Ovvero: La mano che regala è al di sopra di quella che riceve
Un proverbio gratificante. Dettato forse dalla scarsità di gratitudine generale. E’ comunque un modo di dire che fa sentire l’orgoglio di essere generosi. Dà quel senso di piacere che, in quanto umani, abbiamo bisogno di provare quando ci decidiamo ad offrire la nostra solidarietà.
La frase descrive, come spesso accade nei proverbi, una situazione fisica per esemplificarne una morale. Il gesto del dono è un gesto positivo, costruttivo, amorevole che innalza la persona che lo fa, sentimentalmente ed intellettualmente. Perché per farlo è necessario pensare all’altro, alla persona cui si fa il regalo. E’ perciò un atto di interpretazione, di empatia e, quindi, di alienazione da sé. Per questo rappresenta ed esprime quanto di più elevato e nobile c’è nella natura umana, la capacità di mettersi nei panni dell’altro e dare ciò che si vorrebbe ricevere se si fosse in quei panni.
In cambio ci basta un grazie. Per soddisfare la nostra vanità, naturalmente. Un gesto profondamente altruista e pregevole non dovrebbe richiedere nemmeno questo: non sappia la destra ciò che fa la sinistra, recita una famosa massima.
Ma se l’atto di donare privandosi di qualcosa è così squisitamente umano, lo è anche il desiderio di essere riconosciuti “buoni”. E’ un sistema antico, che mette sempre in posizione quasi di conflitto chi dà e chi riceve, in una sorta di altalena di ruoli (quelle a leva con il perno centrale). Da una parte la persona che chiede, non sempre apertamente, è in svantaggio. Dall’altra la persona che può dare, ma può decidere di non farlo, ha il vantaggio della scelta. Quando dà, però, l’altalena si sposta a vantaggio di chi ha ricevuto. E chi ha dato, consapevole che è merito suo se l’altalena si è spostata, vuole a sua volta una ricompensa. Ma proprio per questo si trova dall’altra parte, in svantaggio. E’ facile dire che semplicemente non dovrebbe desiderare a sua volta una gratificazione per non finire dalla parte bassa della leva. Non è affatto semplice mantenere l’equilibrio necessario per restare in posizione di parità. Ed è così naturale continuare ad altalenare!
Resta di fatto che quella di donare è una necessità pressoché alla pari con quella di ricevere. Nella nostra cultura l’altruismo e la generosità sono cardini della società. Come la carità, la pietà e l’abnegazione (anche se piuttosto fuori moda), sono elementi fondanti, non necessariamente ed esclusivamente legati ad una religione piuttosto che ad un’altra. E questo è ciò che testimonia questo proverbio: una tradizione antica alla ricerca della nobiltà d’animo. Non dobbiamo farne a meno.
























