N° 66  4 marzo 2010
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Sono romano ma non è colpa mia Hot

 
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sono_romano_artSi intitola Sono romano ma non è colpa mia, l’ultimo libro del comico Enrico Brignano, pubblicato da Rizzoli, guida comica e poco pratica alla storia, ai misteri di Roma e, soprattutto ai suoi abitanti.
Difficile infatti separare chi abita a Roma dalla storia della città, perché prima o poi si finisce per inciamparvi, come su un sampietrino.
E per raccontarla non c’è che il linguaggio di chi ci è nato e cresciuto, vivace come un tramonto e spontaneo come un improperio …

Enrico Brignano nasce a Roma per decisa volontà della madre, che lo vuole cittadino romano, figlio della capitale, in poche parole, capitalista.



Dopo un tour notturno degli ospedali romani, che risultano già pieni o chiusi, la madre lo dà alla luce in casa, a Dragona, ridente borgata romana, che poi non ho mai capito che ce stava tanto da ride’.
rizzoli_logoCosì, il 18 maggio 1966, grazie al provvidenziale aiuto del dottor Di Bartolo, veterinario che si dice abbia fatto nascere cani e porci, viene al mondo Enrico, che ricorda: “Io praticamente fui fatto in casa e si sa, le cose fatte in casa magari non sono perfette, ma sicuramente sono più genuine”.


A scuola diventa così bravo a copiare che si conquista il titolo di Canon il barbaro, e si difende con forza dalle accuse di fare scena muta durante le interrogazioni, visto che non può succedere a chi ha il sette in condotta perché non sta mai zitto.
Ma sui banchi di scuola impara anche a raccontare la storia della propria città, secondo lui, s’intende.
Tutto cominciò quando Romolo e Remo furono trovati nella famosa cesta lungo il Tevere dalla lupa, che ai piccoli in lacrime, disse: “Ma perché vagite? Non vagitate”.
Com’è noto poi, il 21 aprile 753 a. C., senza un piano regolatore, fu fondata Roma da Romolo e Remo, la prima impresa edilizia a conduzione familiare.
Tutti conoscono il triste epilogo tra i due fratelli, dal quale Romolo dovette difendersi per tutta la vita:”Io, quello che più mi ci accoro è che la gente pensa che io sia cattivo, solo perché ho ammazzato mi’ fratello”.


Così comincia la storia dei re di Roma: re de coppe, re de bastoni, re de spada, carte, denara, primiera e sette bello…
Insomma, idee un po’ confuse sulla storia, che Enrico cerca di riordinare precisando che dopo Romolo, arrivò secondo  Numa Pompilio, cui seguì Tullo Ostilio, che, come dice il nome stesso, era nervoso, irascibile. Lui si irasciava per qualunque cosa.
Vennero poi Anco Marzio, che fondò Ostia e poi morì, Tarquinio Prisco, di Tarquinia, vicino a Civitavecchia, e infine il sesto re, il penultimo dei sette. Ricapitolando: Romolo, Remolo, anche Marzio, Tarquinio il Superfluo, Quirinale, Viminale e Criminale…
Inutile dire che la versione dei fatti non convince la professoressa di storia, che gli affibbia un bel due.
Un’ingiustizia, ricorda Enrico, perché, da che mondo è mondo, si sa che il re è una figura e vale quattro!


Insomma, sulla storia di Roma si può inciampare, proprio come sui sampietrini, che si dice presero il loro nome dalle statuette in pietra dell’omonimo santo, ma forse si chiamano così, perché camminando sulla tipica pavimentazione romana, il santo in questione si finisce per invocarlo spesso.
Anche in macchina, comunque, le imprecazioni non mancano, e, soprattutto, non ti fanno mai sentire solo.
Non è mai, infatti, un semplice ma va’ a morì’ ammazzato, ma di solito segue un a te … e chi t’ha dato la patente!
D’altra parte l’anima della città è corale, stare in compagnia è una cosa spontanea: te e chi te sveja la mattina … te e tre quarti della palazzina tua … te e chi non te lo dice con la mano alzata …
Non esiste l’improperio che ti lascia solo. Ma che scherziamo? Roma è grande. E se te perdi?


Quando sei nato e cresciuto a Roma, la sua storia a volte diventa anche un po’ tua, e si finisce per raccontare la città sacra con gli occhi del profano.
E’ questa Roma: una miscela affascinante di ingiurie e biossido di azoto, di smadonnamenti e polveri sottili. Da dietro una tintarella fuligginosa, poggiata su quei capolavori del passato, sembra voler dire: Io sono qua da secoli e ci resto … tu che sei di passaggio, vedi che pòi fa’.


Sono romano ma non è colpa mia
di Enrico Brignano
Edizioni Rizzoli
Pagine 258 Euro 16.50


Si ringrazia la Casa Editrice Rizzoli per l’immagine di copertina

 



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Simpatico perchè genuino

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E' vero Enrico Brignano strappa sempre una risata e lo fa sempre in modo genuino, lo si capisce già dalla recensione del suo libro...è proprio vero allora che le cose fatte in casa sono sempre le èiù genuine!
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Enrico Brignano

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Basta girare per Roma e gli spunti non mancano: la bellezza della città si mischia ai mille problemi quotidiani, ma il tutto viene sempre condito con lo spirito di chi ci vive e la osserva con distacco e con ironia.
Penso che Enrico Brignano sappia fare proprio questo:raccontare Roma e riuscire sempre a strappare una risata...
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Quanto mi fa ridere Enrico Brignano

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Concordo con entrambi, solo chi è di un posto e lo conosce bene, può veramente essere critico.
Io mi ricordo un aneddoto quando ero piccola. Mia cugina mi disse, non avendo mai visto Roma, che non era una bella città e che uno dei monumenti più belli della nostra città, ma di tutto il mondo, era brutto!!! io logicamente ho difeso a spada tratta, la nostra magica città.
Al di là di questo che era un parentesi, poco legata con Brignano, io l'ho sempre amato, sia come comico da palcoscenico, nei suoi monologhi, mai volgari mai eccessivi, e sia come attore
Grande Enrico!
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Verissimo!

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Sono d'accordo con Fabrizio ... anche se il romano doc è dotato di autoironia naturale, è anche piuttosto permalosetto!
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Finché si scherza si scherza...

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Enrico Brignano ha colto nel segno. Perché solo ad un romano doc è permesso ironizzare sulla nostra amata Roma così come solo ad un fratello è consentito criticare la comune madre...
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