del Prof. Emilio Arisi presidente SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione) e della curatrice dell'iniziativa dott.ssa Maria Luisa Barbarulo, è stata conferita una borsa di studio del valore di €5.000.

Visto il successo dell'iniziativa, a settembre si ripartirà nuovamente con una nuova edizione, sempre in collaborazione con i licei Caravaggio e Rossellini di Roma e Boccioni di Milano, e rivolta ugualmente a tutti gli altri licei artistici presenti sul territorio nazionale.

Info sul sito internet informiamici.it

Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma ha presentato oggi studio AMENO L' "IO" ATTRAVERSO L'ALTRO: AL VIA CARTELLA NARRATIVA DIGITALE COME INTEGRAZIONE ALLA CARTELLA CLINICA ONCOLOGICA.
Una piattaforma a disposizione di clinici e pazienti per validare l'utilità della narrazione

Il paziente scrive quando si sente, quando riesce. Il medico legge il testo e lo condivide con l'intero team e con il paziente durante i controlli. I risultati tra 3 mesi

Se avessi creduto, Io non sono il cancro, Rinascita, Il mio sguardo, Una storia dall'apparenza semplice, Sudore di ghiaccio. Già dai titoli si capisce che il Quaderno dei Racconti 2015 dal progetto "Raccontami di Te", di pazienti, familiari e operatori sanitari del Regina Elena, regala emozioni, coinvolge, stimola l'animo, ed è "la chiave che apre la serratura di una medicina personalizzata". Infatti il libro nasce da un progetto di medicina narrativa che sta evolvendo in comunicazione digitale, grazie a una piattaforma interamente realizzata per l'applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica. L'Oncologia Medica 1 dell'Istituto Regina Elena di Roma è la prima realtà in Italia che utilizza la cartella narrativa digitale come integrazione alla cartella clinica di pazienti affetti da neoplasia in trattamento chemioterapico.

L'uso della comunicazione digitale consente al medico e all'assistito di scegliere i tempi della scrittura e dell'ascolto. Il paziente scrive quando si sente, quando riesce, quando ha un bisogno. Il medico legge e condivide con l'intero team curante osservazioni e feedback. L'obiettivo ultimo è l'acquisizione di elementi narrativi del paziente che il medico durante la regolare attività assistenziale utilizzerà, integrandoli con i dati clinici, per personalizzare il percorso diagnostico- terapeutico.

"Si tratta di uno studio pilota – dichiara Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE - il cui obiettivo è quello di valutare la fattibilità e la utilità dello strumento dal punto di vista del medico e dell'assistito. E' previsto l'inserimento di un piccolo gruppo di pazienti ed i risultati preliminari saranno disponibili fra tre mesi."

"E' un modo diverso di recuperare il dialogo e i tempi della cura – sottolinea Francesco Ripa Di Meana, Direttore Generale IFO - per realizzare una assistenza personalizzata. Valorizzare la narrazione facilita la relazione tra operatore sanitario e paziente e tra gli stessi operatori. La tecnologia a supporto della centralità della persona potrebbe rappresentare una opportunità unica. Il tema è interessante e in base ai risultati che osserveremo sarò felice di sostenerne gli sviluppi."

Oggi all'Istituto Tumori Regina Elena sono stati presentati i risultati dello studio osservazionale basato sulla raccolta, analisi e condivisione delle narrazioni e si è parlato dell'avvio del progetto AMENO, cartella digitale narrativa. La lettura di passi del Quaderno dei Racconti 2015, distribuito ai presenti ha chiuso l'evento.

L'ambito oncologico rappresenta un setting ottimale per il potenziamento della comunicazione e relazione di cura, tuttavia tali strumenti risultano essere ancora pressoché inesplorati. "La narrazione – evidenzia Maria Cecilia Cercato, epidemiologo e oncologo IRE, responsabile del progetto - offre la possibilità di esaminare elementi correlati con l'aderenza al trattamento, spesso condizionata da motivazioni strettamente personali, legate al vissuto ed al contesto individuale, che non risultano emergere facilmente durante la modalità tradizionale di colloquio medico-paziente".

Quando si parla di medicina narrativa si pensa subito ad una relazione medico paziente caratterizzata da maggiore vicinanza e attenzione. E spesso si tende ad associare questi aspetti ad una relazione faccia a faccia. La diffusione delle tecnologie digitali di conversazione, soprattutto nella salute, mostra come la narrazione mediata da un computer o uno smartphone possa essere ugualmente efficace ed empatica. Il medico non sempre, e per mille fattori, riesce ad ascoltare e gestire i vissuti emotivi e i bisogni della persona malata. Nella maggior parte dei casi non ha tempo reale per questo tipo di ascolto. A sua volta il paziente, nel corso della visita, tende a non ricordare con chiarezza, è confuso, talvolta in soggezione, vorrebbe fare tante domande ma non ne ricorda una.

"Digital Narrative Medicine (DNM) – spiega Cristina Cenci, Antropologa, creatrice della piattaforma digitale e socia fondatrice del Center for Digital Health Humanities e della Digital Narrative Medicine - è un diario digitale, uno strumento web e mobile, che il team terapeutico offre al paziente per raccontare la sua storia. Il sistema non prevede una chat o un dialogo tra curante e paziente, ma un percorso guidato da stimoli narrativi, pensati dai medici su bisogni di specifiche patologie o percorsi di cura. Il paziente potrà raccogliere l'invito del medico e rispondere allo stimolo narrativo oppure scrivere spontaneamente. In tal modo il paziente potrà raccontare più agevolmente la sua storia ed evidenziare le proprie esigenze, costruendo un percorso narrativo utile alla diagnosi e alla terapia."

Fondazione Luigi Maria Monti Istituto Dermopatico dell'Immacolata - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

XVI Giornata del Sollievo – Garavaglia: "La medicina palliativa un diritto per il cittadino, una prestazione doverosa da parte del SSN"
Domenica 28 maggio 2017 visite gratuite all'IDI

L'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, attraverso il suo Centro di Terapia del Dolore, pone al servizio dei pazienti terapie e tecniche avanzate per alleviarne la sofferenza e migliorare la qualità di vita.
Divinum opus est sedare dolorem recita un frammento attribuito ad Ippocrate che ci indica come la scienza medica, da sempre, abbia individuato nella sedazione del dolore uno dei suoi più alti obiettivi.
In continuità con questa mission afferma Il Dott. Dott. Antonio Clemente, Responsabile del Centro di Terapia del Dolore IDI, aderiamo alla XVI Giornata Nazionale del Sollievo, istituita nel 2001 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, allo scopo di "promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione, la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale...".

Domenica 28 Maggio, dalle ore 9 alle ore 13 (numero Info - 377.7731546) un terapista del dolore sarà a disposizione presso l'Idi, Via dei Monti di Creta 104, per offrire visite ambulatoriali gratuite e ad accesso libero.

"La medicina palliativa è già affermata nel nostro Paese, ricorda Mariapia Garavaglia, il vero sollievo viene portato, quotidianamente, dalla competenza generosa degli operatori.
E' un settore questo – prosegue la Presidente IDI - nel quale deve essere potenziata la ricerca e divulgata molta informazione. Agli operatori si chiede un continuo aggiornamento perché più si sa, più si riconosce la debolezza e la dignità dei pazienti. Il sollievo è un diritto per il cittadino ed è una prestazione doverosa da parte del Sistema Nazionale.

Dal progetto di divulgazione al Diario Digitale 
"RACCONTAMI DI TE": 2°APPUNTAMENTO DI MEDICINA NARRATIVA

Ascolto, osservazione, riflessione, condivisione tra operatori sanitari, pazienti e familiari, questi i punti cardine della Medicina Narrativa, nuovo approccio clinico assistenziale basato sul "raccontare di sé" per superare schemi e barriere che limitano la comunicazione e migliorare così la relazione di cura. Agli IFO il progetto "Raccontami di te" è nato nel 2015 ed è stato promosso dall'Oncologia Medica 1 dell'Istituto Regina Elena, con la finalità di introdurre la conoscenza e l'applicazione della Medicina Narrativa in Oncologia.

