Un’ottima ricetta veloce, molto apprezzata e famosa a Roma, che dimostra che il brunch è per noi un’antica invenzione, anche se non portava questo nome. Sì, perché, tradizionalmente, pizza e fichi si mangia da tempo immemorabile a metà mattina, diciamo verso le 11, quando si passa la giornata all’aria aperta, in mare, in campagna o in collina, appena l’appetito si fa prepotentemente sentire e va perciò rapidamente placato.
La scelta degli ingredienti di qualità è essenziale: i fichi devono essere sodi e maturi, in modo che il dolce sia intenso, mentre la pizza, bianca e tagliata e metà dal panettiere, deve essere leggermente salata in superficie, con poca mollica, ma bella spugnosa, per assorbire bene i fichi spaccati e ben premuti al suo interno.
La variante per eccellenza di questa semplicissima pietanza prevede l’aggiunta di prosciutto crudo: potete usare quello dolce di Parma, o un tipo leggermente più saporito, a seconda dei gusti. Qui si esce un po’ dalla tradizione più tipicamente romana, ma naturalmente l’eccezione è stata accolta con entusiasmo già da diversi anni ed è entrata subito nella fantasia popolare. Non sottovalutate però il valore nutrizionale di un piatto così ricco, che diventa in questo caso più adatto ad un pranzo veloce o ad una cena completa.
Questa prelibatezza è così nota e popolare che l’espressione “pizza e fichi” è diventata un modo di dire che indica qualcosa di così famoso da essere ovvio e conosciuto a tutti, ma anche in qualche modo e conseguentemente banale, facile, quasi scontato. Per questo è stato usato infinite volte come nome, ironico e scanzonato, da diverse realtà legate alla cucina e non. E’ infatti il nome di diversi ristoranti, tra cui alcuni all’estero, e, naturalmente, pizzerie, ma anche di una band, di un portale, di una pagina di Facebook, e così via. Insomma questo speciale ma anche semplice incontro tra frutta e pizza, e quindi tra dolce e salato, tra fresco estivo e caldo di forno, tra un prodotto donato dalla natura e uno dalla tradizione gastronomica, ha stimolato la creatività artistica più allegra di tutti gli italiani nel mondo.