Ovvero: quando il popolo fa la storia, anche il principe perde la boria (Doria è una delle tante famiglie principesche di Roma).
In questo proverbio, ancora una volta in rima, si sente tutto l’orgoglio del popolo, non solo romano, della forza che ha … o che potrebbe avere se solo...
Si sente spesso dire che la storia è fatta da tutti, soprattutto dalle persone comuni, semplici, poco note e, almeno apparentemente, poco importanti. E’ sempre difficile dire come vanno davvero le cose utilizzando frasi brevi e lapidarie. Anche questa visione, pur affascinante, risulta opinabile, se non altro parziale, forse un po’ romantica e sicuramente dettata da una certa speranza.
Ciononostante, questo detto si riferisce in particolare non tanto al quotidiano, ma piuttosto a quei momenti in cui un popolo, stritolato dalla fame e dalle ingiustizie, portato allo stremo delle forze e abbandonato dai suoi governanti, finalmente si ribella. Arrivato a tal punto, e purtroppo non prima, pretende alcuni diritti fondamentali con la forza della disperazione. In quei frangenti la voce che si fa sentire è quasi esclusivamente quella della violenza cieca e vendicativa. E anche il più tranquillo, sicuro e protetto dei governanti viene assalito dal terrore dell’irrazionalità aggressiva caratteristica della massa inferocita.
E a buona ragione.
Sa bene, infatti, di non poter più controllare quei ribelli, considerati pecore fino ad un attimo prima, e perde la boria, quella sua aria di sicurezza e sfoggio di potere di cui si era permeato così a lungo, mostrando un’unica maschera al suo popolo.