Evoluzione delle conoscenze ed esperienze di applicazione nella pratica clinica della medicina basata sulla narrazione saranno i temi discussi al 2° incontro.

Ti aspettiamo il 31 Maggio alle ore 14:00 presso il Centro Congressi Multimediale IFO.

Introducono ai lavori Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale IFO, Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE e Francesco Cognetti, Direttore dell'Oncologia Medica 1. Illustrerà lo stato dell'arte e i risultati Maria Cecilia Cercato, oncologa ed epidemiologa IRE e Responsabile del Progetto. Cristina Cenci, antropologa presenterà il primo diario digitale (DNM).

Al termine dell'incontro saranno distribuite copie del "Quaderno dei racconti del 2015".

 

Sabato 20 Maggio 2017 dalle 10.00 alle 18.00 ai Campi 7 e 8 Foro Italico – Roma

SALUTE, SOLIDARIETA’ E SPORT
CHECK UP GRATUITI CON I MEDICI DEL POLICLINICO GEMELLI A «TENNIS & FRIENDS»
Al Foro Italico l’evento dedicato alle diagnosi precoci

Con il Patrocinio del Ministero della Salute, Regione Lazio, Comune di Roma, CONI e FIT

Si rinnova l’appuntamento agli Internazionali BNL d’Italia con TENNIS & FRIENDS Master Special Edition, evento che unisce salute e sport dedicato alla prevenzione gratuita, in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, la Federazione Italiana Tennis e il Coni. Patrocinato dal Ministero della Salute, Regione Lazio e Comune di Roma, l’evento dedicato alla diagnosi precoce si terrà dalle 10 alle 18 al Foro Italico, in concomitanza con il Torneo Tennis e Paddle Celebrity.

Il pubblico presente potrà sottoporsi a check-up gratuiti per la prevenzione di patologie gastroenteriche, il controllo della pressione arteriosa e riceverà indicazioni per una sana alimentazione, grazie ad un team di medici specialisti del Policlinico Gemelli: prof. Antonio Gasbarrini (Direttore Area Gastroenterologia); prof. Marco Mettimano (Responsabile del Centro di ipertensione arteriosa); prof. Giacinto Miggiano (Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Dietetica; Direttore Centro Nutrizione Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica) e il prof. Antonio Spataro (Responsabile della Medicina dello Sport del CONI) coordinati dal Dott. Giorgio Meneschincheri (Direttore Medico delle Relazioni esterne della Fondazione Policlinico A. Gemelli e specialista in Medicina preventiva) ideatore dell’evento. I medici saranno a disposizione in un’area di prevenzione appositamente allestita per l’intera giornata.

TENNIS & FRIENDS Master Special Edition anticipa il tradizionale appuntamento di due giornate ad ottobre – arriverà quest’anno alla sua settima edizione – che lo scorso autunno ha registrato 20.000 visitatori, oltre 6.700 check up gratuiti e la presenza di più di 100 testimonial.

«È importante la presenza del ministero della Salute alla manifestazione dedicata alla diagnosi precoce promossa dal Policlinico Gemelli – afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. È in luoghi come questo che le persone si avvicinano al tema della prevenzione. Tennis& Friends è una iniziativa che ogni anno riscuote sempre più successo e la partecipazione di migliaia di persone ne è la conferma. Negli stand si potranno avere informazioni utili su come mantenersi in salute e fare sana informazione, di cui c’è sempre più bisogno”.

«La prevenzione è un pilastro della tutela della salute pubblica - dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi - e questa amministrazione tiene molto al benessere dei cittadini e dei tanti turisti che attraversano la Capitale. Tennis & Friends gode del nostro patrocinio proprio perché punta a sensibilizzare il grande pubblico ad avere un'attenzione maggiore alla propria salute. È un'occasione per adulti e bambini di sottoporsi a un check-up gratuito mentre si assiste alle partite dei personaggi noti dello spettacolo, dello sport e dell’imprenditoria. Un modo innovativo e divertente per prendersi cura di se stessi. Ringrazio tutta l'équipe dei medici specialisti del Policlinico Gemelli che dedicheranno il loro tempo a questa bellissima e importante iniziativa per Roma».
«Lo sport è fondamentale per la prevenzione – aggiunge il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Qualsiasi persona di buon senso sostiene che la pratica sportiva, anche modesta, aiuta a migliorare la qualità della vita. Tennis & Friends è una importante manifestazione in favore della diagnosi precoce, che cresce anno dopo anno. Siamo felici di vedere al Foro Italico tanti testimonial, tra cui atleti di ieri e di oggi, scendere in campo per sostenere una causa così nobile. Ma oltre al tennis, anche gli altri sport devono essere veicolo di supporto alla prevenzione».
«Abbiamo creduto a questo progetto sin dalla prima edizione – ricorda Angelo Binaghi, presidente della FIT - e consapevoli dell’importanza di veicolare il messaggio che la prevenzione e la pratica dello sport sono fondamentali per la salvaguardia della salute, siamo lieti di ospitare TENNIS E FRIENDS durante gli Internazionali Bnl d’Italia per i nostri appassionati».
«Siamo particolarmente fieri che anche quest’anno gli specialisti del Policlinico A. Gemelli saranno “sul campo” per promuovere la cultura della prevenzione e per effettuare gratuitamente esami e test nonché fornire consigli medici per le tante persone che partecipano a questo evento di grande richiamo – sottolinea il Direttore Generale del Gemelli Enrico Zampedri -. L’abbinamento sport e salute si sta rivelando negli anni particolarmente riuscito e siamo lieti di avere contributo a far crescere la consapevolezza dell’importanza della prevenzione sanitaria nella popolazione che affolla le strutture sportive del Foro Italico».
«Sostengo con entusiasmo questa iniziativa che avvicina i giovani al mondo dello sport - spiega il Presidente di T&F Nicola Pietrangeli-. Ma da ex tennista non posso non sottolineare l’importanza della ricerca medica per la prevenzione delle malattie. Anche lo sport è una forma di prevenzione e questa manifestazione ce lo ricorda perfettamente. Con i suoi numeri da record. Per questo motivo, il mio sogno è portare Tennis & Friends in tutte le regioni italiane».

A supportare il messaggio sull'importanza di un sano stile di vita, al fianco della madrina Lea Pericoli tanti amici ‘amici’ di TENNIS & FRIENDS: Paolo Bonolis, Rosario Fiorello, Maria De Filippi, Maria Grazia Cucinotta, Nicola Piovani, Giulia Penna, Bruno Vespa, Bobo Vieri, Gianni Rivera, Claudio Amendola, Andrea Lucchetta, Filippo Volandri, Sandrine Testud, Fiona May, Max Biaggi, Potito Starace, Corrado Barazzutti, Dario Marcolin, Roberto Baronio, Stefano Fiore, Carlo Verdone, Renzo Arbore, Renato Zero, Lorella Cuccarini, Milly Carlucci, Edoardo Leo, Al Bano, Paolo Calabresi, Neri Marcorè, Pietro Sermonti, Adriano Giannini, Filippo Nigro, Edoardo Bennato, Noemi, Dolcenera, Luca Barbarossa, Fausto Brizzi, Andrea Sartoretti, Valeria Solarino, Giovanni Veronesi, Amadeus, Max Giusti, Francesco Giorgino, Veronica Maya, Alessandro Haber, Sebastiano Somma, Jimmy Ghione, Massimiliano Ossini, Roberto Ciufoli, Anna Pettinelli, Mara Santangelo, Stefano Meloccaro, Matteo Garrone.
Tra le new entry l’ex centrocampista del Milan Clarence Seedorf che, come tutti gli altri, sfiderà le glorie del tennis di oggi e di ieri.
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Promosso per la prima volta in Italia dalla Beautiful After Breast Cancer Onlus il 6 marzo è LymphAday (Lymphedema Awareness Day) LA GIORNATA MONDIALE DEL LINFEDEMA. Una patologia che colpisce circa 40.000 italiani l’anno: dal 20 al 40% si tratta di pazienti sottoposti a trattamenti oncologici

Delle NUOVE POSSIBILITA’ DI CURA si parlerà al Policlinico Gemelli di Roma, ore 16, in un incontro APERTO AL PUBBLICO
CON I PIU’ IMPORTANTI ESPERTI IN MATERIA E LE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DI PAZIENTI

La chirurgia come forma di risparmio economico per il Sistema Sanitario Nazionale e per il paziente
I risultati dal 2015 ad oggi: su oltre 200 pazienti curati al Gemelli, con la combinazione di trattamenti microchirurgici e fisioterapici, ridotta la circonferenza dell'arto trattato dal 25% al 70%, ridotta l'incidenza di complicanze infettive con un miglioramento dei sintomi e dei segni legati al linfedema.

