N° 90
2 settembre 2010
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Museo Nazionale delle Paste Alimentari

 
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saladelgranoL’Italia, lo sappiamo bene, è nota in tutto il mondo, oltre che per le sue bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, anche per essere il il paese della pizza, del mandolino, e naturalmente della pasta.


E allora quale idea migliore, che non celebrare questo antico e amatissimo alimento se non con un museo ad essa interamente dedicato?!
Ecco che è nato a Roma, oltre un decennio fa, il Museo Nazionale delle Paste Alimentari, uno spazio espositivo unico al mondo nel suo genere.



sala_ligureNelle sue undici sale è possibile scoprire otto secoli di storia del nostro “primo piatto” nazionale,una delle tante invenzioni l’invenzione italiane che il mondo ci invidia e che tenta di imitare.


Il museo ha sede a Palazzo Scanderbeg, un palazzo storico e originale che si affaccia sull’omonima piazza nel cuore di Roma, vicino al Quirinale, a due passi da Fontana di Trevi.
Un museo che oltre ad essere tale è anche uno spazio è anche “anticipatore” in quanto è il primo nel suo genere ad essere dedicato ad uno specifico prodotto alimentare.


Sala dopo sala, potrete scoprire, quasi assaporandola, tutta la lavorazione della pasta, dal momento in cui fu inventata, il 1310 secondo fonti storiche non confermate, ad oggi, in cui la pasta, insieme alla pizza, si conferma uno degli alimenti più consumati al mondo.


Attraverso il percorso sviluppato su due piani e undici sale, si scopre come dal grano nasce la pasta e quali sono i procedimenti usati nell’impastatura e nell’essiccamento, partendo dall’antico processo artigianale fino ad arrivare alla tecnologia moderna industriale, facendo un excursus dalle “macchine rudimentali”, come le prime macine in pietra, fino alle moderne macchine impastatrici.


Capitolo dedicato avrà l’invenzione tutta italiana della pasta secca, la più importante, che ha reso possibile lo sviluppo della pasta alimentare in tutto il mondo, un’innovazione che ne ha permesso la conservazione in perfette condizioni per mesi se non addirittura anni.
In questo scrigno dell’arte culinaria sarà possibile conoscere come avvengono i processi produttivi di pastificazione, come nascono i formati di pasta e le trasformazioni indotte dalla cottura, nonché interessanti modelli di macchine da produzione e piccole curiosità sull’alimento del cuore degli italiani, come ad esempio scoprire perché la pasta al dente è più digeribile.


La prima sala partendo dal pirmo piano è quella del grano, che ci introduce al museo accogliendoci con delle decorative spighe di grano.
Al centro della sala un’antica monumentale mola di pietra, denominata “gramola”, che serviva ad amalgamare l’impasto composto di semola ed acqua., mentre introno lungo le pareti è sviluppato in varie fasi il racconto della genesi della pasta e del ciclo che compie la semola prima di giungere all’impastatrice.


Nella Sala della Nutrizione scoprirete che la pasta, oltre ad essere buona, è ricca di numerose virtù nutrizionali, mentre i quella P.E. Taviani è possibile trovare un esemplare di Macchina Continua, la prima linea di produzione continua ed automatica funzionante dal 1936.


Nella Sala Cordeglio Penél, oltre a vari strumenti per fare la pasta a mano o per cucinarla, si trova la Macchina di Palermo, un esemplare di macchina continua risalente al 1950.
Una forte testimonianza della realtà storica della pasta si ha nella Sala Santi Correnti, in cui si potrete leggere importanti documenti datati a partire dal 1154 che dimostrano, come in ben quattro località d’Italia si era scoperto, fin dal XII secolo, il modo di produrre e conservare la pasta.


800px-Pasta_2006_5Nella Sala Montuschi si avrà l’idea di un completo pastificio paleo-industriale, con macchine perfettamente conservate e funzionanti, mentre nella Sala Valeriani detta delle curisità, carrellata di decine di personaggi celebri fotografati mentre assaporano gustosi primi piatti: da Ingrid Bergman a Totò , celebrità testimoni del rapporto tra la pasta e la cultura cinematografica.


E poi ancora, la Sala Travaglini in cui è possibile ammirare, tra l’altro, un’ampia collezione di presse artigianali, ognuna con la sua dotazione di trafile, corredata di illustrazioni e fotografie d’epoca.
Attraverso la Sala Archeologia Industriale potrete conoscere l’inizio della fase moderna e della trasformazione del processo di produzione della pasta


Infina la Sala Rubino-Scaglione, una divertente saletta dedicata al rapporto della pasta con l’arte ed il teatro, in cui sono inoltre esposte opere artistiche moderne dedicate alla pasta: Crista, Latella, Scaglione, Penél, Di Raco.


La struttura museale è inoltre dotata anche di una ricca Biblioteca con un’ampia documentazione storico – scientifica, frutto di una paziente raccolta, contiene testi antichi e moderni, aventi ad oggetto sia l'evoluzione culinaria dell'alimento, sia le tecnologie produttive. Nella biblioteca sono anche custoditi antichi editti ed una nutrita collezione di cataloghi di pastifici italiani e stranieri.


Per ulteriori informazioni visita il sito www.museodellapasta.it

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Viva la pasta!!!

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Sono queste le cose che, nonostante tutto, ci fanno amare il nostro Bel Paese...
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