N° 91
9 settembre 2010
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Costruire e fare rete per diventare comunità Hot

 
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bandiera_romania_resizeDigitando romeni a Roma su Google, i risultati che se ne traggono, a parte i primi due, trattano argomenti che li vedono coinvolti in episodi più o meno gravi, ma comunque di cronaca, e troppo spesso di cronaca nera.

Sarebbe inutile oltre che superfluo affermare che la comunità romena in Italia e a Roma, non è solo questo; è un popolo dalla profonda e radicata cultura, con una lingua neolatina simile alla nostra, che nell'ultimo secolo ha attraversato anni di duro regime dittatoriale, che ha lasciato profonde ferite e limitazioni nei costumi e nei comportamenti della popolazione.



lingua_romena_resizeAbitudini e atteggiamenti che hanno portato i Romeni ad una totale mancanza di fiducia, sia verso l'esterno che verso la loro stessa comunità, che a volte impedisce loro di essere organizzati, informati, e cosa ancora più grave, spesso impedisce di essere accettati.

Il rischio è quello di ridurre e perdere radici culturali, tradizioni, e lingua, ed essere più facilmente vulnerabili.



Se si pensa che le uniche opportunità di riunione e di fare rete tra loro che i romeni hanno, a Roma, sono offerte dalla chiesa, (la Basilica S. M. in Campitelli, vicino al teatro Marcello, riunisce ogni domenica alle 15,30 i giovani romeni per la Santa Messa celebrata in rumeno, la Basilica di Scala Coeli alle Tre Fontane in via Laurentina 289, e la Basilica Natività del N.S.G.C. in via Gallia 162) non si rimarrà stupiti da questo smarrimento generale, che spesso, senza giustificazione porta alcuni componenti di questa collettività, sulle prime pagine dei quotidiani per atti di cronaca.

Prima di passare a nomi e numeri, è bene riprendere il tema dell'integrazione, che potrebbe sembrare apparentemente facile, visto che in genere il primo step da superare di chi si trova lontano dal proprio paese d'origine, è quello della lingua. Quindi una volta appurato che le origini della lingua romena e della nostra sono praticamente uguali poiché derivanti dal latino, e che anche le due culture sono abbastanza simili, il gioco dovrebbe essere fatto; e invece no, l'integrazione, che per tali motivi dovrebbe risultare piuttosto semplice,  rimane invece il primo vero e più complesso problema.

Nonostante l'entrata nell'Unione Europea avvenuta nel 2007, molti romeni continuano a dormire o vanno a mangiare presso i centri Caritas, molti altri ancora hanno la loro fissa dimora alla stazione Tiburtina, sotto i ponti della Tangenziale, nelle case in rovina, o nelle auto rimesse abbandonate, e tutti o quasi, arrivati in Italia, si rendono conto che qui non c'è il paradiso come gli era stato promesso o come vedevano dalla televisione, arrivando a perdere il lume della ragione.



Numerose sono le associazioni di romeni a Roma, o che si occupano di integrazione ed interculturalità. Tra queste Italia- Romania insieme in Europa (www.infosempreinsieme.org), costituitasi nel gennaio del 2004 con lo scopo di rappresentare gli interessi genererai di tutti i cittadini romeni residenti nella zona di Roma. Inoltre sono previsti presso la sede dell'associazione, numerosi servizi, tra cui l'apertura di centri estivi sul litorale,  di un centro culturale, di centri CAAF e SIAS, e di un numero di SOS.



L'associazione Noi suntem romani, con sede a Viale Spartaco n.54, raggiungibile on line all'indirizzo www.noi-suntem-romani.org (completamente in lingua rumena) mette a disposizione alcuni servizi tra cui: assistenza domiciliare, assistenza giuridica, intermediazione immobiliare, corsi gratuiti di formazione professionale, organizzazione di eventi culturali e sportivi.



Al sito www.latibi.eu, in rumeno, si può entrare in contatto con una piccola associazione dal nome Associazione culturale Arci- Transilvania, che mira a far sentire uniti tutti i romeni che abitano Roma il cuore dell'Italia (così la definiscono), ma che vogliono sentirsi più vicini a  casa, per non essere soli, e per mantenere viva la loro identità, la loro cultura e le loro tradizioni.



L'associazione socio-culturale Vocea Românilor, strettamente connessa all'ambasciata di Romania a Roma e con l'Accademia, si occupa di diffondere news, eventi soprattutto formativi e culturali; l'ultimo a suscitare interesse, quello svoltosi il 9 e 10 maggio con il sostegno del  Ministero degli Affari Esteri e il Dipartimento per le relazioni con i rumeni con l'obiettivo principale di svolgere corsi professionalizzanti rivolti ai membri delle Associazioni rumene in Italia, ai fini di acquisire conoscenze teoriche e competenze pratiche per sviluppare, attuare e valutare progetti per sostenere le attività della comunità rumena nella penisola (tutte le news e gli eventi sono consultabili al sito http://www.vocearomanilor.it/) .



Infine, l'associazione Spirit Romanesc (http://spirit-romanesc.net in italiano) sorta allo scopo di tutelare i diritti civili sostenendo l'organizzazione dei lavoratori romeni migranti, sostenerne lo sviluppo e le iniziative mediante la promozione di progetti nelle amministrazioni locali e nelle piccole e medie imprese, informare e sensibilizzare la collettività su tematiche e problemi relativi al mondo romeno nel suo complesso. Tale associazione capitolina è costituita da una squadra di mediatori culturali e molteplici collaboratori (psicologi, assistenti sociali, avvocati, contabili, progettisti, ecc.) di origine rumena e non, per i quali l'obbiettivo, come per tutte le altre associazioni,  è di mediare per l'integrazione della comunità rumena nella società italiana.


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