Anche in Italia quest’anno il 6 marzo sarà il LymphAday (Lymphedema Awareness Day), la Giornata Mondiale del Linfedema: istituita lo scorso anno dal Senato americano, celebrata in tutto il mondo e promossa, qui per la prima volta, dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus.
Per l’occasione i massimi esperti in materia e le principali associazioni di pazienti si incontreranno in un evento in collaborazione con il Centro per il Trattamento Chirurgico del Linfedema della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, aperto lo scorso anno e diretto dalla Prof.ssa Marzia Salgarello - Direttore UOC Chirurgia Plastica e presidente della BABC: un centro d’avanguardia per il trattamento del linfedema grazie alle competenze microchirurgiche e alla strumentazione di ultima generazione di cui dispone, che offre ai pazienti affetti da questa patologia le nuove tecniche microchirurgiche quali anastomosi linfaticovenulari e trapianto autologo di linfonodi.
Il Linfedema non è una patologia rara. La sua incidenza è purtroppo in crescente aumento, e in Italia si stimano circa 40.000 nuovi casi all’anno. Il Linfedema può insorgere nei pazienti che presentano delle alterazioni del sistema linfatico (Linfedema primario), ma sempre di più – si stima dal 20% al 40% - interessa i pazienti affetti da tumore, soprattutto patologie tumorali in cui si renda necessario intervenire con lo svuotamento dei linfonodi ascellari, inguinali e pelvici come per il tumore della mammella, tumori ginecologici, urologici, melanomi e sarcomi.
L’evento, condotto dalla giornalista Annalisa Manduca e aperto al pubblico, si terrà dalle ore 16 presso la hall del Policlinico con l’obiettivo di accendere un faro sul Linfedema, malattia del sistema linfatico caratterizzata dall’avere braccia o gambe gonfie per la stasi linfatica in modo cronico. Una patologia frequentemente sottovalutata: spesso i pazienti non vengono informati della possibile insorgenza del linfedema e quindi non sono educati in modo appropriato sui possibili trattamenti che, se messi in atto in fase iniziale, risultano essere ancora più efficaci.
Basti pensare che dal 2015 ad oggi presso il Gemelli gli oltre 200 pazienti curati hanno avuto una riduzione della circonferenza dell’arto trattato dal 25% al 70%, con un significativo miglioramento dei sintomi e dei segni legati al linfedema. La microchirurgia inoltre riduce l’incidenza di complicanze infettive, e può costituire un notevole risparmio economico per il Sistema Sanitario Nazionale e per il paziente: una diagnosi e un trattamento precoce infatti, sono più efficaci e riducono le spese legate alla gestione non appropriata di una malattia cronica.
“Questa giornata è l’occasione per ribadire l’importanza della microchirurgia nel trattamento di questi pazienti – spiega la Prof.ssa Marzia Salgarello - di divulgare le possibilità di cura per i pazienti sopravvissuti alla malattia tumorale ma poi affetti dalle conseguenze della terapia chirurgica “salvavita”, quale è l’accumulo di linfa negli arti dopo l’asportazione dei linfonodi. Ed è un piacere per tutti noi, medici e fisioterapisti che lavoriamo per migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti con il linfedema, avere l’opportunità di incontrare le associazioni dei pazienti e stabilire nuovi collegamenti e nuove modalità di collaborazione.”
Il 6 marzo si incontreranno al Gemelli personalità mediche di spicco nel trattamento del Linfedema, tra cui i principali fisiatri e fisioterapisti specializzati in materia come il Prof. Sandro Michelini, Presidente International Society of Lymphology (ISL) e Presidente Italian Lymphedema Framework (ITALF), e il Prof. Matteo Bertelli, genetista, fondatore e Presidente dell’Istituto di Genetica no-profit MAGI di Rovereto che illustrerà come la genetica influisca nella comparsa dei linfedemi primari. Insieme alla Prof.ssa Marzia Salgarello, saranno presenti anche l’Ing. Enrico Zampedri, Direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e il Prof. Giovanni Scambia Direttore del Polo Scienze della salute della Donna e del Bambino. Quindi sarà la volta dei malati, con le testimonianze delle più importanti associazioni dei pazienti come LILL (Lega Italiana Lotta al Linfedema), l’Associazione SOS Linfedema ONLUS, l’Associazione Lotta al Linfedema e l’Associazione Primi Elementi.
Durante la giornata sarà presentato il logo ufficiale del LymphAday, Lymphedema Awareness Day, e sarà proiettato il trailer del cortometraggio intitolato “LymphAday 2018” a cura del regista Antonio Centomani.

Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus
In America la Lymphatic Education & Research Network si impegna da circa venti anni su questo tema (lymphaticnetwork.org). In Italia la Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus ha tra i suoi obiettivi principali, oltre alla divulgazione dell’importanza della ricostruzione del seno dopo la mastectomia, la diffusione del trattamento del linfedema. Ciò si raggiunge attraverso la sensibilizzazione dei pazienti, degli addetti ai lavori e dei media circa l’importanza della diagnosi e del trattamento precoce di questa patologia, che ha un forte impatto personale e sociale per chi ne è affetto.

(visita il sito di beautifulabc.it)

Sabato 18 febbraio a Roma per la prima volta in Italia, Rudy Simone. Parteciperà al convegno “La scoperta delle Aspergirls®. Valorizzare i punti di forza e gestire i punti di debolezza delle ragazze nello Spettro Autistico”

Sabato 18 febbraio a Roma, in via della Pisana 1111 presso il Centro Ospitalità e Congressi Salesianum, si terrà il convegno Rudy Simone. La scoperta delle Aspergirls. Valorizzare i punti di forza e gestire i punti di debolezza delle ragazze nello Spettro Autistico, organizzato dall’Associazione Spazio Asperger Onlus in occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger. L’evento avrà luogo dalle 8.30 alle 18.30 e presenterà un fitto programma di interventi e di testimonianze personali al cui centro è la straordinaria figura di Rudy Simone, Aspergirl® da anni attivamente impegnata nella divulgazione delle specificità delle donne nello Spettro Autistico, spesso non viste dalla lente diagnostica e per questo private del supporto di cui potrebbero avere bisogno.

Autrice del libro Aspergirls®. Valorizzare le donne con Sindrome di Asperger e condizioni dello Spettro Autistico Lieve, Rudy Simone è autrice di cinque libri riguardanti la Sindrome di Asperger. È inoltre Presidente della International Aspergirl Society, organizzazione creata allo scopo di mettere in rete le donne nello Spettro Autistico allo scopo di valorizzarsi, comprendersi, educarsi e supportarsi a vicenda. Relatrice internazionale di indubbio valore in conferenze su autismo e Sindrome di Asperger tenutesi negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Germania e Francia, promuove vivacemente la self-advocacy e la gestione delle difficoltà legate alla Sindrome di Asperger. In occasione dell’evento del 18 febbraio, Rudy Simone si presenterà per la prima volta al pubblico italiano, offrendo la sua testimonianza di Aspergirl® e la sua competenza di donna, madre e mentore, impegnata nella divulgazione della specificità femminile all’interno dello Spettro Autistico.
Diagnosticate meno frequentemente dei maschi, le donne e le ragazze passano spesso inosservate all’occhio dei clinici esperti di autismo, quando addirittura non ricevono una serie infinita di diagnosi più o meno corrette che però non vanno ad individuare la sostanziale specificità della condizione di partenza. Spesso dotate di abilità camaleontiche, presentano infatti caratteristiche proprie, non riscontrabili nella prevalente letteratura clinica, elaborata a partire dallo studio ed analisi di casi clinici appartenenti al mondo maschile. Le donne nello spettro autistico lieve o Aspergirls®, secondo la definizione di Rudy Simone, esibiscono quindi una declinazione propria delle difficoltà e potenzialità legate alla propria condizione, che, se non supportata coerentemente, può portare all’esplosione di comorbidità cliniche e psichiatriche di notevole rilevanza, quali ad esempio anoressia e depressione.
Come afferma Rudy nell’introduzione al suo libro: “Questa è la croce della Sindrome di Asperger, le nostre difficoltà sono molto reali, ma non sempre ovvie per gli altri. Pertanto il nostro comportamento non viene riconosciuto”.

Per questo è importante imparare a riconoscere le caratteristiche delle Aspergirls®. La giornata del 18 febbraio intende quindi diventare un punto di partenza per approfondire l’argomento, evidenziando come le donne e le ragazze nello Spettro Autistico lieve o caratterizzate da Sindrome di Asperger possano, partendo dal riconoscimento delle proprie difficoltà e potenzialità, trasformarsi in piccole e grandi supereroine del quotidiano: Aspergirls® appunto.
Fortemente voluto dall’Associazione Spazio Asperger Onlus, l’evento prevede interventi sia di divulgazione scientifica sia di testimonianza diretta e personale, con l’intento di promuovere anche nel contesto italiano una cultura del riconoscimento e dell’accettazione delle specificità femminili delle Aspergirls®. Come descritto da Davide Moscone (Presidente dell’Associazione Spazio Asperger Onlus), nell’introduzione al libro di Rudy Simone, le donne “Sono consapevoli di essere diverse, senza conoscerne il motivo, ma sanno che per essere accettate del gruppo devono copiare il comportamento degli altri, finendo per non sapere cosa vogliono, cosa piace loro e chi sono, come fossero sempre su un palcoscenico”. Si tratta quindi di un vero e proprio vuoto identitario che ogni Aspergirl® si ritrova a dover affrontare. Il convegno offrirà quindi uno sguardo completo sulla questione affrontando temi e momenti diversi della vita di molte Aspergirls®: la difficoltà della diagnosi, i punti di forza e di debolezza della condizione, i disturbi alimentari, l’identità, l’amicizia, le relazioni affettive e l’arco della vita, dall’infanzia alla terza età.

Un’occasione unica per incontrare, conoscere e valorizzare le Asergirls®, bambine, ragazze e donne nello Spettro Autistico.

L'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani nelle ultime 48 hr ha accolto nei suoi reparti 4 casi di meningite, 2 di sesso maschile e 2 di sesso femminile, tutte sostenute da uno stesso batterio, lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco).

Di esse, due sono state sottoposte a intubazione ed assistenza rianimatoria con ventilazione meccanica invasiva già nell'ospedale di provenienza, Anzio e Albano, e sono state trasferite presso la terapia intensiva di questo Istituto. La prognosi è riservata.

La meningite pneumococcica è una malattia infettiva NON contagiosa per cui NON sono necessarie profilassi per impedire la trasmissione dell'infezione ad eventuali contatti. I principali fattori di rischio sono da riconoscere nelle infezioni batteriche del tratto respiratorio superiore come otiti e sinusiti.

Martedì 7 febbraio si è tenuta la conferenza degli "Stati generali sulla meningite", con la presenza del Ministro Beatrice Lorenzin e dei principali specialisti italiani
SIMIT - In arrivo le linee guida per la meningite. Martedì 7 febbraio giornata di studio con il ministro Lorenzin

Terminati gli "Stati generali sulla meningite": la SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, l'Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute fissano i punti principali per le future azioni in fatto di meningite

SIMIT - Meningite, a Roma il lancio delle Linee guida Simit: numeri, studi e vaccini

I casi di meningite meningococcica invasiva che vengono ogni anno segnalati in Italia sono circa 200, senza significative variazioni negli ultimi anni. L’incidenza annuale è quindi compresa tra gli 0,2 e gli 0,3 casi per 100,000 abitanti.

I casi di meningite meningococcica invasiva che vengono ogni anno segnalati in Italia sono circa 200, senza significative variazioni negli ultimi anni. L’incidenza annuale è quindi compresa tra gli 0,2 e gli 0,3 casi per 100,000 abitanti. L’incidenza è maggiore nei bambini al di sotto dell’anno di vita (oltre 4 casi per 100,000 in questa fascia d’età). Più del 50% dei casi sono causati, soprattutto nei bambini piccoli, dal siero gruppo B. Il sierogrouppo C è il secondo più frequentemente implicato. Dal 2015 si è osservato in Toscana un incremento inusuale di casi invasive dovuti a un ceppo appartenente al sierogruppo C e al complesso clonale 11 (cc11), che è caratterizzato da marcata invasività.

LO STUDIO IN TOSCANA - Sono stati coinvolti principalmente adulti e giovani adulti. Un recente studio attuato nella primavera del 2016 in Toscana su oltre 2000 tamponi faringei prelevati in marzo, aprile e maggio del 2016, ha evidenziato, nelle quattro aree interessate dallo studio, una percentuale di carriage compresa tra il 2,3 e il 4,7% nella fascia d’età tra gli 11 e i 19 anni e tra l’1 e il 2,3% nella fascia d’età tra i 20 e i 44 anni. Il meningococco C è stato isolato in solo 4 dei 58 casi positivi (tutti adolescenti), a suggerire che questo sierotipo sia caratterizzato da uno stato di carrier di breve durata.

I VACCINI - I vaccini per il meningococco attualmente disponibili in Italia sono tre: un vaccino monovalente coniugato contro il siero gruppo C, un vaccino tetravalente coniugato anti-A,C,Y,W e un vaccino subcapsulare contro il sierogruppo B. Il piano nazionale di immunizzazione recentemente approvato prevede la vaccinazione per il meningococco B nei bambini entro il primo anno di vita, il vaccino per il meningococco C nei bambini tra i 13 e i 15 mesi, il vaccino tetravalente ACYW negli adolescenti (dagli 11 ai 18 anni) e per chi viaggia all’estero in aree endemiche.

La vaccinazione è inoltre raccomandata per tutte le persone considerate ad aumentato rischio di malattia meningococcica (i portatori di immunodeficienze congenite ed acquisite e di particolari condizioni elencate nel piano). L’efficacia del vaccino monovalente anti meningoccocco C è risultata maggiore del 95% e la durata della protezione è stimata in circa 5-10 anni. I dati disponibili sono però ancora limitati e si ritiene necessario procedure a ulteriori studi sull’argomento. Nel piano vaccinale italiano è raccomandata negli adolescenti fino ai 18 anni una dose di vaccino anti-meningoccico quadrivalente ACYW135, sia che non abbiano mai effettuato, nell’infanzia, la vaccinazione C monovalente o quadrivalente, sia che abbiano già ricevuto una dose di vaccino.

IL NUOVO DOCUMENTO SIMIT - "La rete dei reparti di malattie infettive negli ospedali italiani - dichiara il Prof. Massimo Galli, Vicepresidente SIMIT, Professore Ordinario di Malattie Infettive all'Università di Milano - rappresenta un valido strumento per la cura e la diagnosi delle malattie contagiose e diffusive, per la raccolta di dati sulla diffusione, l’emergenza e la riemergenza delle infezioni e per la trasmissione di informazioni e bune pratiche di prevenzione all’interno degli ospedali ed alla popolazione tutta. Avvertendo la necessità di condividere le strategie di prevenzione, diagnosi e cura della MMI, con riferimento alle linee guida internazionali e ai contributi degli Esperti, la SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, in collaborazione con la Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ha promosso la stesura di un position paper contenente le raccomandazioni sui comportamenti da seguire nella gestione di diagnosi e cura di questa malattia e la sintesi dei più recenti dati epidemiologici".

Oltre alla trattazione dei temi precedentemente delineati, la giornata di studio si è proposto di definire i compiti degli infettivologi italiani e le modalità degli interventi che ad essi competono per quanto attiene alla estensione della proposta vaccinali alle popolazioni di pazienti a rischio. SIMIT si propone inoltre di esercitare quanto di sua competenza per facilitare l’applicazione sull’intero territorio nazionale delle indicazioni in merito alla profilassi e alla terapia della malattia meningococcica invasiva.

IL BATTERIO - Il meningococco (Neisseria meningitis) è un batterio commensale obbligato che non ha nessun vantaggio biologico ad assumere un ‘atteggiamento’ aggressivo. La sua strategia consiste nel ‘colonizzare’ la mucosa naso-faringea del suo ospite, che è esclusivamente rappresentato dalla nostra specie diffondendosi da una persona all’altra mediante aerosol di quelle che in termine tecnico si definiscono ‘large droplets’ di secrezioni respiratorie. Circa il 10% delle persone sane può, in ogni momento, essere portatore di N. meningitidis nelle vie respiratorie superiori ed è probabile che ciascuno di noi durante la sua vita ‘ospiti’ N.meningitis almeno per un periodo.

Questo fenomeno è noto come carriage (stato di portatore). I tassi di trasmissione e di carriage aumentano nelle comunità, soprattutto di giovani (caserme, collegi) e nei contatti dei casi di malattia meningococcica. Nei paesi ad alto reddito il carriage è più frequente negli adolescenti e nei giovani (prevalentemente tra gli 11 e i 20 anni) ed è favorito da infezioni respiratorie concomitanti, dal fumo di sigarette, da condizioni di sovraffollamento, dal bacio intimo. La condizione di carrier può prolungarsi per molti mesi, o essere intermittente o transitoria ed induce, entro poche settimane, una risposta anticorpale cui è attribuito un possibile ruolo protettivo. La gran parte dei ceppi isolati dai carrier sono privi di capsula, e quindi non in grado di causare infezioni invasive. Si stima che si possa verificare un caso di malattia meningococcica invasiva ogni mille portatori.

I fattori individuali che determinano la malattia invasiva sono tuttora poco definiti. I meningococchi isolati da pazienti con malattia invasiva (sepsi, meningite) appartengono ad un limitato numero di sierogruppi (prevalentemente A, B, C, Y e W135) e di complessi clonali (cc) iper-virulenti che possono includere sierogruppi diversi. Ad esempio, sia il sierogruppo W che ha causato epidemie nella cosiddetta fascia della meningite in Africa, sia il sierogruppo C, implicato nei casi recentemente osservati in Toscana, appartengono al cc11.

ASPETTATIVE - "La produzione di raccomandazioni sulla gestione clinica e diagnostica, sulla prevenzione di una malattia e sulle indicazione di ambiti di ulteriore ricerca fanno parte dei compiti istituzionali di SIMIT - dichiara il Prof. Massimo Galli - e rappresentano una delle principali ragioni che giustificano l’esistenza stessa di una società scientifica. Riunire i nostri Soci per discutere su questo tema è innanzitutto un segnale di attenzione di chi costituisce una prima linea di assistenza e cura contro questa malattia. Fornire uno strumento che sintetizza le conoscenze più aggiornate sulla malattia invasiva meningococcica significa inoltre offrire agli infettivologi e ai medici di tutta Italia uno strumento di lavoro di facile accesso e consultazione e una guida nella pratica quotidiana.

Il porsi interrogativi (e l’indurre i Colleghi a porseli) serve a proporre soluzioni e ambiti di ricerca per meglio chiarire tutto ciò che non è ancora del tutto definito. L’interrogarci sul nostro ruolo e l’organizzarci per quanto ci compete nel promuovere e prescrivere il vaccino, specie nelle ‘popolazioni speciali ad aumentato rischio’ (come probabilmente potrebbero essere le persone con infezione da HIV), serve a far camminare più rapidamente ed in maniera più efficiente gli interventi indicati dal Piano vaccinale nazionale testè approvato. Certamente, questi sforzi potrebbero essere in gran parte vanificati in assenza di una omogenea e pronta risposta delle regioni nell’ applicazione delle direttive del piano".

Torna il "Pap Test Day - La Linea giusta è prevenire"

Si parte sabato 28 gennaio dall'Ospedale Santo Spirito

Torna anche quest'anno l'appuntamento con il "PAP Test day", iniziativa inserita all'interno della campagna "La linea giusta è prevenire", promossa dalla ASL Roma 1 e dedicata a tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni residenti sul territorio di competenza. L'esame potrà essere effettuato senza prescrizione medica e senza prenotazione. La prima tappa di questo nuovo tour dedicato alla prevenzione sarà sabato 28 gennaio presso l'Ospedale Santo Spirito in Sassia, dove ci si potrà recare dalle ore 8.30 alle ore 12.30, mentre il prossimo, il 4 febbraio, il servizio sarà disponibile nel Consultorio di Primavalle, sempre alla stessa ora. Qui si effettuerà anche il test salivare hiv.

Il Pap-test si esegue ogni tre anni e può essere fatto anche in gravidanza, si esegue quando le mestruazioni sono finite da almeno tre giorni e non ci sono perdite di sangue; è necessario evitare l'uso di ovuli, creme o lavande vaginali nei tre giorni precedenti il prelievo e astenersi da rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti il prelievo.

Il "PAP test day" è inserito all'interno del Programma di Screening del tumore al collo dell'utero, una neoplasia che ogni anno causa solo nella Regione Lazio 280 nuovi casi e 100 decessi. Grazie al Pap-test, esame semplice e indolore, è possibile identificare lesioni al collo dell'utero prima che possano diventare tumore.

Nuova iniziativa di prevenzione e cura per l'infezione da HIV
INMI SPALLANZANI-ANLAIDS: AL VIA PROGETTO "FACCIAMOLO RAPIDO"
Dal 19 p.v. test salivare e gratuito presso la sede Anlaids e risposta dal medico in 20 minuti

Roma, 17 gennaio 2017 - Il 50% delle persone scopre di essere HIV positiva con una diagnosi tardiva, in una fase di malattia avanzata, quando l'immunità è già fortemente compromessa, e per di più con il timore di aver inconsapevolmente trasmesso l'infezione ad altre persone.

"Facciamolo Rapido" è il titolo del nuovo Progetto che vede, ancora una volta, la stretta collaborazione tra l'Istituto Nazionale Malattie Infettive-INMI Spallanzani e Anlaids Lazio sul tema prevenzione dell'infezione da HIV. Si offre la possibilità di eseguire il test gratuito salivare anche presso la sede Anlaids vicino alla Stazione Termini e in 20 minuti avere una risposta ed eliminare ogni dubbio. Un iniziativa per sensibilizzare ed educare a fare il test periodicamente anche in un luogo non "sanitario".

Lo spot "Svegliati e fai il test" presentato all'ultima giornata mondiale contro l'HIV, curato da Anlaids e girato allo Spallanzani, continua a ribadire l'importanza della diagnosi precoce: un gesto semplice grazie ad un test anonimo, accurato e rapido oltre che gratuito. Il video ha ottenuto in un mese oltre 60.000 visualizzazioni sui social https://www.youtube.com/watch?v=SHF06oyGvFg

"Facciamolo rapido" promosso da INMI Spallanzani e Anlaids Lazio Onlus è un nuovo progetto per dare un'ulteriore opportunità di accesso al test HIV. Sarà infatti possibile effettuare gratuitamente e in forma riservata un test rapido su fluido orale presso la sede di Anlaids Lazio, in Via Giovanni Giolitti, 42 (zona Termini/Laziali) il secondo e il quarto giovedi di ogni mese a partire dal 19 Gennaio.
Il risultato del test sarà comunicato da un medico dello INMI L. Spallanzani dopo 20 minuti.
Per info: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.00 allo 06 4746031.
Verrà inoltre offerta una consulenza individuale e fornite le informazioni sul rischio di trasmissione, sulle misure di prevenzione dal contagio da HIV e di altre infezioni trasmesse sessualmente, ma non sarà rilasciato il referto dell'esame. Se necessario, si potranno svolgere ulteriori esami presso lo Spallanzani.
"Prevenzione ed informazione sono rilevanti quanto clinica e ricerca per debellare la patologia- evidenzia Marta Branca, direttore generale dell'INMI Spallanzani. Il numero di malati affetti da HIV/AIDS e dei sieropositivi che vengono seguiti nel nostro Istituto è considerevole, pertanto ci impegniamo con sempre maggior determinazione in tutte le iniziative utili a prevenire la trasmissione del virus oltre che curare una patologia diventata cronica-degenerativa. "

Si stima che circa il 15% della popolazione con infezione da HIV non sia a conoscenza del proprio stato, e che da questo gruppo di persone abbia origine circa la metà dei nuovi casi di infezione.

"Fare il test – sottolinea il Presidente Anlaids Lazio, Massimo Ghenzer - è il più grande gesto di responsabilità nei confronti di se stessi e degli altri. Permettere di poterlo eseguire non solo nelle strutture ospedaliere è sicuramente un mezzo per incrementarne gli accessi rispettandone i requisiti scientifici grazie alla presenza dei medici dello Spallanzani ".

Allo Spallanzani è sempre disponibile l'ambulatorio del centro di riferimento AIDS "Stanza 13"

TESARO ARRIVA IN ITALIA PORTANDO INNOVAZIONI IMPORTANTI PER I PAZIENTI ONCOLOGICI

TESARO, azienda biofarmaceutica oncologica, stabilisce la propria sede in Italia e altri Paesi europei. L’espansione internazionale della sua presenza servirà a supportare il lancio di due nuove molecole nel 2017

TESARO sarà presente al Congresso dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che si svolge dal 28 al 30 ottobre a Roma

TESARO, azienda biofarmaceutica oncologica americana, nell’ambito di un piano di espansione internazionale per supportare il lancio di due nuove molecole entro il 2017, annuncia l’apertura della sede italiana a Roma. L’azienda ha recentemente inaugurato il suo headquarter internazionale in Svizzera e successivamente le sedi locali in Italia ed in altri Paesi europei.
L’espansione internazionale di TESARO ha l’obiettivo di supportare il lancio in Europa di due nuovi farmaci nel 2017: un antagonista del recettore NK-1 per il trattamento di nausea e vomito indotti da chemioterapia (CINV), la cui autorizzazione all’immissione in commercio è attualmente in revisione da parte dell’EMA, ed un PARP-inibitore i cui risultati dello studio di fase III nel tumore dell’ovaio sono stati recentemente presentati al Congresso della European Society of Medical Oncology e pubblicati su New England Journal of Medicine.
“TESARO è un’azienda biofarmaceutica oncologica focalizzata a sviluppare e rendere disponibili terapie per migliorare la vita delle persone che devono affrontare il cancro – commenta Orlando Oliveira, Senior Vice President & General Manager, TESARO International – in TESARO siamo impegnati nello sviluppo e commercializzazione responsabile di terapie innovative. Il nostro piano è di lanciare due nuovi farmaci in Europa nel 2017”.
TESARO ha una pipeline robusta e ben bilanciata fra le diverse fasi di sviluppo che comprende anche un portafoglio di molecole in fase iniziale di sviluppo candidate a diventare farmaci immuno-oncologici. “TESARO è stata fondata nel 2010 – spiega Roberto Florenzano, Vice President e General Manager di TESARO Italia – in questi 6 anni ha acquisito i diritti per una serie di molecole, ha completato più di 15 studi clinici e ha costruito una pipeline che include diverse molecole, tra cui diversi anticorpi monoclonali in immuno-oncologia che hanno come target PD-1, TIM-3 e LAG-3. Per i primi due stanno partendo gli studi clinici di Fase I”.
“Vogliamo diventare un partner di riferimento per la comunità oncologica italiana – continua Roberto Florenzano – siamo già al lavoro seguendo con attenzione l’evoluzione della politica sanitaria italiana per comprendere al meglio le sfide da affrontare, lavorando in collaborazione con le Istituzioni, gli esperti, le Società scientifiche e le Associazioni di pazienti con l’obiettivo di permettere ai pazienti che ne possono beneficiare un rapido accesso ai nostri farmaci innovativi. I pazienti sono al centro di tutto quello che facciamo in TESARO e sono la ragione per la quale portiamo avanti il nostro impegno con un senso di urgenza e passione”.

La prima uscita ufficiale di TESARO in Italia sarà rappresentata dal Congresso AIOM - Associazione Italiana di Oncologia Medica, che si terrà a Roma fino al 30 ottobre. Gli oncologi presenti al congresso potranno incontrare il Team TESARO per avere maggiori informazioni sull’Azienda e le iniziative in Italia.

TESARO è un’azienda biofarmaceutica oncologica focalizzata a sviluppare e rendere disponibili terapie per migliorare la vita delle persone che devono affrontare il cancro. Per ulteriori informazioni, visitate www.tesarobio.com e seguiteci su Twitter e LinkedIn.

Per agevolare la prevenzione vascolare del paziente Diabetico l’IDI dedica ai pazienti arteriopatici un ambulatorio di chirurgia vascolare pomeridiano in regime di convenzione senza attese. A partire da giovedì 13 ottobre p.v., e per tutti i giovedì del mese fino al 24 novembre, i pazienti potranno usufruire, su prenotazione, di una visita per la valutazione specialistica vascolare e, al tempo stesso, dell’ecocolordoppler dei vasi epiaortici, test di prima scelta in tutti i pazienti in cui si sta valutando l’opportunità di una rivascolarizzazione.
L’arteriopatia periferica (AP) degli arti inferiori è una malattia comune che colpisce il 3-7% della popolazione generale e il 20% dei soggetti di età superiore a 75 anni. Recenti studi epidemiologici dimostrano una elevata prevalenza della vasculopatia periferica proprio nei pazienti diabetici. Una diagnosi precoce e i trattamenti più appropriati possono apportare un significativo miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da questa patologia .

Porte aperte ai cittadini per informazioni su come prevenire i tumori.
Distribuzione vaccino HPV alla popolazione maschile e ricette della salute dalla chef

OPEN DAY, PREVENZIONE E INFORMAZIONE: DIFENDIAMOCI DAL CANCRO!
Mercoledì 12 Ottobre dalle ore 9.30 alle 13:00
Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto San Gallicano

Agli IFO nel mese di Ottobre la prevenzione diventa protagonista. Open Day Prevenzione e Informazione è un appuntamento da non perdere perché ha come obiettivo quello di sensibilizzare e "istruire" la popolazione a difendersi dal cancro, attraverso 4 temi di grande attualità:

- Il nostro sistema immunitario sentinella contro i tumori
- Tumori e infezioni: proteggiamoci dal virus HPV con il vaccino.
- Stili di vita corretti: perché smettere di fumare?
- L'importanza dell'alimentazione: la prevenzione nel piatto con il carciofo

Dopo gli interventi degli esperti verrà offerta gratuitamente la prima dose del vaccino HPV alla popolazione maschile che va sensibilizzata alla profilassi quanto quella femminile .

L'evento si concluderà con una dimostrazione culinaria dove la famosa chef romana Adele Mazzoni preparerà ricette a base di carciofi: alimenti funzionali antitumorali.
L'iniziativa è patrocinata dall'Associazione Italiana Ricerca Cancro – AIRC.

"Conoscere a fondo il sistema immunitario per prevenire la formazione dei tumori – spiega Paola Nisticò, responsabile della Immunologia e Immunoterapia dei tumori IRE - rappresenta una grande sfida per ridurre l'incidenza della malattia e giungere a strategie terapeutiche innovative."

"Stiamo conducendo una importante campagna di vaccinazione HPV rivolta anche alla popolazione maschile - evidenziano Luciano Mariani e Aldo Venuti, Responsabili dell'HPV UNIT IFO - Dati recenti dimostrano che il papilloma virus (HPV) non è solo coinvolto nel carcinoma della cervice uterina, ma anche nei tumori dell'orofaringe, che sono in aumento soprattutto nella popolazione maschile."

"La prevenzione inizia a tavola – assicura Manuela Giovannetti, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutrafood, Nutraceutica e Alimentazione per la Salute, Università di Pisa. - Alcuni alimenti hanno proprietà funzionali anti-tumore."

"Tra questi di rilievo gli estratti di carciofo - prosegue Stefania Miccadei, ricercatrice dell'Immunologia e Immunoterapia dei Tumori IRE - di cui all'Istituto Regina Elena abbiamo studiato le molteplici proprietà."

Oncofertilità nei centri pubblici italiani. Quanti sono? Dove sono?
Il Censimento dell'Istituto Superiore di Sanità
Sabaudia 6-7 ottobre

Nella capitale l'avvio di un nuovo modello di rete assistenziale pubblica per le pazienti oncologiche in età fertile.

Annunciato l'accordo tra la Banca del tessuto ovarico dell'Istituto Nazionale Tumori (IFO) e il centro di pma del Sandro Pertini di Roma che si conferma un centro di eccellenza a livello nazionale ora anche nel campo dell'oncofertilità

Il futuro dell'oncofertilità femminile nell'integrazione delle due tecniche di crioconservazione degli ovociti e la conservazione del tessuto ovarico

Presentati a Sabaudia (LT), in occasione della decima edizione de "Le giornate di Andrologia e Medicina della Riproduzione" il censimento condotto dall'Istituto Superiore di Sanità sui centri di PMA di II e III livello che crioconservano gameti/tessuti per la preservazione della fertilità in pazienti oncologici allo scopo di conoscerne la distribuzione sul territorio.

I dati sono stati presentati e discussi in occasione dell'evento scientifico promosso dal professor Rocco Rago - Direttore del centro di sterilità dell'ospedale romano Sandro Pertini – e dal prof. Andrea Lenzi – Presidente della Società Italiana di Endocrinologia - e quindi confrontati ed integrati con alcuni dei dati emersi dall'indagine svolta da un gruppo di lavoro coordinato dallo stesso prof. Rago.

L'evento è stato inoltre l'occasione per annunciare l'accordo di collaborazione tra la Banca del tessuto ovarico dell'Istituto Nazionale Tumori (IFO) di cui è responsabile il prof. Enrico Vizza - direttore di Ginecologia oncologica dell'Ifo – e proprio il centro di sterilità diretto da Rocco Rago.

Sulla base del censimento dell'ISS, che ha raggiunto un totale di 201 centri di PMA di II e di III livello, il totale dei centri pubblici di oncofertilità in Italia risulterebbe essere di 28 unità, così distribuiti: 15 al nord, 6 al centro, 7 al sud.

Nel complesso, l'offerta privata supera di poche unità quella pubblica con un totale di 33 centri privati, ma dislocati in maggioranza nel sud, dove si segnala anche una totale assenza, sempre secondo i dati pervenuti all'ISS, di centri privati convenzionati.

Al centro spicca ancora una volta per eccellenza nel Lazio, il centro pubblico di sterilità dell'ospedale romano Sandro Pertini, che a completamento della già collaudata collaborazione con la banca del seme del Policlinico Umberto I di Roma diretto dal prof. Andrea Lenzi, ha ora annunciato l'accordo di collaborazione con la Banca del tessuto ovarico dell'Istituto Nazionale Tumori (IFO) di cui è responsabile il prof. Enrico Vizza - direttore di Ginecologia oncologica dell'IFO.

Il risultato finale sarà un polo di eccellenza nella preservazione della fertilità femminile e maschile nel Lazio.

La collaborazione tra i due enti è in corso già da qualche mese ed attende solo la ratifica ufficiale della convenzione tra i due. Già a luglio di quest'anno, infatti, presso il Sandro Pertini, il primo intervento di congelamento degli ovociti in una giovane di 19 anni, mentre altre sono ora le donne affette da tumore, tutte molto giovani, che si sono affidate all'assistenza del centro romano. Grazie all'intervento di congelamento degli ovociti le pazienti potranno proseguire le cure per la loro neoplasia senza più il timore di perdere la loro fertilità.

"A prescindere dal numero, il paese ha bisogno di individuare le specifiche competenze e le eccellenze sul territorio per dar vita ad una vera e propria rete di centri di Oncofertilità che rispondano a precisi requisiti organizzativi, tecnologici, di qualità e di sicurezza – ha dichiarato Rocco Rago commentando i dati del censimento. Questi Centri devono essere situati all'interno di una struttura pubblica, e per quanto concerne il prelievo ovocitario all'interno delle strutture di procreazione medicalmente assistita, dove già operano staff di medici e biologi di comprovata esperienza e specifica competenza. Occorre quindi avviare un confronto costruttivo tra operatori e istituzioni sanitarie, ma anche facilitare e migliorare il livello di comunicazione e lo scambio di informazioni tra i centri specialistici dislocati sul territorio per permettere agli oncologi di indirizzare i pazienti al centro di oncofertilità a loro più vicino e più indicato per le specifiche esigenze".

Il futuro dell'oncofertilità femminile? "Un' integrazione dei due sistemi di preservazione della fertilità oggi noti, ovvero la collaudata tecnica di crioconservazione degli ovociti, che apre necessariamente la porta ad una successiva procreazione medicalmente assistita, e la tecnica ancora sperimentale della conservazione del tessuto ovarico nelle donne eleggibili per questo secondo tipo di trattamento. Attualmente, ha spiegato il prof. Enrico Vizza - circa il 10% delle donne a cui viene diagnosticato un tumore è in età fertile e in un vicino futuro, grazie all'integrazione delle due tecniche, una percentuale di queste donne, una volta guarita dalla sua neoplasia, potrà tornare a sperare di diventare madre anche attraverso una gravidanza spontanea".

Gli IFO aderiscono alla Giornata Mondiale della Salute Mentale
OPEN DAY: DONNA E BENESSERE MENTALE IN ONCOLOGIA E DERMATOLOGIA
Consulenze gratuite psicologiche e psichiatriche
Lunedì 10 Ottobre dalle ore 10.00 alle 16:00

Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto San Gallicano

Una giornate a porte aperte agli IFO Regina Elena e San Gallicano, durante la quale vengono messi gratuitamente a disposizione delle pazienti oncologiche e dermatologiche servizi clinico-diagnostici e informativi, con l'obiettivo di sostenere la popolazione femminile sensibilizzandola sull'importanza della salute psico-fisica.

"Donna e Benessere Mentale in oncologia e dermatologia" è l'appuntamento degli IFO che aderiscono alla 3° edizione dell'open day sulla salute mentale femminile promossa da Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 Ottobre).

L'appuntamento agli IFO Regina Elena e San Gallicano si apre con una presentazione di Patrizia Pugliese Responsabile della Psicologia IFO e Tonino Cantelmi, Responsabile della Psichiatria IFO, sulle attività degli Istituti mirate al benessere psicologico dei propri pazienti.
Dalle 11:00 fino al pomeriggio gli specialisti offriranno ai pazienti consulenze gratuite psicologiche e psichiatriche.

Per ricevere una consulenza psicologica è necessario prenotarsi chiamando il numero 0652666155 (dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 16:00).
Per ricevere una consulenza psichiatrica è necessario prenotarsi chiamando il numero 0652662055 (martedì e giovedì dalle 09:00 alle 12:00).

Le associazioni di volontariato presenteranno laboratori e attività continuative che si svolgono negli Istituti, orientate al benessere fisico e psicologico delle pazienti. Tra queste il Corso di Yoga tenuto da istruttori della Federazone Italiana Yoga e "Insieme più belle" uno spazio settimanale di bellezza e benessere.

Il 19 ottobre 2016 è BRA-day - V Giornata internazionale per la Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria

Per chi ha vissuto la dolorosa esperienza del tumore al seno un futuro più sereno può ripartire proprio dalla ricostruzione mammaria. Una possibilità, nonché un diritto, che solo un terzo delle pazienti prende in considerazione, nonostante sia una parte fondamentale del percorso di cura e di ripresa della propria serenità, personale, sociale e affettiva.

Al Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, ore 17.30 Incontro sull'importanza della ricostruzione mammaria promosso dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus con gli esperti del settore e tanti ospiti,
tra cui Rita Dalla Chiesa.
Premiazione dei vincitori del concorso letterario "Quelle BRAve ragazze"
Conduce Maria Concetta Mattei

Torna mercoledì 19 ottobre il "BRA-Day" – Breast
Reconstruction Awareness Day, la giornata internazionale della "Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria".
L'iniziativa, giunta alla sua V edizione, prevede una serie di eventi divulgativi in vari ospedali italiani: coordinati dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, fondata dalla presidente Prof.ssa Marzia Salgarello, a Roma, Palermo, Bologna, Forlì, Modena, Verona e Trento, numerose le proposte di informazione e divulgazione in programma, nel corso delle quali saranno anche annunciati i vincitori del concorso letterario nazionale "Quelle BRAve ragazze".

Il concorso, ideato dalla Prof.ssa Adriana Cordova, professore ordinario di chirurgia plastica dell'Università di Palermo e presidente eletto della SICPRE (Società italiana di Chirurgia Plastica ricostruttiva ed estetica), è la novità del BRA-Day 2016. Finalizzato a promuovere la scrittura quale terapia che aiuta a superare il dolore, il contest ha selezionato dieci racconti legati ad esperienze di tumore al seno che verranno presto pubblicati dalla casa editrice Leima.

A Roma, in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, si terrà un incontro nella hall dell'ospedale alle ore 17.30 condotto dalla giornalista Maria Concetta Mattei: una tavola rotonda per parlare di un futuro più sereno per le donne dopo un tumore al seno.

Al dibattito parteciperanno alcuni esperti della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli tra cui il Prof. Giovanni Scambia (Direttore del Polo Scienze della Salute della Donna e del Bambino), il Prof. Riccardo Masetti (Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Senologica) e la Prof.ssa Marzia Salgarello (Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Plastica).

Nel corso dell'evento interverranno anche la giornalista Rita Dalla Chiesa, la prof.ssa Lucetta Scaraffia, la prof.ssa Chiara Palazzini, psicologa, la Dott.ssa Ida Paris, oncologa, e tanti altri, e sarà proiettato "Segni di Segni", il cortometraggio firmato dalla regista Agnese Rizzello; in chiusura, alcune donne che hanno affrontato la malattia sfileranno con gli abiti dello stilista Gianfranco Venturi.

Per chi ha vissuto la dolorosa esperienza della malattia, un futuro più sereno può ripartire proprio dalla ricostruzione mammaria. Una possibilità, nonché un diritto, che solo un terzo delle pazienti prende in considerazione, nonostante sia una parte fondamentale del percorso di cura e di ripresa della propria serenità, personale, sociale e affettiva.

La Fondazione Beautiful After Breast Cancer, fondata nel 2011 dal celebre chirurgo plastico belga Phillip Blondeel e presieduta in Italia dal responsabile dell'Unità di chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico Gemelli, Prof.ssa Marzia Salgarello, è un'organizzazione internazionale multidisciplinare il cui obiettivo è aiutare le pazienti che hanno avuto diagnosi di tumore al seno a ricostruire la propria esistenza.
La Onlus si dedica alla divulgazione di informazioni riguardo al tumore al seno ed alla ricostruzione mammaria, impegnandosi a trasmettere al personale medico, alle pazienti e ai media l'importanza di tale scelta e del benessere dopo una diagnosi di tumore.

Ottobre Rosa, le date della ASL Roma 1 per il mese della prevenzione

Anche quest'anno la ASL Roma 1 aderisce all'"Ottobre Rosa", campagna gratuita per la prevenzione del tumore al seno promossa dalla Regione Lazio per sottolineare l'importanza della diagnosi precoce di questa patologia.

Si parte sabato 8 ottobre al Centro di Senologia dell'Ospedale Santo Spirito dove l'equipe del Gruppo Multidisciplinare di Specialisti e il personale dello Screening Mammografico dalle ore 8 alle 16 effettueranno ad accesso libero visite ed esami diagnostici e forniranno informazioni mentre nell'adiacente Cortile dei Frati, per alleggerire i tempi di attesa, si alterneranno momenti di intrattenimento, con la collaborazione del coro "Accordi e Disaccordi", e testimonianze di donne colpite da tumore al seno. L'appuntamento si ripeterà il 22 ottobre, il 12 e 16 novembre e il 3 dicembre sempre dalle ore 8 alle 16.

Nel Centro Integrato di Senologia del San Filippo Neri, invece, la data è quella del 20 ottobre dalle ore 14 alle 18; l'accesso in questo caso avviene tramite prenotazione telefonica allo 06 3306.2627 (dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13).

Nel Centro Sant'Anna per la tutela della salute della donna l'iniziativa si terrà nei giorni 1, 8, 15,22 e 29 ottobre, ore 7.30-11.30, e 8 e 15 novembre dalle 8 alle 13. Nel Nuovo Regina Margherita le date sono quelle del 19 ottobre dalle ore 8 alle 13, il 24 e il 31 ottobre ore 13.30-18.30 e il 16 novembre sempre dalle ore 8 alle 13. Il numero verde da contattare in tutti e due i casi è 800.334.900 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17) oppure 06 7730.5260 (lunedì-mercoledì e venerdì ore 9-12 e martedì e giovedì ore 14.30-16.30).

Gli appuntamenti per la ASL Roma 1 sono
Centro Integrato di Senologia - Santo Spirito in Sassia (lungotevere in Sassia 1, Chiostro dei Frati)
8 e 22 ottobre, 12 e 16 novembre, 3 dicembre ore 8.00-16.00
Accesso libero
*fino a 160 donne

Centro Integrato di Senologia – San Filippo Neri (Via Giovanni Martinotti 20 – Roma)
20 ottobre ore 14.00-18.00
Prenotazione telefonica allo 06 3306.2627 (dal lunedì al sabato ore 8.00-13.00)

Presidio Territoriale Nuovo Regina Margherita (Via Emilio Morosini 30 – Roma)
19 ottobre ore 8.00-13.00
24 ottobre e 31 ottobre ore 13.30-18.30
16 novembre ore 8.00-13.00

Prenotazione al numero verde 800.334.900 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17) oppure 06 7730.5260 (lunedì-mercoledì e venerdì ore 9.00-12.00 e martedì e giovedì ore 14.30-16.30)

Centro Sant'Anna per la tutela e la salute della donna (Via Garigliano 5 – Roma)
1, 8, 15, 22 e 29 ottobre ore 7.30-13.30
8 e 15 novembre ore 8.00-13.00
Prenotazione al numero verde 800.334.900 (dal lunedì al venerdì 8.00-17.00) oppure 06 7730.5260 (lunedì-mercoledì e venerdì ore 9.00-12.00 e martedì e giovedì ore 14.30-16.30)

Strutture sul territorio della ASL Roma 1 che hanno dato adesione

Ospedale CRISTO RE (Edificio A piano 0 - Via delle Calasanziane 25 – Roma)
8 ottobre 2016 ore 18.00-13.00
Tutti i giovedì e venerdì di novembre 2016
2 appuntamenti a giornata (alle ore 14:30 e alle ore 14:45) per il mese di novembre 2016
Chiamare il numero 06 6124.5390 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00- 12.00

Ospedale San Carlo di Nancy (Via Aurelia 275 – Roma)
Chiamare il numero dedicato 0639706215 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30 oppure inviare e mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tutti i mercoledì di ottobre
Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 per il mese di ottobre
Tutti i mercoledì di novembre
Dalle ore 8.00-11.30 per il mese di novembre

Fondazione Luigi Maria Monti - Istituto Dermopatico dell'Immacolata – IRCCS – (Servizio di Radiologia Piano 2 - Via dei Monti di Creta 104 – Roma)

4, 6, 10, 13, 18, 20, 24, 28, 31 ottobre

3, 7, 10, 11 novembre
Dalle ore 7.40-12.00
Chiamare il numero 06 6646.4094

San Giovanni Calibita Fatebenefratelli (Servizio di Radiodiagnostica Isola Tiberina)
10, 17, 24 ottobre
Dalle ore 7.00 alle ore 9.00 tre persone al giorno eco + mammografia
Chiamare il numero 06 6813.6911 (per comunicazioni di servizio 06 6837.308)

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Info testata

Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

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